'l-custo | dalma-irreq | irres-regge | regna-toppe | torbi-zuppe
                 grassetto = Testo principale
     Capitolo,  Paragrafogrigio = Testo di commento

1001 1, 15| mezzo al fumo del tabacco di Dalmazia, e cantavano di femmine 1002 3, 1| in torno dalle cortine di damasco verde, ma quel gran letto 1003 1, 19| nella faccia, con la brezza, dandole una specie di soffocazione 1004 1, 17| istante in cui l'orrore della dannazione le si levò nella coscienza, 1005 1, 4| con il godimento acre che danno ai fanciulli in guarigione 1006 3, 3| leccarvi le mani. Voi gli date troppi pezzi di zucchero 1007 | davanti 1008 4, 2| Rosa mystica. Turris Davidica. Turris eburnea...~ ~In 1009 | De 1010 1, 2| angeli tubanti e di demonii debellati. Ma nelli occhi non mai 1011 1, 2| volgersi verso la voce. Ma la debolezza la opprimeva; lo stupore 1012 1, 17| consumatrici delle nostre debolezze, delle nostre negligenze, 1013 1, 13| colori e in alto due puttini decapitati. Giuliana saliva fin , 1014 3, 4| finalmente la sera innanzi deciso di cavalcare alla pineta; 1015 3, 2| eseguita, al grave dramma declamato male. Era questa la conseguenza 1016 1, 2| I segni del male declinavano lentamente in favore: succedeva 1017 1, 3| rinnovellavano nelle piaghe di decubito, si ricoprivano a poco a 1018 1, 17| di barche veliere pendeva dedicata al tempio dai naufraghi 1019 1, 11| Bene si mutavano in tenere dedizioni della carne al desio del 1020 1, 20| di una sedia dall'artrite deformante, tentava vagamente con la 1021 4, 2| coprisse: appariva un cranio deforme, pieno di rosicchiature 1022 1, 2| letto i tessuti aderenti degeneravano. Solo, un'immensa fame animava 1023 | degli 1024 4, 2| di Maria; voleva essere degna di baciarle il lembo della 1025 1, 4| culto infrangibile della deità di Cristo, in quel contemplamento 1026 3, 6| Gustavo s'era avvicinato; delicatamente sollevava ora su le braccia 1027 1, 11| che davano all'amadrice deliqui di tenerezza e fremiti di 1028 1, 1| Dominus quidquid per gressum deliquisti. Amen.~ ~Fu Camilla che 1029 1, 20| quasi l'avesse presa un delirio. E il fantasma di Lindoro 1030 1, 3| sfinimento dolce, una sottile delizia, vibrante in tutto l'essere.~ ~ 1031 3, 6| metà; ebbe una sensazione deliziosa.~ ~Nella sala c'era quel 1032 1, 3| dall'arsenale li squilli dellefanfare.~ ~Fu allora che, quasi 1033 1, 8| oscure con l'eletta. Le deluse gittavano scherni e risa 1034 1, 13| continuo di sillabe, una demenza di ribellione le abbagliava 1035 1, 16| difendersi dalle minaccie dei demoni, tentando di dire delle 1036 1, 2| deformi angeli tubanti e di demonii debellati. Ma nelli occhi 1037 1, 6| le mani lo strumento del demonio...~ ~Ed eccitata dalla prima 1038 1, 3| capilliferi rigermogliavano densi; da quel riordinamento delle 1039 3, 4| inseguimento a traverso la densità pericolosa delli alberi, 1040 3, 1| attesa, di quella lenta deperizione d'una creatura umana, di 1041 1, 17| solitaria di passione, ella ora deponeva il sacrificio ai piedi dell' 1042 1, 13| sobborgo, in fondo a un vico deserto, dove nessuno li avrebbe 1043 3, 6| di fantasie vaganti e di desideri indeterminati ove ella stava 1044 2, 3| nerissime iridi piene di desiderii e di misterii.~ ~- Oh, mia 1045 1, 13| li archi delle coste si designavano. Poi, se un insetto entrava 1046 1, 10| sottile, e una tenerezza di desìo le scendeva nella carne. 1047 3, 4| che li turbava e li faceva desiosi. Erano in una di quelle 1048 1, 17| consolatore delle anime desolate, rifugio nei pericoli, protettore 1049 1, 8| cervello dal cuore e le dessero una visione rossa. Il passato 1050 1, 5| mentre ella voleva essere desta, mentre ella sentiva ancora 1051 2, 2| pugnarono.~ ~- Perché vi destate, Galatea? Siete così bella 1052 1, 2| producevano certe vibrazioni determinanti certi arti che nella vita 1053 1, 15| debole, incerta, incapace di determinare con la volontà uno stato 1054 3, 2| di bramosie cominciava a determinarsi; era come quando nel sonno 1055 3, 2| acqua limpida si sollevano i detriti accumulati dal tempo. Allora 1056 3, 7| trasaliva; Susanna aveva dette quelle parole con un accento 1057 4, 1| forse olmi, forse pioppi mi dettero l'impressione puerile di 1058 1, 13| onda del ventre non anche deturpato dalla concezione; li archi 1059 4, 2| Introibo ad altare Dei. Ad Deum qui laetificat juventutem 1060 3, 5| incalzato da un desiderio deve reprimersi in un indugio 1061 1, 20| ed era tornato dopo tre con li occhi che ci vedevano 1062 2, 1| rabbrividendo; ella diveniva diaccia ed immobile come di pietra, 1063 1, 9| spandeva più denso, e il Diacono dal fondo cantò:~ ~- Procedamus 1064 2, 2| scoperte la carne bianca e diafana che trame di vene fiorivano.~ ~ 1065 2, 5| della volta. Era Vinca dianzi, abbandonata su quel divano, 1066 1, 17| volse verso la custodia, dicendo a voce bassa un credo. Due 1067 1, 20| di nimbo. Allora tutte le dicerie che correvano tra il volgo 1068 2, 4| sonetto o un principio di dichiarazione? Che ingenuità audace! Voi 1069 3, 5| Oh, nonna grande, che dici?~ ~Ed aveva trascinata una 1070 3, 4| vivo del capo. Una volta diede un colpo di frustino su 1071 3, 2| mobilità gioiosa, che le difende dalla passione.~ ~ ~ ~Gustavo 1072 1, 6| coprivano tutta. Ella rideva, difendendosi da quell'invasione, cercando 1073 2, 1| socchiudeva le lunghe ciglia, ella difendeva dalla ferita que' poveri 1074 1, 2| forza motrice del liquido difetti. Soltanto, in quella materia 1075 1, 3| che esiti in una impresa difficile; socchiudeva li occhi soffermandosi 1076 1, 4| sorella, con una specie di diffidenza ed anche di rammarico sordo, 1077 3, 4| avente allora la dolcezza diffusa che ride fra li intervalli 1078 1, 1| rimanevano genuflessi, sotto il diffuso albore che fuori dalla neve 1079 1, 16| rigidamente dalla penitenza e dal digiuno, ingiallita dal lume della 1080 4, 2| nel mezzo; dove cominciava digradando verso l'altare, la mèsse 1081 1, 13| giallognole delle sue iridi, dilatandosi, sprizzavano bagliori; il 1082 3, 4| Francesca; le narici rosee le si dilatarono al sentore del vento.~ ~- 1083 1, 3| si produceva: i polmoni dilatati ora largamente dall'aria 1084 1, 20| florido intervallo d'indaco si dilatava nell'alto. Un odore di umidità 1085 1, 8| visione rossa. Il passato si dileguava, si assopiva in fondo alla 1086 3, 4| di forza e di agilità le diletta e le commuove di sensazioni 1087 3, 7| fuori la stagione felice, li dilettava la grande aria, li penetrava 1088 3, 1| senta mancare uno stimolo dilettevole in una parte delle membra, 1089 1, 15| la bocca nel terreno, si dilungavano in fila trattenendo le gòmene; 1090 3, 2| sensazioni e frammenti d'immagini dimenticate, cominciano a salire le 1091 1, 2| frequenza della respirazione diminuiva. Ma una tosse aspra scoppiava 1092 | dinnanzi 1093 1, 20| redentore delle anime dalla dipendenza corporale, un distributore 1094 1, 7| apparivano le facce flosce e dipinte delle meretrici, passavano 1095 1, 20| candidi, con in mano i cèrei dipinti, e cantavano. Dietro la 1096 4, 2| simulacro di San Rocco in gesso dipinto. Stavamo sotto la protezione 1097 2, 4| certe vene verdognole si diramavano perdendosi nel misterio 1098 3, 2| nervi e non ha più virtù di dirigere e di moderare le espansioni 1099 3, 4| I grandi pini sorgevano diritti ed inflessibili nel penetrale 1100 3, 1| aspetto di un luogo fin allora disabitato. A traverso i vetri di una 1101 1, 16| Non ancora il Crocefisso discendeva dalla parete a raccogliere 1102 1, 20| speranza estrema non era discesa su la peccatrice improvvisamente, 1103 1, 20| pena il carro si fermò, discese a terra dai sacchi scivolando, 1104 1, 8| delle aspettanti; femmine discinte, con il seno scoperto, uscivano 1105 1, 19| tutto: mise li zolfanelli a disciogliersi nell'acqua; rientrò nella 1106 1, 4| prendeva amore a quel compagno discreto. Ella lo accoglieva nel 1107 1, 15| e grave del bastione si disegnava nel chiarore. I vecchi cannoni 1108 4, 2| del Cristo crocefisso si disegnò scura su quella striscia 1109 1, 13| scoria del tempo una statua diseppellita, il corpo ignudo si rivelava. 1110 1, 2| Soltanto, in quella materia disordinatamente ora si producevano certe 1111 1, 15| languore infinita; e in quel disordine della coscienza la volontà 1112 1, 13| immenso sforzo anteriore di dissimulazione.~ ~Poi, quando Camilla usciva, 1113 1, 6| èsili ed evanescenti che si dissolvessero incontrando i raggi del 1114 4, 2| rosicchiature simile a un teschio dissotterrato dove ancora rimanesse qualche 1115 1, 19| lama che vi penetrasse per distaccarne la pelle; e nella vista 1116 1, 4| insensibilmente, quelle due anime si distaccavano, si allontanavano per repulsa.~ ~ 1117 1, 20| correre verso la quercia distante un tiro di fucile. Le gocce 1118 1, 13| refrigerio fluviale, come distendendo le braccia verso quei naturali 1119 2, 5| prendeva tutta; ella provò a distendervisi, senza gemere, con un abbandono 1120 1, 13| tutte le linee del dorso si distendevano e salivano verso il capo 1121 1, 6| i soffi.~ ~Alla fine si distese lunga su 'l letto, lasciò 1122 1, 20| chiuse, dopo un minuto, si distesero.