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| Vincenzo Maggi Un brieve trattato dell'eccellentia delle donne IntraText - Concordanze (Hapax - parole che occorrono una sola volta) |
grassetto = Testo principale
Capitolo grigio = Testo di commento
1006 ess| donne [36] (colpa delli imbastirditi costumi) non gli tolghino
1007 tes| che assai più non tema un imbriaco che l'ira di qualunque più
1008 ess| abracciano per suffocarne, e imitano il pesce Polipo, che abracciar
1009 ded| huomini, che di essortarle a imitar i vostri cortesi modi, seguitar
1010 ess| che si [40] proposero da imitare. Non veggio io Monastero
1011 ess| vedere che con gloriose opere immortal gloria procacciando vadano,
1012 ded| anchora gran parte fra gli immortali Iddii. Piacciavi di leggerla
1013 ess| porto al sesso mio, tutto impallidire e tremolare, il medesimo
1014 tes| pazzo colui, il qual per sé impazzisse, come se per altri ciò facesse.
1015 tes| spiriti, sono di gravissimo impedimento e guastano i buoni instromenti
1016 tes| dui gran mali possenti a impedir la ragione, e in tal maniera
1017 ess| G iiii] [52v] havesser impegnato la lingua al giudeo. Un'
1018 ess| sofferte: Tristo chi mai le impegnò le vesti, o le giuocò le
1019 tes| calda e secca, non so che d'imperfettione perché essendo calda, ella
1020 ess| e diligentia che questi imperiosi animali non ci habbino da
1021 ess| veder di quel che io vego? imperoché se me ne vado ai publichi
1022 ess| Democrito, poiché da immoderato impeto di saper guidato, de le
1023 tes| ma questo per hora non m'importa, le quai, denominate sono
1024 tes| sia l'inimico di maggior impotentia essendo in quelle minor
1025 ded| per risvegliare, per [31v] inanimir, anzi per isperonar gli
1026 ess| rubbar ci potranno, né per incendio, né per naufragio si perderà,
1027 tes| rubbano, non amazzano, non incendono l'altrui case, anzi a cotai
1028 tes| complessione sono alli vitii inchinati, ponendo freno alle strane
1029 ess| Epaminunda nelle rocche inchiusi, ma sì ben ad [45] ispugnarle
1030 tes| huomini, essere grandimenti inclinata alli appetiti, la onde quella
1031 tes| sarà piacendo a Iddio l'incominciamento del mio tenace proposito.
1032 ess| dell'essercitarsi i corpi e incominciando a vestirsi più ispeditamente,
1033 tes| gagliarda all'operare: e per incominciar dalla fortezza qual ispetialmente
1034 ess| all'arbitrio delle donne incominciarsi a governar i reami, e reggersi
1035 tes| inettamente farei, se le sue lodi incominciassi dalle pretiose vesti, delle
1036 ess| poco l'abandonano, l'hanno incominciata a vezeggiare, e pregarla
1037 tes| tutti gli huomini lascivi e incontinenti, non seguiterà di necessità
1038 ess| perché ci paia cosa tanto incredibile, veggiamo pur ogni giorno
1039 ess| 38v] sdegno sì forte m'indebolisce, che non mi lascia dir quel
1040 tes| odio commosso, tutte poi indifferentemente morde e trafige: Certa cosa
1041 tes| attioni nostre certissimi inditii dell'animo, e veggendo noi
1042 tes| infinite querele, danno inditio della grandeza dell'interno
1043 ess| Arpino, il quale quantunque indotto fusse, pur le amò e hebbe
1044 ess| essorterò a travagliar i corpi e indurar gli animi, mostrandogli
1045 tes| cosa, haver io tacciuto industriosamente di parlar della bellezza,
1046 ded| forse da qualche scioccho e inesperto? lo essalta il più acuto
1047 tes| lodar volessi huomo alcuno inettamente farei, se le sue lodi incominciassi
1048 ess| elle si ridono delle nostre inettie: ne guari e, che essendo
1049 ess| origine: o sfortunata età, o infelice secolo, o troppo duri tempi,
1050 ess| profondo sonno: Tristi noi e infelicissimi sopra tutti gli huomini
1051 ess| condotti siamo. Et qual maggior infelicità posso io più veder di quel
1052 tes| che confessasse d'esser inferiore, la onde trovo infiniti
1053 tes| mio animo repentinamente infiamato, e da tanta bellezza rapito,
1054 ess| gli amici, arder le ville, infiammar le case, e dissipar le facultà
1055 tes| qualunque altra temperatura infiammate e accese. Hor di questi
1056 ess| hanno abracciato la morte infilzandosi spontaneamente nelle ben
1057 ess| maligni doventino i vostri infussi, che sforzati sieno gli
1058 ess| allettato: deh non ci lasciamo ingannar da sì vano piacere, ma ramentianci
1059 tes| facilmente vedere quanto sin'hora ingannato si sia chiunque creduto
1060 ess| ricordo che longamente non s'inganni, perché non ci vorranno
1061 ess| altissime: favoriva gli ingegni di quella età, remunerava
1062 ess| beatissimo Gregorio, che gli Inglesi fussero Agnoli dal ciel
