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erbe 3
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518 era
472 per
468 a
463 in
Alfredo Oriani
Vortice

IntraText - Concordanze

era

1-500 | 501-518

    Parte
1 testo| portico leggermente ricurvo era poco illuminato; due guardie 2 testo| quale nella cittadina si era speso troppo e parlato anche 3 testo| caffè, donde l'avvocato era uscito per ultimo, la fontana 4 testo| della cancellata.~Il cielo era oscuro, con poche stelle; 5 testo| Guglielmi si pose in mezzo.~Era un vecchietto arzillo, con 6 testo| dinanzi al caffè Gritti, vi era entrato per parlare ancora 7 testo| e colla quale Romani si era lasciato vedere parecchie 8 testo| perché la notte sul principio era sembrata voltarsi al cattivo 9 testo| fontana e il Duomo. Adesso era ridivenuto improvvisamente 10 testo| tranquillità di abbandono. Era una città di circa quindicimila 11 testo| tanti anni, e nella quale era persino nato. La conosceva 12 testo| quel peso, sotto al quale era quasi venuto meno tutto 13 testo| alcuna distintamente, ma era come una stanchezza senza 14 testo| campagna. Quella giornata non era certo stata buona: a Bologna 15 testo| mostrati così freddi che gli era caduto improvvisamente dal 16 testo| ognuno pensava a sé.~Si era sentito respinto, isolato. 17 testo| respinto, isolato. Ma siccome era sabato, e in quel giorno 18 testo| capriccio, il Mercato di Mezzo era pieno. Quindi aveva dovuto 19 testo| vero lo minacciasse ancora; era dissestato da gran tempo, 20 testo| consentisse. Questo, che era stato sempre il suo vanto 21 testo| propria posizione.~La strada era sempre così deserta, il 22 testo| fiammelle del borgo.~Oramai era presso casa.~- Che cosa 23 testo| sempre lo stesso espediente.~Era arrivato all'uscio, tenendo 24 testo| luce passava per gli scuri; era la camera del vecchio prete, 25 testo| macchiata di vino rosso, non era disposto che il suo coperto 26 testo| altri piatti: nell'uno c'era un mezzo pollo arrosto colla 27 testo| famiglia sapevano che questo era il suo boccone preferito, 28 testo| bottiglia nera del vino era quasi piena.~La saletta 29 testo| espediente. Ma quello studiolo era l'unica solitudine, nella 30 testo| pochi libri, perché non era mai stato un grande leggitore, 31 testo| colla moglie. Anche tutto era ordinato. Macchinalmente 32 testo| attendeva dormendo; poi v'era lo stanzino dei bimbi, nel 33 testo| famiglia.~Infatti non si era mai lagnato: sentiva anche 34 testo| qualche minuto, egli si era girato e rigirato inutilmente 35 testo| ANSELMO ROBERTI~ ~ * * *~ ~Era stato come un colpo di mazza 36 testo| stordimento della percossa gli era parso che lunghe striscie 37 testo| a cadere sulla poltrona. Era anch'essa in crespo di lana 38 testo| sugli occhi. La fronte gli era diventata perlacea sotto 39 testo| capito nello scoppio stesso: era stata una visione istantanea, 40 testo| ma lo sapeva.~La lettera era proprio di Anselmo Roberti, 41 testo| nella città da quattro anni; era la sua calligrafia rotonda, 42 testo| calligrafia da impiegato.~Che cosa era stato? Perché?~Era troppo 43 testo| cosa era stato? Perché?~Era troppo presto, non doveva 44 testo| morta.~Nel gabinetto non c'era alcuno: fuori, in tutta 45 testo| non poté muoversi; non c'era più niente da dire o da 46 testo| così normale poco prima, era svanita; egli vi rimaneva 47 testo| ancora giovane, abituato come era da tempo a cercare danaro 48 testo| difficile operazione, non si era mai sentito così profondamente 49 testo| cogliere certe situazioni.~Era la loro stessa battaglia 50 testo| notato certe cose.~Quindi si era sforzato di non pensarci: 51 testo| i giorni, senza requie. Era andato a Bologna appunto 52 testo| quattrocentosessanta lire. Era poco, però ne aveva altre, 53 testo| debiti e delle liste.~Mai si era sentito più sconsolato di 54 testo| animo. Quella giornata gli era parsa eterna, specialmente 55 testo| vecchio ed angusto passeggio era deserto, pieno di alberoni 56 testo| isolamento gli aveva fatto paura: era stata una sensazione subitanea, 57 testo| Per non pensarci troppo era disceso dalla Montagnola, 58 testo| poi, nel viaggio, se ne era rammaricato. Non aveva mangiato 59 testo| voci amiche. Nel caffè c'era Gaudenzi, che lo invitò 60 testo| loro tavolino, e la partita era seguitata fra i soliti discorsi 61 testo| senso quasi di sollievo. Era la prima accusa distrutta.