2-baro | barto-contr | contu-fasci | fatal-ingra | ingro-negoz | nemic-purif | puris-scatt | scegl-stanc | stand-vigil | vile-zufol
grassetto = Testo principale
Parte grigio = Testo di commento
1005 testo| malgrado tutti i dolori: e le contumelie diventano la rivincita dell'
1006 testo| irrompere più tardi nei convegni colle donne irritate dalla
1007 testo| volte recandosi a qualche convegno passionale; aveva i sensi
1008 testo| certa dote per accasarsi convenientemente dopo la buona educazione,
1009 testo| solito, colle più vecchie convenienze del mestiere, lo strozzino
1010 testo| era così, e in fondo ne convenivano tutti, anche coloro che
1011 testo| come potrebbe cantare? Sono convenzionalismi, che hanno fatto il loro
1012 testo| raggiante che la ragazza rimase convinta.~- Torna fra tre quarti
1013 testo| dai primi compagni, che convinti della propria posizione
1014 testo| ansiosa e il suo accento così convinto, che l'altro si lasciò commuovere.~-
1015 testo| dibattimento, la condanna, senza la convinzione di aver peccato davvero,
1016 testo| vacillare nelle proprie convinzioni, ma nemmeno da intenerirlo.
1017 testo| gli irrigidiva la bocca convulsa.~L'orologio della piazza
1018 testo| pericolo. Guardava, ascoltava convulsamente; la notte non era più simile
1019 testo| respirare, scosso dal tremito convulso della terra, che pareva
1020 testo| quale qualcuno doveva aver cooperato.~Non restava che morire.~
1021 testo| zucchero -; sotto, fra il coperchio e il cassettone di fondo,
1022 testo| un terrore senza nome gli coperse l'anima: era quella l'eternità
1023 testo| fibre, lacerati, sfrangiati, coperti di macchie e di croste,
1024 testo| trovato la stessa gente, coppie di amanti, torme di bambini,
1025 testo| gracidavano con violenza, coprendo un vocìo sottile di grilli,
1026 testo| le radici nel terreno e coprendosi dopo qualche mese di nuove
1027 testo| la testa fra le mani e di coprirla di baci. Ella, quando non
1028 testo| e dopo, un eguale oblio copriva tutti i defunti, la medesima
1029 testo| l'alba e la sua ripresa coraggiosa del lavoro sotto la immutabile
1030 testo| stato il primo tratto di corda al cuore, nel silenzio di
1031 testo| mamma che ci passi dentro un cordoncino, e te lo metta al collo.
1032 testo| fresca, il silenzio diverso: cori di ranocchi si rispondevano
1033 testo| babbo e la mamma, che si coricavano invariabilmente alle nove,
1034 testo| accorgersene rotto fra le dita un cornetto del pane, e stava per metterselo
1035 testo| casetta a due piani, con un cornicione di legno ai tetti, le persiane
1036 testo| Bene! - fu gridato in coro.~- Un bicchierino a Matteo!~-
1037 testo| sul petto il suo sottile corpicino di danzatrice.~Dopo, per
1038 testo| dolore, dalla più lieve fitta corporea alla più larga lacerazione
1039 testo| quella giustizia segreta, che corregge ogni errore dell'altra,
1040 testo| la casa e per le strade, correndo da Caterina. Come intercettare
1041 testo| altra migliore! Lasciate correre, sono fandonie delle moderne
1042 testo| acuite da una passione mal corrisposta, si combinavano grottescamente
1043 testo| appunto per non sentirsi corrisposto, senza potere più adontarsi
1044 testo| tante altre dalla brutale corruttela dei genitori. Ella pareva
1045 testo| Allora Cavina lo corresse, corsero frizzi.~- Tu sei un wagneriano.~-
1046 testo| signor Romani? - gli chiese cortesemente.~- Non lo so neppur io.~-
1047 testo| tozzo, bruno, coi capelli corti e il nasino all'in su, pareva
1048 testo| camerini a pianterreno sul cortile. Con Camilla era venuta
1049 testo| riceveva luce che da un cortiletto morto; v'era una madia e
1050 testo| Lei, maestro? - tagliò corto il padrone.~- Coloro che
1051 testo| fornello fumava la pentola, una coscia di capretto infilata nello
1052 testo| colle mani strette fra le coscie, scuotendo il capo paraliticamente.