1063 ess| schifevol lussuria, e della ingorda avaritia gli hanno posto
1064 ess| rapaci, chi più ha le voglie ingorde, chi maggior crudeltà dimostra
1065 ess| scortesissimi, inhospitali, e ingordi. Che dirò della natione
1066 ess| alla vecchiaia aggiunghi, ingrossando i spiriti, e ritardandoli
1067 ess| hora sono scortesissimi, inhospitali, e ingordi. Che dirò della
1068 ess| il [34] Re de Persiani da inhumerabil essercito accompagnato;
1069 tes| deve che nelle femine sia l'inimico di maggior impotentia essendo
1070 tes| fusse dalla sceleratezza e iniquità di un sol [24] huomo, il
1071 ess| nel cuor degli huomini a innamorarsi talmente della virtù che
1072 ess| sono, non gli vego più le innumerabili squadre de Scolari, non
1073 tes| altrui il corpo e l'animo, inoltre, non mi trovarete huomo
1074 tes| buon giuditio per poter insegnar e governar altrui? poi che
1075 ded| pensai per amor vostro di insegnarli a favellare Italianamente,
1076 ded| ringratiato, che gli habbi insegnato a farsi intendere da chi
1077 tes| ubidienza de maggiori, non insidiano alla vita di chi gli dette
1078 ess| sospitione nel animo mi entra: inspira più tosto potentissimo Iddio
1079 ess| amabilissima desiderata: inspiragli ad agiuttar l'ingegno che
1080 ess| si puote però mai né per insulti, né per minaccie, né per
1081 ded| sieno amate dai più sublimi intelletti, e hora potrà la .S. Contessa
1082 tes| senta più dell'altra all'intender atta, salvo che per lo produr
1083 tes| in tre modi mostraremo l'intention nostra. Primieramente dalli
1084 tes| commendar le virtù e gli più interni beni, che da savii molto
1085 tes| inditio della grandeza dell'interno dolore; e a chi non farebbono
1086 tes| per avanti da ciascheduno intesa. Dirò adunque, e s'egli
1087 ded| specchiatevi alcuna volta, e quando inteso havrete che natura sia stata
1088 ess| scorrendo, mi è cagione di una intollerabilissima passione. Temo S. di non
1089 | intorno
1090 tes| Cielo, pur emmi paruto d'intraprender solo la causa delle donne,
1091 tes| essercitato, osato però habbia di intraprendere sì grande assunto: Tanta
1092 ess| divenghino di tanto cuore che ciò intraprendino, e io dico lor che non vaneggio
1093 ess| ricadenti hor sparse hor intrecciate, hora se gli [46c] hanno
1094 ess| Lombardia in luogo di Carrette, introdotto i Cocchi, li quali, hanno
1095 tes| meritamente il Poeta Ferrarese introduce nel suo divino poema, un
1096 tes| huomo alcuno sì stupido e intronato, il qual non confessi essergli
1097 tes| novo splendore, e questa inusitata luce che venuta m'e davanti
1098 ess| contempla e non rimira se stessa invaghita di alcuna sua bellezza,
1099 tes| davanti a gli occhi, benché l'invecchiata opinione che le donne sieno
1100 ess| remunerava largamente gli inventori delle cose nove, né si vergognò
1101 tes| tosto [5v] egli disia d'investigare e ispianare una eterna verità,
1102 ess| sospetto che segretamente non investighino le più antiche istorie,
1103 ess| passioni, e delle diaboliche invidie, altrimenti facendo come
1104 ded| le donne dalli maligni e invidiosi disprezzate. Hora s'intenderà
1105 tes| incontanente da pochi danari [24v] invitati, ispongono all'arbitrio
1106 ess| parole e dolcissimi gesti gli invitavano ai lor cari abracciamenti.
1107 ess| giorni tanto rafreddato quell'invitto ardore, e quell'ottima voluntà
1108 ess| discacciaranno. Se udiste .S. miei le inzuccherate paroline che gli dicono,
1109 tes| salvo chi non fusse più che irragionevole, a tal ch'egli non potesse
1110 ess| esser più virili, e non isbigotirsi per ogni picciola umbra,
1111 tes| fallo quel che comise Giuda Iscariota contra del nostro Salvatore
1112 tes| perfetta di quella di Giuda Iscariotha, il che molti pertinacemente
1113 ess| de' stati, e insieme all'iscemar di gloria hanno li nostri
1114 ess| solamente consorti, ma serve e ischiave: Io vi scongiuro Signori
1115 tes| memoria. Non abbaderò ad iscusarmi con queste nobilissime e
1116 ess| maniera tenne il grande Isocrate, il qual di nonanta quattro
1117 ess| occhi veder dilagare tutta l'isola di viril sangue? non gli
1118 ess| incominciando a vestirsi più ispeditamente, che altre fiate non facevano:
1119 ess| che lo fanno per esser più ispedite e al portar dell'elmo, et
1120 tes| contrastano al senso e alla isperientia, ben fatto giudico che si
1121 ded| 31v] inanimir, anzi per isperonar gli huomini a non dimenticarsi
1122 tes| egli disia d'investigare e ispianare una eterna verità, non per
1123 ess| lor conversationi, che per ispionar l'animo e risaper i consigli.
