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| Vincenzo Maggi Un brieve trattato dell'eccellentia delle donne IntraText - Concordanze (Hapax - parole che occorrono una sola volta) |
grassetto = Testo principale
Capitolo grigio = Testo di commento
1 | 10
2 tes| molti: Sarà adunque [B ii] [10v] manifesta cosa non mai
3 tes| tre cose si concludono, [11] primieramente che la differentia
4 tes| sperando io di [B iii] [11v] farvi facilmente vedere
5 | 12
6 | 12v
7 | 13
8 tes| savii esser naturalmente ne [13v] gli huomini e nelle donne
9 | 14
10 tes| solamente non raffrena mai gli [14v] appetiti, ma più tosto
11 | 15
12 ess| Damiano de Turlini,~Nel Anno.~1545.~
13 tes| Benché adunque questa viril [15v] complessione generi migliori
14 | 16
15 tes| dicessimo che negli huomini [16v] signoreggiasse un acerbo
16 | 17
17 | 17v
18 | 18
19 tes| ritrovino, e niuno huomo [C ii] [18v] che pur si contenti delli
20 | 19
21 tes| maneggio delle [C iii] [19v] facultà, essendo la liberalità
22 | 2
23 | 20
24 tes| facultà, rivolgono [C iii] [20v] incontanente l'animo alli
25 | 21
26 tes| raccorre, oltre che essendo [21v] generalmente più continenti
27 | 22
28 tes| maschi, altrimenti, dato [22v] n'havrebbono almeno qualche
29 | 23
30 tes| che se la conservatione [23v] delle famiglie non dipendesse
31 | 24
32 tes| incontanente da pochi danari [24v] invitati, ispongono all'
33 | 25
34 tes| confessar la grand' [D ii] [26v] eccellentia che Iddio gli
35 | 27
36 tes| scuole, il che [D iii] [27v] se licito fusse alle donne,
37 | 28
38 tes| astengono, che debbano [D iiii] [28v] esser contente delli lor
39 | 29
40 tes| sofficientemente lodati: benché non ne [29v] havessero di bisogno, né
41 ded| che leggendola non [A ii] [2v] troviate per dentro molte
42 | 3
43 | 30
44 tes| tolte non dala cortecchia, [30v] ma dalla propria radice,
45 ded| fatta per risvegliare, per [31v] inanimir, anzi per isperonar
46 ess| secolo, né perché io porti [32v] invidia alli ornamenti
47 | 33
48 ess| quali, sì miseramente [E] [33v] condotti siamo. Et qual
49 | 34
50 ess| facultà di chi non [E ii] [34v] ne è punto colpevole della
51 | 35
52 ess| havrebbono sì facilmente [E iii] [35v] aperti i Mari, spianati
53 | 36
54 ess| aventura fuor di [E iiii] [36v] proposito; che di lui parli
55 | 37
56 ess| trovo, là dove molte donne [37v] intendo ritrovarsi che
57 | 38
58 ess| natione Italiana? oimè che il [38v] sdegno sì forte m'indebolisce,
59 | 39
60 ess| ne traghino: ravedetive [39v] adunque o Reverendi Padri
61 ded| contro di alcuni [A iii] [3v] ostinati dottori diffendere
62 | 4
63 | 40
64 ess| Iddio che mai tal cosa [40v] acaggia, distrugasi più
65 | 41
66 ess| lor pretiosi odori [F] [41v] vincesser noi: se presi
67 | 42
68 ess| chi la possedera [F ii] [42v] non sarà mai povero. Movaci
69 | 43
70 ess| esser buona essendo [F iii] [43v] propria conditione de buoni,
71 | 44
72 ess| sommergere. Incomincino [F iiii] [44v] hormai i Principi a imparar
73 | 45
74 ess| grandissimo danno: ciò che si [45v] vince, è spesso da questo
75 | 46
76 ess| intrecciate, hora se gli [46c] hanno incominciato a raccorciar
77 | 47
78 ess| o le giuocò le Anella, [47v] non ci fu mai imperio più
79 | 48
80 ess| miseri amanti, e di fargli [48v] doventar martiri per esse:
81 | 49
82 ess| sangue? non gli è per [G] [49v] aventura venuto mai a gli
83 ded| godere, io ne [A iiii] [4v] sarò benignamente ringratiato,
84 | 50
85 ess| genenroso Truxes in [G ii] [50v] Augusta, e seco havendo
86 | 51
87 ess| anchora per farvi [G iii] [51v] conoscere che al tutto
88 | 52
89 ess| che parevano [G iiii] [52v] havesser impegnato la lingua
90 | 53
91 ess| affrettianci pur, perché il [53v] male è assai più vicino
92 | 54
93 ess| non temerò (come essi già [54v] temettero) né il diffetto
94 | 55
95 tes| e mortale, ma più tosto [5v] egli disia d'investigare
96 | 6
97 tes| parole alli Philosophi, e [6v] proprie e famigliari, non