1053 testo| capace di legger loro nelle coscienze, saputo giustificarne l'
1054 testo| renderlo tale; come quei coscritti, che affrontano la morte
1055 testo| oro, invasi da una folla cosmopolita, di tutti i costumi, di
1056 testo| ogni dolore troppo acuto ci costa forse un giorno: qualunque
1057 testo| tela? Sono di ultima moda e costano quasi nulla.~- Come potevo
1058 testo| quasi in buona fede, di non costargli nulla.~Intanto nella città
1059 testo| piega, velario diafano e costellato, che avvolgeva la terra
1060 testo| metri un filo luminoso sulla costola interna delle rotaie; null'
1061 testo| quest'ozio; chi invece è costretto da un disastro a questuare,
1062 testo| un bacio nel Boccaccio, costringendo la platea a gettare un urlo
1063 testo| lo circuiva, lo premeva, costringendolo a rientrare da tutte le
1064 testo| mandarlo in galera? Volevano costringerlo al suicidio? Perché? Che
1065 testo| contro la società, che lo costringeva a morire colla assurda contraddizione
1066 testo| provano talora rimorsi, che ci costringono a condannare le nostre azioni
1067 testo| alla stazione ferroviaria, costruendone poco lontano un'altra più
1068 | costui
1069 testo| gola gli bruciava, lunghi crampi gli attanagliavano lo stomaco.~
1070 testo| rimasti sul sentiero col cranio aperto, sanguinolenti, vestiti
1071 testo| ingrosserebbero a cena fra la crapula dei discorsi e la fiamma
1072 testo| da un sottile cencio di cravatta, che doveva stringergli
1073 testo| quella che d'allora gli aveva creato tale tragica situazione.
1074 testo| D'allora la sua passione crebbe morbosamente. Camilla aveva
1075 testo| firma migliore? - Romani credé di poter aggiungere scherzando,
1076 testo| avere mai un soldo, così credendo, quasi in buona fede, di
1077 testo| proprie forze.~Non era né credente né incredulo; come nella
1078 testo| cannuccie di canapa: nella credenziera di legno giallo, fra i bicchieri
1079 testo| coloro i quali non volevano crederci? Perché tanti grandi uomini
1080 testo| che si vantavano di non crederle, rimanevano perplessi dinanzi
1081 testo| estraneo avrebbe potuto crederli ricchi e felici, mentre
1082 testo| cambiale al pretore, senza crederne falsa la firma ed affermando
1083 testo| una sedia.~- Avaro!~- Non credi che io abbia duemila e cinquecento
1084 testo| che si ammazzino prima i creditori. Se io non ho quattrini
1085 testo| pioggia in certe pozzanghere cresce l'acqua. Si era gettato
1086 testo| spiegava abbastanza quel suo crescendo subitaneo in ricchezza:
1087 testo| guardò il pollo; la sua cresta era bruciacchiata nelle
1088 testo| negli occhi un chiarore di cristallo e sulla faccia una fisonomia
1089 testo| alla concezione poetica del cristianesimo, una rivolta gli saliva
1090 testo| proprie forze, contro ogni critica alla parte moderata. Egli
1091 testo| stessa angoscia subitanea nel crollo di tutto il passato, davanti
1092 testo| Cavina lesse i due incisi di cronaca, secchi, terribili.~- I
1093 testo| coperti di macchie e di croste, che ricordavano altre piaghe,
1094 testo| mamma ne tagliò subito col cucchiaio la metà per serbarla all'
1095 testo| abito prima di rimettersi a cucinare; egli sempre più tremante
1096 testo| calzoni, e l'acqua che dalle cuciture del cappello gli colava
1097 testo| aveva altre abitudini di culto per sé medesimo. Ma dopo
1098 testo| E in quella indefinibile cultura guadagnata un po' dovunque,
1099 testo| lamentosamente sotto il cumulo delle miserie, che le gonfiavano
1100 testo| pallore.~Tutto era bello: i cuoi delle valigie avevano tinte
1101 testo| mattino.~Egli solo camminava cupamente preoccupato.~Lungi, dinanzi