~ 62 testo| troverebbe egualmente nulla. Era sempre la stessa sensazione 63 testo| lo spingeva nell'abisso. Era stato lui solo, gaiamente, 64 testo| soprattutto vivere meglio del come era nato, in una più alta sfera.~ 65 testo| nascenti soddisfazioni, onde si era persuaso di essere un qualcuno 66 testo| mattina pioviginosa e fredda, era andato da quello strozzino 67 testo| cambiale!~Nemmeno allora se ne era reso ben conto; aveva agito 68 testo| un'ora di pace. E tutto era finito prima della scadenza 69 testo| calmo. Perché? Che cosa era stato? Né la sua volontà, 70 testo| idea della morte non gli si era mostrata con alcun significato 71 testo| avere alcun significato. Era solo! La stessa intimità 72 testo| stanza d'albergo. Infatti era quasi il medesimo mobilio: 73 testo| senza accento. Egli vi era solo.~Così? Perché? Perché 74 testo| morte o la prigione, non vi era mezzo termine.~Ma daccapo 75 testo| passione della vita gli si era ridestata in uno scoppio: 76 testo| minacciavano, non voleva morire. V'era tempo, tutto poteva ancora 77 testo| pensiero fuggiva smaniando, era neppure abbastanza lunga 78 testo| momento che la cambiale era già nelle mani del pretore. 79 testo| accusa o di difesa. Tanto era morire altrimenti. Tutto 80 testo| apprendendola solamente a mezzo; era stata una gelosia improvvisa, 81 testo| dall'altra, per la quale si era pazzamente perduto, ne aveva 82 testo| diverrebbe forse pazza, era impossibile non morirne.~ 83 testo| conseguenze che del fatto: era stato fatale, senza ricerca 84 testo| resistenza. Adesso tutto era passato.~Un singhiozzo gli 85 testo| verrebbe ad aiutarlo, poiché si era consapevolmente posto in 86 testo| già indovinato il colpo: era stato il Bonoli, socio secreto 87 testo| la catastrofe. Infatti si era ricordato subito, sebbene 88 testo| se stesso, ma nessuno si era accorto di nulla, ed egli 89 testo| torbido nella testa. Non si era nemmeno fermato al solo 90 testo| riconoscerla per vera. Infatti era imitata abbastanza bene, 91 testo| Questo filo, così tenue, era tuttavia l'unico che gli 92 testo| Non ci pensò.~Morire così era impossibile, mentre tutto 93 testo| impossibile, mentre tutto era ancora intatto dentro e 94 testo| trovarne il modo. La sua colpa era troppo sciocca, nel motivo 95 testo| tutti i mezzi di difesa, era ancora più impossibile che 96 testo| della scadenza. Perché?~Era stato il Bonoli, senza dubbio. 97 testo| senza dubbio. Quell'uomo era il suo nemico sino dalle 98 testo| che il nome del Bonoli era stato scartato dalla lista.~ 99 testo| dalla lista.~Allora se ne era sentito tutto orgoglioso: 100 testo| sostituito col suo, poi era stato complimentato, messo 101 testo| vincitori. Ma il Bonoli non era uomo da lasciarsi battere 102 testo| accumulato un grosso patrimonio. Era infatti socio segreto del 103 testo| sgomento tremulo e diaccio: era la vendetta segreta dell' 104 testo| disattentamente e dimentica.~Non v'era più riparo. Bonoli, anche 105 testo| con quella firma falsa. Ma era tardi. A chi rivolgersi? 106 testo| insignificante come egli era sempre stato: bisogna essere 107 testo| una bassa invidia. Invece era proprio così; a parte ogni 108 testo| persone. Essere ricco! non v'era altra guarantigia, mentre 109 testo| guarantigia, mentre egli si era rovinato stupidamente per 110 testo| colla vendita del podere. Era dunque appena uno strappo 111 testo| di procedura: lo sentiva, era sicuro di non ingannarsi. 112 testo| sicuro di non ingannarsi. Era ancora un onest'uomo, uno 113 testo| uno scemo magari, che si era mangiato troppo presto il 114 testo| quella di tanti.~Non vi era giustizia in tutto ciò; 115 testo| ammassato un duecentomila lire, era socio del club, della barcaccia, 116 testo| significava nulla moralmente, ma era stato come a lasciarsi prendere 117 testo| avvenire?~Ma senza danaro era impossibile salvarsi.~Adesso 118 testo| storcono le labbra. Perché non era egli ricco? Perché altri 119 testo| egli ricco? Perché altri lo era? L'eterna, oscura domanda 120 testo| effetti dell'asfissia.