Capitolo,  Paragrafo

  1   1,      1|    mezzogiorno. Su tutte le strade era la primizia della neve,
  2   1,      1|       della neve, su tutte le case era la neve. Ma in alto grandi
  3   1,      1|      salire dei vegnenti. Giuliana era su 'l letto, supina, tenuta
  4   1,      1|            di lacrime. Il medico s'era accostato e teneva fra le
  5   1,      1|        faceva; lo stupidimento non era rotto dal lume dell'Eucaristia.
  6   1,      2|        golose alla vista del pomo. Era la fame canina della convalescenza
  7   1,      2| cicatrizzavano lentamente.~ ~Fuori era la novena di Natale, la
  8   1,      3|       sospetto.~ ~La convalescenza era lunga e lenta; ma già un
  9   1,      3|           ritornava gentilmente.~ ~Era stata una vita triste ed
 10   1,      3|           stava nell'altra stanza; era forse andata giù, nella
 11   1,      4|    assaporava un frutto. In quello era un fresco profumo di rosa,
 12   1,      4|      piccoli furti. Solo testimone era un micio, tutto maculato
 13   1,      4|          in quel contemplamento ch'era divenuto lo scopo della
 14   1,      5|         marzo nascente. Giuliana s'era levata dal letto; stava
 15   1,      5|              Giuliana si ritrasse: era la prima volta, dopo tanto,
 16   1,      6|          fondo a un repostiglio, s'era aperta come in due valve
 17   1,      6|           che entrava nella stanza era una di quelle pallide chiarità
 18   1,      7|           ultima stanza della casa era stretta e bassa, con le
 19   1,      7|      Camilla non stava nella casa; era la domenica quinta di Lazzaro.
 20   1,      7|         nell'atto.~ ~Intorno tutto era quieto: ogni tanto una gocciola
 21   1,      8|         momenti in cui Camilla non era nella casa, una sollecitazione
 22   1,      8|    chiudevano le finestre. Il sole era caldo e pesante: sciami
 23   1,      8|           d'un frutto maturo. Ella era così librata e perduta in
 24   1,      8|           persona, affocantemente. Era allora una suprema pugna,
 25   1,      9|           affacciò. Tutto il paese era ridente nel grande riso
 26   1,      9|              Nella chiesa la folla era immensa, la selva delle
 27   1,      9|      immensa, la selva delle palme era immensa. Per una di quelle
 28   1,      9|       corpi che si cercavano, ella era un ostacolo a quei gesti
 29   1,      9|          In nomine Cristi. Amen.~ ~Era l'annunzio della processione,
 30   1,     10|        idea del castigo risorgeva. Era poi come un sogno dove la
 31   1,     11|          imprimeva su la pelle, ed era come un gentile tatuaggio
 32   1,     12|                          12-~ ~ ~ ~Era messaggero uno di quelli
 33   1,     12|            una popolarità grande s'era fatta in torno a questo
 34   1,     12|            di lucro della madre. S'era prima trascicato per li
 35   1,     12|          mal fritto. Dalla bettola era caduto in un forno, dove
 36   1,     12|             accecandosi. Dal forno era passato all'uffizio di accenditore
 37   1,     12|          una frase del gergo. Egli era di piccola statura, magro,
 38   1,     12|         tra i peli. Il suo vestito era ibrido e mutevole; tutte
 39   1,     13|          quel gran fatto, Giuliana era tenuta da un'eccitazione
 40   1,     13|       fermento della verginità, si era arricchito ed espanto; era
 41   1,     13|         era arricchito ed espanto; era come una di quelle sanguigne
 42   1,     13|          presenza di un uomo. Ella era tutta sàtura di desio; le
 43   1,     13|       guizzavano. La sua testa non era bella, non aveva la quadratura
 44   1,     13|     grandine d'oro.~ ~Giuliana, se era sola, provava un bisogno
 45   1,     13|     mucchio di lana e di tela vile era ai piedi della pulzella
 46   1,     13|            sbigottiva Giuliana; ed era allora un difendersi della
 47   1,     13|     guardando nell'altra stanza. C'era un odore di chiuso, quello
 48   1,     13|        fino alla terza stanza, dov'era l'acqua, dove l'umidità
 49   1,     13|        antico mobile la tentava.~ ~Era una specie di canterano
 50   1,     13|        verde dove il cristallo più era alterato dal tempo. Ella
 51   1,     14|            dell'orgasmo amoroso. S'era ritirata a poco a poco verso
 52   1,     14|          nudità femminile. La gola era tutta scoperta, bianca e
 53   1,     15|              fece Don Paolo, a cui era giunto quel nome, ridendo
 54   1,     15|     Giuliana non sentiva più: ella era pallida come la faccia della
 55   1,     15|        ingranditi e più neri. Ella era così: debole, incerta, incapace
 56   1,     16|           suo respiro di dormiente era religioso come se sfiorasse
 57   1,     16| lontanamente profondo e di solenne era in quel mormorio interrotto,
 58   1,     17|            tutta raccolta. Ella si era rifugiata nella casa del
 59   1,     17|       nella casa del Signore, ella era tornata al talamo; voleva
 60   1,     17|           terrena. Giammai ella si era accostata all'altare di
 61   1,     17|         chiesa una calura grave si era addensata su i cristiani.