1124 tes| pochi danari [24v] invitati, ispongono all'arbitrio d'altrui il
1125 ess| inchiusi, ma sì ben ad [45] ispugnarle e a distrugerle: oh quanti
1126 tes| considerare, o per la figura istessa, o per la sua complessione:
1127 tes| Ultimatamente dal testimonio de gli istessi huomini, poi che e conoscono
1128 ess| odo sempre più lodar e istimar chi più ha le mani rapaci,
1129 tes| dissipar gli altri ucelli: istupisco pur io grandimenti, che
1130 ess| Che dirò della natione Italiana? oimè che il [38v] sdegno
1131 ded| di insegnarli a favellare Italianamente, e così in spatio di poche
1132 ess| più giuditiosi le donne Italiane. Ma debbo io contentarmi
1133 | ivi
1134 tes| facilmente aviluppare nei lacci dei dishonesti piaceri,
1135 tes| e certo è che se tutti i ladri fussero impesi che pochi
1136 tes| quali, pochi ne veggiamo lagnarsi per la morte de i lor congiunti,
1137 tes| riempiono ogni cosa de lamenti, e per tutto spargendo infinite
1138 ess| spontaneamente nelle ben acute lancie: Io vi scongiuro Signori
1139 tes| poveri di Giesù Christo larghe donatrici, non dando nulla
1140 tes| infinita copia di lagrime con larghissima vena versando? non si pò
1141 tes| huomini ci sarebbe assai più largo campo che delle donne non
1142 tes| huomini inferiori, non ci lasci così facilmente conoscere
1143 ess| m'indebolisce, che non mi lascia dir quel ch'io vorrei: Doppio
1144 ess| più allettato: deh non ci lasciamo ingannar da sì vano piacere,
1145 ess| le delettationi carnali, lasciar da canto tante vane attilature,
1146 ess| penitentia di haverla molte fiate lasciata rafreddar nel letto, per
1147 tes| habbi le facultà da mariti lasciate, anzi con accorti e liciti
1148 ess| siete dalle male usanze, lasciatele, poi che niuna cosa imaginar
1149 ess| habbiamo poco meno che lasciatoci por il basto a dosso senza
1150 tes| quasi tutti gli huomini lascivi e incontinenti, non seguiterà
1151 ded| vaga della volgar che della latina lingua, pensai per amor
1152 ess| lettere così greche, come latine, e tanto sacre quanto prophane:
1153 tes| chiama lucciuole, e alcuni latini Cicindelie. Hor queste quanto
1154 ded| intendere da chi non sapeva latino, e voi a contemplation della
1155 tes| pudicissime donne in ogni lato si ritrovino, e niuno huomo [
1156 tes| tanti furti celati e aperti latrocinii, e tanti micidii ne sorgono,
1157 ess| maggior continentia, di più lealtà e vigor, esser stati li
1158 ess| quella parte più sovente legere che d'arme tratta? solevano
1159 ess| Sono io più che certo, che leggendo noi alcuna volta i fatti
1160 ded| similmente mi diffido che leggendola non [A ii] [2v] troviate
1161 ded| immortali Iddii. Piacciavi di leggerla attentamente, perché così
1162 ess| le carte delli Istorici: leggesi che tutti gli antichi Capitani
1163 ess| Turchescha e con incredibil leggiadria cavalcare, facendo i [51]
1164 tes| quest'altro passerommi di leggieri, che la complession sanguigna
1165 ded| dotto Maggio, saranno pur leggiermente lette, che molti nemici
1166 ess| perché ne dubitino se pur leggono alle volte le istorie e
1167 ess| gli sia il cuor nel petto. Lego etiandio presso dei migliori
1168 ess| Fiorentini che una sola Femina legò tre huomini prigioni, e
1169 ded| Eccellente .S. mia, la .S.~Donna LEONORA~Gonzaga Martinenga.~ ~PENSANDO
1170 ded| saranno pur leggiermente lette, che molti nemici delle
1171 ess| siamo già condotti che e nei letti e nelle strade ci conviene
1172 ess| ripari, e sopra ogni cosa leviangli i libri dalle mani, teniamole
1173 ess| caso) gli toccò una coscia, levossi piena di sdegno, e tante
1174 ess| Augusto, magnanimo, cortese, e liberale. Non trovo più il Re Cirro,
1175 tes| dubitarete voi di confessare che liberali debbano esser tenute? il
1176 tes| haver speranza di potersi liberar da dui potentissimi Tiranni
1177 ess| ch'io non ne spero mai liberatione alcuna: all'aumentar de'
1178 ded| picciola fatica, ne sarete come liberatrice di una durissima servitù
1179 tes| vecchiezza da tal servitù liberi? ispetialmente generandosegli
1180 tes| affermando d'havergli fatto libero dono d'ogni lor voler e [
1181 ess| sopra ogni cosa leviangli i libri dalle mani, teniamole occupate
1182 tes| huomini, preso mi haverò licentia, di poter in casa loro,
1183 tes| son fatti tanto nel peccar licentiosi che a tutti par cosa miraculosa
1184 tes| lasciate, anzi con accorti e liciti modi sempre le aumentano,
1185 ded| devotissimamente adorata. State lieta che Iddio sia la guardia
1186 ess| siede, e sedendo in alto si lieva, dove le virtù vi si nudricono,
1187 ess| modo? molte hanno deposte i lisci, né più si curano di piacerci:
1188 tes| ciascun luogo sommamente lodata. Non si vidder mai per alcun
1189 tes| anch'essi sofficientemente lodati: benché non ne [29v] havessero
1190 ess| Augurio è ancho di haver in Lombardia in luogo di Carrette, introdotto
1191 ess| risvegliar vi vogliate da sì longo sonno, e proveder con ogni
1192 tes| femina sì aspri travagli, lontani dalla patria, con mille
1193 ess| medesimo si fa a Siena, a Lucca, a Vinegia, a Firenze, e
1194 tes| spledore, il vulgo le chiama lucciuole, e alcuni latini Cicindelie.