~Si era tolto, senza accorgersene, 121 testo| di virtù o di dolore, si era rivolto immediatamente col 122 testo| alle quarantamila lire, era coperto di ipoteche, così 123 testo| contavano, il suo credito era esausto: a far molto, avrebbe 124 testo| sentiva morire, giacché non lo era mai stato. Prima, il babbo 125 testo| figlio unico, poi il babbo era morto, ed egli si era ammogliato; 126 testo| babbo era morto, ed egli si era ammogliato; non aveva imparato 127 testo| professione, ma la colpa veramente era stata sua nel troncare gli 128 testo| Quindi la sua gioventù era passata fra i piccoli piaceri 129 testo| senza un soldo.~Come si era innamorato? Si era nemmeno 130 testo| Come si era innamorato? Si era nemmeno innamorato? Egli 131 testo| stentato a poter rispondere: si era trovato così, quasi senza 132 testo| nell'impegno; la ragazza era buona e piacente, la mamma 133 testo| altro. La passione non vi era entrata. Quando la mamma 134 testo| in casa quel vuoto: tutto era andato bene sino allora, 135 testo| saldare? Per lo meno ciò era altrettanto assurdo che 136 testo| moglie e i bambini. Egli non era nato per altro; le grandi 137 testo| sentiva come straniero. Era rimasto cogli occhi spalancati 138 testo| virtù di una simile vita era già un argomento abbastanza 139 testo| spasimo.~Tutto il problema era .~Invece non aveva che 140 testo| il capo paraliticamente. Era un pianto silenzioso, quasi 141 testo| folla, più veementi. Non era più tempo da effusioni, 142 testo| spuntare; una risoluzione era necessaria, anche per non 143 testo| Caterina o alla serva. Questa era solita ad alzarsi per tempo, 144 testo| rientrare nel gabinetto. Era come una tappa già oltrepassata, 145 testo| ripeterlo. Il suo tempo era misurato; anche se non lo 146 testo| il pollo; la sua cresta era bruciacchiata nelle punte, 147 testo| lagrimoso.~Nella saletta tutto era al solito posto. La sua 148 testo| ciliege nello spirito, v'era il panierino da lavoro della 149 testo| ricordò che una rotella era spaccata sino quasi all' 150 testo| commosse di tenerezza; Ada era più docile, ma Carlino, 151 testo| io non ci sarò più!~Gli era accaduto spesso di rincasare 152 testo| che la sua parte di cena era più abbondante che non quando 153 testo| gradevole: poi, dopo cena, era solito a fumare una pipa 154 testo| entrare nella camera da letto.~Era come un ritorno alle sue 155 testo| da un amico, ma, finché era stata viva la mamma, non 156 testo| sul cortile. Con Camilla era venuta la grossa De Angelis 157 testo| Ridolfi e Politi. Questi era già del tutto rovinato. 158 testo| già del tutto rovinato. Si era fatto del chiasso e bevuto 159 testo| aveva il carattere cattivo; era di una eleganza stracciona, 160 testo| fuori di porta Montanara, era rimasto interdetto dalle 161 testo| assieme ingenua. Egli invece era rimasto impressionato vivamente 162 testo| modo appunto nel quale si era lasciata prendere un bacio 163 testo| guardato enigmaticamente. Egli era andato, ma indarno; Camilla 164 testo| andato, ma indarno; Camilla era fuori di casa. La sera aspettò 165 testo| alcuno della compagnia.~Era una cosa difficile; nondimeno 166 testo| avrebbero incontrato alcuno. Non era vero. Infatti ve n'erano 167 testo| Solamente due giorni dopo egli era diventato l'amante.~La ragazza, 168 testo| potuto resistere. Egli ne era stato travolto. Quando la 169 testo| Questa frase, che allora gli era parsa piacevole, non aveva 170 testo| potuto scordarla: gliene era rimasta, in fondo all'anima 171 testo| della vita a Milano, ove era stata mantenuta di un gran 172 testo| come un animale al sole.~Era la sfida inconscia della 173 testo| mala pena, ma ne soffriva. Era la prima volta che una donna 174 testo| provare certe cose.~Ma poi si era innamorato, forse appunto 175 testo| di baci. Ella, quando non era in vena di carezze, arrivava 176 testo| perché quella ragazza, chi era mai finalmente? Una cantante 177 testo| buttò le braccia al collo; era mezzo discinta, aveva mangiato 178 testo| col direttore: il danaro era ancora sul comò.~- Mi verrai 179 testo| loro sarcasmi, e nemmeno vi era riuscito. La compagnia partiva 180 testo| per vedere la partenza.~Era già dimenticato. In quel 181 testo| stento lo sdegno, l'altra era già lontana.~Quando il treno 182 testo| divenne pazzo addirittura. Era un treno diretto: il grosso 183 testo| sportello, dietro il quale ella era scomparsa, traballò come 184 testo| Sciaguratamente l'altro era facoltoso, un uomo quasi 185 testo| Improvvisamente ella cangiò: si era fatta malinconica, non discorreva 186 testo| malinconica, non discorreva più!~Era vestita elegantemente con 187 testo| poesia di sagrificio.~Però era stanca di se stessa.