 62   1,     18|                    18-~ ~ ~ ~Non c'era dunque scampo? - Più giorni
 63   1,     18|      occupare dal sopore: il caldo era pesante, le mosche ronzavano,
 64   1,     19|                    19-~ ~ ~ ~Non c'era più scampo. - La figlia
 65   1,     19|        aveva bevuto il vetriolo ed era morta così, con un bimbo
 66   1,     19|         figlia di Clemenza Jorio s'era precipitata dal ponte, ed
 67   1,     19|          precipitata dal ponte, ed era morta così, nella fanga
 68   1,     19|            Ah!~ ~D'improvviso le s'era aperto nell'animo uno spiràcolo. -
 69   1,     19|          medicine per ogni male... Era venuto al paese qualche
 70   1,     19|          lontana si svegliò. - Ah, era di marzo... una gran bianchezza
 71   1,     20|       Quando Giuliana s'incamminò, era nella terra pescarese un
 72   1,     20|         illustrate; e come l'ombra era turchina e mobile, la campagna
 73   1,     20|         cieco di Torre de' Passeri era andato a San Rocco ed era
 74   1,     20|          era andato a San Rocco ed era tornato dopo tre dì con
 75   1,     20|      invasa dalli spiriti maligni, era tornata mansueta come un'
 76   1,     20|            La speranza estrema non era discesa su la peccatrice
 77   1,     20|    affluiva alla testa; la volontà era tutta occupata nell'insolito
 78   1,     20|            nuvole raccolte. Ella s'era appoggiata a un tronco:
 79   1,     20|       animo della donna. La chiesa era tutta piena di palme benedette
 80   1,     20|     aspettò più calma.~ ~La stanza era vasta, ma bassa. Le pareti,
 81   1,     20|           suo filtro, in silenzio. Era una femmina alta ed ossuta,
 82   1,     20|        superato.~ ~Ora la campagna era tutta frescamente luminosa.
 83   1,     20|          lei si spense.~ ~Rosa non era nella casa: la processione
 84   2,      1|         augusta di monastero. Egli era venuto nella villa dello
 85   2,      1|       impallidivano.~ ~Galatea gli era una compagna taciturna e
 86   2,      1|         madre morta! Quel ritratto era in una larga stanza nuda,
 87   2,      1|       ridente, una volta sola!~ ~- Era bionda; è vero? bionda come
 88   2,      1|           lampo di sorriso.~ ~Ella era cresciuta così, nel dolore.
 89   2,      2|            buona e cortese. Cesare era dominato lentamente dal
 90   2,      2|     artista vibrare dinanzi a lei. Era un pomeriggio caldo di giugno:
 91   2,      2|         capelli: la guancia destra era soffusa di vermiglio, dal
 92   2,      3|             Giunse, in fatti. Ella era una ben giovine zia, una
 93   2,      3|        incantesimi, Cesare?~ ~Ella era così; parlava con una volubilità
 94   2,      3|          nel pulviscolo dei raggi. Era un quadro di tinte dolci;
 95   2,      3|       richiamo delle risa di Vinca era giunto. Era giunto nel silenzio,
 96   2,      3|          risa di Vinca era giunto. Era giunto nel silenzio, mentre
 97   2,      4|        robinie, soli. Su la coppia era un galleggiamento floscio
 98   2,      4|           baffi castanei. Egli non era brutto: un pallore gentile
 99   2,      4|        dalle braccia di Cesare che era rimasto prostrato come uno
100   2,      5|          vittoriosamente. - Dunque era vero? Dunque ella lo amava?