~ ~Muà, senza comprendere, 1123 1, 15| barche i marinai stavano distesi tra i cordami, in mezzo 1124 1, 3| sillabazione, in quel freddo distillio di parole, in quell'opera 1125 1, 15| soggiaciuto, senza forze, non distinguendo più nulla, non sentendo 1126 3, 2| orecchi al buio, senza poter distinguere in quell'intronamento alcun 1127 3, 5| recente pomeriggio d'amore lo distraevano, l'occupavano.~ ~Alla fine 1128 1, 20| dipendenza corporale, un distributore di grazie celesti su la 1129 1, 2| sussultare le vertebre; una distruzione dolorosa della pelle e dei 1130 3, 1| torno ai malati per non disturbare il riposo. Il medico, un 1131 2, 4| Dio mio, parlate un poco: ditemi de' versi, fatemi pure de' 1132 1, 19| acque e certi segni del dito pollice e certe parole magiche. 1133 2, 5| sentiva inerme; fu come il divampare improvviso di un incendio 1134 3, 5| guardarla? E perché? Era egli diventato cattivo d'un tratto, insensibile? - 1135 1, 4| quel contemplamento ch'era divenuto lo scopo della vita loro. 1136 1, 4| continua, perché in loro ogni diversità d'indole e ogni insorgimento 1137 1, 16| dall'intimo del suo cuore al divin Sposo tradito, a Gesù buono 1138 1, 15| prima impressione violenta e divina di quel fatto naturale compiuto, 1139 1, 9| del popolo, Giuliana fu divisa da Camilla; restò sola in 1140 1, 3| supplicando, alla sorella. Divorava rapidamente, con un godimento 1141 1, 7| di brancicare qualcosa, divoravano con li occhi in fiamme quelle 1142 1, 20| incoraggiato dalla muta docilità di lei cominciava de' tentativi 1143 1, 16| parete a raccogliere con le dolcissime braccia la pecorella tornante 1144 1, 20| ghiaia non le davano che una dolorazione sorda e il lezzo delle pipe 1145 1, 2| vertebre; una distruzione dolorosa della pelle e dei tessuti 1146 1, 18| delle mascelle le rendeva dolorosi i singulti.~ ~ ~ ~ 1147 2, 6| in una tinta di tonache domenicane, occupando quasi intero 1148 1, 13| penetrava; una specie di domestichezza a poco a poco si stabiliva 1149 3, 1| a sfiorare il letto; un domestico portava il lume coperto 1150 3, 1| accanto al letto, silenziosi, dominati da quella luce eguale, ascoltando 1151 2, 2| buona e cortese. Cesare era dominato lentamente dal silenzio, 1152 1, 13| delle sillabe stavano muti dominatori del luogo. Giuliana si avanzava 1153 1, 2| Giacomo. Le altezze illustri dominavano come fari su 'l paese occupato 1154 1, 11| dell'amore fu allora il dominio dei gatti randagi e dei 1155 1, 1| al dolore.~ ~- Pax huic domui - disse il prete entrando. 1156 1, 15| Pesceria e il mal di San Donato, liberanosdòmine.~ ~- Ah.~ ~- 1157 3, 3| che lo seguiva con quel dondolamento di danza così molle ed elegante 1158 1, 5| Ogni bimbo recava un dono: erano fiori, erano frutta. 1159 1, 16| guanciale come una effige mal dorata di santa sopra una raggiera. 1160 4, 2| oscillava su i quattro sostegni dorati, minacciando i preti cantori.~ ~ 1161 4, 2| zinco sottoposte, su le dorature false della custodia, su 1162 3, 6| soffio lento, il respiro.~ ~- Dorme - sussurrò la madre. E fece 1163 3, 2| aver sentito...~ ~- Va, dormi. Che Dio ti benedica figliuolo 1164 2, 1| Intorno la biblioteca pareva dormisse un sonno buono e pacifico 1165 3, 2| dalle sedi interne, ove dormono fantasmi di passate sensazioni 1166 2, 6| loro note deboli dai curvi dossi tarlati. Era tutta una gamma 1167 1, 15| implacabile.~ ~- Chi parla del dottor Dulcamara? - fece Don Paolo, 1168 1, 4| infrazioni delli ordini dottorali, i piccoli furti. Solo testimone 1169 1, 3| Insegnavano la piccola dottrina, i piccoli canti della religione; 1170 3, 3| qualche cosa ch'ella aveva già dovuto portare. L'odore gli rimase 1171 3, 2| ben eseguita, al grave dramma declamato male. Era questa 1172 2, 1| lei pareva inferma. Ella, dritta in mezzo, nell'abito bruno, 1173 3, 3| buon giorno! - rispose ella drizzandosi con un movimento vivace, 1174 1, 15| e d'irrimediabile le si drizzava dinanzi. Ella ora si sentiva 1175 1, 20| la maestà di una quercia druidica, egli compiva i miracoli 1176 1, 15| di certe nature deboli e dubbie, Giuliana si immerse nel 1177 4, 2| Cinque carlini! Un ducato! Due ducati!...~ ~La turba 1178 1, 15| Chi parla del dottor Dulcamara? - fece Don Paolo, a cui 1179 | durante 1180 1, 2| naturale del sonno, una quiete durevole in cui a poco a poco tutte 1181 3, 5| tempo lontano ora gli pareva duro il rimanere un poco nella 1182 1, 19| corse tutte le membra, le durò un momento su 'l cranio 1183 | ebbi 1184 1, 8| simile al primo stadio dell'ebbrezza; pareva come de' vapori 1185 3, 1| furia cieca dei fanciulli ebbri di chiasso ridente nella 1186 1, 15| sovvenirsi; una specie di ebetudine le teneva ancora la memoria. 1187 1, 12| una bottega di rigattiere ebreo.~ ~ ~ ~ 1188 1, 17| di Dio con una più lunga ebrezza.~ ~Dall’istante in cui l' 1189 4, 2| Turris Davidica. Turris eburnea...~ ~In alto! Una tenerezza 1190 1, 20| debole organismo la potenza eccessiva della bevanda operava ora 1191 1, 1| recente, quell'odore che éccita il palato.~ ~Nella casa 1192 1, 1| clerici.~ ~- Oremus...~ ~Alli eccitamenti del medico Giuliana richiuse 1193 1, 15| ripensare, interrogando, eccitando Teodora alla chiacchera, 1194 3, 4| La cavalcatrice ora si eccitava; il vento fresco, quasi 1195 1, 13| Giuliana era tenuta da un'eccitazione amara, da una specie di 1196 | Eccomi 1197 2, 3| improvviso di allegria li echi della sala si svegliarono, 1198 2, 2| spalliera di cuoio. Pure tra le ecloghe fragranti e fiorenti di 1199 3, 2| organismo; ed anche di una educazione artistica non comune, poiché 1200 1, 13| corti, quella sua testa di efèbo. Lentamente, sotto l'amorosa 1201 1, 20| della bevanda operava ora effetti inaspettati. Il parto falso 1202 1, 7| proteggitore San Vincenzo effigiato con il gran libro in una 1203 1, 1| dell'arco di Portanova; una efflorescenza cristallina di ghiaccioli 1204 4, 1| nudi sorgevano come fredde efflorescenze di pietra. Da un lato un 1205 1, 5| raramente il vento recava li effluvi delle viole già fiorite 1206 3, 6| ventola verde dall'interno effondeva.~ ~Donna Clara aveva richiuso 1207 2, 4| scoprirono le file nitide ed eguali dei denti, sotto i baffi 1208 3, 4| pie' nervoso il terreno elastico e sonante. Quando un riccio 1209 4, 2| che ci tese la mano per l'elemosina su la porta. Una faccia 1210 1, 8| delle porte oscure con l'eletta. Le deluse gittavano scherni 1211 1, 17| solennità primordiale si elevava agile un gruppo di colonne 1212 1, 1| sommessamente dal pavimento si elevavano, su quel mormorìo confuso 1213 1, 17| Giovanni nelle viscere d'Elisabetta alla visita della Vergine 1214 3, 2| traverso due o tre amori, emanando nel passaggio soltanto una 1215 1, 4| sprazzi di fosforo, che emanavano da una forma misteriosa 1216 1, 4| voluttà nell'aspirare quella emanazione sana, con la lingua nuotante 1217 3, 5| sensazione vivace delle emanazioni silvestri e del vento vespertino 1218 4, 2| sola era diritta ed esile, emergente come un gran fiore d'acqua 1219 1, 20| sommergevano nell'ombra, altre zone emergevano illustrate; e come l'ombra 1220 4, 2| piovve dall'alto; fu una emersione di colori, in basso, alla 1221 2, 1| bocche di uno scarlatto cupo emettevano stami simili a piccole lingue 1222 4, 2| Presso l'altare, da una eminenza la Vergine sovrastava alla 1223 2, 4| unghie di ònice che aveva una emme profonda su la palma. Dal 1224 1, 19| versò bitume ardente su l'empietà di Sodoma.~ ~Giuliana al 1225 3, 2| ascoltava tutta la stanza empirsi dei battiti del suo cuore, 1226 1, 3| da quel dispiegarsi di energie prima latenti che la malattia 1227 4, 2| palma pelosa dell'anatra.~ ~Entrammo nella chiesa io e Giacinta 1228 3, 1| bastava che la nuova aria l'entrasse nei pulmoni, le accelerasse 1229 2, 6| dai finestroni aperti, entravano zone vive di luce. Le file 1230 2, 6| suscitando le anime dei suoni entro le lunghe canne metalliche. 1231 1, 20| della Provvidenza. Nelle epidemie del bestiame indigeno, mandre 1232 1, 13| gocciola più grossa le rigava l'epidermide. Usciva di , tutta sparsa 1233 3, 1| da quell'avvicinamento di epidermidi sarebbe scoccata quella 1234 1, 20| sintomi di una convulsione epilettica. In tutto il suo debole 1235 1, 11| luna si cingeva di tutti li epiteti per cui va radioso lo Spirito 1236 1, 20| morbo: le orme delle unghie equine e bovine facevano come un 1237 1, 7| bottiglie vuote, le foglie di erbaggio non più fresche erano sparpagliate 1238 2, 4| greggia presso alli orli erbosi. Nel mezzo un gruppo di 1239 3, 1| viveva come per passaggio di eredità, e ne gioiva. Sollevava 1240 1, 12| rivenditrice di fruttaglia, ereditando l'istinto nomade del padre 1241 3, 2| il grande levriere bianco ereditato dal padre. Aveva lo spirito 1242 3, 2| quella sua selvatichezza di eremita. Una mattina mentre ella 1243 1, 7| tegami d'argilla pieni dell'eremitica innocenza dei legumi e delle 1244 3, 4| guardare la figura sottile ed eretta di Francesca che chiusa 1245 4, 1| di giganteschi millepiedi eretti su una estremità.~ ~Giacinta 1246 4, 2| accovacciato sopra il piedistallo, ergeva il muso verso il protettore; 1247 | ergo 1248 1, 9| cristiane piccole scintille erotiche scoccavano per attrito e 1249 1, 12| domani accalappiatori di cani erratici.~ ~Costui aveva un nome 1250 1, 20| nuvole: sprazzi di raggi eruppero di qua, di . Tutte le 1251 1, 15| rapimento che non poteva esalarsi. Rimase lunga su i mattoni, 1252 1, 17| veemenza di pentimento si esalasse, per l'ansia di conservare 1253 2, 6| E, come tese le braccia, esalò al fine l'animula blanda 1254 1, 17| legame umano.