~Lo 188 testo| frottola, ma la sua faccia era così ansiosa e il suo accento 189 testo| occorrerebbero?~- Vattene.~Camilla si era tratta il cappellino e si 190 testo| Dio! che antipatico!~Era uscito pallido, con una 191 testo| odio nel cuore.~Che cosa era accaduto dopo? Non se ne 192 testo| tale tragica situazione. Era entrato nella bottega dello 193 testo| piccola bottega al solito era vuota. Nella vetrina, distese 194 testo| disinvoltura quasi spavalda gli era venuta improvvisamente, 195 testo| firma, che vi fa onore.~Vi era un doppio senso in queste 196 testo| queste parole?~L'altro si era affrettato a cedere.~- Ebbene, 197 testo| acciaio vecchio. Tutto in lui era povero; il colletto della 198 testo| il bavero del pastrano era grasso, il resto degli abiti 199 testo| tomaia.~Fino alle due Romani era vissuto dentro un incubo. 200 testo| erano rimaste chiare: si era sentito già denunziato, 201 testo| il medico. L'altro invece era più ciarliero: trasse di 202 testo| alle spalle.~- Bene.~E si era affrettato ad uscire.~Corse 203 testo| non di meno il suo viso era così raggiante che la ragazza 204 testo| di un baule; la ragazza era ancora sulla porta dell' 205 testo| dentro, la sua fisonomia si era fatta repentinamente dura.~- 206 testo| tasca e glielo offerse: era di seta azzurra con una 207 testo| per tutta quella notte era stato come un abbarbaglio 208 testo| da fare.~Invece egli si era riaddormentato sino alle 209 testo| salutarono freddi.~Egli era stupito di sentirsi malcontento, 210 testo| proprio indirizzo.~ ~ * * *~ ~Era ancora a tavola, col mento 211 testo| cangiava. Aveva amato davvero? Era stata una passione quella? 212 testo| alzerebbe, poiché quella mattina era domenica.~In tutta la sua 213 testo| tutta la sua vita non gli era ancora capitato di pensare 214 testo| pensare tanto; oramai non ne era più capace, e la mente gli 215 testo| fianco verso di lui.~Egli si era spogliato nella saletta, 216 testo| aveva assiderato. Quella era l'ultima notte di matrimonio 217 testo| se non lo volessi?~Egli era finalmente riuscito a voltarsi, 218 testo| specie di vacuità gli si era fatta nel cervello. Avrebbe 219 testo| faceva più pesante.~Perché era venuto a letto, sapendo 220 testo| velo pesante dell'acqua. Era rimasto immobile, rannicchiandosi 221 testo| colava giù per il viso, si era abbandonato a piangere. 222 testo| pianto amaro e silenzioso gli era uscito dagli occhi, mentre 223 testo| toccarla. Forse un fanciullo si era divertito nell'affidarla 224 testo| pranzo; ma adesso invece era dritto, malgrado la gamba 225 testo| barchetta di carta, ove non era possibile indovinare? Non 226 testo| schiudersi le ripiegature, era già affondata sino all'orlo 227 testo| passavano più, ogni rumore era cessato, ed egli rimaneva 228 testo| immobile, coricato nella melma. Era dunque morto? Il suo pensiero 229 testo| nome gli coperse l'anima: era quella l'eternità assegnatagli? 230 testo| di Carlino.~Caterina si era appressata al letto.~Portava 231 testo| cosa, ma il suo sorriso era dolce come sempre.~- Non 232 testo| fermi, in chiesa. Carlino era in un orgasmo incredibile. 233 testo| così, li vedrai!~Egli si era svegliato, al solito, in 234 testo| camera, nella quale tutto gli era famigliare. Il mobilio in 235 testo| Ordinariamente la sua toeletta era svelta e poco accurata; 236 testo| casa non avevano gatti; era questa una mania di Caterina.~- 237 testo| fare tanto tardi? Che cosa era successo?~- A proposito, 238 testo| indietro.~Carlino invece si era arrampicato sulle ginocchia 239 testo| tutti insieme.~Anastasia era passata nello stanzino per 240 testo| figlio a quel giocattolo. Si era riseduto su quella sedia, 241 testo| notte? Una debolezza gli era rimasta in tutti i nervi 242 testo| Caterina vedesse...~Carlino si era già troppo appressato al 243 testo| da un cortiletto morto; v'era una madia e un largo tavolo 244 testo| complimento fece effetto.~Egli si era tratto un soldo dalla tasca, 245 testo| fanciullo si accorse che era bucato.~- Cambiamelo.~- 246 testo| avvezzati a risparmiare.~Era esausto. Si volse ad Anastasia, 247 testo| siano contenti!