98 | 7
99 tes| egualmente perfetti, a tal che [7v] naturalmente parlando,
100 | 8
101 tes| i membri del corpo. Vo [8v] più oltre, e dico che tutto
102 | 9
103 tes| figura, e etiandio [B] [9v] quanto alla temperatura
104 ess| huomini a poco a poco l'abandonano, l'hanno incominciata a
105 ess| promettendo che mai non l'abandonaranno, né mai dal lor commertio
106 tes| contrario in pochi huomini vi abaterete li quali, potendo al lor
107 tes| con perpetua memoria. Non abbaderò ad iscusarmi con queste
108 ess| turbulentissime Città, e abbandonar la già eletta solitudine:
109 ess| si diletta dei studi, che abbandonate le sottigliezze de Sophisti (
110 tes| nutrimento, tanto maggior abbondantia de vapori ne risulterà,
111 ess| indubitatamente ch'egli adorni e abellischi il cielo: se di questi principi
112 tes| cosa al lor parere humile e abietta, non altrimenti che già
113 ess| e conosciuta da voi si abracci, vi scoprirò alcune altre
114 ess| egli col corpo non pò, l'abraccia col pensiero, con il qual
115 ess| sogliono gli asassini, ci abracciano per suffocarne, e imitano
116 ess| per la quale, tanti hanno abracciato la morte infilzandosi spontaneamente
117 ess| Iddio che mai tal cosa [40v] acaggia, distrugasi più tosto avanti
118 ess| sinistri accidenti che ne acaggiono? Io non so veramente perché
119 ess| potentissimo Iddio più presto accecar, che io vega mai, dove hora
120 ded| facendo, spero vi habbiate d'accendere più che mai delle bellezze
121 tes| temperatura infiammate e accese. Hor di questi appetiti
122 ess| né la rubicunda zona dell'acceso polo, pur che io viva in
123 ess| piangere per ogni minimo accidente che gli avenga, quelle sole
124 ess| nel tollerar i sinistri accidenti che ne acaggiono? Io non
125 tes| maligno habbito, il qual accompagnandosi con i consueti appetiti
126 ess| da inhumerabil essercito accompagnato; Tal maniera di studiar
127 tes| a questa opinione non vi acconsenti Hippocrate, non intendo
128 tes| doverebbono le donne esser molto accorte e avedute, non mai pronte
129 tes| 16v] signoreggiasse un acerbo nemico della ragione e una
130 ess| reina di Navara vi è una Achademia di dotte damigelle, le quali
131 tes| minor spatio di tempo elle acquistano la lor perfettione, et nella
132 tes| essergli data, salvo perché acquistar potessero le cose al [D] [
133 tes| cognitione per essercitio acquistata concedesi che gli huomini
134 ess| cupidigia, e quanto più fa delli acquisti, tanto più gli par d'esser
135 ess| fate che i figliuoli vostri acquistino di quelle ricchezze che
136 tes| abracciar il Cadavero e di acutissime strida riempir l'aria, da
137 ded| vostro Sesso, scritta dall'acutissimo .S. Vincenti Maggio, e recitata
138 ess| ridire, e molto più cose addutto vi havrei se non mi confidassi
139 ess| vostro, io per la mia parte adoperato e l'unghia e il dente perché
140 ded| servitù devotissimamente adorata. State lieta che Iddio sia
141 ess| indubitatamente ch'egli adorni e abellischi il cielo: se
142 tes| non habbi al padre mille affanni, alla madre infiniti dolori,
143 tes| parte non accade che io mi affatichi molto, questa essendo la
144 tes| voluntà con mille giuramenti, affermando d'havergli fatto libero
145 tes| fiera? e poi vi sarà chi osi affermare haver in sé cotai huomini
146 ess| sogette? Con giuramento affermato mi hanno moltissimi mariti
147 tes| conclusion mia non sia verissima. Affermerò io sempre constantissimamente
148 tes| senno trovar si possi che affermi esser buona la moltitudine
149 ess| pensar l'opposito di quanto affermo: e che maraviglia sarebbe,
150 ess| un'altra congiettura dell'affettato imperio? ch'elle non sono
151 tes| i cari Padri, o singolar affettione degna di esser in ciascun
152 ess| schifo, là dove prima con affettuose parole e dolcissimi gesti
153 ess| giuocar, dove chi perde, si afflige, e chi vince ne vien tuttavia
154 ess| non facendo ingiuria alle afflitte vedovelle, né offendendo