~ ~Ella si esaltò nella lettura dei libri 1255 3, 1| il terrore di chi avendo esaurito il coraggio si trova senza 1256 2, 5| occupava quelle povere vene esauste, le intorbidava la vita.~ ~- 1257 1, 20| biancheggiavano come coperte di escrementi d'uccelli. Gruppi di pioppi 1258 3, 2| gusto, scoppiettante, ben eseguita, al grave dramma declamato 1259 1, 7| li spettacoli di lascivia esercitano anche su li animi verecondi.~ ~ 1260 1, 6| alati, parevano insetti èsili ed evanescenti che si dissolvessero 1261 1, 3| meraviglia, ella riandò l'esistenza trascorsa. Le pareva quasi 1262 2, 1| tenerezza per quelle povere esistenze che languivano senza un' 1263 3, 4| due a faccia, impalliditi, esitanti; mentre i cavalli scalpitavano 1264 1, 14| loquacità vincere le estreme esitazioni della pulzella; poiché egli 1265 1, 3| riso timido di bambina che esiti in una impresa difficile; 1266 1, 20| incitandola a parlare.~ ~Giuliana esitò un momento; poi disse tutto, 1267 3, 5| quei rimproveri e quelle esortazioni interiori che dinanzi a 1268 1, 13| verginità, si era arricchito ed espanto; era come una di quelle 1269 1, 11| che una facoltà novella si esplicasse in lei e prendesse forme 1270 1, 13| involontaria e inconscia si esplicava indipendentemente dalla 1271 1, 13| autunnali che la pianta esplode al sentirsi da un'ultima 1272 3, 4| della sua giovinezza ora esplodeva luminosamente; egli non 1273 3, 4| un violetto soave.~ ~Così esploravano il bosco. A traverso il 1274 3, 2| che il medico Roudibilis espone al buon Panurge, cade. Ella 1275 | essendo 1276 | esserne 1277 1, 17| naufragare nel pèlago dell'estasi~ ~- Vieni dunque, vieni, 1278 3, 5| usciva il profilo del naso estenuato, un profilo quasi diafano; 1279 1, 20| all'influenza delle cose esteriori; si alleggeriva di tutte 1280 1, 15| le suggestioni del mondo esterno e il travaglio interiore.~ ~- 1281 1, 6| solare ride modestamente estinguendosi come un indizio di aurora 1282 2, 6| ove la sua povera vita si estingueva come sommergendosi. Erano 1283 1, 15| volontà delle sue idee si estinse. Le parve che tante cose 1284 2, 2| presenza invisibile dell'estinta. Ma a poco a poco ella vinse 1285 3, 6| terra il cui sole fosse estinto da secoli; davano come l' 1286 2, 3| Federico, reduce dai trionfi estivi di Rimini e di Livorno. 1287 1, 11| coscienza e unendosi ad elementi estranei assumeva, quasi direi, sapori 1288 1, 14| sua loquacità vincere le estreme esitazioni della pulzella; 1289 1, 20| la fila, uno di quelli, l'estremo, gridò:~ ~- Ohe, volete 1290 1, 13| modi l'irrequietudine, l'esuberanza della vitalità sensuale. 1291 2, 1| a poco a poco tutte le esuberanze, tutte le irrequietezze 1292 1, 20| orizzonte si fortificò ed esultò. Ella, come sempre, si abbandonava 1293 4, 2| gravità di patriarchi ed una età di numi. Di fuori gli scrostamenti 1294 1, 11| verso letizie d'amplessi non eterei, le offerte del fior dell' 1295 1, 16| del castigo e della pena eterna ancora una volta le risorse 1296 1, 6| nelle minacce dei castighi eterni, non si rivolgeva soltanto 1297 1, 1| era rotto dal lume dell'Eucaristia. Camilla guardava con gli 1298 1, 3| Tecla di Licaonia e Santa Eufemia di Calcedonia, le due sorelle 1299 1, 6| parevano insetti èsili ed evanescenti che si dissolvessero incontrando 1300 4, 2| beatitudine di nimbo, quasi una evanescenza di polviscoli biondi. Io 1301 1, 17| vetrata la testa di San Luca evangelista raggiava percossa dal sole 1302 1, 3| torno si facessero aeree ed evanissero. Le lacrime le rigavano 1303 1, 13| luogo. Giuliana si avanzava evitando co' piedi nudi li interstizii 1304 1, 9| nomine Domini. Hosanna in excelsis!~ ~Nella chiesa la folla 1305 1, 7| quei fiori apparivano le facce flosce e dipinte delle meretrici, 1306 1, 7| ciurme briache e di tanti facchini fradici.~ ~Giuliana stette 1307 1, 13| fuggevoli accenni dei muscoli facciali, quei sguardi obliqui d' 1308 4, 2| la cuspide ottusa della facciata una croce di ferro tendeva 1309 1, 5| quella luce tutte quelle faccie infantili invermigliate 1310 | faccio 1311 1, 13| domande, gli parlava da presso facendogli sentire l'alito, qualche 1312 | facessero 1313 2, 3| veni, venias,~ ~ne me mori facias,~ ~hyria hyria nazaza~ ~ 1314 3, 2| mobilità dello spirito e la facilità delle sensazioni subitanee 1315 1, 15| Graziella Potavigna che falbalà s'è messo. Guardate Rosa 1316 1, 7| stracci, ciabatte marce, falde di cappello, tutto il ciarpame 1317 1, 13| raggruppamenti di membra, falli dei malleoli non bene forti 1318 1, 17| faceva quasi dimenticare ogni fallo anteriore. Le pareva che 1319 4, 2| sottoposte, su le dorature false della custodia, su i fiori 1320 1, 12| o di male femmine, oggi falsi sensali di mercanzia e domani 1321 1, 20| effetti inaspettati. Il parto falso si produsse quasi d'improvviso, 1322 1, 3| un accento di mendicante famelica, tendeva la mano, supplicando, 1323 3, 6| ingordigia di rosicante famelico. Quando il frutto fu nudo, 1324 1, 4| erano membri della grande famiglia di Gesù spersi su la terra 1325 1, 4| Giuliana con un miagolìo famigliare o si fermava teso invano 1326 1, 2| avevano una religiosa e familiare letizia quei suoni che i 1327 1, 2| affacciava dal bastione tra il fanale rosso e il pino del telegrafo, 1328 1, 12| accenditore pubblico de' fanali, logorandosi una spalla 1329 1, 9| Passavano accanto a Giuliana fanciulle della campagna con palme 1330 4, 2| rude, simile a quelle che i fanciulletti con poche linee tracciano 1331 1, 6| della piazza scoppiò la fanfara militare in uno squillo 1332 1, 19| ed era morta così, nella fanga della Pescarina. Bisognava 1333 1, 12| quasi una nativa tinta di fango; di quelli uomini bigi, 1334 3, 2| contro la tentazione del fantasticare malsano, adescata da quel 1335 2, 2| sempre, come un fiore o una farfalla nella nitida prigione dell' 1336 1, 2| illustri dominavano come fari su 'l paese occupato dall' 1337 1, 2| di pietra della casa di Farina, sui comignoli della casa 1338 | farmi 1339 3, 5| perduta la conoscenza. Una fascia bianca le copriva la fronte, 1340 4, 2| que' globi di cristallo la fascinazione intensa che è solo nelli 1341 3, 7| soffocare ogni rumore, li fastidiava e li irritava. Essi uscivano, 1342 3, 1| increspata nella confusione fastidiosa del primo svegliarsi.~ ~ ~ ~ 1343 3, 5| reprimersi in un indugio fastidioso. Oramai una forza li sospingeva 1344 2, 1| gran sole, la gran luce la fastidivano: ella socchiudeva le lunghe 1345 1, 3| Anna nelle screpolature del fastigio non anche fiorivano. Il 1346 3, 4| Fermatevi, fermatevi! Vi fate male.~ ~Ella era giunta 1347 | fatemi 1348 3, 3| Siam passati anche dalla fattoria sotto i colli; c'è il prato 1349 1, 15| tremolìo crescente di fiammelle fatue che rompevano, si intrecciavano, 1350 3, 7| quella sua condiscendenza e fatuità obliosa dell'animo, Gustavo 1351 3, 4| da una specie di vecchio fauno che reggeva in mano le funi.~ ~ 1352 2, 1| involucri sparsi di cavità erano favi di cera. Qualche tulipano 1353 2 | 2 - FAVOLA SENTIMENTALE~ ~ ~ ~ 1354 1, 2| declinavano lentamente in favore: succedeva ora il quarto 1355 4, 2| varia di teste coperte dai fazzoletti di seta gialli, rossi, neri, 1356 4, 2| grappolo di nidi che io feci cadere con una canna dalla 1357 1, 17| figlio, Spirito onnipotente, fedele consolatore delli afflitti, 1358 4, 2| sovrastava alla turba dei fedeli; la Regina delle Vergini, 1359 2, 3| seconda moglie del fratello Federico, reduce dai trionfi estivi 1360 2, 3| aperte, con un piccolo vezzo felino, mentre serrava la tempia 1361 2, 3| fondo emergeva il bel corpo femineo chiuso nell'abito di casimiro, 1362 1, 16| interrotto, quasi un mistero di fenomeno soprannaturale si levava 1363 3, 5| infermi, quell'odore li ferì nelle nari spiacevolmente; 1364 2, 2| quando ella si destò pel ferire del sole e gli sorrise viva 1365 3, 2| dall'altra parte li occhi feriti.~ ~- Che vuoi, Gustavo?~ ~- 1366 1, 3| strisciava sul davanzale e feriva l'acqua di un bacile in 1367 2, 3| scoppî di risa che a lei ferivano i timpani acutamente. Ella 1368 1, 13| torno alle allacciature e ai fermagli, facendo de' piccoli sforzi 1369 4, 1| terre benedette, noi ci fermammo nel mezzo del sentiero.~ ~- 1370 1, 13| le braccia dalle maniche, fermandosi a mezzo e abbandonando in 1371 4, 2| sorrise; ma io non so ora fermare nelle parole quel sorriso: 1372 3, 4| verde, alberi, alberi!~ ~- Fermati!~ ~E si trovarono tutti 1373 4, 1| il resto dei capelli era fermato in un gran nodo fulvo e 1374 1, 3| rigavano le guance, le si fermavano alla bocca tiepide e salse: 1375 1, 7| quella corruzione di lupanare fermentante pe 'l buon sole di quaresima 1376 1, 7| pioggia il fracidume aveva fermentato come un lievito; una melma 1377 1, 13| il suo corpo, nel tardivo fermento della verginità, si era 1378 1, 5| piazza. Di fronte, Donna Fermina Memma in una roba rosata 1379 1, 15| mancava sotto i piedi il suolo fermo: il limite delle acque si 1380 1, 20| Ella, a pena il carro si fermò, discese a terra dai sacchi 1381 1, 8| un supplizio incessante e feroce da cui ella non sapeva difendersi.~ ~ 1382 1, 2| novena di Natale, la bella festività de' vecchi e de' fanciulli. 