~ ~ * * *~ ~Era uscito di casa quasi fuggendo, 248 testo| via di circonvallazione era fiancheggiata da masse enormi 249 testo| il cimitero dei cavalli: era un lembo di terra sommossa, 250 testo| un vecchio cane bracco era sdraiato al sole dinanzi 251 testo| Al di sotto, il fiume non era più che un canalaccio dal 252 testo| mentre la poca terra scoperta era così umida e scura che, 253 testo| malinconico e mezzo invisibile era prediletto dagli amanti 254 testo| loro che non paia. Egli vi era passato poche volte, quasi 255 testo| inverno al teatro comunale. Era una voce di uomo, incerta 256 testo| turbò; istintivamente gli era ritornato nella memoria 257 testo| ragazzo, che conosceva già. Era il figlio di un ortolano, 258 testo| il verde. La sua sventura era di quelle, alle quali non 259 testo| figura.~Poi tacque.~L'orto era deserto: un uccello pigolò 260 testo| nascondevano ogni orizzonte. Era fuggito di casa, istintivamente, 261 testo| cambiale in pretura? Il caso era poco probabile; secondo 262 testo| una ruggine d'oro.~L'erba era soffice.~Cavò di tasca la 263 testo| Perché? E quando si è morti? Era già molto difficile morire; 264 testo| la data non arriva. Egli era stato come gli altri.~Aveva 265 testo| tutte le proprie forze.~Non era né credente né incredulo; 266 testo| gente, la vita spirituale era cominciata per lui coll' 267 testo| tradizione durava: la religione era cosa da non parlarne, poiché 268 testo| cosa di preciso, ma forse era così, e in fondo ne convenivano 269 testo| Aveva avuto paura.~Morire era, prima di tutto andarsene; 270 testo| appunto per questo, non era difficile il fissarvisi. 271 testo| abbracciato questo punto di vista: era stato un lavorìo lento, 272 testo| nella notte: lo sentiva, era sicuro che per una simile 273 testo| staccarci dalla vita; se lo era detto, capiva di aver ragione. 274 testo| deciso il modo, ma il tempo era misurato ormai su quel giorno; 275 testo| misurato ormai su quel giorno; era così, non voleva ritornarci 276 testo| Sarebbe stato semplice, ma non era chiaro. Che cosa significava 277 testo| inevitabile al nostro pensiero, era senza dubbio ciò che rendeva 278 testo| del risveglio? Il problema era dunque nel momento dopo 279 testo| meno la sua spiegazione era oscura; se no come la gente 280 testo| seguitato a dubitare?~Vi era dunque Dio? Era lui che, 281 testo| dubitare?~Vi era dunque Dio? Era lui che, volendoci così 282 testo| innocenti. Egli stesso ne era stato mille volte testimonio: 283 testo| divertimenti? Se dopo morte non vi era altro, i signori diventavano 284 testo| fare l'elemosina? Tutto era caso, il fortunato non doveva 285 testo| li soccorrevano; forse v'era parità di dolori in tutti, 286 testo| egli stesso. La morte non era solo in fondo alla vita, 287 testo| specie di tranquillità gli si era fatta nello spirito, come 288 testo| ad un ignobile capriccio. Era una sentenza di quella giustizia 289 testo| potuto soffrire di più. Era quindi inutile voler cercare 290 testo| doveva dipenderne; poi vi era questa differenza: gli uomini, 291 testo| egli non sapeva altro, non era sicuro di aver ragione, 292 testo| nell'accettare la morte era scevra dai rimorsi, che 293 testo| bambini. Sciaguratamente non v'era altra soluzione. Il suo 294 testo| soluzione. Il suo suicidio non era rifiuto della vita, perché 295 testo| della vita, perché non se ne era anzi sentito mai così pieno: 296 testo| sarebbe stato un idillio, era l'idillio di quasi tutta 297 testo| riconosceva senza volontà. Era così, perché era così.~Questa 298 testo| volontà. Era così, perché era così.~Questa conclusione 299 testo| l'ultima. Allora, perché era venuto ? Che cosa vi aveva 300 testo| luminosa e calda il cielo si era fatto di una serenità abbagliante, 301 testo| per quella giornata! Vi era ancora una speranza? Come 302 testo| nascondeva che un'altra: era dunque stabilito?~Tale decisione 303 testo| altro luogo, ma allora no. Era impossibile.~Si era assegnato 304 testo| no. Era impossibile.~Si era assegnato un giorno, vi 305 testo| triste; sentì che tutto era finalmente stabilito, non 306 testo| rivedrebbe più quel luogo. Era la sua ultima passeggiata 307 testo| lui. Non di meno il pranzo era proseguito abbastanza bene.~ 308 testo| sorriso.~Quindi il discorso era ritornato sulla zia Matilde, 309 testo| avvenire.~Il suo affetto era specialmente per la bambina.~ 310 testo| manderai avanti Carlino.~Era questa la risposta, quando 311 testo| riuscita del pranzo. Però gli era parso che questa, di quando 312 testo| pranzeranno domani!