155 ess| afatto afatto tramonti, affrettianci pur, perché il [53v] male
156 ess| frezzolosi passi alla vecchiaia aggiunghi, ingrossando i spiriti,
157 tes| questa ragione un'altra ve ne aggiungo, non meno efficace, per
158 tes| queste quanto più tosto elle aggiungono al splendore del sole, più
159 ess| desiderata: inspiragli ad agiuttar l'ingegno che tu lor deste
160 ded| per non mancar di sì grato agiutto, e dolce refrigerio. Beato
161 tes| cerchino di divorar gli Agnelli, ben sarebbe da maravigliarsi
162 ess| che gli Inglesi fussero Agnoli dal ciel empireo discesi,
163 ess| teniamole occupate intorno all'ago, alla conocchia, e all'arcolaio,
164 ess| devotissimo Benedetto di Norsia albergo di virtù e singolar nemico
165 tes| vi si trovi discrepantia alchuna, la qual manifestar [9]
166 ess| anderò più tosto dove né Alessandro, né Cambise potero mai arrivare,
167 ess| case della .S. Contessa di Aliffe gloria e honor del sangue
168 ded| di porgervi tutto quell'alleggiamento che per [2] loro fia possibile
169 ess| vince ne vien tuttavia più allettato: deh non ci lasciamo ingannar
170 tes| mentre da tenerella età si allevano, punto moleste, il che rade
171 tes| che più alcuno non se ne allevarebbe. Veggendo adunque noi le
172 | alquanto
173 ess| elle tuttavia a maggior altezza, io dubito che l'imperio
174 ess| considerando con occhio acuto, gli alti pensieri, gli accorti modi,
175 ess| e lo diceva con un viso altiero e pieno di tirannia, deh
176 ess| ma di cose utilissime e altissime: favoriva gli ingegni di
177 ess| tace, e siede, e sedendo in alto si lieva, dove le virtù
178 tes| quanto hanno: il che non d'altronde aviene, se non perché si
179 ess| sia da loro, come cosa amabilissima desiderata: inspiragli ad
180 ess| con gli huomini, e tanto amadori sono divenuti delle donne,
181 ess| Harpalice, di Camilla, di Amalasiunta, e di Pantesilea Reina di
182 tes| rendo, poscia che le donne amano sommamente la giustitia,
183 tes| si risolvono in pianti e amari sospiri, riempiono ogni
184 ess| cosa maggior cura, che di amassar danari, arrichir con mille
185 tes| guidar non si lascino, o da ambitione, o da guadagno, o dal [18]
186 tes| capo dell'huomo havesse amendue le tempie schiacchiate e
187 ess| peregrini dal sonno o dalla amenità de' luoghi disviati e ritardati,
188 ess| luogo del Bresciano molto ameno che una gentilissima signora,
189 ess| crudeltà dimostra nel ferir gli amici, arder le ville, infiammar
190 ess| per la nativa sua beltà: amisi la sapientia per la [42]
191 tes| huomini, oltre che essendo in ammendua l'anima con uguali virtù
192 tes| quai cose per verissime ammettendole potrebbe altri agevolmente
193 tes| giustitia le cose non si amministrassero. Ma che anchora di prudentia
194 ded| solo li fece in terra tanto ammirabili, ma li dette anchora gran
195 ess| alli ornamenti loro, quai amo e riverisco, perciò tanto
196 ess| quantunque indotto fusse, pur le amò e hebbe in riverentia. Sono
197 tes| della piacevolezza e sincero amore? elle per arrichire o per
198 ess| qui adunque farò della mia amorevole essortatione il Fine, di
199 tes| disagi: Non così aviene alle amorevolissime figliuole, le quali [22]
200 ess| pene per i nostri peregrini amori molte volte sofferte: Tristo
201 ess| paia, conciosiacosa che sì ampie fussero le costui richezze,
202 ess| Città e fargli rimaner sì amutiti, che parevano [G iiii] [
203 ess| vergognò mai d'imparare, anchor che alla vecchiaia giunto
204 ess| sopra ogni fede, la quale, andando per sue bisogne da Tilinga
205 ess| humanamente da Rodiotti raccolti. Andate (disse) e fate che i figliuoli
206 ess| chi già serve ne furono, anderò più tosto dove né Alessandro,
207 ess| le vesti, o le giuocò le Anella, [47v] non ci fu mai imperio
208 tes| soffrono tante miserie e tante angoscie si patono e pel mezzo della
209 ded| ostinati dottori diffendere più animosamente la Feminil eccellentia.