1383 4, 2| altare sorgeva intorno tutto fiammeggiante di ceri votivi, i cui raggi 1384 1, 15| un tremolìo crescente di fiammelle fatue che rompevano, si 1385 4, 2| il tepore alimentato dai fiati dei genuflessi, un tepore 1386 1, 13| tutta sàtura di desio; le fibrille giallognole delle sue iridi, 1387 1, 20| color violetto di certi fichi meridionali, con i capelli 1388 4, 1| gran mucchio d'alberi di fico grigi aveva delle forme 1389 1, 11| preghiera in tanti anni di fidelità allo Sposo Celeste, ora, 1390 3, 1| accelerasse il sangue. Questa fiducia le ravvivava lo spirito, 1391 1, 18| la invadevano su la sera, fievolezze in cui il pensiero, la volontà, 1392 3, 1| eguale, ascoltando le voci fievoli che mandava la campagna 1393 3, 2| desiderio al dolce peccato della figliola di Guido. Né quello dei 1394 1, 15| Torniamo in dietro, belle figliole - disse Don Paolo, prendendo 1395 1, 20| volete che vi porti, bella figliuola?~ ~Machinalmente Giuliana 1396 1, 17| vostri figliuoli e le vostre figliuole profetizzeranno; i vostri 1397 1, 17| sopra ogni carne, e i vostri figliuoli e le vostre figliuole profetizzeranno; 1398 1, 15| chiamare Don Nerèo Memma, figuratevi! - seguitava Teodora, implacabile.~ ~- 1399 3, 3| Malgrado la commozione filiale, un'impressione viva di 1400 4, 2| gloriosa.~ ~- Gloria Patri. et Filio, et Spiritui Sancto...~ ~ 1401 1, 20| camino, componeva il suo filtro, in silenzio. Era una femmina 1402 1, 9| argento, collari di tela fina ricamati a giorno; tutte 1403 1, 15| Erano alla caserma dei finanzieri. Grandi mucchi di carrùbe 1404 3, 7| la uccideva, si sentiva finire. Ella non aveva da prima 1405 1, 19| a poco a poco dal basso, finiva senza contrasti. Una rondine, 1406 1, 11| Le risposte di lei non finivano mai: tutta la sapienza grammaticale 1407 2, 6| petto esile aveva un alenare fioco, sotto le pieghe della tunica.~ ~ 1408 2, 2| tra le ecloghe fragranti e fiorenti di Virgilio e le liriche 1409 3, 3| pineta... La pineta è tutta fiorita di violette; c'è l'odore 1410 1, 5| effluvi delle viole già fiorite su l'arco.~ ~Fu allora una 1411 1, 13| una di quelle sanguigne fioriture autunnali che la pianta 1412 1, 2| cominciava a constellare i firmamenti; sopra le case di Sant'Agostino 1413 1, 15| si sentiva percossa dalla fischiante animazione della vita nella 1414 1, 20| asini rossastri. Uno di loro fischiava urtando con le calcagna 1415 1, 15| Anche certi piccoli tormenti fisici la molestavano e la richiamavano 1416 3, 2| palpebre, mettevano nella fisonomia un'aria singolare d'infantilità.~ ~ 1417 1, 17| balsamo della parola di Dio, fissando li occhi in alto alla colomba 1418 1, 20| le ripeteva la strega, fissandola con quelli occhi bianchicci 1419 2, 5| crudele d'ironia nella voce, fissandoli con i freddi occhi indovini.~ ~ 1420 1, 10| scendeva nella carne. Allora fissava i ceri ardenti in scala 1421 1, 15| lunare. Ella vedeva, nella fissazione del suo pensiero, la figura 1422 4, 1| petto, le si stringevano fitte alla vita, le ricadevano 1423 2, 5| nulla.~ ~Ed ella teneva fitti li occhi su Cesare, li occhi 1424 3, 4| bestie che avevano anche fiutato la primavera.~ ~- Hop!~ ~ 1425 3, 3| dentro cui s'indovinava la flessibilità del corpo vivo, con i capelli 1426 2, 4| sussurrò ella, piegandoglisi flessuosamente su la bocca.~ ~ ~ ~ 1427 3, 6| sottomarino con le sue grandi flore animali tra cui è un brulichio 1428 1, 20| cariche; e ancora qualche florido intervallo d'indaco si dilatava 1429 1, 7| fiori apparivano le facce flosce e dipinte delle meretrici, 1430 2, 4| coppia era un galleggiamento floscio di foglie; e un odore di 1431 1, 17| voto pendevano, una intiera flottiglia di barche veliere pendeva 1432 1, 20| mollemente, insensibilmente, fluendo.~ ~- Gesù, Gesù, Gesù! - 1433 1, 11| di una devota, tutta la fluente sentimentalità di una pulzella 1434 2, 6| tutta come in una veste fluida di oro; ella dava la faccia 1435 2, 2| dolcemente nelle pieghe ricche e fluide di una tunica, poggiata 1436 1, 20| serrate per impedire al flusso la via. Sentiva a poco a 1437 1, 18| confusione, la sonnolenza fluttuante delle prime ore mattutine. 1438 1, 15| come di materia liquefatta fluttuavano lentamente.~ ~- ...mandò 1439 1, 13| salina e nel refrigerio fluviale, come distendendo le braccia 1440 1, 15| silenzio: si annunziava la foce con l'ondeggiamento del 1441 3, 7| Gustavo portava nei ritrovi la foga della sua passione, tutte 1442 1, 12| ibrido e mutevole; tutte le fogge passavano su la sua persona, 1443 1, 11| contenuta. Giuliana leggeva quei fogli in segreto, li teneva notte 1444 1, 9| sfiorare il volto da una foglia d'olivo, contrastare il 1445 3, 4| male.~ ~Ella era giunta nel folto, dove il cavallo si rifiutava 1446 1, 14| mano sorgendo più calda dal fòmite del vino bevuto si insinuò 1447 4, 2| tremare la chiesa dalle fondamenta. E i primi stendardi si 1448 1, 12| ignobile, che ingombra i fondi d'una bottega di rigattiere 1449 4, 1| Eravamo in vicinanza di Fontanella. Su quelle alture li ultimi 1450 1, 3| spirito, si rifugiava alle fonti; e una pienezza improvvisa 1451 1, 2| e da un gruppo di canne forate. La convalescente udiva, 1452 4, 2| due occhi di vetro bianco forati. In cima al tabernacolo 1453 1, 12| offrendo ai soldati e ai forestieri i suoi ruffianesimi, lottando 1454 1, 20| elementi sparsi si venne formando nella mente di Giuliana 1455 1, 9| di quelle correnti che si formano irresistibili nelle masse 1456 1, 16| gorgogli rochi delle voci non formate e li accenti delle voci 1457 4, 2| accoppiati e un braccio, formati rozzamente nella cera, rossicci 1458 1, 12| bottoni di metallo lucido, formelle d'osso bianco, galloni militari, 1459 4, 2| una striscia d'oro tutta formicolante di atomi. Una parte del 1460 1, 3| una strana sensazione di formicolio nelli stinchi, di vellicamento 1461 1, 1| mormorìo confuso dominava la formola sacra del prete ungente 1462 1, 20| egli compiva i miracoli e formulava i responsi. Tutto il contado, 1463 1, 20| dispiegarsi dell'orizzonte si fortificò ed esultò. Ella, come sempre, 1464 1, 13| presentando la schiena arcata e forzando il capo a volgersi in dietro; 1465 1, 17| vermiglio in volto, con occhi forzanti le orbite, con gesti che 1466 1, 4| penombra, quelli sprazzi di fosforo, che emanavano da una forma 1467 1, 11| lupanare si sprofondava come un fossato d'acque limacciose a' cui 1468 1, 7| vicolo, sotto la pioggia il fracidume aveva fermentato come un 1469 1, 7| briache e di tanti facchini fradici.~ ~Giuliana stette stupidita 1470 1, 1| davanti a sé con le dita fragili le coperte, aveva un moto 1471 1, 20| violenza di scosse e di fragore richiamò per un momento 1472 3, 6| mamma ficcò nella scorza fragrante le unghie fini e rosee per 1473 2, 2| cuoio. Pure tra le ecloghe fragranti e fiorenti di Virgilio e 1474 1, 15| quel nome, ridendo dalla franca bocca ancora armata di avorii.~ ~ 1475 1, 15| scappata un'altra volta a Francavilla. Voi la conoscete: quella 1476 2, 3| della voce pareva che si frangesse e s'increspasse.~ ~- Sempre 1477 3, 3| fiammeggiamento d'oro si frangeva su i vetri chiusi. A poco 1478 3, 6| Mordi, mamma.~ ~Francesca franse con i denti la metà dello 1479 1, 6| L'eloquenza sonora del frate predicante l'aveva inebriata; 1480 1, 20| crescente rigò l'aria di lunghe frecce bianche, di lunghe sferze 1481 1, 3| in tutto l'essere.~ ~Una freccia di sole strisciava sul davanzale 1482 4, 1| alberi nudi sorgevano come fredde efflorescenze di pietra. 1483 1, 11| Marcello, e aveva un bel fregio rosso e d'argento su le 1484 1, 1| caldo salì col vento e fece fremere le papille del naso ai clerici.~ ~- 1485 1, 5| guanciali, senza potersi frenare.~ ~- Tal, tel, til, tol, 1486 3, 1| Eva, presa da una nuova frenesia di agitarsi, le guizzava 1487 1, 13| mano. Lindoro scioglieva i freni alla sua loquacità di pizzajuolo, 1488 1, 18| vituperii, togliendo il freno a tutto l'odio accumulato 1489 1, 1| inerte, con la respirazione frequente rotta da i rantoli. Su ' 1490 1, 20| coscienza, così che li sbalzi frequenti delle ruote su la ghiaia 1491 1, 2| facevano meno torbide e la frequenza della respirazione diminuiva. 1492 2, 6| di azzurro e il piccolo Fréret vibrava quasi uno sprazzo 1493 1, 20| Ora la campagna era tutta frescamente luminosa. Passava una fila 1494 3, 3| impressione viva di odore e di freschezza gli batté nella faccia e 1495 1, 12| e le spine del pesce mal fritto. Dalla bettola era caduto 1496 3, 3| condotto meco Famulus. L'aria frizzava. Abbiamo preso per i campi, 1497 3, 4| testa o appressavano le froge come per parlarsi in segreto. 1498 1, 20| galleggiasse copioso d'alberi e di fromento. Molto canto di uccelli 1499 4, 2| gravemente. Poi tutte le fronti si rialzarono, tutte le 1500 1, 4| la prendeva una furia di frugare da per tutto, di mettere 1501 1, 3| uno ad uno, si rialzavano, frullando. Giuliana con un moto delle 1502 1, 20| accorrevano a lei con 'l fruscio del passo di un animale 1503 2, 3| solco di profumo seguiva il fruscìo di Vinca sopra i pavimenti 1504 1, 18| ne andava, come un cane frustato; ma il pensiero di aver 1505 1, 20| sonagli, allo schiocco delle fruste.~ ~Quella violenza di scosse 1506 1, 12| piazzaiuola rivenditrice di fruttaglia, ereditando l'istinto nomade 1507 1, 20| quercia distante un tiro di fucile. Le gocce le battevano su 1508 2, 3| vivace di rime latine nella fuga del ritmo.