1102 testo| perspicace, interrogava curiosamente ogni fisonomia per indovinare
1103 testo| le strade troppo lunghe, curiosando senza voglia nelle vetrine,
1104 testo| oro, che le disegnava una curva di anfora sulle anche e
1105 testo| capanna, vide disteso sui cuscini entro una carriola quel
1106 | dacché
1107 | dallo
1108 testo| scrivere l'indirizzo.~- Dammela: te la getto nella buca,
1109 testo| nel rimpinzare i bambini dando loro poca carne.~Questo
1110 testo| rinnovato: le ore passavano, dandogli solamente una sensazione
1111 testo| morte, che urla come un dannato! Tiriamo via. Io credo che
1112 testo| suo sottile corpicino di danzatrice.~Dopo, per tutta quella
1113 testo| così. Era come di quelle danze che i più piccoli insetti
1114 testo| era socialista.~- Va! se daranno il Lohengrin in carnevale,
1115 testo| tappezzato finamente. Il sole dardeggiava, aliavano farfalle, un soffio
1116 testo| rabbia contro se stesso, per darsi dell'imbecille prima, e
1117 testo| E dopo che te li avrò dati, mi tratterai allo stesso
1118 testo| sùbiti scoramenti, che gli davano la sensazione effimera di
1119 testo| attenzione delle due guardie daziarie sedute al fresco fuori della
1120 testo| viveva appunto non pagando dazio. Egli andava sempre innanzi
1121 | De
1122 testo| sempre voluto che Carlino debba andare all'università; io
1123 testo| ragazza diceva di essere in debito col direttore: il danaro
1124 testo| nel retrobottega.~- Debbo decidermi!~Non capiva che questo,
1125 testo| ancora a quel posto, si decidessero unanimemente, senza consultarsi,
1126 testo| Rileggeva sempre, forse per la decima volta, brancolando col pensiero
1127 testo| mutato il carattere, si decise quindi ad andare innanzi.
1128 testo| Come accade sempre nelle decisioni troppo importanti, che agiscono
1129 testo| la loro somma diventava decisiva... Egli ci aveva pensato
1130 testo| e monotona, colla quale declamava, gli avrebbero attirato
1131 testo| Lo scrivano, malgrado le declamazioni socialiste, sapeva di essere
1132 testo| forze lo abbandonarono, si decomposero per le scosse della terra,
1133 testo| di morire il fetore della decomposizione sepolcrale. Forse valeva
1134 testo| stesso non avrebbe saputo definire il proprio caso; le ragioni
1135 testo| eguale oblio copriva tutti i defunti, la medesima spensieratezza
1136 | degl'
1137 testo| sentiva più male di prima, lo degradava anche ai propri occhi.~Alla
1138 testo| fino al momento che un delegato venisse ad intimarglielo
1139 testo| mangiavano tutti insieme. Questo delicato riguardo alla sua autorità
1140 testo| patrimonio della mamma, ma non un delinquente. Non aveva mai rubato. In
1141 testo| sostiene il coraggio dei delinquenti, e li consola nelle pene
1142 testo| spiegare in lei quegli scatti deliranti.~Ella invece lo canzonava
1143 testo| sentivano tutti di commettere un delitto, mentre uccidendosi sentono
1144 testo| gli eccessi politici e le demenze atee dei nuovi rivoluzionari.~-
1145 testo| Pazzie, suggerimenti del demonio! Tutti i dolori passano,
1146 testo| nuovamente giù nell'ombre più dense, ad ogni chiarore che si
1147 testo| sole, il buio si era fatto denso come un panno nero, le strade
1148 testo| partecipazione in quella denunzia, mentre il Bugnoli avrebbe
1149 testo| chiare: si era sentito già denunziato, perduto, senza che dal
1150 testo| figliuolo mio. Nihil est longe a Deo: è l'avvertimento di Santa
1151 testo| l'ordine, e gli sorrise deponendolo sul tavolo.~Appoggiato colla
1152 testo| Dopo questa parola egli depose la tazza del caffè sul focolare,
1153 testo| lo erano anche di più non depredando in qualunque modo i ricchi.