210 ess| gaglioffi, né mai ritrovo né Annibale, né Scipio, né Marcello,
211 ess| Damiano de Turlini,~Nel Anno.~1545.~
212 ess| Bradamante, di Marphisa, di Antea, e altre tante. ma forse
213 ess| opere delli nostri [35] antepassati, furono già cagione di farci
214 ess| paiono scaduti da quella lor antica perfettione, non mi par
215 ded| famigliarmente ragioniamo il .S. M. Antonio da mula e io, ogni e qualunque
216 | anziché
217 ess| non occuparno le femine l'apostolica sedia? e erano in quei [
218 ess| tutte le cose alla Religione appartenenti? e dove trovaremo noi chi
219 ded| poche hore ella talmente apprese questa nostra favella che
220 ded| molti componimenti mi si appresentano davanti a gli occhi, tutti
221 ess| che poco in grosso hanno appreso. Tal maniera di studiar
222 ess| non vinsero gli Assirii, Arabi, e Sabei, perché essi poi
223 ess| dell'opra nostra, o all'aratro, o a qualche altro più sordido
224 tes| parmi che la natura ottimo Architetto delle mondane cose gli la
225 ess| ago, alla conocchia, e all'arcolaio, benché miglior riparo sarebbe
226 ess| sempre è sitibunda, sempre arde di nova cupidigia, e quanto
227 tes| secche generino appetiti più ardenti, e voglie più di qualunque
228 ess| dimostra nel ferir gli amici, arder le ville, infiammar le case,
229 ess| assai bella di presenza, ma ardita sopra ogni fede, la quale,
230 ess| nelle robuste braccia e arditi cuori: sono le Fortezze
231 tes| ragione prova e con niuno argomento fortifica, di sorte che
232 ess| augurio di haver sempre l'Ariosto nelle mani e quella parte
233 ess| povero. Movaci l'essempio di Aristippo, e rimanghino nei cuori
234 ess| nascondersi, e gittar l'armi per ogni picciolo ribombo
235 ess| dotti, eccetto un Mario di Arpino, il quale quantunque indotto
236 ess| guadagno è spesse volte arra e pegno di un grandissimo
237 ess| ch'elle non sono più sì arrendevoli alle preghiere delli amanti,
238 ess| che di amassar danari, arrichir con mille frodi, e ingiuria
239 tes| sincero amore? elle per arrichire o per fuggir l'ubidienza
240 ess| Alessandro, né Cambise potero mai arrivare, non temerò (come essi già [
241 ess| fanno come far sogliono gli asassini, ci abracciano per suffocarne,
242 tes| vostra che con attento animo ascoltar mi vogli, sperando io di [
243 tes| humanità tanto longamente ascoltato.~ ~
244 ess| crederò fusse la devotisima Asella, o la Romana Paula: e queste
245 ess| elle si ricorderanno delle aspre battiture che date le habbiamo,
246 ess| avaritia gli hanno posto sì aspro assedio, ch'io non ne spero
247 tes| che sel huomo nel primo assalto con un sol vitio contrastando,
248 ess| gli hanno posto sì aspro assedio, ch'io non ne spero mai
249 ess| la cui santa simplicità e assidue preghiere tanto lo fecero
250 tes| intraprendere sì grande assunto: Tanta è la forza dela verità
251 tes| giustitia, e dell'altrui si astengono, che debbano [D iiii] [28v]
252 tes| soggetti non da necessità astretti, ma di spontanea voluntà,
253 ess| humiltà conoscendo, come ben astuta, non potersi ritrovar alcun
254 tes| dell'altra all'intender atta, salvo che per lo produr
255 tes| non gonfie, e rabellite, attendendo più tosto al dir la verità,
256 tes| tosto non vi paia falso, se attender vorrete alle cose che io
257 ess| troppo longamente insieme, attendiamo pur a scacciar i suoi nemici,
258 ded| Iddii. Piacciavi di leggerla attentamente, perché così facendo, spero
259 tes| cortesia vostra che con attento animo ascoltar mi vogli,
260 ess| valenti fussero, ma sol attese alla femina, e veramente
261 ess| superiori, non habbiamo atteso ad altro che a poltroneggiare,
262 ess| lasciar da canto tante vane attilature, tanti profumi, e odoriffere
263 ess| sempre operar e esser in atto. Non gli par mai di esser
264 tes| che l'ira di qualunque più attroce fiera? e poi vi sarà chi
265 ess| clementissimo Cesare, né dal audacissimo Marcello: Sfortunati noi,
266 ess| Principi, non trovo più un Augusto, magnanimo, cortese, e liberale.