~ ~ ~ ~O! o! totus 1509 3, 2| cade. Ella era già passata fugacemente a traverso due o tre amori, 1510 1, 9| su 'l petto, con un riso fuggente nel bianco delli occhi vòlto 1511 3, 5| risvegliò il fantasma del bacio fuggevole e della radura remota.~ ~ 1512 3, 1| solco s'incontrarono le mani fuggevolmente. Pure, a quel contatto i 1513 2, 3| cavalieri inseguivano una cerva fuggiasca. Vinca rideva: le risa nel 1514 3, 4| dinanzi al trotto dei cavalli fuggirono i conigli bianchi e grigi 1515 1, 3| sfiorava le labbra pallide, le fuggiva nelli occhi.~ ~- Ah! - sussurrò 1516 3, 4| chiarore s'allontanavano fughe di portici favolosi. Entrarono 1517 2, 2| viva dalle iridi ove il fulgore novo e il torpore del sonno 1518 1, 1| le si impigliassero nella fuliggine della lingua, nel muco tenace 1519 4, 1| fermato in un gran nodo fulvo e si diffondeva ai lati 1520 3, 4| la mano aperta il collo fumante del sauro. Dietro veniva 1521 1, 17| cominciarono a scuotere i turiboli fumanti e odoranti. Un nuvolo di 1522 1, 20| levavano anneriti in mezzo alla fumosità dell'aria, popolavano di 1523 1, 1| una specie di solennità fúnebre. Dalle finestre aperte entrava 1524 2, 2| vigilava di sotto al velo funerario.~ ~E una volta sola Cesare 1525 3, 4| fauno che reggeva in mano le funi.~ ~Il sauro ruppe il trotto, 1526 1, 13| gergo, reticenze impudiche, furbi sorrisi rivelatori, gesti 1527 2, 3| voluto ribellarsi a certe furie di baci, a certe carezze 1528 1, 4| ordini dottorali, i piccoli furti. Solo testimone era un micio, 1529 3, 2| piacere. Preferiva la commedia gaia, di buon gusto, scoppiettante, 1530 1, 7| Ma ora, al novel tempo e gaio, come un giorno udì Giuliana 1531 1, 9| come se si appressasse il Galileo, il re povero e dolce sedente 1532 2, 4| soli. Su la coppia era un galleggiamento floscio di foglie; e un 1533 1, 20| apparenza di un arcipelago che galleggiasse copioso d'alberi e di fromento. 1534 2, 4| solitaria. Su le acque inerti galleggiavano chiazze giallastre di putredine 1535 1, 12| formelle d'osso bianco, galloni militari, trine, quel miscuglio 1536 3, 4| il sauro avrebbe saputo galoppare anche nel cerchio di un 1537 3, 4| attratta verso Gustavo che le galoppava a lato, ella ora sentiva 1538 3, 4| entrando in un moto di piccolo galoppo, senza avanzare. Francesca 1539 1, 20| scatto e il battito d'una gamba di animale ferito a morte, 1540 2, 6| dossi tarlati. Era tutta una gamma di colori: li Annali di 1541 1, 11| fu allora il dominio dei gatti randagi e dei colombi terrajuoli. 1542 3, 3| mano calda sulla fronte gelata, pendendo con un'espressione 1543 1, 20| investivano la persona e le gelavano il sudore nei pori, de' 1544 2, 1| varcava la soglia, un filo gelido di terrore l'assaliva, un 1545 3, 7| sguardo, con le estremità di gelo, come s'ella avesse già 1546 1, 17| una specie di isolamento geloso dalla vita circostante, 1547 2, 5| provò a distendervisi, senza gemere, con un abbandono cieco,~ ~ 1548 2, 3| d'involucri spezzati e di gemme rompenti, sotto la grandine 1549 4, 1| denti avevano una nitidezza gemmea; li occhi avevano l'iride 1550 3, 2| dell'arte nelle donne sane genera a poco a poco una specie 1551 1, 14| emergeva vivacemente dalla generale turpitudine dell'uomo.~ ~ 1552 4, 2| Ora pro nobis, sancta Dei Genitrix!~ ~L'organo cessò; si propagò 1553 2, 2| nelli angoli. Li stemmi gentilizi intagliati nel legno coronavano 1554 1, 3| alle tempia le ritornava gentilmente.~ ~Era stata una vita triste 1555 4, 2| amore invadeva la turba genuflessa, un soffio ardente e dolce 1556 2, 1| vissute al buio, che sembrano germogliare dal morbo di un corpo umano 1557 1, 1| respiro dell'inferma e i gesticolamenti incerti e le irruzioni rauche 1558 1, 20| impeto si mise a gridare e a gesticolare quasi l'avesse presa un 1559 1, 1| ostia.~ ~Giuliana balbettò, gesticolò, ancora vagamente nel vuoto, 1560 1, 13| bisogno di distendersi, di gettare lungi le vesti, di giacere, 1561 1, 4| si fermava teso invano a ghermire se fuori volavano su l'arco 1562 1, 13| viltà lo tratteneva e gli ghiacciava l'ardore.~ ~Così Giuliana 1563 1, 1| cadavere; la vescica di ghiaccio cadde dalla testa su 'l 1564 1, 1| efflorescenza cristallina di ghiaccioli scintillava d'iridi all' 1565 1, 20| frequenti delle ruote su la ghiaia non le davano che una dolorazione 1566 3, 3| zucchero a questo vecchio ghiottone: lo guasterete, Francesca...~ ~ 1567 | giacché 1568 1, 13| gettare lungi le vesti, di giacere, e di raccogliere su la 1569 1, 6| sentiva come sommergere in un giaciglio alto di piume. La luce che 1570 3, 3| impronte del corpo che ci aveva giaciuto. Saliva di l'odore di 1571 1, 2| su 'l campanile di San Giacomo. Le altezze illustri dominavano 1572 2, 4| inerti galleggiavano chiazze giallastre di putredine e certe foglie 1573 1, 2| pareva come velata da un muco giallastro. Ella stava nel suo letto 1574 2, 6| antico; li Acta sanctorum gialleggiavano e biancicavano in una tinta 1575 1, 4| alla blandizia, una gola gialliccia che palpitava d'un suono 1576 2, 1| simili a piccole lingue gialliccie. I petali avevano come il 1577 1, 3| quadri uscivano certi profili giallognoli di santi misteriosi; e il 1578 3, 3| che le statue fanno nei giardini. Ma, acuendo egli lo sguardo, 1579 2, 6| con un respiro ampio di gigante umano, nel silenzio, suscitando 1580 1, 20| le vicende delle nuvole gigantescamente si rappresentavano.~ ~Giuliana 1581 4, 1| l'impressione puerile di giganteschi millepiedi eretti su una 1582 4, 2| ricordo, per esempio, di tanti gigli dai grandi calici argentei 1583 1, 15| ancora aspro e verde come un ginepro, giocondo e saggio come 1584 2, 4| capo quasi le toccava i ginocchii ed ella vedeva la nuca bianca 1585 1, 15| impressione di sollievo quasi gioconda; poiché dinanzi a quello 1586 2, 3| pagine liberarsi la sana giocondità delle canzoni goliardiche 1587 1, 17| Signore per bocca del profeta Gioele, figlio di Petuel: «Avverrà 1588 1, 8| la riempiva; certe sùbite gioie di vivere le muovevano il 1589 3, 2| scetticismo amabile e di mobilità gioiosa, che le difende dalla passione.~ ~ ~ ~ 1590 4, 2| navata un grande accordo gioioso d'Inno che attraversò tutte 1591 3, 2| amore in una cronaca di giornale, ella ridendo e mostrando 1592 1, 17| carne, contro i calori della giornata, contro l'insidie della 1593 1, 17| giubilo nel seno come San Giovanni nelle viscere d'Elisabetta 1594 1, 15| Ah.~ ~- Sapete, piglia Giovannino Speranza, quel rosso che 1595 2, 1| a sacrificarvi la bella gioventù, i belli amori: a poco a 1596 2, 6| loro amori e delle loro giovinezze la vecchia casa austera; 1597 3, 4| animazione, quelle belle e giovini bestie che avevano anche 1598 1, 7| rinascimento. E, in ozio, girando per le stanze, ebbe ella 1599 2, 2| strane figure di animali giravano; i capelli di Galatea sciolti 1600 4, 1| velo bianco alta, sotto i giri delle perle: il resto dei 1601 1, 7| ciarpame sfatto che la miseria gitta nella strada, si mescolavano. 1602 3, 2| collo dell'una e dell'altro, gittando loro nelle orecchie le strida 1603 1, 13| le tabelle, le panche, gittare delle grida, spezzare qualche 1604 1, 20| alla memoria confusamente e gittarono sprazzi di luce meravigliosa 1605 2, 6| ripeteva ella fra i singulti, gittata come uno straccio dinanzi 1606 1, 6| seguitava, sollevava la voce, gittava le frasi ardenti della predica, 1607 4, 2| nuotavano li odori acuti delle giunchiglie, delle viole e del rosmarino. 1608 4, 2| portavan lucido ai capelli. Giungemmo nel mezzo; dove cominciava 1609 1, 20| sospinta dalla femmina, uscire; giungere fino alla strada nuova, 1610 1, 7| vegetali, spesso aveva sentito giungersi su 'l capo dalla piccola 1611 2, 6| della fitta; le parve che le giungesse come un rumore lieve di 1612 1, 16| co 'l capo prostrato, con giunte le mani, lungamente; poi 1613 3, 6| ginocchia.~ ~Dietro di loro Eva giuocava su la tavola tagliuzzando 1614 1, 20| terra pescarese un gran giuoco d'ombra e d'illuminazione. 1615 3, 7| dei due diceva, come per giustificarsi:~ ~- Pare che stia meglio; 1616 1, 13| collo salivano le trame glauche delle vene e nei movimenti 1617 4, 2| che due occhi tristemente glauchi di rospo solitario nell' 1618 4, 2| senza sguardo e in que' globi di cristallo la fascinazione 1619 1, 1| idolo barbarico, emergeva glorificata dalla veste d'oro ove le 1620 1, 3| lavagna. Come le martiri gloriose della leggenda, come Santa 1621 1, 20| rimasta sotto la pelle una goccia di sangue, ma tenuta viva 1622 2, 6| aleggiava su la campagna godente in quelli ultimi abbracci 1623 1, 13| inconsapevole, sotto la goffaggine delle vesti grigie, sotto 1624 1, 9| tutte cose morte per l'uso, goffe, macchiate dall'umido.~ ~ 1625 2, 3| giocondità delle canzoni goliardiche precipitanti con un scrosciar 1626 3, 6| piccole grazie di bimba golosa. Ella, nella sua inconsapevolezza, 1627 1, 4| mela e ci ficcò i denti golosamente. Da tempo nel regime severo 1628 1, 2| hanno le dita delle scimmie golose alla vista del pomo. Era 1629 1, 15| dilungavano in fila trattenendo le gòmene; grandi àncore di ferro 1630 1, 15| le braccia nude sino al gómito.~ ~- Comare, guardate Graziella 1631 1, 9| la crinolina aveva forse gonfiate intorno alle anche di una 1632 1, 19| casa della madre: un corpo gonfio come un otre, con la melma 1633 1, 9| dentro per anni; erano grandi gonne di seta a fiorami, verdi 1634 1, 16| semispenti, si sentivano i gorgogli rochi delle voci non formate 1635 1, 1| nelle labbra, nella gola il gorgoglio della parola che ella non 1636 3, 5| capelli, di appoggiarvi la gota un momento. Ella così si 1637 1, 5| quel peccato d'olfatto.