1154 testo| difficile a vendersi nel deprezzamento graduale di tutti i fabbricati
1155 testo| i tavolini erano rimasti deserti, mentre l'aria della notte,
1156 testo| attentamente la cambiale.~- Desiderereste per caso una firma migliore? -
1157 testo| fra di loro, che, troppo desiderosi di spendere, finivano collo
1158 testo| stendersi sul letto senza destarla.~- Dormi?~Ma ella non dormiva
1159 testo| strofinandoselo violentemente come per destarsi.~Nel caffè entrò un altro
1160 testo| intorno a lui si erano già deste; dentro le frondi qualche
1161 testo| anche più terribile dei destini, che vi si svolgevano, avrebbe
1162 testo| sempre provvisti delle così dette teste di ferro. Ma egli,
1163 testo| ammazzata in tutti i tempi, dev'essere una malattia.~- Colpa
1164 testo| arte.~Ma la conversazione deviò ancora.~ ~ * * *~ ~Mentre
1165 testo| papà: guarda il buco.~- Di' alla mamma che ci passi
1166 testo| primo squillo della propria diana. Ma i suoi sensi, vibranti
1167 testo| esteriorità penali, l'arresto, il dibattimento, la condanna, senza la convinzione
1168 | dice
1169 testo| rotondi e quasi bianchi non dicevano gran cosa, ma il suo sorriso
1170 testo| duemila e cinquecento lire, dichiarandola falsa. Siamo sempre stati
1171 testo| mentre la religione sola dichiarava di averne penetrato il mistero
1172 testo| dal conte Zoli una qualche dichiarazione prima di presentare la cambiale
1173 testo| qualche angolo appartato, vi dicono improvvisamente, con voce
1174 testo| lo spiavano. Allora egli diè volta bruscamente, ma quando
1175 testo| grandi emozioni, le imprese difficili non le comprendeva nemmeno
1176 testo| impenetrabile dei cuori, la diffidenza vigilante e pronta a tentare
1177 testo| ad ogni chiarore che si diffondeva nell'aria. Si era allontanato
1178 testo| Garibaldi, che conduceva difilato alla vecchia stazione ferroviaria.
1179 testo| sino allora, malgrado la dilapidazione sistematica e segreta del
1180 testo| turchiniccio allontanarsi, dilatandosi lievemente dalla punta dello
1181 testo| pupilla verde del disco dilatata nell'ombra, e al disotto
1182 testo| congiunzione dei due fanali, si dilatava sempre come per la spinta
1183 testo| fra le lettere, che gli si dilatavano dinanzi agli occhi, quasi
1184 testo| della vita, dove il tempo dilegua nell'eternità; e quando
1185 testo| durò.~L'idea del processo, dileguata per un momento dentro la
1186 testo| la strada ferrata, ma era dileguato per lo spazio, come il tuono,
1187 testo| una vaga reminiscenza del diluvio universale, quando gli oceani
1188 testo| erano affossati; si vide dimagrito, invecchiato, con un senso
1189 testo| credo. Voi altri uomini dimenticate anche più presto di noi
1190 testo| qualche cosa che non doveva dipenderne; poi vi era questa differenza:
1191 testo| ne vado.~Nuovamente tutto dipendeva da questo caso. Un'angoscia
1192 testo| Gli affari, i divertimenti dipendevano sempre dalle circostanze,
1193 testo| tutte le fortune. L'autore dipingeva finamente e rapidamente;
1194 testo| azzurra con una ballerina dipinta nel mezzo. La ragazza si
1195 testo| un grosso gruppo di case dipinte di giallo. Fuori, la via
1196 testo| perché Montecarlo vi era dipinto colla massima esattezza.
1197 testo| propria casa.~La gente si era diradata anche nella piazza, solo
1198 testo| gli avventori del caffè si diradavano. Le donne sfilavano vestite
1199 testo| piano oscuro della strada.~- Diranno che ho avuto paura!~Infatti
1200 testo| Buona notte!~Romani si diresse verso porta Appia passando
1201 testo| finale, che toglie tutte le direzioni, pur sentendosi nel profondo
1202 testo| piaciuto, Matteo, - tornò a dirgli il padrone con accento di
1203 testo| testa ed allentò il passo, dirigendosi verso la barriera, oltre
1204 testo| non è più sufficiente a dirigere la vita. Il sonno della
1205 testo| qualche potere mostruoso, che dirigesse il mondo e vi rinnovasse
1206 testo| suo posto, cogli stessi diritti e senza la più piccola meraviglia,
1207 testo| potrebbe calmarla. Che cosa dirle? L'origine di quella colpa
1208 testo| presso casa.~- Che cosa le dirò? - si chiese subitamente,
1209 testo| si imbrogliò, ma voleva dirsi, provandone un grande sollievo
1210 testo| domenicale li teneva in disagio. Lo scrivano, malgrado le
1211 testo| alleggeriva il peso di tutti i disappunti subiti nella giornata.~La
1212 testo| invece è costretto da un disastro a questuare, non potrà mai
1213 testo| forte, che schiaccia quasi disattentamente e dimentica.~Non v'era più
1214 testo| quelli che soccombono, la disattenzione previene già l'oblio.~Egli
1215 testo| fosso della strada e che ne discendeva il pendio, senza che i goccioloni