1195 ess| Deh non consentite mai o lucidissime stelle che sì maligni doventino
1196 tes| che sotto il cerchio della Luna hor nascono, hor moiono,
1197 tes| avanzino gli huomini di gran lunga? Non debbo dir con quanta
1198 tes| ancho maraviglia non è che i Lupi cerchino di divorar gli
1199 ded| famigliarmente ragioniamo il .S. M. Antonio da mula e io, ogni
1200 ess| il tempo, questa sì nobil machina che tu fondaste, e guastinsi
1201 ess| aspra servitù che presso de Macomettani si sente, taccia chi si
1202 ess| certo che nella Corte di Madama di Ferrara vi si nudrisce
1203 ess| Stampato in Brescia per maestro~Damiano de Turlini,~Nel
1204 | maggiore
1205 ess| vogliono vestirsi piastra e maglia? crederemo noi che si sbigottissero
1206 ess| non trovo più un Augusto, magnanimo, cortese, e liberale. Non
1207 ess| obedire. Io so quel che dico Magnifici Signori, [46] né per altro
1208 ess| alle donne: non consentir magno Iddio che mai tal cosa [
1209 ess| vicini: Chi considerasse la Maiestà, che molte donne serbano
1210 ess| vegliato, siamo stati troppo malaccorti, dandogli il modo di divenirci
1211 tes| altrui case, anzi a cotai malefitii quanto più possono, fanno
1212 | malgrado
1213 tes| strani desiderii un certo maligno habbito, il qual accompagnandosi
1214 tes| pacientemente sofferischino le malvagità e duri costumi de mariti.
1215 ded| cinque e sei fiate per non mancar di sì grato agiutto, e dolce
1216 tes| che così parerebbe che mi mancasse materia di commendar le
1217 ess| corpi, benché né questa gli mancherà longamente, havendo preso
1218 ess| cuore, e che gli huomini manchino di quella rara perfettione
1219 tes| nell'estremità del corpo mandano fuori non fo che spledore,
1220 tes| potendo al lor arbitrio maneggiar danari; che in picciol [
1221 tes| le donne si portino nel maneggio delle [C iii] [19v] facultà,
1222 tes| della intemperantia sì del mangiar, come ancho del bere cagion,
1223 tes| come eravamo prima che mangiassimo. Benché adunque questa viril [
1224 tes| instromenti dell'animo di due maniere, alcuni semplici sono detti,
1225 tes| e le lor perfette lodi manifestando, la onde poi chiaro vedrassi
1226 tes| discrepantia alchuna, la qual manifestar [9] ci possa qual Sesso
1227 tes| ad Aristotele piace, di mansueta natura e accostandosi a
1228 tes| si debbono ancho dir più mansuete, la qual mansuetudine, parmi
1229 tes| oltre questo, le Donne di mansuetissimo ingegno, non rubbano, non
1230 ess| mi troverò mai stanco di mantener (se fie bisogno) con spargere
1231 ess| rappresentino hor Eustochio, hor Marcella, e hor Blesilla: ne conosco
1232 ess| ricchezze che l'ira del mare non possa mai togliere:
1233 ess| facilmente [E iii] [35v] aperti i Mari, spianati i monti, e riempito
1234 ess| sogno ciò che si racconta di Maria da Pozzuolo? diremo sogno
1235 ess| fusser dotti, eccetto un Mario di Arpino, il quale quantunque
1236 ess| Provenzali di Bradamante, di Marphisa, di Antea, e altre tante.
1237 ess| cose da mover invidia a Marte, oltre che io ne conosco
1238 ded| S.~Donna LEONORA~Gonzaga Martinenga.~ ~PENSANDO tuttavia fra
1239 ded| Al molto illus. Geronimo Martinengo~ ~PArerebbemi Illustre .