~ ~- Gra, gre, gri, gro, gru...~ ~ 1638 3, 2| che hanno le radici delle gramigne abbarbicate nel terreno. 1639 1, 11| finivano mai: tutta la sapienza grammaticale di una maestra, tutto il 1640 3, 4| figura che era la linea più grandiosa del paesaggio circostante. 1641 4, 1| allungavano i solchi di grano nell'infanzia verde e gentile. 1642 2, 4| fiori morti esalava dai grappoli flosci, un odore indistinto, 1643 1, 15| Voi la conoscete: quella grassa che sta di casa a Gloria, 1644 1, 20| sacchi. Non intendeva le grasse risa e i motti osceni che 1645 3, 1| star disteso e di non più gravare su i muscoli affievoliti; 1646 4, 2| lasciavano passare nella graveolenza dell'olio ch'essi portavan 1647 3, 1| Eva piegava la testa nella gravezza del sonno, inondando le 1648 4, 2| da querci che avevano una gravità di patriarchi ed una età 1649 1, 15| gómito.~ ~- Comare, guardate Graziella Potavigna che falbalà s' 1650 1, 5| peccato d'olfatto.~ ~- Gra, gre, gri, gro, gru...~ ~Una 1651 1, 13| e del mento svolgentesi grecamente nella latina ampiezza della 1652 2, 4| di cuoio si stendevano in greggia presso alli orli erbosi. 1653 1, 1| tibi Dominus quidquid per gressum deliquisti. Amen.~ ~Fu Camilla 1654 1, 5| d'olfatto.~ ~- Gra, gre, gri, gro, gru...~ ~Una gran 1655 3, 3| Eva con l'aria spaventata gridando:~ ~- Corri, mamma! Nonna 1656 1, 2| passavano le canzoni del vino gridate dai marinari nella notte 1657 1, 15| aveva resistito, non aveva gridato, non aveva fatto nessun 1658 1, 4| pareti, ai mobili, mettendo gridi di paura sommessi ogni volta 1659 2, 6| in una mattina fredda e grigia di ottobre.~ ~- Addio, Galatea. 1660 2, 1| pelosi o mazzi di piume grigiastre. Solo il sambuco odorava 1661 1, 13| la goffaggine delle vesti grigie, sotto la cascaggine delle 1662 1, 5| olfatto.~ ~- Gra, gre, gri, gro, gru...~ ~Una gran nuvola 1663 4, 2| cadere con una canna dalla grondaia, una mattina di primavera, 1664 1, 3| delle fauci respinse il groppo del pianto; poi si poggiò 1665 1, 13| quando una gocciola più grossa le rigava l'epidermide. 1666 1, 20| carretti carichi di gesso, e i grossi carrettieri di Letto Manoppello, 1667 1, 5| Gra, gre, gri, gro, gru...~ ~Una gran nuvola bianca 1668 1, 12| tutto ov'è un centesimo da guadagnare, un po' di untume da leccare, 1669 1, 18| Cupidigia sensuale e avidità di guadagno allora in lui si mescolavano.~ ~ 1670 2, 4| cresceva su 'l volto, perché, gualcendo egli uno dei nastri, le 1671 4, 1| visibile. Su 'l pallore delle guancie le perle pendenti dalla 1672 2, 3| impazientiva nel togliersi i lunghi guanti di camoscio nero che le 1673 4, 2| santi immobili e rigidi guardanti nel vuoto, mi davano uno 1674 1, 5| sporse al davanzale per guardar giù nella piazza. Di fronte, 1675 3, 5| rimanere un poco nella stanza a guardarla? E perché? Era egli diventato 1676 1, 9| gente nelle vie l'avrebbe guardata passare. Una furia di vanità 1677 4, 1| sommesso delle sillabe. Io la guardavo. Ella non era veramente 1678 2, 3| occhi, Galatea! Perché mi guardi così? Ti piaccio?...~ ~E 1679 1, 13| lungo tempo, facendo buona guardia Lindoro.~ ~Nei giorni precedenti 1680 3, 1| aspettati che l'avrebbero fatta guarire, che l'avrebbero salvata 1681 1, 17| anime da ogni macchia e ne guarisci le piaghe. Vieni, forza 1682 1, 19| benedicevano. Egli aveva guarito ogni sorta di malattie con 1683 3, 3| questo vecchio ghiottone: lo guasterete, Francesca...~ ~Parlò ancora; 1684 1, 20| bianchissima in faccia, co 'l naso guasto avente il color violetto 1685 1, 12| canestro; aveva poi fatto il guattero in una bettola, dove soldati 1686 3, 3| il prato tutto bagnato di guazza. Scappavano i conigli da 1687 1, 15| Dunque, comare mia, quel guercio del marito senza saper nulla 1688 1, 2| come se ella con quel segno guidasse l'occhio dei discepoli su 1689 1, 9| Giuliana sceglieva, come guidata da un nuovo istinto, profumandosi 1690 3, 2| peccato della figliola di Guido. Né quello dei peccati di 1691 3, 1| frenesia di agitarsi, le guizzava sotto la carezza sfuggendo, 1692 1, 13| talora certi gruppi di nervi guizzavano. La sua testa non era bella, 1693 1, 13| bene forti al gioco, balzi, guizzi, tutti quelli sviluppi improvvisi 1694 4, 2| una testa umana, come dal guscio di una testuggine sbuca 1695 1, 7| delle canzonette, le risa gutturali: e giù su 'l lastrico, sotto 1696 | huic 1697 3, 4| vento.~ ~- Hop! hop! hop! hurrà!~ ~Si mossero insieme di 1698 1, 1| Asperges, me domine, hyssopo, et mundabor... - Ma Giuliana 1699 1, 12| peli. Il suo vestito era ibrido e mutevole; tutte le fogge 1700 1, 15| coscienza la volontà delle sue idee si estinse. Le parve che 1701 1, 20| fece la strega in quel suo idioma tutto molle di vocali, cantando 1702 1, 1| seno le braccia; come un idolo barbarico, emergeva glorificata 1703 1, 12| ricchezza usata e di miseria ignobile, che ingombra i fondi d' 1704 1, 13| la pelle quella blandizia ignota che fluttuava nell'aria.~ ~ 1705 2, 1| erano ramificazioni nane, ignude, simili a rettili morti 1706 1, 8| madonne, i cristi crocefissi ignudi, le piccole figure di cera 1707 3, 1| la faceva essere quasi ilare, le faceva amare i clamori 1708 1, 13| fin che un pazzo impeto di ilarità, dinanzi a quello spettacolo 1709 3, 2| giovinezza e seguitando oltre illesa. Ella era una di quelle 1710 2, 1| serenità alta e virile, s'illimpidivano in una veggenza felice; 1711 3, 4| rossa che cominciava ad illividirsi; una piccola ferita cattiva 1712 3, 3| tenerezza da quel povero volto illividito, mettendole nel volto il 1713 1, 20| sorgere il Vecchio benefico e illuminarsi misteriosamente. Per una 1714 4, 2| grosse pietre gemmanti, tutta illuminata dall'adorazione di quelle 1715 1, 15| mangiavano e fumavano: le tende illuminate contrastavano con un rossore 1716 2, 2| traversando la frescura illuminava su 'l capo di lei una fila 1717 1, 1| palazzo di Brina lentamente, s'illuminavano verso la Bandiera. E nell' 1718 3, 1| odiava l'isolamento, per l'illusione che il contatto e la vista 1719 1, 20| ombra, altre zone emergevano illustrate; e come l'ombra era turchina 1720 1, 2| San Giacomo. Le altezze illustri dominavano come fari su ' 1721 1, 6| specchio e veder sparire l'imagine in quella luce un po' glauca 1722 1, 16| coscienza e la incalzò. Ella si imbatté sotto l'incubo del suo peccato, 1723 1, 2| peregrinaggi d'angeli in azzurri immacolati. Ella si metteva a cantare 1724 3, 2| sensazioni e frammenti d'immagini dimenticate, cominciano 1725 3, 1| amaro, l'acredine che viene immancabilmente da ogni lotta. Quando la 1726 2, 1| ingigantisse; a poco a poco un immane lembo di sudario si stendeva 1727 2, 6| la vedeva sorgere tra gl'immani candelabri di noce scolpito, 1728 3, 6| Gustavo.~ ~Dinanzi, nell'immensità della notte calava la luce 1729 3, 1| mentre Donna Clara godeva immergere le dita signorilmente lunghe 1730 2, 1| poco. Mi riposerò.~ ~Ella s'immergeva così nel silenzio: sul fondo 1731 2, 2| ma la biblioteca taceva immersa nella frescura azzurrognola 1732 1, 14| ritti, parlarono del ritrovo imminente. Lindoro cercava con la 1733 1, 7| dolce alito di calore l'imminenza dell'aprile; e in quell' 1734 1, 19| muoversi. Allora, in quella immobilità, l'indebolimento serale 1735 1, 12| dall'umidità della strada immonda ed hanno in tutta la figura 1736 1, 12| prima trascicato per li immondezzai di tutte le case, con la 1737 4, 2| e impassibile, li occhi immoti e senza sguardo e in que' 1738 1, 20| scoraggiamento incominciava a impadronirsi di lei; la solitudine cominciava 1739 1, 18| contorcere su la sedia, impallidire e sudare. Poi, ella, dopo 1740 3, 4| trovarono tutti e due a faccia, impalliditi, esitanti; mentre i cavalli 1741 2, 1| faccia i fiori del sangue impallidivano.~ ~Galatea gli era una compagna 1742 1, 5| ridicevano le parole di augurio imparate a casa, ingoiando per la 1743 4, 2| avea la faccia bianca e impassibile, li occhi immoti e senza 1744 2, 3| così? Ti piaccio?...~ ~E s'impazientiva nel togliersi i lunghi guanti 1745 3, 6| l'amava! Egli sentiva di impazzire. Lo lasciasse almeno restare 1746 1, 13| in torno al suo passo l'impedimento abituale della veste. Andava 1747 1, 20| le ginocchia serrate per impedire al flusso la via. Sentiva 1748 1, 15| nel riso, nelle parole, a impedirle la lingua. Anche certi piccoli 1749 1, 16| preghiere con la lingua impedita dal terrore, aggrappandosi 1750 1, 6| alle mani; ma le risa le impedivano i soffi.~ ~Alla fine si 1751 1, 13| pallidezza argentea, addolcita d'impercettibili apparenze di azzurro e di 1752 2, 4| con un tono scherzevole d'imperio.~ ~- No, mai.~ ~- Qui, ai 1753 1, 11| fuoco eterno, con frasi impetuose che davano all'amadrice 1754 3, 4| avrebbe detto il principio impetuoso di una lirica d'amore. La 1755 1, 1| come se le parole le si impigliassero nella fuliggine della lingua, 1756 4, 2| prostrate e così ciecamente imploranti, quella vivente massa di 1757 1, 11| nuovi. Così le lacrimose implorazioni a Gesù si mutavano in sospiri 1758 2, 4| miei piedi, o Cesare - ella impose, con un tono scherzevole 1759 3, 3| grave dalla testa ai piedi s'impossessava di lei.