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INTRODUZIONE
1.
Nata dal cuore della Chiesa, l'Università cattolica si inserisce nel
solco della tradizione risalente all'origine stessa dell'Università come
istituzione, e si è sempre rivelata un centro incomparabile di
creatività e di irradiazione del sapere per il bene dell'umanità.
Per sua vocazione, l'«Universitas magistrorum et scholarium» si consacra alla
ricerca, all'insegnamento e alla formazione degli studenti, liberamente riuniti
con i loro maestri nel medesimo amore del sapere. Essa condivide con tutte le
altre Università quel «gaudium de veritate», tanto caro a sant'Agostino,
cioè la gioia di ricercare la verità, di scoprirla e di
comunicarla («Confessiones», X, XXIII, 33: «In effetti, la vita beata è
la gioia derivante dalla verità, poiché questa gioia deriva da te
che sei la verità, Dio mia luce, salvezza del mio volto, Dio mio»; cfr.
S. Thomae, «De Malo», IX, 1: «E' infatti naturale all'uomo aspirare alla
conoscenza della verità») in tutti i campi della conoscenza. Suo compito
privilegiato è quello di «unificare esistenzialmente nel lavoro intellettuale
due ordini di realtà che troppo spesso si tende ad opporre come se
fossero antitetiche: la ricerca della verità e la certezza di conoscere
già la fonte della verità».
2. Per lunghi anni io stesso ho
fatto una benefica esperienza, che mi ha interiormente arricchito, di
ciò che è proprio della vita universitaria: l'ardente ricerca
della verità e la sua trasmissione disinteressata ai giovani e a tutti
coloro che imparano a ragionare con rigore, per agire con rettitudine e servire
meglio la società umana.
Desidero,
perciò, condividere con tutti la mia profonda stima per
l'Università cattolica, mentre esprimo vivo apprezzamento per lo sforzo
che in essa viene fatto nei vari settori della conoscenza. In particolare,
desidero manifestare la mia gioia per i molteplici incontri che il Signore mi
ha concesso di avere, nel corso dei viaggi apostolici, con le comunità
universitarie cattoliche dei diversi Continenti. Esse sono per me un segno
vivente e promettente della fecondità dell'intelligenza cristiana nel
cuore di ogni cultura. Esse mi danno la fondata speranza di una nuova fioritura
della cultura cristiana nel molteplice e ricco contesto del nostro tempo in
mutazione, il quale si trova certamente di fronte a gravi sfide, ma è anche
portatore di tante promesse sotto l'azione dello Spirito di verità e di
amore.
Desidero
esprimere, poi, compiacimento e gratitudine ai numerosissimi professori
cattolici impegnati in Università non cattoliche. Il loro compito di
accademici e di scienziati, vissuto nella luce della fede cristiana, è
da considerare prezioso per il bene delle Università in cui insegnano.
La loro presenza, infatti, è uno stimolo continuo alla ricerca
disinteressata della verità e della sapienza che viene dall'alto.
3. Fin dall'inizio del pontificato,
è stato mio impegno scambiare queste idee e sentimenti con i miei
collaboratori più stretti, che sono i cardinali, con la Congregazione
per l'educazione cattolica, come pure con le donne e gli uomini di cultura di
tutto il mondo. Infatti, il dialogo della Chiesa con le culture del nostro
tempo è quel settore vitale, in cui «si gioca il destino della Chiesa e
del mondo in questa fine del secolo XX» (Ai Cardinali, 10 novembre 1979. Non
c'è che una cultura: quella dell'uomo, dall'uomo e per l'uomo. E la
Chiesa, esperta in umanità, secondo il giudizio formulato dal mio
predecessore Paolo VI all'ONU, grazie alle sue Università cattoliche e
al loro patrimonio umanistico e scientifico, esplora i misteri dell'uomo e del
mondo, rischiarandoli alla luce che le dona la rivelazione.