267 tes| e liciti modi sempre le aumentano, laonde per il contrario
268 ess| liberatione alcuna: all'aumentar de' stati, e insieme all'
269 tes| ogni studio si sforza e di aumentargli e di farse lor tuttavia
270 ess| tuttavia il valor de' frati, e aumentasi quel delle Suore. Deh non
271 tes| non intendo io però che la auttorità di sì grand'huomo mi favorischi
272 ess| che i Monaci si lasciano avanzar dalle Monache in tutte le
273 ess| dell'età nostra per lo più avari, crudeli, e ignoranti. Non
274 tes| più che il prodigo divenga avaro, per che gittato c'hanno
275 ess| basto a dosso senza pur avedersi mai de così eterni danni
276 tes| donne esser molto accorte e avedute, non mai pronte e facili
277 tes| chi gli dette vita, non avelenano i fratelli, non amazzano
278 ess| minimo accidente che gli avenga, quelle sole essendo honorate
279 ess| intelligentia, vi predico, avenir ci possa? non han le femine
280 tes| non mai per altra cagione avenire che alcuna complessione
281 ess| santa, e virtuosa età, e mal aventurato chiunque nasce ne moderni
282 tes| della ragione, rade volte averrà ch'ella in colui prevaler
283 ess| benché meritamente forse li averrebbe, poi che li Principi moderni
284 ess| cagione di sospettare: non avertite voi al scambiamento de costumi?
285 tes| niuno altro penso sia stato avertito. E cosa molto chiara presso
286 ess| esso noi, essendoci più avezza, ravediamoci pur tosto del
287 ess| nelle vesti portano? l'è uno avezzarsi a portar il Corsaletto:
288 tes| lasciano più facilmente aviluppare nei lacci dei dishonesti
289 ess| non sol di padre Re, ma di Avolo e di Bisavolo, così paterno
290 tes| prima gli argomenti delli avversari, quelli cercano avanti ogni
291 tes| sogliono rinfacciar gli avversarii, e [27] questa è che le
292 ded| sentieri: e qui fo il fine, bacciandovi la mano con Riverentia.~ ~
293 ess| le quali hanno pelato la barba, e rotte le braccia ai lor
294 ess| prendi più cura di tinger barbe, di ricamar vesti, di profumar
295 ess| animi vostri dalle cose basse alle celesti, e pazza cosa
296 ess| tempi (per descender più al basso) un Roberto Re di Sicillia?
297 ess| mai tanti meriti che gli bastino. Ha costei per suo fondamento
298 ess| meno che lasciatoci por il basto a dosso senza pur avedersi
299 ess| ricorderanno delle aspre battiture che date le habbiamo, e
300 ess| sono, e credette già il beatissimo Gregorio, che gli Inglesi
301 ess| Fanciulla Tedesca, assai bella di presenza, ma ardita sopra
302 ded| accendere più che mai delle bellezze eterne della virtù, e che
303 ess| di parer sopra gli altri belli, conciosia cosa che Spurina (
304 ess| anzi che per la nativa sua beltà: amisi la sapientia per
305 ess| minima parte il devotissimo Benedetto di Norsia albergo di virtù
306 ded| ringratiino di così eccellente benefitio, e de divini honori vi dichino
307 ded| donne più che alli huomini benigna e cortese, ringratiaretela
308 ded| io ne [A iiii] [4v] sarò benignamente ringratiato, che gli habbi
309 tes| faccia li costumi assai più benigni che far non possa qualunque
310 ess| somma memoria, di somma benignità, e di somma destrezza ornato:
311 tes| spettacoli, o maravigliosa benivoglienza di grate figlie verso i
312 tes| gli huomini si conducono a ber sì largamente, se imbriachi
313 ess| Augurio è il portar delle Berette con le piumme? che augurio
314 ess| rasimigliarsi al contemplativo Bernardo di Chiara valle, d'animo
315 tes| fredda tanto cibo, né tanto beveraggio, il che tutto 'l giorno
316 ess| picciola umbra, lascino le biastemme e i spergiuri, non riponendo
317 ess| hebber mai la più crudel biastemmia che di pregar che i suoi
318 tes| necessita chel si rifughi alla bilancia dei sensi, la qual, parmi
319 ess| padre Re, ma di Avolo e di Bisavolo, così paterno come ancho
320 ess| la quale, andando per sue bisogne da Tilinga luogo al presente