~ ~- S'addormenta - 1760 3, 7| riversava su 'l pavimento dalle imposte semichiuse, sentiva un grande 1761 1, 2| tutte le cellule del corpo impoverite dal lungo malore. Una scarsa 1762 1, 3| bambina che esiti in una impresa difficile; socchiudeva li 1763 1, 2| di quelle vecchie stampe impresse dal legno piene di deformi 1764 1, 12| anima ogni mestiere aveva impresso una traccia, aveva lasciato 1765 1, 11| scrittura violetta le s'imprimeva su la pelle, ed era come 1766 3, 3| dove rimanevano ancora le impronte del corpo che ci aveva giaciuto. 1767 1, 20| discesa su la peccatrice improvvisamente, quasi per influsso divino, 1768 3, 2| vaghe, scosso da turbolenze improvvise. Perché in lui i rigogli 1769 1, 6| in lei l'antica femmina impudica, passandole la mano su ' 1770 1, 13| parole di gergo, reticenze impudiche, furbi sorrisi rivelatori, 1771 1, 8| prendevano per lei apparenze impure. Da tutte le cose l'impurità 1772 1, 17| saliva dai suoi ricordi impuri, contro le voci che parevano 1773 2, 1| la stanza con un soffio impuro. Ella ne sentiva il contatto 1774 1, 1| accostato e teneva fra le dita inanellate il polso di Giuliana. Egli 1775 1, 13| chiuso, quello squallore inanimato che hanno le scuole senza 1776 3, 1| qualche cosa fin allora inaspettata, nascosta; nessuno dei due, 1777 2, 5| oppressa. Fu come un assalto inaspettato, contro cui ella si sentiva 1778 1, 13| sentire l'alito, qualche volta inavvedutamente gli posava su la spalla 1779 1, 15| stato, con una terribilità incalzante, le si ripresentava dinnanzi 1780 3, 5| impazienza di chi essendo incalzato da un desiderio deve reprimersi 1781 1, 16| risorse nella coscienza e la incalzò. Ella si imbatté sotto l' 1782 1, 1| del sole.~ ~Il viatico s'incamminava alla casa di Giuliana; la 1783 2, 3| raso.~ ~- Non temete gl'incantesimi, Cesare?~ ~Ella era così; 1784 1, 20| facevano come un circolo d'incanti su l'erbe semplici del terreno.~ ~ 1785 1, 15| era così: debole, incerta, incapace di determinare con la volontà 1786 4, 2| din don! Si mossero gl'incappati azzurri, con i ceri accesi, 1787 1, 1| a veder passare il prete incedente a capo nudo, con la stola 1788 1, 20| insolito sforzo materiale dell'incedere. Ella così andò innanzi 1789 3, 4| suscitava maggiore abbondanza di incensi dalla boscaglia ove morivano 1790 2, 6| tasti un'armonia di Bach, incertamente.~ ~Nella biblioteca, dai 1791 1, 20| tutto le sfuggì in una incertezza di sogno. Soltanto, de' 1792 1, 1| inferma e i gesticolamenti incerti e le irruzioni rauche della 1793 1, 8| una tortura, un supplizio incessante e feroce da cui ella non 1794 4, 2| tutte le teste. Giacinta s'inchinò. Io la tenevo per la mano. 1795 1, 19| rifugio.~ ~Ella rimase , inchiodata, attònita dinanzi a quella 1796 1, 1| mazza, le belle corniole incise ch'egli aveva negli anelli 1797 1, 20| trattenendole i polsi, incitandola a parlare.~ ~Giuliana esitò 1798 3, 6| un istante con il petto inclinato verso la notte. Egli voleva 1799 1, 9| offendere le spalle da pressioni incognite. Sotto l'odore dell'incenso, 1800 4, 2| sconvolgevano la piccola anima incolta.~ ~E l'inno cresceva, le 1801 3, 2| padre. Aveva lo spirito incolto, oscillante, attraversato 1802 3, 6| neve si avvicinavano, quasi incombevano al piano; si poteva discendere 1803 3, 5| Allora un brivido aveva incominciato a scuotere l'inferma, la 1804 1, 20| allontanò. Lo scoraggiamento incominciava a impadronirsi di lei; la 1805 3, 6| dolcezza e una stanchezza vaghe incominciavano a penetrarla. Ella volse 1806 1, 13| cascaggine delle pieghe incomposte, celava una magnificenza 1807 1, 16| de' frammenti di parole incomprensibili, movendo appena le labbra, 1808 3, 6| golosa. Ella, nella sua inconsapevolezza, faceva da complice.~ ~- 1809 1, 3| la fede in quelle anime inconsapevoli.~ ~Ora il ricordo di quella 1810 1, 13| procacità involontaria e inconscia si esplicava indipendentemente 1811 1, 4| atteggiamenti d'indole e modi inconsueti, la repulsa avvenne inevitabile 1812 1, 6| evanescenti che si dissolvessero incontrando i raggi del sole o parevano 1813 3, 1| dalla sedia; e nel solco s'incontrarono le mani fuggevolmente. Pure, 1814 1, 9| aprirsi un varco: le sue mani incontravano delle schiene d'uomini, 1815 1, 9| sangue. In un punto ella s'incontrò a faccia a faccia con un 1816 1, 20| mani del carrettiere che incoraggiato dalla muta docilità di lei 1817 3, 1| una sensazione di gioia incosciente; o meglio, ella . sentiva 1818 1, 1| scarnificate certi piccoli moti incoscienti, certi vaghi conati di prendere 1819 3, 4| nella faccia, metteva un increspamento nelle labbra tra cui apparivano 1820 3, 7| inquieto e incerto, quell'incresparsi vano delle dita che tentavano 1821 2, 3| pareva che si frangesse e s'increspasse.~ ~- Sempre qui, sempre 1822 3, 1| biondo sbucava la faccia increspata nella confusione fastidiosa 1823 1, 15| irritati; fremiti nervosi le increspavano la fronte, le facevano battere 1824 4, 2| tutte le femmine le mani incrociate su ‘l ventre e nelli occhi 1825 1, 1| labbra nerastre e i denti incrostati dell'inferma con un lino 1826 1, 16| Ella si imbatté sotto l'incubo del suo peccato, mettendo 1827 3, 1| grande! - gridava la bimba incurante della pena recata alle ginocchia 1828 1, 5| tortura: i suoi poveri nervi indeboliti cedevano. Il coro seguitava, 1829 4, 2| Una faccia d'una tinta indefinibile, dove di vivo non restavano 1830 4, 1| dolce di oro, qualche cosa d'indefinibilmente aureo e trasparente, sotto 1831 1, 19| istante. Qualche cosa come un indefinito sentimento di maternità 1832 3, 4| semplici parole con un accento indescrivibile, come avrebbe detto il principio 1833 3, 6| fantasie vaganti e di desideri indeterminati ove ella stava per cullarsi.~ ~- 1834 3, 2| puro ovale di miniatura indiana, dove li occhi erano tagliati 1835 2, 4| farfalle che cadono.~ ~Ella indicava le foglie pioventi a una 1836 1, 2| mano sinistra un moto di indicazione scorrente su l'orlo del 1837 1, 2| Gesù. Aveva per lo più nell'indice della mano sinistra un moto 1838 4, 2| la gente guardava con l'indifferenza di chi è avvezzo a uno spettacolo 1839 1, 20| Nelle epidemie del bestiame indigeno, mandre di bovi e di cavalli 1840 1, 13| e inconscia si esplicava indipendentemente dalla presenza di un uomo. 1841 1, 15| storia d'amorazzi piena d'indiscrezioni salaci, sussurrata quasi 1842 1, 6| modestamente estinguendosi come un indizio di aurora in un gran cielo 1843 3, 3| cui la campagna ha come un'indolenza di convalescenza nello svegliarsi. 1844 3, 3| pieghe ricche dentro cui s'indovinava la flessibilità del corpo 1845 2, 5| fissandoli con i freddi occhi indovini.~ ~Ella non aveva pregato 1846 1, 13| pigrizia di gesti molli, indugiando con le dita in torno alle 1847 1, 2| lumi apparivano. Il sole indugiava roseo su i terrazzi di pietra 1848 3, 5| desiderio deve reprimersi in un indugio fastidioso. Oramai una forza 1849 1, 1| dell'inferma inerte.~ ~- ...indulgeat tibi Dominus quidquid per 1850 3, 2| presa da uno de' consueti inebriamenti di chiasso, aveva voluto 1851 1, 6| frate predicante l'aveva inebriata; le restavano ancora negli 1852 1, 17| il nimbo, penetrata dalla ineffabile soavità che attira l'anime 1853 3, 5| una di quelle sonnolenze ineguali che verso sera la prendevano. 1854 2, 5| contro cui ella si sentiva inerme; fu come il divampare improvviso 1855 2, 4| vasca solitaria. Su le acque inerti galleggiavano chiazze giallastre 1856 1, 18| male...~ ~- Vattene, cane, infame, assassino... - proruppe 1857 3, 5| adorazione di quella testa infantile.~ ~Eva poi se n'era andata 1858 3, 2| fisonomia un'aria singolare d'infantilità.~ ~Un'altra mattina Eva, 1859 2, 5| Dunque ella sarebbe stata infedele alla povera mamma morta?~ ~- 1860 3, 5| aveva presa un'aria grave d'infermiera. Non arrivava ad aprire, 1861 3, 1| sollevazione di vita che ha l'infermo se oda una musica allegra 1862 1, 7| su 'l lastrico, sotto le inferriate della caserma, altre femmine 1863 2, 4| misterio del casimiro, simili a infiltramenti di rame in un pezzo di alabastro.~ ~- 1864 1, 7| della vita d'una suburra infima salivano, in certe ore, 1865 4, 2| visioni confuse, delle visioni infinite, di mezzo a cui, non so 1866 3, 4| paia di bovi aggiogati, infiocchettati di rosso, forse tolti poco 1867 3, 4| pini sorgevano diritti ed inflessibili nel penetrale del bosco. 1868 2, 1| misterioso della morte pareva influisse fin dal giorno natale che 1869 1, 20| improvvisamente, quasi per influsso divino, fra i segnali accesi 1870 2, 1| a poco a poco gli andava infondendo un non so che di spirituale 1871 2, 6| luccicchii nuovi nell'oro morto, infondeva un'aria di giovinezza a 1872 1, 3| prendeva una forma atroce. Così infondevano esse la fede in quelle anime 1873 1, 17| profondi del nostro cuore e infondici la tua gran luce.~ ~Così 1874 4, 2| nelli occhi delli idoli informi e dei pesci morti.~ ~- Virgo 1875 1, 13| l'amorosa fatica, dalla informità delle vesti, come dalla 1876 1, 4| nell'unica fede, nel culto infrangibile della deità di Cristo, in 1877 1, 16| e li accenti delle voci infrante. La testa di lei, scarna, 1878 1, 3| che si levi quando l'osso infranto non anche è ben saldato. 