4. E' onore e responsabilità
dell'Università cattolica consacrarsi senza riserve alla causa della
verità. E', questa, la sua maniera di servire a un tempo la
dignità dell'uomo e la causa della Chiesa, la quale ha «l'intima
convinzione che la verità è la sua vera alleata... e che la
conoscenza e la ragione sono fedeli ministri della fede» (Card. Newman, «The Idea of a University»). Senza per nulla
trascurare l'acquisizione di conoscenze utili, l'Università cattolica si
distingue per la sua libera ricerca di tutta la verità intorno alla
natura, all'uomo e a Dio. La nostra epoca, infatti, ha urgente bisogno di
questa forma di servizio disinteressato, che è quello di proclamare il
senso della verità, valore fondamentale senza il quale si estinguono la
libertà, la giustizia e la dignità dell'uomo. Per una sorta di
universale umanesimo, l'Università cattolica si dedica completamente
alla ricerca di tutti gli aspetti della verità nel loro legame essenziale
con la Verità suprema, che è Dio. Essa, quindi, senza alcun
timore, ma piuttosto con entusiasmo s'impegna su tutte le vie del sapere,
consapevole di essere preceduta da colui che è «Via, Verità e
Vita» (Gv 14,6), il Logos, il cui Spirito di intelligenza e di amore
dona alla persona umana di trovare, con la sua intelligenza, la realtà
ultima che ne è la fonte e il termine, ed è il solo capace di
donare in pienezza quella Sapienza, senza la quale l'avvenire del mondo sarebbe
in pericolo.
5. E' nel contesto della ricerca
disinteressata della verità che prende luce e significato il rapporto
tra fede e ragione. «Intellege ut credas; crede ut intellegas»: questo invito
di sant'Agostino vale anche per le Università cattoliche, chiamate a
esplorare arditamente le ricchezze della rivelazione e quelle della natura,
perché lo sforzo congiunto dell'intelligenza e della fede consenta agli
uomini di raggiungere la piena misura della loro umanità, creata a
immagine e somiglianza di Dio, rinnovata ancora più mirabilmente, dopo
il peccato, nel Cristo e chiamata a risplendere nella luce dello Spirito.
6. L'Università cattolica,
per l'incontro che stabilisce tra l'insondabile ricchezza del messaggio
salvifico del Vangelo e la pluralità e immensità dei campi del
sapere in cui la incarna, permette alla Chiesa di istituire un dialogo di
incomparabile fecondità con tutti gli uomini di qualsiasi cultura.
L'uomo, infatti, vive di una vita degna grazie alla cultura e, se trova la sua
pienezza in Cristo, non c'è dubbio che il Vangelo, raggiungendolo e
rinnovandolo in tutte le sue dimensioni, è fecondo anche per la cultura,
della quale l'uomo stesso vive.
7. Nel mondo di oggi,
caratterizzato da sviluppi tanto rapidi nella scienza e nella tecnologia, i
compiti dell'Università cattolica assumono un'importanza e un'urgenza
sempre maggiore. Difatti, le scoperte scientifiche e tecnologiche, se da una
parte comportano un'enorme crescita economica e industriale, dall'altra
impongono ineludibilmente la necessaria corrispondente ricerca del significato,
al fine di garantire che le nuove scoperte siano usate per l'autentico bene dei
singoli e della società umana nel suo insieme. Se è
responsabilità di ogni Università ricercare un tale significato,
l'Università cattolica è chiamata in modo speciale a rispondere a
questa esigenza: la sua ispirazione cristiana le consente di includere nella
sua ricerca la dimensione morale, spirituale e religiosa e di valutare le
conquiste della scienza e della tecnica nella prospettiva della totalità
della persona umana.
In questo
contesto le Università cattoliche sono chiamate ad un continuo
rinnovamento sia perché Università, sia perché cattoliche.
Infatti, «è in gioco il significato della ricerca scientifica e della tecnologia,
della convivenza sociale, della cultura, ma, più in profondità
ancora, è in gioco il significato stesso dell'uomo» (Discorso del 25
aprile 1989, n. 3). Tale rinnovamento esige la chiara consapevolezza che, per
il suo carattere cattolico, l'Università è resa più capace
di fare la ricerca disinteressata della verità: ricerca, dunque, che non
è subordinata né condizionata da interessi particolari di
qualsiasi genere.