321 tes| ma le proprie facoltà nei bisogni spendono, come vi sarà mai
322 ess| Eustochio, hor Marcella, e hor Blesilla: ne conosco io infinite
323 ess| Melissa sua fante, il cibo in bocca gli ponesse, quasi che egli
324 ess| valorosamente da Valasca regina de' Boemi? sono favola le facende
325 ess| publichi Studi di Padova, o di Bologna, sì come consueto sono,
326 tes| che non ci è sì picciol borgo dove molte donne non si
327 tes| agevolmente intendere dal braccio, il qual essendo membro
328 ess| le istorie Provenzali di Bradamante, di Marphisa, di Antea,
329 ess| comprender posso) che elle bramino, che di signoreggiarci,
330 ess| so che tempo in qua, più bramose dell'imparare di quel che
331 ess| essendo in Conceso, luogo del Bresciano molto ameno che una gentilissima
332 ess| divenuto sia per la procacciata brutezza, anzi che per la nativa
333 tes| huomini il senso e [15] brutte lor volontà: a questa ragione
334 tes| ragione per concludere che i buoi e i cavalli per esser più
335 ess| piena di sdegno, e tante busse gli dette, quante dar gli
336 ess| 47] stivaletti, e della Caccia delettarsi sopra modo? molte
337 ess| Principi moderni son fatti cacciatori, e vaghi più di starsi con
338 tes| veggendole abracciar il Cadavero e di acutissime strida riempir
339 tes| mangiar, come ancho del bere cagion, che gli huomini simili
340 tes| consueto luogo per mostravi le Cagioni delle cose, che sotto il
341 tes| noi che chi haverà miglior calamo, quel debba ragionevolmente
342 tes| phisici che le temperature calde e secche generino appetiti
343 tes| lo produr de spiriti più caldi e secchi, e essendo i spiriti
344 ess| in fuga per ogni minimo calpestio. Questa non è già la militia
345 tes| voi che sì pronti siete a calumniare l'eccellentia delle donne,
346 tes| della Quartana, e dell'esser calvo scrissero: Noi veramente
347 ess| soldato: solevano prima calzarsi solamente insino alle ginocchia
348 ess| ginocchia e hora usano le calze chiuse, fingendo di farlo
349 ess| prestezza, muterassi stato, e cambierassi conditione, e quando crederemo
350 ess| tosto dove né Alessandro, né Cambise potero mai arrivare, non
351 ded| nei termini della vostra Camera, molte cose mi vengono per
352 ess| gloriosa fama di Harpalice, di Camilla, di Amalasiunta, e di Pantesilea
353 ess| radoppiassemo i passi, caminassimo più velocemente, avanti
354 ess| delle predette nationi, caminino tuttavia di virtù in virtù.
355 ess| longamente, havendo preso il camino dell'essercitarsi i corpi
356 ess| dove prima portavano le camise scollate, hor per la maggior
357 tes| sarebbe assai più largo campo che delle donne non habbiamo.
358 ess| posso io haver le mani ne capegli a tutti gli huomini, per
359 tes| eccellenza vedendosi del continuo capi di figura e buona e cattiva,
360 ess| qualificato sia) gli doventa capital nimico: ma forse che alcun
361 tes| i sensi e vegonsi esser capitalissimi nemici della ragione, cercando
362 ess| studiar non tenne già l'acuto Carneade, poi che tanto volunteroso
363 ess| voglian dir quei grossi Cartoni che nelle vesti portano?
364 ess| perché la notte (forse a caso) gli toccò una coscia, levossi
365 ess| L'è maravigliosa cosa la castità e sobrietà delle donne Tedesche,
366 tes| capi di figura e buona e cattiva, di modo che da niuna viril
367 ess| che il delettarsi delle cattive consuetudini, a tal che
368 ess| Non hanno incominciato cavalcando portar anchora i [47] stivaletti,
369 tes| facciano, benché pochi ne cavo fuori, che guidar non si
370 | ce
371 tes| huomini vinti si confessino, e cedino alle donne di perfettione?
372 tes| poi nascono tanti furti celati e aperti latrocinii, e tanti
373 tes| sì longamente n'è stato celato, ciò è che il fesso Feminile
374 ess| vostri dalle cose basse alle celesti, e pazza cosa reputate di
375 ded| debboli, ma con mezzi dal centro della Philosophia tolti.