1216 testo| vederlo già così vicino che si discernevano distintamente i due fanali;
1217 testo| non pensarci troppo era disceso dalla Montagnola, per il
1218 testo| braccia al collo; era mezzo discinta, aveva mangiato allora allora
1219 testo| finale. La sua volontà si era disciolta al pari di ogni altra cosa
1220 testo| di lui coi capelli mezzo disciolti; aveva la bocca più sanguinolenta
1221 testo| ingrandiva, ogni vapore si era disciolto. Senza che ne apparissero
1222 testo| esercito senza generale e senza disciplina, che tutti gli anni si esauriva
1223 testo| era fatta malinconica, non discorreva più!~Era vestita elegantemente
1224 testo| Oggi tutti i giovani, che discorrono con noi, pretendono d'imbarazzarci;
1225 testo| le ragazze di trovare un discreto partito, le avevano messo
1226 testo| Ma sono sicuro della tua discrezione; invece temo assai della
1227 testo| il padrone, - perché si discute ancora su quello che ha
1228 testo| irritato; il bisogno di discutere, senza rivelarlo, il proprio
1229 testo| un crocchio di giovanotti discuteva di donne, naturalmente in
1230 testo| fermato al solo espediente discutibile: partire per Firenze, presentarsi
1231 testo| signore non avrebbe potuto disdirsi che ben difficilmente, senza
1232 testo| scoprivano già le cime, disegnando la regolarità dei loro filari;
1233 testo| stessa sensazione amara di disgusto. Il passaggio delle donne,
1234 testo| così riconoscibili alla disinvolta eleganza del vestito e dei
1235 testo| più che d'imbarazzo e di disonore, ecco tutto! Ma il momento
1236 testo| sprizzavano raggi fra il disordine soffice dei veli, degli
1237 testo| luce, si sentiva nuovamente disorientato. Quindi un'altra paura gli
1238 testo| tremiti improvvisi. Era un dispaccio che passava irresistibile,
1239 testo| tutto ciò; perché tanta disparità di trattamento?... E Giovannone?
1240 testo| sempre sorpresi di aver disperato. Vedete, io che sono vecchio,
1241 testo| nella quale l'egoismo delle disperazioni non permette lo scambio
1242 testo| giorno.~Le campane della sera disperdevano il proprio gemito nel silenzio
1243 testo| gente condanna i suicidi per dispetto della paura, che questi
1244 testo| anch'io le mie disgrazie, i dispiaceri... e poi, se si potesse
1245 testo| alba, quando le ortolane disponevano già i banchi e le ceste
1246 testo| che vi si affrettavano per disporvi le mostre degli ortaggi,
1247 testo| fette, avvicinò la candela, dispose la saliera, insinuandosi
1248 testo| riconosceva più: vedeva la disposizione di tutto l'appartamento
1249 testo| di fondo, nel quale erano disposti i piatti coi vasi delle
1250 testo| macchiata di vino rosso, non era disposto che il suo coperto con dinanzi
1251 testo| avessero dovuto subire la disquisizione da Cavina.~Ma questi, che
1252 testo| gli si era improvvisamente disseccata. Sbirciò due o tre volte
1253 testo| sua faccia di sparviero disseccato, con quegli occhi metallici,
1254 testo| minacciasse ancora; era dissestato da gran tempo, ma s'ingegnava
1255 testo| di solitudine, forse meno dissimile fra loro che non paia. Egli
1256 testo| aveva recitato troppo bene dissimulando.~La sua fine doveva compiersi
1257 testo| affrettandosi a bere per dissimulare il turbamento, ma quell'
1258 testo| riuscendo quasi sempre a dissipare i malintesi fra lui e la
1259 testo| frequenti nella vita, si dissipavano nel suo ultimo istante:
1260 testo| torpore di coma.~Il lungo, dissolvente lavoro dell'agonia si era
1261 testo| fulminea che rovesciava, dissolveva tutto dinanzi a sé.~Perciò
1262 testo| aveva provato dentro come un dissolvimento di tutto se stesso, ma nessuno
1263 testo| piegato a capanna, vide disteso sui cuscini entro una carriola
1264 testo| occhietti chiari. Gli parve di distinguere persino quella riga grassa
1265 testo| faceva a mano a mano, più distinto.~Allentò il passo. Altri
1266 testo| sorvegliato. Quasi ciò potesse distogliere i sospetti, traversò la
1267 testo| ultimo punto: quindi per distrarre l'attenzione rimise il discorso
1268 testo| quando la vita non sa più distrarsi dal computo dei propri ultimi
1269 testo| bella assai.~Romani rimaneva distratto.~- Ecco Montalti! - esclamò
1270 testo| dell'egoismo, egli tra la distrazione di quei discorsi tornava
1271 testo| contemplandola, come in una di quelle distrazioni attonite, che ci sorprendono
1272 testo| indelebili caratteri, ma, distruggendo questa personalità, non
1273 testo| ombra possa in un istante distruggere tutto senza ragione, senza
1274 testo| sollievo. Era la prima accusa distrutta.~Che fare?~In quel subbuglio
1275 testo| schiacciare! Non egli avrebbe distrutto sé medesimo, ma un'altra
1276 testo| stanotte.~- Non volevo disturbarti.~- Ti ho sentito ugualmente.