1240 ess| di fargli [48v] doventar martiri per esse: chi lor parla
1241 tes| magior nobiltà che non è il maschile, e in tre modi mostraremo
1242 ess| discepoli hor delle cose materiali, e hor delle sostantie separate:
1243 ess| così paterno come ancho materno: variandosi poi la fortuna,
1244 tes| nome di madre, ma di aspra matregna: havendo adunque havuto
1245 ess| altre feste? Oh che dure mazzate daranno a chi rinchiuse
1246 | meco
1247 | medesimi
1248 tes| la liberalità una certa mediocrità fra dui estremi, che sono
1249 ess| esser dovea la gloriosa Melania, così modesta e santa crederò
1250 ess| che di necessità era che Melissa sua fante, il cibo in bocca
1251 tes| braccio, il qual essendo membro molto più del Capo ignobile,
1252 ess| favola le facende della memorabil Pulcella contra le squadre
1253 ded| molte cose mi vengono per la mente, e molti componimenti mi
1254 ess| Roberto ho fatto di sopra mentione, non sarà per aventura fuor
1255 ded| io vi conobbi sì mi parve meraviglioso che fra me dissi non potersi
1256 ess| fanno de prigioni solenne mercatantia, da Fantacini a vil pregio
1257 tes| chiaro vi sia qual di lor dua meritevolmente debba esser preferito: e
1258 ess| gli par d'haver mai tanti meriti che gli bastino. Ha costei
1259 ded| raguagliar, come forse di mestier sarebbe alle vostre più
1260 ded| argomenti debboli, ma con mezzi dal centro della Philosophia
1261 tes| angoscie si patono e pel mezzo della quale i più brutti
1262 tes| aperti latrocinii, e tanti micidii ne sorgono, che io mi vergogno
1263 tes| propria radice, anzi dalla midolla della philosophia: sonomene
1264 | mie
1265 ess| Vinegia, a Firenze, e a Milano, e Iddio voglia che il medesimo
1266 ess| mai né per insulti, né per minaccie, né per losenghe, disviar
1267 ess| antichi che la ragna fusse da Minerva odiata, per esser l'opra
1268 ess| rappresenti hoggidì pur in una minima parte il devotissimo Benedetto
1269 ess| con pensier di vender a minuto, ciò che poco in grosso
1270 ess| più parole? egli parve un miracolo di quel secolo, e sì come
1271 tes| licentiosi che a tutti par cosa miraculosa se alcuno se ne veghi che
1272 ess| duri tempi, nei quali, sì miseramente [E] [33v] condotti siamo.
1273 tes| quale si soffrono tante miserie e tante angoscie si patono
1274 ess| temo che l'ira con dolor mista non mi trapporti, e facciami
1275 ess| tanti profumi, e odoriffere misture, ricordative fratelli che
1276 ess| volte le istorie e antiche e moderne: è forsi cosa nuova che
1277 ess| la gloriosa Melania, così modesta e santa crederò fusse la
1278 ess| trapassar il segno della viril modestia: qui adunque farò della
1279 ded| parevano sì schifi del pigliar moglie, ribellaranno a padri per
1280 tes| della Luna hor nascono, hor moiono, ma rimirando questo novo
1281 tes| tenerella età si allevano, punto moleste, il che rade volte nei maschi
1282 ess| scacciar dai petti loro, quelle mollezze e quelle [41] dilicature
1283 | molta
1284 tes| che affermi esser buona la moltitudine delli appetiti, ma crederò
1285 ess| e per un picciolo, anzi momentano diletto pieno di sporcitia,
1286 ess| si lasciano avanzar dalle Monache in tutte le cose alla Religione
1287 ess| da imitare. Non veggio io Monastero alcuno di Femine, dove molte
1288 tes| ottimo Architetto delle mondane cose gli la habbi nella
1289 tes| possino le Attioni dell'animo, monstrando noi per tanto che le donne
1290 ess| aperti i Mari, spianati i monti, e riempito le valli. Se
1291 tes| fortezza che fra le virtù morali presso di Aristotele tiene
1292 ess| sdegno sprezzassimo le tante morbidezze, facessimo come far sogliono
1293 tes| tutte poi indifferentemente morde e trafige: Certa cosa e
1294 tes| considerar di cosa fragile e mortale, ma più tosto [5v] egli
1295 ess| decidendo le controversie de mortali, sederci le donne: benché
1296 ess| travagliarno, hora par che morto gli sia il cuor nel petto.