376 tes| capitalissimi nemici della ragione, cercando di sottoporla al lor imperio
377 tes| delli avversari, quelli cercano avanti ogni altra cosa di
378 tes| che una semplice Columba cercasse di dissipar gli altri ucelli:
379 tes| maraviglia non è che i Lupi cerchino di divorar gli Agnelli,
380 tes| delle cose, che sotto il cerchio della Luna hor nascono,
381 ess| esser vinti dalle donne: cerchisi la sapientia con quella
382 tes| altrimenti di quel ch'io cerco persuadervi. Consideraremo
383 tes| come è il lor costume) al cerebro, e rimescolandosi con i
384 ess| Scipione, né dal clementissimo Cesare, né dal audacissimo Marcello:
385 ess| d'esser povera: ella non cessa mai di desiderar più oltre,
386 tes| horamai debbano i plebei cessar del detrarre alle donne,
387 tes| e parimenti di necessita chel si rifughi alla bilancia
388 tes| che spledore, il vulgo le chiama lucciuole, e alcuni latini
389 tes| corpo qual soliti siamo di chiamare organico instromento, in
390 tes| più né meno, come sel ci chiedesse chi habbia di loro migliori
391 tes| scrivere? Così anchora quando chiesto ci fusse qual di dua sia
392 ess| honestà: solevano portarle chiome sopra gli homeri ricadenti
393 ess| ginocchia e hora usano le calze chiuse, fingendo di farlo chi per
394 | ciascun
395 | ciascuna
396 tes| lucciuole, e alcuni latini Cicindelie. Hor queste quanto più tosto
397 ess| Inglesi fussero Agnoli dal ciel empireo discesi, hora sono
398 tes| fratelli, non amazzano i Cii, sì come gli huomini fanno,
399 | cinque
400 ess| come è suo costume di fare, circondato da infiniti pericoli convenegli
401 ess| liberale. Non trovo più il Re Cirro, di somma memoria, di somma
402 tes| forse stato giudicato poco civile. Con buona gratia adunque
403 ess| continentissimo Scipione, né dal clementissimo Cesare, né dal audacissimo
404 ess| starsi con le femine, che co gli huomini, promettendo
405 ess| di Carrette, introdotto i Cocchi, li quali, hanno molto più
406 ess| a cose men remote dalla cognition nostra: son favola le cose
407 | collo
408 ess| temere che le donne [36] (colpa delli imbastirditi costumi)
409 ess| E ii] [34v] ne è punto colpevole della guerra. Odo sommamente
410 tes| ricevere molte fiate durissimi colpi: ma forse che alcuno rinfacciar
411 tes| vedessimo che una semplice Columba cercasse di dissipar gli
412 ess| servi, quando crederemo di comandar, converacci obedire. Io
413 ess| che già buona pezza fa ho cominciato a temere, cioè che le donne
414 tes| assai maggior fallo quel che comise Giuda Iscariota contra del
415 tes| da guadagno, o dal [18] commandamento dei lor principi e non perché
416 ess| perché non m'habbino da commandar, e se pur (che Iddio mai
417 ess| mia querela d'haver solo commemorato alcuni pochi ordini d'huomini,
418 tes| che mi mancasse materia di commendar le virtù e gli più interni
419 ess| abandonaranno, né mai dal lor commertio la discacciaranno. Se udiste .
420 ess| governano i stati alla lor cura commessi: non spogliando i vasalli,
421 tes| Salvatore di quanti mai ne commettessero tutte le donne insieme congiunte.
422 ded| ignorantia, e molti falli si commettono dal non saper più oltre.
423 ded| ciascheduno non la possi commodamente intendere, né similmente
424 tes| conceputo, dal qual odio commosso, tutte poi indifferentemente
425 tes| Hor di questi appetiti che commover sogliono i sensi e vegonsi
426 tes| compartir sogliano e li comodi e li incommodi nelle famiglie?
427 ess| parole ch'egli disse a suoi compagni, usciti che furono dal naufragio,
428 tes| illustrissima e eccellentissima Compagnia di havermi con sì incredibil
429 tes| il depravato animo fatto compagno di esso. È similmente chiaro
430 tes| la corporal bellezza si compara con quella dell'anima, par
431 tes| dir con quanta giustitia compartir sogliano e li comodi e li
432 tes| sieno favole finte da me per compiacer alle femine, [21] potendosi
433 tes| ritrovandosi ciascheduno talmente complessionato che in alcuni signoreggi
434 tes| concediamo similmente che la compositione calda e secca (sì come la
435 ess| da Fantacini a vil pregio comprandoli, per che dalle lor più avare
436 tes| famiglie? ma perché lo dirò io comprendendosi chiaramente dalla concordia
437 ess| altro parmi (per quanto comprender posso) che elle bramino,
438 tes| fra questi dui si scorga e comprendi, ella non procedi dall'animo,
439 tes| le tempie schiacchiate e compresse, e quel della femina fusse
440 tes| maninconia, e quantunque sieno comuni così ai maschi come alle
441 tes| alle femine, e talmente gli concederò gli dovuti honori, che non