~Eppure nulla era ancora mutato intorno. La 313 testo| tovaglia, essendo domenica, era bianca, il cavallo di Carlino 314 testo| scherzi sempre.~- Già!~Si era rimesso il cappello per 315 testo| a decidersi.~Caterina si era alzata per andare in cucina, 316 testo| caffè, a quell'ora, la gente era già affollata intorno ai 317 testo| confidenza; il caso non era molto probabile, e non di 318 testo| razzi. Quel giorno non v'era alcun argomento speciale 319 testo| L'enorme portone di mezzo era socchiuso, e sull'arco del 320 testo| omnibus del grande albergo era già ritornato dalla stazione; 321 testo| che soccombono nella vita. Era così, non poteva essere 322 testo| se stessa.~Egli solo si era scioccamente messo in tale 323 testo| di vizi e di sciocchezze. Era questa l'eterna ridda, l' 324 testo| spremendone un'acre vanità. Non era egli pronto a morire? Che 325 testo| sensazioni in quell'ora? Era una specie di alterezza, 326 testo| propria importanza. Che cosa era mai la vita, a pensarci 327 testo| nuovo. Null'altro. Tant'era dunque andarsene prima che 328 testo| rappresentazione del Lohengrin: c'era tempo ancora, un treno partiva 329 testo| colei, che lo aveva perduto, era donna nel più profondo significato 330 testo| che cosa consisteva? Dove era adesso? S'immaginava nemmeno 331 testo| desiderio malato.~Siccome era rimasto solo al proprio 332 testo| deciso di non pensarci, anzi era sorpreso di scordarsene 333 testo| volte di svenire, gli si era ancora rinnovato: le ore 334 testo| momento il luogo più deserto era appunto il caffè, ma il 335 testo| stava già la morte.~Oramai era fuori del mondo, non apparteneva 336 testo| Montfermeil: nel primo la scena era a Montecarlo, nei saloni 337 testo| aveva pensato molto, poi si era accorto di non poter concludere.~ 338 testo| di non poter concludere.~Era a questo punto, quando Gualtiero 339 testo| Allora?~- Allora!~L'altro si era voltato a guardare una donna.~- 340 testo| Ceniamo insieme?~Non si era ancora seduto. Era un giovanotto 341 testo| Non si era ancora seduto. Era un giovanotto piccolo, brutto, 342 testo| indifferentemente, giacché si era tratto il cappello per asciugarsi 343 testo| pensarci?~ ~ * * *~ ~Non c'era altra filosofia nella vita: 344 testo| sarebbe stato capace. Si era messo all'ultimo tavolino 345 testo| Vecchia a quell'ora non era più frequentata come in 346 testo| pomo di avorio ingiallito. Era vestito del solito vecchio 347 testo| bianco gialliccio. Romani si era fermato.~- Dove va? - disse, 348 testo| infelici al suicidio.~Romani si era arrestato, aspettando la 349 testo| vivacità, adesso che la vita era per lui ridotta al minimo; 350 testo| quella passeggiata. Eppure era come tutti gli altri; nessuno 351 testo| anche la morte più dolorosa. Era la rivolta degli animali 352 testo| vanno oramai più!~Romani era diventato pallido come un 353 testo| nei suoi occhi sbarrati vi era la fissità dell'agonia, 354 testo| angoscia della propria, gli era diventata uno spasimo maggiore 355 testo| poteva essere che così. Era come di quelle danze che 356 testo| incendiate dal sole, il buio si era fatto denso come un panno 357 testo| sfiorasse tutte le cose. Quanto era succeduto in quel giorno, 358 testo| giorno, non succederebbe più, era già perduto irrevocabilmente 359 testo| e della fede.~Che cosa c'era lassù? Più alto di lassù?~ 360 testo| finale. La sua volontà si era disciolta al pari di ogni 361 testo| splendore delle stelle, si era spento con tutto quanto 362 testo| pretendevamo dunque di esserlo?~Vi era differenza nella morte? 363 testo| differenza nella morte? Che cosa era il suicidio? Si muore di 364 testo| tutti erano vestiti a festa. Era la prima ora del passeggio 365 testo| cercavano avidamente. Romani si era seduto, solo, a quell'angolo. 366 testo| fuori e dentro la città: si era cacciato per molti vicoli, 367 testo| più densa della sera.~Gli era rimasta negli orecchi la 368 testo| Perché non aveva accettato? Era stato un rifiuto istintivo, 369 testo| invitasse a ballare, poiché gli era accaduto di ricusarsi così 370 testo| delle quali in gioventù era stato l'amante: passavano 371 testo| Come quei condannati, cui era tutto permesso nell'ultimo 372 testo| donna a qualunque costo; era quasi un orgoglio di sfida 373 testo| meritato questo nomignolo: era sola, vestita al solito 374 testo| la fontana a sinistra.~Si era accorta di lui.~Allora egli 375 testo| cosa che più in lei gli era piaciuta.