1297 tes| facessero, che le lodi della Mosca, della Quartana, e dell'
1298 ess| rinchiuse le havrà tenute mostrando di lor gelosia. Ma volete
1299 ess| corpi e indurar gli animi, mostrandogli che il travaglio si è la
1300 tes| che di bene, ispetialmente mostrandoli la ragione esser la via
1301 tes| confermar non si possi. Mostrano primieramente i Soldati
1302 tes| scrissero: Noi veramente non per mostrar sottigliezza [6] d'intelletto,
1303 tes| maschile, e in tre modi mostraremo l'intention nostra. Primieramente
1304 ess| dalli antichi Romani ne fu mostrata, e se tal fusse stata, ella
1305 tes| questo mio consueto luogo per mostravi le Cagioni delle cose, che
1306 ess| nemico dei vitii? chi ci mostrerà un altro Florentio, la cui
1307 ess| quella cosueta giaccitura ci mostri lor esser troppo superiori:
1308 ess| tanto volunteroso se ne mostrò, che di necessità era che
1309 ess| per alcun tempo vedere sì mostruosa trasformatione. Io ne triemo
1310 tes| passato senza farne alcun motto, perché tutte le volte che
1311 tes| evidentissimamente appare, ch'egli non si mova per giuditio, ma per ira
1312 ess| 42v] non sarà mai povero. Movaci l'essempio di Aristippo,
1313 ess| arme in mano far cose da mover invidia a Marte, oltre che
1314 ded| ragioniamo il .S. M. Antonio da mula e io, ogni e qualunque volta
1315 ess| segurtà nelle Rocche e alte mura, ma nelle robuste braccia
1316 ess| Iddio, che io vega sì aspri mutamenti. deh come è mai possibile
1317 ess| provede, e con prestezza, muterassi stato, e cambierassi conditione,
1318 ess| diremo sogno quel [50] che si narra di Madamma da Forlì? non
1319 tes| varietà delle sopradette cose naschi tutta la differentia ch'
1320 ess| pel mezo delle quali noi nasciamo, che elle non vogliono giacere
1321 ess| non ci paia vergogna il nascondersi, e gittar l'armi per ogni
1322 ess| consigli. Non è pur hora che nata mi è nell'animo una tal
1323 ess| brutezza, anzi che per la nativa sua beltà: amisi la sapientia
1324 ess| uscito si vedesse, essendo nato non sol di padre Re, ma
1325 ess| della Serenissima reina di Navara vi è una Achademia di dotte
1326 | neanche
1327 tes| 25v] vivere delle donne necessarie. Veggiamo parimenti in confirmatione
1328 tes| complessione: è adunque necessario che dalla varietà delle
1329 tes| conoschi e parimenti di necessita chel si rifughi alla bilancia
1330 tes| se gli fa obediente: Non negherò però mai che quei huomini
1331 ess| perciò la non si vede mai negligente, ma sempre operar e esser
1332 ess| trovo che ivi si studia negligentissimamente, e con pensier di vender
1333 tes| tanto la sensualità molto nemica della ragione, rade volte
1334 tes| maggior possanza, e magior nerbo, e havendo alcuni ottenuto
1335 ess| sia) gli doventa capital nimico: ma forse che alcun di voi
1336 tes| habbi da esser giudicato più nobile chiunque più ne participa,
1337 tes| ad iscusarmi con queste nobilissime e virtuosissime donne, che
1338 | nol
1339 ess| grande Isocrate, il qual di nonanta quattro anni scrisse tal
1340 ess| devotissimo Benedetto di Norsia albergo di virtù e singolar
1341 ess| reputati, non da chi ha notitia della vera nobiltà, fanno
1342 ess| un giovanetto, perché la notte (forse a caso) gli toccò
1343 ess| sitibunda, sempre arde di nova cupidigia, e quanto più
1344 tes| moiono, ma rimirando questo novo splendore, e questa inusitata
1345 ded| pigliarle, rinoveransi le nozze cinque e sei fiate per non
1346 ess| ponesse, quasi che egli si nudricasse di continue contemplationi:
1347 ess| lieva, dove le virtù vi si nudricono, e i vitii vi si stirpano:
1348 ess| Madama di Ferrara vi si nudrisce una scuola di tal sorte
1349 | nulla
1350 ess| e moderne: è forsi cosa nuova che le donne sappino quando
1351 ess| essortatione il Fine, di nuovo ripregandovi a far sofficiente
1352 tes| si possa, che se gli fa obediente: Non negherò però mai che
1353 ded| Mariti de crudeli Tiranni, obedientissimi vasalli. Dirò di più poi
1354 ess| sforzati sieno gli huomini di obedir alle donne: non consentir
1355 tes| non dalle donne: alla qual obiettione risponderò come già risposero
1356 tes| vedrassi false esser le obiettioni che lor si contrapongono.
1357 ess| temerebbe dico considerando con occhio acuto, gli alti pensieri,
1358 ded| che alli dì passati ci è occorso di ragionare, non ve ne
1359 ess| sopra delli Assirii? non occuparno le femine l'apostolica sedia?
1360 ess| libri dalle mani, teniamole occupate intorno all'ago, alla conocchia,
1361 ded| sarebbe alle vostre più gravi occupationi, ho pensato per hora sol
1362 ess| femine nei passati tempi occupato l'imperio sopra delli Assirii?
1363 ess| che Iddio mai non vogli) occuperanno l'imperio, prima che di
1364 ess| cioè che le donne tosto non occupino i primi luoghi guadagnati
1365 ess| non temerei che le donne occuppasser mai il real seggio: ma io
1366 ess| ogni picciolo ribombo che s'oda, e porsi in fuga per ogni
1367 ded| lettione [4] non credo s'odi più donna alcuna che si
1368 ess| la ragna fusse da Minerva odiata, per esser l'opra di quella
1369 ess| havendo ella cosa alcuna più odiosa della troppo acutezza: finsero
1370 ess| essi poi con i lor pretiosi odori [F] [41v] vincesser noi:
1371 ess| attilature, tanti profumi, e odoriffere misture, ricordative fratelli
1372 ess| alle afflitte vedovelle, né offendendo in cosa alcuna i lor vicini:
1373 tes| qual cosa se l'occasione si offerisce alle donne, non dubitarei
1374 tes| Certamente quando gli huomini offeriscono alle donne il lor animo
1375 tes| giustissimamente tutti i suoi offitii, se oltre la corporal fortezza
1376 | oimè
1377 ess| l'ignudo nome e insino l'ombra di quella, sia da loro,
1378 tes| sappia, rare sempre all'oncontro essendo quelle donne, o
1379 ess| mai negligente, ma sempre operar e esser in atto. Non gli
1380 tes| veghi che virtuosamente operi. Un'altra cosa ci sogliono
1381 tes| di ricevere per vere le opinioni de savii. Concediamo adunque
1382 tes| sia a questa dirittamente opposta, la qual, sì come tutti
1383 tes| sforzaransi di contrastar e oppugnar questa verità, la qual,
1384 ess| nostra: son favola le cose oprate sì valorosamente da Valasca
1385 ess| sacre lettere, e grandissimo oratore, che più parole? egli parve
1386 ess| signora, ornamento dell'ordine vedovile, mi disse, non
1387 ess| aventura venuto mai a gli orecchi la gloriosa fama di Harpalice,
1388 ess| incominciato a raccorciar sin'alle orecchie simulando di farlo per sanità.