1277 testo| voluto: ti ho forse mai disturbato? - proruppe ad un suo moto; -
1278 testo| agitava l'aria; dal selciato disuguale, a ciottoli, tratto tratto
1279 testo| più religione.~- Voi lo dite per ischerzo, giovinastro.~-
1280 testo| di pulire il piatto coi ditini, egli vinto da un impeto
1281 testo| alta spalliera rossa del divano, una mano in tasca, osservava
1282 testo| il condannato titubante divengono istantaneamente spregevoli;
1283 testo| andarsene prima che la vita divenisse solamente un seguito interminabile
1284 testo| nelle quali il suicidio diventa l'azione più onesta e più
1285 testo| dolori: e le contumelie diventano la rivincita dell'umiliazione,
1286 testo| eccesso i suoi moti parevano diventar più agili, e dopo aver girato
1287 testo| vi era altro, i signori diventavano ben sciocchi nel fare l'
1288 testo| si lagnano dei padri e, divenuti padri, sacrificano l'interesse
1289 testo| tale supplizio: Caterina ne diverrebbe forse pazza, era impossibile
1290 testo| solitudine di quella strada, così diversa da tutte le altre, l'opprimeva.
1291 testo| miglio, senza por mente alla diversità della sottoposta campagna
1292 testo| notaio, mezzo storpio e divertente per la loquacità melodrammatica
1293 testo| Hanno torto. Adesso ti diverti a farmi arrabbiare: verrai
1294 testo| che cosa faresti tu?~- Mi divertirei.~- Come?~- Seguiterei a
1295 testo| Forse un fanciullo si era divertito nell'affidarla alle acque
1296 testo| la pagnottina nel mezzo dividendola a fette, avvicinò la candela,
1297 testo| arrivo del treno, ma quel divieto bastava in tale momento
1298 testo| mentre il treno fischiava divincolandosi.~Egli rimasto sul marciapiede
1299 testo| rimase per qualche tempo divisa fra il brontolio interno
1300 testo| si perpetua, dimentica, divora il tempo e lo spazio, bella
1301 testo| medesima bastava oramai a divorarli. Non aveva altro; i mobili
1302 testo| così i viventi dovevano divorarsi a vicenda per mangiare,
1303 testo| abbacinante di un lusso divoratore, Bourget aveva messo due
1304 testo| appena il fatto si fosse divulgato, e poi di tutti gli altri
1305 testo| anche tu. È un pezzo che le dobbiamo una visita, ci sdebiteremo
1306 testo| poco comprensibile nei dogmi e nella tragedia della sua
1307 testo| mamma ogni tanto li sgridava dolcemente per frenarli ed egli acconsentiva
1308 testo| ciarlando cogli amici nelle dolci notti di estate, quando,
1309 testo| passata, evocazioni triviali e dolenti di una giovinezza sagrificata
1310 testo| vuota non amava, non si doleva più, ma, sola dinanzi a
1311 testo| ridicolo per i troppi incendi dolosi, e che nullameno aveva ammassato
1312 testo| stessi problemi. Ma invece di domandarsi se Dio era, e come ci giudicherebbe
1313 testo| del caffè.~- Ci vediamo domattina sul mezzogiorno?~- Già.~-
1314 testo| sorrisero.~Ma il baccano domenicale li teneva in disagio. Lo
1315 testo| degl'insoliti avventori domenicali, il chiasso cresceva più
1316 testo| hai sempre fatto tutte le domeniche.~- Non lo farò più.~- Che
1317 testo| controscena di compromissioni domestiche o commerciali, vergogne
1318 testo| nel passato, fra quadri domestici e campagnuoli, sotto il
1319 testo| acuto terrore dello scandalo domestico, senza potersi ancora fermare
1320 testo| se vuole contraddire o dominare la vita, non ne può saper
1321 testo| quando saprebbe meglio dominarsi, non troverebbe egualmente
1322 testo| una donna pettegola, che dominava la padrona, ma faceva tutte
1323 testo| Infatti la barchetta si dondolava appena, come nella letizia