~- Non ha altro 376 testo| ci aveva pensato altro. Era una delle solite biroccie, 377 testo| cannuccia fra i denti.~Egli si era dovuto ritrarre sull'orlo 378 testo| dissoluzione. Tutto dentro era stato nuovo in altri giorni: 379 testo| Quella folla di immemori era attesa come lui dalla morte 380 testo| della vita? Il problema era troppo profondo nella sua 381 testo| mali fisici della umanità. Era dunque l'anima che anelava 382 testo| che anelava alla morte, era la mente che si ribellava 383 testo| propria casa.~La gente si era diradata anche nella piazza, 384 testo| passeggiavano ancora. Egli si era diretto verso casa, per 385 testo| molte finestre illuminate; era quella l'ora più dolce, 386 testo| questa parola, della quale si era inconsapevolmente servito.~ 387 testo| inconsapevolmente servito.~Caterina era poi andata dalla zia Matilde? 388 testo| nove, all'indomani. Chi era il postino, che faceva il 389 testo| alla barriera. La notte era stellata, il fiume, ridivenuto 390 testo| nell'estate. Anche quello era stato un sogno impossibile. 391 testo| quanto vi stava dentro, era come una parte di lui stesso.~ 392 testo| impiegato del telegrafo, non si era ancora veduto, l'avv. Guglielmi 393 testo| Una malinconia fredda gli era penetrata sino dentro le 394 testo| gli badasse, perché non era mai stato veramente un signore.~ 395 testo| quella lunga giornata, nulla era venuto ad aiutarlo: aveva 396 testo| cosa serve la morte? Perché era nato? Se non vi erano perché, 397 testo| da un altro lato; Camilla era passata una sera dinanzi 398 testo| aveva capito più bene, si era rovinato per lei senza accorgersene, 399 testo| Che cosa importava loro? Era così. Tutte le vite si rompono 400 testo| in nessuno dei due casi; era diventato padre così, perché 401 testo| invece di domandarsi se Dio era, e come ci giudicherebbe 402 testo| mondo non si vedeva. Se egli era Dio, che cosa poteva importargli 403 testo| ridicolaggine. Che bisogno c'era di nascere, per dover pensar 404 testo| godere. Infatti, non vi era gioia nella società, che 405 testo| ucciderci. La legge suprema era dunque la morte: nessuno 406 testo| di incubo.~La sua faccia era diventata bianca, cogli 407 testo| occhiata di disprezzo.~Si era seduto famigliarmente sopra 408 testo| anch'esso dinanzi a loro.~Era quasi la stessa conversazione 409 testo| bello, perché Montecarlo vi era dipinto colla massima esattezza. 410 testo| massima esattezza. Egli vi era stato, da giovane, nelle 411 testo| malcontento, protestò: quello era un romanzo aristocratico, 412 testo| e pronunziò il nome come era scritto.~Allora Cavina lo 413 testo| E me ne vanto.~- Wagner era socialista.~- Va! se daranno 414 testo| vena quella sera, poi vi era troppa gente nel caffè, 415 testo| anche Cavina quella sera era stato in casa della Marietta.~- 416 testo| della Marietta.~- La ragazza era bella? - chiese Montalti 417 testo| Sì, - e la voce gli si era fatta quasi dolce.~- Dove 418 testo| essere poco gradito; Cavina era sospettato di aristocrazia 419 testo| alla parte moderata. Egli era rimasto dentro la formula 420 testo| altro suo socio nel caffè si era appunto suicidato con un 421 testo| signori.~- T'inganni; c'era appunto venerdì sul Secolo 422 testo| vacillare la vista. Adesso era quella paura materiale, 423 testo| stesso del fatto. Non c'era più tempo di riflettere, 424 testo| del campo.~Il suo sguardo era diventato così acuto, che 425 testo| dito la vita.~Il padrone era tornato dietro il banco, 426 testo| tornato dietro il banco, e si era messo a contare dei soldi 427 testo| gruppo, dal quale Matteo si era voltato per dare anch'egli 428 testo| voltò verso il banco, ma era già tardi. Il gruppo lo 429 testo| davanti alla fontana. La notte era sempre bruna, ma piena di 430 testo| subito.~Nessuna finestra era illuminata.~Il cancello 431 testo| bruni, ombrelliferi. L'aria era più fresca, il silenzio 432 testo| dalla barriera al Borghetto era breve; sulla sinistra sorgevano 433 testo| Il sonno della campagna era però meno profondo che quello 434 testo| distinguevano bene: il resto era una massa cupa, incerta, 435 testo| incerta, nell'ombra.~Egli n'era già fuori per sempre.~E 436 testo| lui.~ ~ * * *~ ~La notte era bruna.~Nell'aria vagavano 437 testo| alitare nel maggio: l'erba era umida, le stelle brillavano 438 testo| ferrovia deserta nella notte.