8. Avendo già dedicato alle
Università e Facoltà ecclesiastiche la costituzione apostolica
«Sapientia Christiana», mi è parso doveroso proporre alle
Università cattoliche un analogo testo di riferimento che sia per loro
come la «magna charta», arricchita dall'esperienza tanto lunga e feconda della
Chiesa nel settore universitario, e aperta alle realizzazioni promettenti
dell'avvenire, che richiede coraggiosa inventiva e rigorosa fedeltà.
9. Il presente documento è
rivolto specialmente ai dirigenti delle Università cattoliche, alle
rispettive comunità accademiche, a tutti coloro che di esse si
interessano, particolarmente ai vescovi, alle Congregazioni religiose e alle
Istituzioni ecclesiali, ai numerosi laici impegnati nella grande missione
dell'istruzione superiore. Lo scopo è di far sì che si attui «una
presenza, per così dire, pubblica, costante e universale del pensiero
cristiano in tutto lo sforzo diretto a promuovere la cultura superiore, e
inoltre a formare tutti gli studenti, in modo che diventino uomini e donne
veramente insigni per sapere, pronti a svolgere compiti impegnativi nella
società e a testimoniare la loro fede di fronte al mondo» («Gravissimum Educationis», 10).
10. Oltre che alle Università
cattoliche, mi rivolgo anche alle numerose Istituzioni cattoliche di studi
superiori. Secondo la loro natura e i propri obiettivi, esse hanno in comune
alcune o tutte le caratteristiche di una Università e offrono un proprio
contributo alla Chiesa e alla società sia mediante la ricerca, sia
mediante l'educazione o la preparazione professionale. Anche se questo
documento riguarda specificamente l'Università cattolica, esso intende
abbracciare tutte le Istituzioni cattoliche di insegnamento superiore,
impegnate a trasformare il messaggio del Vangelo di Cristo negli animi e nelle
culture.
E' pertanto con
grande fiducia e speranza che invito tutte le Università cattoliche a
perseguire il loro compito insostituibile. La loro missione appare sempre
più necessaria per l'incontro della Chiesa con lo sviluppo delle scienze
e con le culture del nostro tempo.
Insieme con
tutti i fratelli vescovi, che condividono con me l'incarico pastorale, desidero
manifestarvi la profonda convinzione che l'Università cattolica è
senza alcun dubbio uno dei migliori strumenti che la Chiesa offre alla nostra
epoca, la quale è alla ricerca di certezza e di sapienza. Avendo la
missione di portare la buona novella a tutti gli uomini, la Chiesa non deve mai
cessare di interessarsi a questa istituzione. Le Università cattoliche,
infatti, con l'investigazione e l'insegnamento l'aiutano a trovare nella
maniera adatta ai tempi moderni i tesori antichi e nuovi della cultura, «nova
et vetera», secondo la parola di Gesù (Mt 13,52).
11. Mi rivolgo, infine, a tutta la
Chiesa, convinto che le Università cattoliche sono necessarie alla sua
crescita e allo sviluppo della cultura cristiana e del progresso umano.
Perciò, l'intera comunità ecclesiale è invitata a dare il
suo appoggio alle Istituzioni cattoliche di insegnamento superiore e ad
assisterle nel loro processo di sviluppo e di rinnovamento. Essa è
invitata in special modo a tutelare i diritti e la libertà di queste
Istituzioni nella società civile, a offrire loro un sostegno economico,
soprattutto in quei Paesi che ne hanno più urgente bisogno, e a fornire
assistenza nella fondazione di nuove Università cattoliche, dove ce ne
sia necessità.
Mi auguro che
queste disposizioni, basate sull'insegnamento del Concilio Vaticano II, sulle
direttive del Codice di diritto canonico, permettano alle Università
cattoliche e alle altre Istituzioni cattoliche di studi superiori di adempiere
la loro indispensabile missione nel nuovo avvento di grazia che si apre sul
nuovo millennio.
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