1389 ess| rimirano alla lor celeste origine: o sfortunata età, o infelice
1390 ess| porti [32v] invidia alli ornamenti loro, quai amo e riverisco,
1391 ess| una gentilissima signora, ornamento dell'ordine vedovile, mi
1392 tes| donne di ogni sorte virtù ornate, meritamente il Poeta Ferrarese
1393 tes| alcuni huomini di tanta virtù ornati, che eccedino di perfettione
1394 ess| benignità, e di somma destrezza ornato: e dove ancho si vede a
1395 ess| come con le sue rare virtù ornò il mondo, così crediamo
1396 tes| del dir punto essercitato, osato però habbia di intraprendere
1397 ess| splendore che dalla superbia oscurato non sia: e acciò che meglio
1398 tes| fiera? e poi vi sarà chi osi affermare haver in sé cotai
1399 ess| timore, che poi per tutte l'ossa scorrendo, mi è cagione
1400 ded| contro di alcuni [A iii] [3v] ostinati dottori diffendere più animosamente
1401 tes| nerbo, e havendo alcuni ottenuto da detta natura singolar
1402 ess| quell'invitto ardore, e quell'ottima voluntà c'hebber gli antichi
1403 tes| antedette cose potrassi ottimamente raccorre, oltre che essendo [
1404 tes| perciò nemico al viril sesso, overo che scemando la nobil [7]
1405 ded| presentia della Illustriss. P. di Ferrara, e ramentandomi
1406 tes| donne non si trovino che pacientemente sofferischino le malvagità
1407 ess| de Francesi, e potero con pacientissimi occhi veder dilagare tutta
1408 ess| solitudine: dove si vive una vita pacifica, e alla celeste molto simile,
1409 ess| vado ai publichi Studi di Padova, o di Bologna, sì come consueto
1410 tes| essergli stata qualche donna padrona del cuore e Reina della
1411 ess| Camilla, di Amalasiunta, e di Pantesilea Reina di tante bellicose
1412 ess| hebbero i Sanesi con il Papa e Fiorentini che una sola
1413 tes| dando nulla a buffoni, a parasiti, e altre simili persone.
1414 tes| divina cosa anzi che humana parendomi, sento il mio animo repentinamente
1415 tes| copiosamente trattare cosa al lor parere humile e abietta, non altrimenti
1416 tes| vestito fusse, perciò che così parerebbe che mi mancasse materia
1417 ded| illus. Geronimo Martinengo~ ~PArerebbemi Illustre .S. Geronimo per
1418 tes| disputatione da Theologi parigini tanto sottilmente ventilata,
1419 ess| martiri per esse: chi lor parla di marito (quantunque ben
1420 tes| sì come già promisi di parlare, nella mia seconda propositione,
1421 tes| di questa differentia non parlaremo punto, ma sol di quella
1422 tes| come ancho moderni, n'hanno parlato. Io, se lodar volessi huomo
1423 tes| come delle donne, hora vi parlerò delle operationi, sì come
1424 ess| 36v] proposito; che di lui parli alquanto con diffuso sermone.
