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Giuseppe Parini
Odi

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18 - Alceste al medesimo

 

Ne' più remoti secoli

Apparver strane cose,

Che poi son favolose

Credute a questa età.

 

Lascio conversi in alberi

In sassi in fonti in fiumi

E gli uomini ed i numi,

Cose che il vulgo sa.

 

Sol parlo d'un miracolo,

Ch'or niegan le persone,

Non so se per ragione

O per malignità.

 

Questo è una donna egregia,

Che per salvar da morte

Uno infermo consorte

Lieta a morir sen va.

 

Ed ei, da morte libero

E da la moglie insieme,

Odia la vita e geme

E vuol la sua metà.

 

Fin che un amico intrepido

Per lui sceso a lo inferno,

La toglie al fato eterno;

E intatta a lui la .

 

Alceste, Admeto ed Ercole

A te gentil cantore

Poetico furore

Veggo che inspiran già.

 

Dunque il bel caso pingine;

E fa de' prischi tempi

Veri parer gli esempi

D'amore e d'amistà.

 

Sai che d'Admeto pascere

Febo degnò gli armenti:

Sai che de' suoi lamenti

Ebbe di poi pietà.

 

Oh quanto a tai memorie

Avrà diletto! Oh quanto

Dal sublime tuo canto

Rapito penderà!

 

 




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