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-17-
Per così bel
commiato
n'andò da l'altro
lato
lo cavalier
gioioso,
e molto confortoso
per sembianti parea
di ciò ch'udito
avea;
e 'n questa
benenanza
se n'andò a Leanza,
e lei si fece
conto,
e poi disse suo
conto
sì come parve a
lui:
e certo io che vi
fui
lodo ben sua manera
e 'l costume e la
cera.
E vidi Lealtate
che pur di veritate
tenea suo
parlamento;
con bello
acoglimento
li disse: «Ora
m'intendi
e ciò ch'io dico
aprendi.
Amico, primamente
consiglio che non
mente,
e 'n qual parte che
sia
tu non usar bugia:
ch'on dice che
menzogna
ritorna in gran
vergogna
però c'ha breve
corso;
e quando vi se'
scorso,
se tu a le fïate
dicessi veritate,
non ti sarà
creduta.
Ma se tu hai saputa
la verità d'un
fatto,
e poi per dirla
ratto
grave briga
nascesse,
certo, se la
tacesse,
se ne fossi
ripreso,
sarai da me difeso.
E se tu hai parente
o caro benvogliente
cui la gente
riprenda
d'una laida
vicenda,
tu dê essere acorto
a diritto ed a
torto
in dicer ben di
lui,
e per fare a colui
discreder ciò che dice;
e poi, quando ti
lice,
l'amico tuo gastiga
del fatto onde
s'imbriga.
Cosa che tu
promette,
non vo' che la
dimette:
comando che
s'atenga,
purché mal non
n'avenga
Ben dicon buoni e
rei:
«Se tu fai ciò che
déi,
avegna ciò che
puote»;
ma poi, chi ti
riscuote
s'un grave mal
n'avene?
Foll' è chi teco
tene:
ch'i' tegno ben
leale
chi per un picciol
male
fa schifare un
maggiore,
se 'l fa per lo
migliore,
sì che lo peggio
resta.
E chi ti manofesta
alcuna sua credenza,
abbine retenenza,
e la lingua sì
lenta
ch'un altro no la
senta
sanza la sua
parola:
ch'io già per vista
sola
vidi manofestato
un fatto ben
celato.
E chi ti dà in
prestanza
sua cosa, o in
serbanza,
rendila sì a punto
che non sie in
fallo giunto.
E chi di te si
fida,
sempre lo guarda e
guida,
né già di
tradimento
non ti vegna
talento.
E vo' ch'al tuo
Comune,
rimossa ogne
cagione,
sie diritto e
leale,
e già per nullo
male
che ne poss'
avenire
no·llo lasciar
perire.
E quando se' 'n
consiglio,
sempre ti tieni al
meglio:
né prego né temenza
ti mova i·rria
sentenza.
Se fai
testimonianza,
sia piena di
leanza;
e se giudichi
altrui,
guarda sì abondui
che già da nulla
parte
non falli l'una
parte.
Ancor ti priego e
dico,
quand' hai lo buono
amico
e lo leal parente,
amalo coralmente:
non si' a sì grave
stallo
che tu li facce
fallo.
E voglio ch'am' e
crede
Santa Chiesa e la
fede;
e solo e infra la
gente
innora lealmente
Geso Cristo e li
santi,
sì che' vecchi e li
fanti
abbian di te
speranza
e prendan buon'
usanza.
E va', che ben ti
pigli
e che Dio ti
consigli,
ché per esser leale
si cuopre molto
male».
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