101   2,      5|        vuota sonorità della volta. Era  Vinca dianzi, abbandonata
102   2,      6|          Addio, Cesare.~ ~Ella non era triste; ella era solo un
103   2,      6|          Ella non era triste; ella era solo un po’ pallida, a traverso
104   2,      6|           dai curvi dossi tarlati. Era tutta una gamma di colori:
105   3,      1|          musica allegra passare. C'era in tutto questo però qualche
106   3,      1|          solo tutta la camera, dov'era morto cinque anni innanzi
107   3,      1|         tutta la casa il silenzio; era quella soffocazione o attenuazione
108   3,      1|            verde. Quando il medico era uscito, restavano nella
109   3,      2|         cominciava a determinarsi; era come quando nel sonno dalle
110   3,      2|           le visioni confusamente; era come quando all'urto di
111   3,      2|           più di un mese Francesca era venuta in quella casa, per
112   3,      2|       sarebbe stato il primo. Ella era giunta nel matrimonio allo
113   3,      2|           buon Panurge, cade. Ella era già passata fugacemente
114   3,      2|      seguitando oltre illesa. Ella era una di quelle nature muliebri
115   3,      2|        all'apparenza; anzi appunto era questa curiosità il lato
116   3,      2|       grave dramma declamato male. Era questa la conseguenza di
117   3,      2|            molto più che ventenne, era vissuto nelli ultii anni
118   3,      3|          ed elegante nei levrieri. Era una di quelle mattine verginali
119   3,      3|           Famulus, qua! Famulus!~ ~Era la voce di Francesca, tra
120   3,      3|            poiché ella dal letto s'era levata con la sua bella
121   3,      3|         singhiozzava in lei. Tutto era finito; ella era vecchia,
122   3,      3|             Tutto era finito; ella era vecchia, ella doveva dunque
123   3,      3|           qualche cosa di morbido; era forse una camicia ravvolta,
124   3,      4|   pomeriggio di quel marzo morente era lusingatore.~ ~Si misero
125   3,      4|          trotto leggero. Ella così era tutta intenta nel diletto
126   3,      4|       nivale, di quella figura che era la linea più grandiosa del
127   3,      4|    fratello. La donna del fratello era bella ed egli la conquistava.~ ~-
128   3,      4|              Hop! hop!~ ~La pineta era vicina; dentro la selva
129   3,      4|         nella vita reale.~ ~Quello era un piccolo fiore rosso,
130   3,      4|    fermatevi! Vi fate male.~ ~Ella era giunta nel folto, dove il
131   3,      4|             La manica dell'amazone era così stretta! Si scoperse,
132   3,      4|       braccio, vicino al gomito, c'era una macchia rossa che cominciava
133   3,      5|           sera la prendevano. Ella era : aveva un'espressione
134   3,      5| sommessamente che quell'impazienza era crudele; ed egli per sfuggirla
135   3,      5|           povera malata dunque non era più sua madre? Dunque egli
136   3,      5|      stanza a guardarla? E perché? Era egli diventato cattivo d'
137   3,      5|         dei cavalli pe 'l lontano. Era rimasta sola; era dopo poco
138   3,      5|         lontano. Era rimasta sola; era dopo poco entrata Eva correndo.~ ~-
139   3,      5|             vieni.~ ~La vecchia s 'era sentita intenerire; l'aveva
140   3,      5|          infantile.~ ~Eva poi se n'era andata anche lei, giù nel
141   3,      5|  campanello per chiamare qualcuno. Era venuta Susanna, quella donna
142   3,      6|          deliziosa.~ ~Nella sala c'era quel tepore emanante dalla
143   3,      6|            calore dolce ove ella s'era adagiata, a scuotere quell'
144   3,      6|      calore. Poi chiuse; si volse; era pallido, con qualche cosa
145   3,      6|         nella bocca.~ ~Francesca s'era rifugiata accanto ad Eva.~ ~
146   3,      6|       poiché il sonno l'avvinceva; era di rosa, tutta di rosa con
147   3,      6|            inferiore. Ma Gustavo s'era avvicinato; delicatamente
148   3,      6|              Egli incalzava. - Eva era nel primo sonno; non poteva
149   3,      6|          poco, ancora un poco!~ ~S'era riavvicinato, le prendeva
150   3,      7|         abbandonavano l'inferma.~ ~Era una triste opera, che compievano
151   3,      7|    facevano tanto tempo fuori? Ah, era dunque per questo? - Una
152   3,      7|         improvviso la prese. - Ah, era dunque per questo? oh infami!
153   4,      1|          Maria!~ ~Io ricordo: ella era tutta bianca, in una veste
154   4,      1|        talvolta leggermente opaco. Era scoperta una parte della
155   4,      1|        capelli: il resto del collo era coperto dalla cravatta di
156   4,      1|        perle: il resto dei capelli era fermato in un gran nodo
157   4,      1|           Io la guardavo. Ella non era veramente bella, di una
158   4,      1|      teneramente, volgendosi; ella era pia.~ ~ ~ ~
159   4,      2|          ferro tendeva le braccia. Era una chiesa di architettura
160   4,      2|    immobile, ascoltando. Ella sola era in mezzo a tutto quel tumulto
161   4,      2|          nella penombra; ella sola era diritta ed esile, emergente
162   4,      2|        luce. Ed ella credeva, ella era pia. Accanto a noi, rammento,
163   4,      2|           rauco del prete. L'ombra era accresciuta dal contrasto
164   4,      2|           tenevo per la mano. Ella era più alta di me; io le appoggiavo
165   4,      2|           ella sentisse; ma la mia era una sensazione pura e mite;
166   4,      2|            sensazione pura e mite; era un languore che mi saliva
167   4,      2|      saliva a poco a poco le vene, era quasi una tenerezza che
168   4,      2|        piegato le ginocchia, non v'era spazio intorno a me; ma
169   4,      2|     scancella i peccati del mondo. Era l'ultima elevazione delle
170   4,      2|       testa verdastra tentennando. Era la mendicante malata; io
171   4,      2|        quattro ducati!~ ~L'incanto era finito. Dietro la sacrestia
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