1324 testo| porta, alcune anitre si dondolavano pesantemente col collo ripiegato,
1325 testo| rispettare la vita come un dono di Dio.~- Poteva tenerselo.~
1326 testo| prete, che rappresentava la doppia rivelazione della vita e
1327 testo| due vasetti cilindrici, dorati, colla scritta nel mezzo -
1328 testo| due o tre goccie di grasso dorato si erano coagulate nel fondo
1329 testo| casetta. Tutti dovevano dormirvi. Lassù, a l'ultima finestra
1330 | Dov'
1331 testo| altro da tutti i posti, se dovendo tutti morire, la morte degli
1332 testo| voluto sacrificare i propri doveri di marito e di padre ad
1333 testo| tutti i discorsi dei caffè; doverne serbare indarno il segreto
1334 testo| parola lo trascinò.~- Bah! se dovessi anche morire...~- Che discorsi
1335 testo| dormire sino ad ora, perché dovevi essere stanco. Ieri sera
1336 testo| perde, ciò che fu e ciò che dovrà essere, perché la vita non
1337 testo| rispettare le situazioni drammatiche, e non pretendere di far
1338 testo| si agitava lievemente un drappo rosso, segnacolo di qualche
1339 testo| allungava dinanzi a lui dritta, piana, nera, con quei due
1340 testo| antiche monete d'argento, e si drizzavano tinte di un pallido cilestro
1341 testo| sempre più dolorosamente. I dubbi filosofici, i terrori religiosi
1342 testo| intesi per la scadenza.~- Non dubitate.~- Se avessi dubitato...~
1343 testo| Non dubitate.~- Se avessi dubitato...~Ma Romani aveva già la
1344 testo| nullameno aveva ammassato un duecentomila lire, era socio del club,
1345 testo| tenore o della donna? Sì! il duetto della barella nella Forza
1346 | durante
1347 | é
1348 | Ebbene
1349 testo| primo imbambolimento dell'ebbrezza, s'accendevano piccole fiamme.
1350 testo| abbandono; anzi ad ogni eccesso i suoi moti parevano diventar
1351 testo| un giovane di Senigallia, eccezionalmente ricco per la sua classe,
1352 testo| orbita della esecuzione, eccitandogli quel coraggio fisico proprio
1353 testo| e nelle conseguenze, per eccitare le simpatie di qualcuno:
1354 testo| La smania gli aumentava, eccitata dal calore dei materassi
1355 testo| aveva di più? Quando si è eccitati, si farebbero delle pazzie
1356 | Eccoli
1357 | Eccolo
1358 testo| tratto da un tremito, che gli echeggiava sonoramente sino al fondo
1359 testo| mentalmente questa parola, come eco di una voce, che gli sonasse
1360 testo| padrona, ma faceva tutte le economie possibili, riuscendo quasi
1361 testo| che per mettere Ada nell'educandato di Fognano occorreva una
1362 testo| gli davano la sensazione effimera di un bisogno di pregare,
1363 testo| pensiero che tutto ciò sia effimero, che basti la presenza di
1364 testo| un vagare di aromi, altri effluvii che s'innalzavano verso
1365 testo| veementi. Non era più tempo da effusioni, il giorno poteva tardare
1366 testo| una specie di compiacenza egoistica, traballare sempre più incerta
1367 testo| stessa rapidità; e dopo, un eguale oblio copriva tutti i defunti,
1368 testo| si accostò fumando in una elegante pipa di schiuma, a testa
1369 testo| discorreva più!~Era vestita elegantemente con un abito di lanetta
1370 testo| una meraviglia fra gli eleganti del paese, che allora portava
1371 testo| esaltazioni per la lotta elettorale fra moderati e radicali.~
1372 testo| violenza di continue scariche elettriche. Si raggricchiò, chiuse
1373 testo| nemico sino dalle ultime elezioni, nelle quali egli lo aveva
1374 testo| imbrogliava nel patto fra Elsa e Lohengrin; - nessuno muore,
1375 testo| leggendo la «Gazzetta dell'Emilia». La sua faccia grinzosa