~Era rimasto in piedi, inchiodato 439 testo| ma non pensò più che egli era vissuto dentro per trentasei 440 testo| il casello del guardiano era illuminato; egli strisciò 441 testo| avanzare con lui. Finalmente era solo. A quell'ora, in quel 442 testo| sotto un passo pesante.~Era la ronda del guardiano; 443 testo| estate, l'anno prima, se lo era fatto spiegare dal guardiano 444 testo| Mario Angelini. Anche questi era morto.~Ma una paura lo tenne 445 testo| percosso da tremiti improvvisi. Era un dispaccio che passava 446 testo| vide una luce.~ ~ * * *~ ~Era il treno, ma non era ancora 447 testo| Era il treno, ma non era ancora che una fiammella 448 testo| immoto intorno, il guardiano era scomparso dentro il casello: 449 testo| arrestarlo; il suo respiro era mostruoso; ansava, soffiava 450 testo| prime case di un villaggio.~Era la forza stessa del sole 451 testo| daccapo in un altro fuoco; era la giovinezza eterna del 452 testo| merci, i dolori e le gioie, era esso medesimo tutta la vita 453 testo| quasi scosso da una bufera.~Era tardi, non c'era più tempo.~ 454 testo| bufera.~Era tardi, non c'era più tempo.~Il treno gli 455 testo| viaggiavano su quel treno si era certamente immaginato che 456 testo| della morte. Il treno gli era apparso dentro una poesia 457 testo| di quella corsa. Ma gli era rimasta nella fantasia quella 458 testo| un tenue pallore.~Tutto era bello: i cuoi delle valigie 459 testo| il giornale.~Invece egli era venuto in quella notte per 460 testo| Dopo quella lunga giornata, era rimasto veramente solo. 461 testo| sinistra, nel cielo, si era formato un largo, sottile 462 testo| la tenebra sulla campagna era così densa che tutto vi 463 testo| così densa che tutto vi era naufragato. Il suo sguardo 464 testo| spiegata sul mondo. Ma tutto era sulla terra. Questa rappresentazione 465 testo| dissolvente lavoro dell'agonia si era omai compito dentro di lui: 466 testo| gli restava di vita non era più che un moto di abitudini.~ 467 testo| lunga giornata. La frescura era blanda, l'aria tranquilla. 468 testo| della terra l'invadeva.~Era per lui come un benessere 469 testo| segnali di scolte. Ma tutto era pace anche lassù: una dolcezza 470 testo| lanterna del guardiano.~Era il treno delle tre, un misto, 471 testo| sulla faccia, la gola gli si era improvvisamente disseccata. 472 testo| guardiano; non tremava, ma era come se tutto tremasse intorno 473 testo| lanterna del guardiano si era alzata.~Si vedevano distintamente 474 testo| testa, che la macchina gli era forse già a soli venti metri.~ 475 testo| vergogna amara di quanto gli era accaduto aumentava sulla 476 testo| pozzanghere cresce l'acqua. Si era gettato sotto il treno cedendo 477 testo| qualunque sforzo, non si era più mossa, quando puntato 478 testo| perdono la voce.~Egli non si era immaginato la morte così 479 testo| colla testa sulle rotaie, era qualche cosa d'inesprimibile, 480 testo| immensa colonna di fumo. Era una scossa saltellante di 481 testo| Per un solo istante si era irrigidito nel duello, premendo 482 testo| paura della morte, che gli era quasi passata addosso con 483 testo| se avesse potuto vederla; era di un pallore lapideo, cogli 484 testo| Infatti quel treno non gli era parso che si allontanasse 485 testo| per la strada ferrata, ma era dileguato per lo spazio, 486 testo| avrebbero detto, vedendolo così. Era stato lo sbigottimento inevitabile 487 testo| parte inferiore del volto: era un giocatore non vecchio, 488 testo| strumento di supplizio. Era come una vendetta contro 489 testo| morte, cui si umiliava, era un omaggio al giudizio della 490 testo| della classe, nella quale era nato. Come marito, come 491 testo| allora, che nessuno se n'era potuto accorgere. L'orgoglio 492 testo| che è tutto per essi, gli era venuta improvvisamente meno. 493 testo| somigliare ai quali moriva, si era gettato disperatamente indietro 494 testo| in un orgasmo di febbre, era ritornato allo stesso punto, 495 testo| contro il quale lottava. Era stata una corsa miserabile 496 testo| meta; la luce del disco era sempre rossa, lontanamente 497 testo| sottile bruciore di sale. Era l'ultimo pianto, quello 498 testo| Un gallo cantò.~L'aria era ancora così scura, ma il 499 testo| ingrandiva, ogni vapore si era disciolto. Senza che ne 500 testo| muro, una luce apparì. Non era più la notte. Laggiù il


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