442 tes| per essercitio acquistata concedesi che gli huomini le avanzino:
443 ded| le publiche facende gliel concedono, e per che di tutte le cose
444 tes| nella verità (per quanto conceduto m'hanno le forze) sonomi
445 ess| guari e, che essendo in Conceso, luogo del Bresciano molto
446 ess| parer sopra gli altri belli, conciosia cosa che Spurina (il giovane
447 tes| questa sarebbe ragione per concludere che i buoi e i cavalli per
448 tes| mio dir non solamente non concluderò questo, ma dimostrerò l'
449 tes| che di sì poco pasto sono. Concludiamo per tanto che la temperatura
450 tes| detto habbiamo tre cose si concludono, [11] primieramente che
451 tes| cose. Doverà questa nostra conclusione (per quanto posso giudicare)
452 tes| poi che con la ragione concorda, oltre che havendo la madre
453 tes| comprendendosi chiaramente dalla concordia che veggiamo nelle case
454 ess| qualunque amico di libertà a conculcar di perfetto cuore le delettationi
455 tes| che scemando la nobil [7] condition de gli huomini, procacciar
456 ess| scoprirò alcune altre sue conditioni. Ella non suol esser punto
457 ess| disviar dal sentiero che ne conduce ad una [37] eterna gloria:
458 tes| se quando gli huomini si conducono a ber sì largamente, se
459 ess| prigioni, e in triumpho gli condusse. Io non so perché ci paia
460 tes| già fu detto, tutto ciò confermar non si possi. Mostrano primieramente
461 tes| debbano esser tenute? il che confermerà pur in gran parte la nostra
462 ess| ritornerà ad habitar con noi, confermeracci l'imperio già tanti anni
463 tes| gagliardissima ragione vi confermo. Confessano tutti i savii
464 tes| corporal fortezza che si confessa negli huomini [28] maggiore,
465 tes| ognuno confessi, perché confessandosi che questi tali supperino
466 tes| del detrarre alle donne, e confessar la grand' [D ii] [26v] eccellentia
467 tes| avare, dubitarete voi di confessare che liberali debbano esser
468 tes| ne viddi mai alcuna che confessasse d'esser inferiore, la onde
469 tes| che gli huomini vinti si confessino, e cedino alle donne di
470 ess| cordoglio sì liberamente lo confesso. Piango adunque alle volte
471 ess| addutto vi havrei se non mi confidassi nel giuditio vostro, io
472 tes| potrebbe parer eloquente. Confidatomi adunque nella verità (per
473 ded| infiniti beni, tanto mi confido io nella vivacità delle
474 tes| necessarie. Veggiamo parimenti in confirmatione di quanto vi dico, non haver
475 ess| volete voi udir un'altra congiettura dell'affettato imperio?
476 ess| voi anche udir dell'altre congietture, che più non pensino di
477 tes| commettessero tutte le donne insieme congiunte. Et se dirittamente contemplar
478 ess| le lor consorti a quelle congiuntioni, pel mezo delle quali noi
479 ded| qual dal primo dì che io vi conobbi sì mi parve meraviglioso
480 ess| occupate intorno all'ago, alla conocchia, e all'arcolaio, benché
481 ess| alcuna temerariamente: Ella conosce che questo tempo, è tempo
482 tes| parer nostro dispiaccia, conoscendosi di non poter esser in quel
483 tes| per trastullo, volendo far conoscer al mondo l'acutezza del
484 ess| esser padroni, all'hora conosceremo esser divenuti servi, quando
485 ess| paroline che gli dicono, conoscereste quanto sia l'ardore di volerci
486 ess| meglio la si conoschi, e conosciuta da voi si abracci, vi scoprirò
487 ess| mariti: in Francia n'ho conosciute che di casa, con mille rimprocchi
488 tes| istessi huomini, poi che e conoscono e confessano d'esser alle
489 tes| non possa qualunque altra conplessione, il che fu anche parer di
490 ess| di obedir alle donne: non consentir magno Iddio che mai tal
491 ess| quel delle Suore. Deh non consentite mai o lucidissime stelle
492 tes| la qual, sì longamente conservar non si potrebbe, se con
493 tes| ne fusse molto ben degno conservarla. Diremo anchora che la fortezza
494 tes| maniera tale, che se la conservatione [23v] delle famiglie non
495 tes| che la vogliamo dir, sia conservatrice della prudentia né rimescolandosi
496 ess| Chi non temerebbe dico considerando con occhio acuto, gli alti
497 tes| ch'io cerco persuadervi. Consideraremo adunque con diligentia non
498 ess| alcuna i lor vicini: Chi considerasse la Maiestà, che molte donne
499 ded| havendo solamente alcuna fiata considerato il gran valor di. V. S.
500 tes| confessi che mala cosa sia: consideriamo per tanto qual di queste
501 ess| volte che fra me stesso considero la grandezza dell'animo,
502 ess| ispionar l'animo e risaper i consigli. Non è pur hora che nata
503 tes| molto vigore, e così senza consiglio temerariamente spargono
504 tes| come ancho delle dònne consista nell'animo e nel corpo,