1425 ess| una parte dall'altra. Io parlo a tutti gli huomini, e dico
1426 ess| S. miei le inzuccherate paroline che gli dicono, conoscereste
1427 ded| vi facessi alcuna volta partecipe di ciò che spesso famigliarmente
1428 tes| più nobile chiunque più ne participa, perciò che questa sarebbe
1429 tes| che se tutti gli huomini a particolari donne son stati soggetti
1430 tes| intendo io di mostrarvi particolarmente le operationi delle virtù,
1431 tes| di scelerati, suol odio partorire. Hor questi sprezzaremo
1432 tes| portato in Cielo, pur emmi paruto d'intraprender solo la causa
1433 tes| veste dell'animo, non mi parvero i suoi beni degni di esser
1434 tes| philosophia: sonomene anchora passato senza farne alcun motto,
1435 tes| pone avanti. Né quest'altro passerommi di leggieri, che la complession
1436 ess| habiti, ma delle fratesche passioni, e delle diaboliche invidie,
1437 tes| nelle donne che di sì poco pasto sono. Concludiamo per tanto
1438 ess| di saper guidato, de le paterne facultà per meglio studiare
1439 ess| Avolo e di Bisavolo, così paterno come ancho materno: variandosi
1440 ess| per odio, ma per non poter patientemente tollerar una così strana
1441 tes| miserie e tante angoscie si patono e pel mezzo della quale
1442 tes| travagli, lontani dalla patria, con mille stenti guerregiando,
1443 tes| signoreggi il sangue, in alcuni patroneggi la collera, in altri predomini
1444 ess| devotisima Asella, o la Romana Paula: e queste sono di quelle
1445 ess| cose basse alle celesti, e pazza cosa reputate di por i vostri
1446 tes| potrei rispondere che la pazzia delli huomini e non delle
1447 tes| cagione, tanto essendo pazzo colui, il qual per sé impazzisse,
1448 tes| perché son fatti tanto nel peccar licentiosi che a tutti par
1449 ded| modi, seguitar le sante pedate, e finalmente togliervi
1450 ess| niuna cosa imaginar si pò peggiore, che il delettarsi delle
1451 ess| guadagno è spesse volte arra e pegno di un grandissimo danno:
1452 ess| altre ne so, le quali hanno pelato la barba, e rotte le braccia
1453 tes| animali, per molta copia di peli in vista e fieri [23] e
1454 ess| chi per sgravarsi della pelliccia, chi per politezza, e chi
1455 tes| tersi, e non per molto pelo torbidi e foschi. Chi potrà
1456 ess| elle si ricorderanno delle pene per i nostri peregrini amori
1457 ess| che gli converrà far la penitentia di haverla molte fiate lasciata
1458 ded| che della latina lingua, pensai per amor vostro di insegnarli
1459 ded| ecco che fuori di ogni pensamento, mi fu fatto Copia di una
1460 ded| LEONORA~Gonzaga Martinenga.~ ~PENSANDO tuttavia fra me stesso valorosa
1461 ess| vogliono gittar di scanno: pensano che noi gli habbiamo tenuto
1462 ess| et al cavalcare, e che pensate voglian dir quei grossi
1463 ded| più gravi occupationi, ho pensato per hora sol farvi parte
1464 tes| altre simili persone. Né si pensi alcuno che queste sieno
1465 ess| negligentissimamente, e con pensier di vender a minuto, ciò
1466 ess| corpo non pò, l'abraccia col pensiero, con il qual liberamente
1467 ess| congietture, che più non pensino di volerci star sogette?
1468 ess| incendio, né per naufragio si perderà, chi la possedera [F ii] [
1469 tes| nostre contrade, o nelle peregrine, che in sì bestial natura
1470 ess| piene conosco le Inglese, e perfettissime tengonsi dai più giuditiosi
1471 ess| vechiezza, e nelle cose pericolose e fosche più sempre risplende:
1472 tes| dei dishonesti piaceri, permettendo che l'appetito vinca e supperi
1473 ess| gran fallo, né vogliate perseguir le turbulentissime Città,
1474 ess| ricevere il [34] Re de Persiani da inhumerabil essercito
1475 ess| habbiamo fatto noi: gli persuadeno che essendo anch'essa femina
1476 tes| altrimenti di quel ch'io cerco persuadervi. Consideraremo adunque con
1477 ess| Maggio quel che egli vuole, persuaso (forsi) dalle losenghe della
1478 | pertanto
1479 tes| Iscariotha, il che molti pertinacemente diffendono: Se adunque fra
1480 ess| suffocarne, e imitano il pesce Polipo, che abracciar suole
1481 tes| vedere, faccia e produchi pessime attioni, per la qual cosa
1482 ess| fuggono i Monaci più che la peste, anchora che da quella il
1483 ess| essorterolli sempre a scacciar dai petti loro, quelle mollezze e
1484 ess| meco di quel che già buona pezza fa ho cominciato a temere,
1485 tes| come la maggior parte de philosophanti vuole) produchi spiriti
1486 tes| necessità che io usi parole alli Philosophi, e [6v] proprie e famigliari,
1487 ded| lo essalta il più acuto philosopho c'habbi tutta Europa, scuoprendo
1488 tes| molto chiara presso de savii phisici che le temperature calde
1489 ded| fra gli immortali Iddii. Piacciavi di leggerla attentamente,
1490 tes| sodisfatti, e questo sarà piacendo a Iddio l'incominciamento
1491 ded| più oltre. Se per tanto vi piacerà che questa mia brieve traduttione
1492 ess| lisci, né più si curano di piacerci: Certo, certo, se non se
1493 tes| nei lacci dei dishonesti piaceri, permettendo che l'appetito
1494 ess| sogni: vegniamo per tanto pian piano a cose men remote
1495 ess| troppo nel vero tenerelli di piangere per ogni minimo accidente
1496 ess| liberamente lo confesso. Piango adunque alle volte meritamente
1497 ess| vegniamo per tanto pian piano a cose men remote dalla
1498 tes| padri tutte si risolvono in pianti e amari sospiri, riempiono
1499 ess| quando vogliono vestirsi piastra e maglia? crederemo noi
1500 tes| noi veggiamo fare a quei piccioli animali che nel tempo della
1501 tes| femine che sieno: benché in picciolissimo numero essendo, non possono
1502 ded| loro. Voi vedrete in questo piccolo volume grandimenti essaltato
1503 ess| gloria e honor del sangue Piccolomini, fassi il medesimo a [52]
1504 tes| soggiogarla che sforzata sia di piegarsi bruttamente dal diritto
1505 ess| hospitalissime e di sincerità piene conosco le Inglese, e perfettissime