1879 1, 4| guarigione le cose proibite, le infrazioni delli ordini dottorali, 1880 3, 5| recitando una parte nobile, per ingannare l'accusa. I pensieri e i 1881 1, 13| stringono dei legami tra li ingannatori, ove sieno essi differenti 1882 1, 4| strano piacere in sé di quell'inganno, ricacciando a forza indietro 1883 1, 5| una specie di meraviglia ingenua dinanzi alla maestra pallida 1884 3, 2| sensualità fine e quasi ingenuamente curiosa all'apparenza; anzi 1885 2, 4| principio di dichiarazione? Che ingenuità audace! Voi cominciate a 1886 2, 2| disse egli con un accento ingenuo di ammirazione.~ ~Ella gli 1887 1, 16| penitenza e dal digiuno, ingiallita dal lume della lampada, 1888 2, 2| La sfera pareva di avorio ingiallito, pareva come un enorme teschio 1889 2, 1| ondeggiamento si allargasse, ingigantisse; a poco a poco un immane 1890 3, 2| i fantasmi insorgevano e ingigantivano e incalzavano senza tregua. 1891 4, 2| la mèsse delle cristiane inginocchiate, una gran mèsse varia di 1892 3, 6| almeno restare un'ora , inginocchiato su 'l tappeto, in quella 1893 1, 16| 16-~ ~ ~ ~Camilla, su l'inginocchiatoio, pregò a voce bassa, co ' 1894 1, 5| augurio imparate a casa, ingoiando per la furia le sillabe.~ ~- 1895 1, 20| santa! Coraggio!~ ~Giuliana ingoiò il liquido d'un fiato; ma 1896 1, 12| di miseria ignobile, che ingombra i fondi d'una bottega di 1897 3, 6| oro. Eva guardava con una ingordigia di rosicante famelico. Quando 1898 1, 15| sé, pallida con li occhi ingranditi e più neri. Ella era così: 1899 1, 5| dava al capo una pesantezza ingrata, le conciliava il sonno, 1900 1, 1| a volte un balbettamento inintelligibile le usciva dalle labbra come 1901 1, 3| affluire operavano sicure; e le innervazioni negli organi sensorii non 1902 2, 4| Restate, zia. Io sono innocente.~ ~Facevano così, per gioco. 1903 1, 7| argilla pieni dell'eremitica innocenza dei legumi e delle verdure. 1904 1, 15| gran gioia mista di dolore innondarle le fibre, non sentendo che 1905 2, 4| 4-~ ~ ~ ~S'inoltrarono pe 'l viale delle robinie, 1906 3, 1| nella gravezza del sonno, inondando le ginocchia della madre 1907 1, 3| improvvisa di giubilo la inondò come se in un momento tutta 1908 1, 20| Gesù! - mormorava la strega inquieta, presa da una subita paura 1909 1, 20| solitudine cominciava ad esserle inquietante, poiché nella campagna correva 1910 1, 3| di tenerezza improvvisa. Insegnavano la piccola dottrina, i piccoli 1911 3, 4| l'animale. E fu quasi un inseguimento a traverso la densità pericolosa 1912 3, 5| diventato cattivo d'un tratto, insensibile? - Chiedeva queste cose 1913 1, 7| in cui il sole suscitava inserti e miasmi, una fila di case 1914 1, 13| designavano. Poi, se un insetto entrava nella stanza, il 1915 1, 9| ad amatori che dietro le insidiavano; ed ella sentiva in torno 1916 3, 2| Tutti questi fatti e altri insignificanti ora tornavano nel ricordo 1917 2, 5| accarezzandole i capelli, insinuandole fra le ciocche le dita gemmanti 1918 1, 12| quelli uomini bigi, che s'insinuano per tutto, che si trovano 1919 1, 13| ruffianeggiava con arte, sapeva insinuare sottilmente la corruzione 1920 1, 20| era tutta occupata nell'insolito sforzo materiale dell'incedere. 1921 1, 16| poiché una grande stanchezza insonne le occupava le membra e 1922 1, 15| violenza della natura compressa insorgere. Allora quel riflesso di 1923 3, 2| affacciava, ove tutti i fantasmi insorgevano e ingigantivano e incalzavano 1924 3, 4| una mèta d'amore. Quelli insorgimenti di libertà barbara, che 1925 1, 4| diversità d'indole e ogni insorgimento si agguagliava e placava 1926 2, 2| angoli. Li stemmi gentilizi intagliati nel legno coronavano la 1927 1, 13| restavano ancora frammenti d'intarsi qua e : lo specchio, che 1928 1, 1| Gesù di avorio su una croce intarsiata di madreperla, con due boccali 1929 1, 17| per l'ansia di conservare intatto dentro di sé quel fiore 1930 3, 5| La vecchia s 'era sentita intenerire; l'aveva presa un bisogno 1931 3, 3| vecchia terra d'Abruzzi ora s'inteneriva.~ ~Lontano, in fondo al 1932 2, 6| come per affievolire l'intensità della fitta; le parve che 1933 4, 2| cominciava a prendermi, un calore intenso mi saliva alla faccia; aveva 1934 3, 2| matrimonio li aveva passati quasi interamente a Napoli con Valerio. Francesca 1935 1, 20| quel bello appellativo per intercalare.~ ~Giuliana sciolse un nodo 1936 1, 4| come il culto le assorbiva intere, in loro i legami della 1937 3, 5| rimproveri e quelle esortazioni interiori che dinanzi a un sentimento 1938 3, 2| quando nel sonno dalle sedi interne, ove dormono fantasmi di 1939 1, 8| cercando di penetrare nelli interni, cercando di scoprire qualche 1940 2, 6| domenicane, occupando quasi intero uno scaffale altissimo; 1941 1, 15| stessa il tempo di ripensare, interrogando, eccitando Teodora alla 1942 2, 2| gentile della casa, venisse a interromperle la malinconia muta ove ella 1943 1, 15| riannodando la maldicenza interrotta.~ ~Andavano per la Bandiera. 1944 1, 9| qualche cosa di quelle carezze interrotte le penetrava nel sangue. 1945 1, 16| solenne era in quel mormorio interrotto, quasi un mistero di fenomeno 1946 1, 13| evitando co' piedi nudi li interstizii del pavimento smosso, provando 1947 1, 20| e ancora qualche florido intervallo d'indaco si dilatava nell' 1948 1, 13| quei sguardi obliqui d'intesa, quei monosillabi sommessi, 1949 1, 2| quella rovina, torturava gl'intestini ove le ulceri tifose si 1950 1, 17| navi ex voto pendevano, una intiera flottiglia di barche veliere 1951 3, 2| dal soffrire per la stessa intima virtù che i metalli nobili 1952 1, 16| chiedeva ora misericordia dall'intimo del suo cuore al divin Sposo 1953 1, 13| poco lontano. Allora intingeva le mani nell' acqua, si 1954 4, 2| fuori gli scrostamenti dell'intonaco lasciavano vedere il mattone 1955 2, 5| povere vene esauste, le intorbidava la vita.~ ~- Galatea! Galatea!~ ~ 1956 1, 18| repressa: i suoi occhi si intorbidavano.~ ~Lindoro se ne andava, 1957 1, 14| torno alli occhi, quell'intorpidimento della lingua, quei sordi 1958 1, 13| loquacità di pizzajuolo, intramezzando parole di gergo, reticenze 1959 1, 20| cernui...~ ~ ~Giuliana, intravedendo, voltò nel vicolo; giunse 1960 1, 14| furia del rivestirsi, si intravedevano lembi della biancheria sottostante, 1961 1, 19| cadavere di Cristina Jorio intraveduto quel giorno mentre lo portavano 1962 1, 19| un poco dietro la stanza, intravide nell'ombra un bagliore strano, 1963 3, 5| tepidi dell'aria; s'erano intravisti i campi tutti protetti dal 1964 3, 2| mani con Gustavo e su quell'intrecciamento sedette avvolgendo con le 1965 3, 2| la prese; volle che ella intrecciasse le mani con Gustavo e su 1966 1, 9| di merletti bianchi, veli intrecciati di fili di argento, collari 1967 1, 15| fatue che rompevano, si intrecciavano, si allontanavano, e si 1968 4, 2| della mendicante malata.~ ~- Introibo ad altare Dei. Ad Deum qui 1969 3, 2| poter distinguere in quell'intronamento alcun suono. Nel dubbio, 1970 3, 6| aprirla: e le dita le si inumidivano del succo premuto e nelle 1971 1, 9| cercare. Tutta quella seta inutile e quei veli la irritavano; 1972 1, 4| lentezza, facendo sforzi inutili e irosi su le serrature 1973 1, 18| piedi; sfinimenti vaghi la invadevano su la sera, fievolezze in 1974 1, 15| per la vertigine; il fiume invase la strada; acque acque acque 1975 1, 6| rideva, difendendosi da quell'invasione, cercando di scacciare quella 1976 3, 1| larghe finestre aperte alle invasioni del sole.~ ~ ~ ~A pena fu 1977 | invece 1978 2, 2| muraglia piena di screpolature, inverdita qua e dai muschi, chiazzata 1979 1, 5| quelle faccie infantili invermigliate dal buon sangue plebeo sorridevano.~ ~ 1980 1, 13| corrente di forza vegetativa investir le radici quasi morte nel 1981 4, 2| manto in alto. Li stendardi investiti dal vento sbattevano e si 1982 1, 20| tratti, de' soffii freschi le investivano la persona e le gelavano 1983 1, 20| che il vecchio fosse un inviato del cielo, un redentore 1984 2, 4| tritoni dalle code di pesce invigilava que’ silenzi che non più 1985 3, 5| ruvida su la fronte e ad invocare le Vergini del cielo...~ ~ 1986 1, 17| sull'onda di tutte quelle invocazioni ella ascendeva verso il 1987 4, 2| polvere si sollevava a buffi involgendo tutta la pompa. Il baldacchino 1988 2, 6| voleva che i raggi benigni la involgessero tutta come in una veste 1989 2, 5| odorosa e luminosa. Cesare la involgeva tutta del suo sguardo avido: 1990 1, 14| Ma ella, a un punto, involontariamente, per quel cieco istinto 1991 1, 19| palpitazione.~ ~Ella, con un moto involontario e inconsapevole, mise le 1992 2, 3| con un lieve tremito d'ira nella voce.~ ~- Bambola 1993 2, 4| all'erba e su quella pelle iridata egli osservava i leggeri 1994 1, 9| persona. Chiuse la cassa irosamente, la respinse sotto il letto 1995 1, 4| facendo sforzi inutili e irosi su le serrature di cui Camilla 1996 4, 2| con un gran naso adunco, iroso; percosse col piede la mendicante, 1997 1, 13| del suo corpo esalavano, irradiavano la voluttà mal contenuta; 1998 2, 4| la faccia, onde le linee irregolari si attenuavano. Su quel 1999 4, 1| o tre poppanti cercavano irrequietamente i capezzoli tra le zampe 2000 2, 1| le esuberanze, tutte le irrequietezze della sua natura si agguagliavano 2001 1, 13| sfogava in mille modi l'irrequietudine, l'esuberanza della vitalità


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