1376 testo| nato per altro; le grandi emozioni, le imprese difficili non
1377 testo| riunire tutte le proprie energie in questo sforzo supremo.~
1378 testo| ragazza lo aveva guardato enigmaticamente. Egli era andato, ma indarno;
1379 testo| era fiancheggiata da masse enormi di sabbia che s'imbiancava
1380 testo| poterle più vedere; quindi l'enormità del loro mistero, moltiplicata
1381 testo| signor Romani?~- Addio, Enrico! - rispose questi tendendogli
1382 testo| Ma in teatro...~- Che c'entra? In teatro si deve rappresentare
1383 testo| La passione non vi era entrata. Quando la mamma si ammalò
1384 testo| minuti dopo i fanciulli entravano trionfalmente nella camera,
1385 testo| pubblico fingeva allegramente d'entusiasmarsi in quella rappresentazione
1386 testo| una posizione solida ed equilibrata, ed anche questi pochi non
1387 testo| temperamento favoriva l'equilibrio dello spirito, - se tu abbia
1388 testo| abbandonate giù per la ripa erbosa, aveva ancora nella fantasia
1389 testo| di egoismo propria degli eredi, Caterina valutava tranquillamente
1390 testo| posto, né gruppo. Allora erompe la contraddizione fra l'
1391 testo| altri tempi. Egli dopo aver errato per molte vie della città,
1392 testo| come per la spinta di una eruzione, dalla quale sfuggiva in
1393 testo| dalla moda e non pertanto esagerandola con una volgarità di tagli
1394 testo| enorme, gli sarebbe parsa esagerata: nullameno ebbe come una
1395 testo| buone, senza un dubbio o una esagerazione, erano la forma più micidiale,
1396 testo| cenci di quella biroccia, esalando già prima di morire il fetore
1397 testo| ricordavano altre piaghe, esalandone ancora il puzzo grasso e
1398 testo| maestro: - le teste leggere si esaltano e, una volta esaltate, li
1399 testo| cagione di queste, voleva esaltarsi gaudiosamente in tutte quelle
1400 testo| ad essa. L'immaginazione esaltata da quella crisi troppo lunga,
1401 testo| si esaltano e, una volta esaltate, li commettono più facilmente.~-
1402 testo| necessario al suicidio, quella esaltazione di sentirsi maggiore degli
1403 testo| ceduto ad una delle solite esaltazioni per la lotta elettorale
1404 testo| provocazione, perché tutti si esaltino in questa vittoria della
1405 testo| ancora presso la tavola esaminando il buco di quel soldo.~-
1406 testo| voluto parlare con qualcuno, esaminare bene in due la propria posizione,
1407 testo| scempiaggine.~Egli doveva esaminarla solo, senza la falsità di
1408 testo| senz'alcuna incertezza.~Lo esaminò.~La sua faccia esprimeva
1409 testo| perplessi di aver torto; egli si esasperò, pianse, discese alle minaccie,
1410 testo| anche solo relativamente esatto, della propria situazione,
1411 testo| della cambiale, erano tutte esaurite prima della colazione. Dopo,
1412 testo| disciplina, che tutti gli anni si esauriva sino all'ultimo soldato,
1413 testo| Romani!~- Tu, Landi?~- Esci di casa?~- Sì.~- Io non
1414 testo| tutti gli articoli delle esecuzioni capitali letti sui giornali.
1415 testo| doveva fare a sé medesimo, eseguendone alla fine la sentenza colla
1416 testo| potersi sempre fermare, coll'esempio di tanti altri, che avendo
1417 testo| volontari della morte, strano esercito senza generale e senza disciplina,
1418 testo| spaventati dalle crudeli esigenze della vita. L'ultima volta
1419 testo| con quella pesantezza così esilarante nei bambini.~- Siete stati
1420 testo| storpio alla cima. Il getto esile della fontana, sprizzante
1421 testo| suoi fanali, bianchi sopra esili colonnine di ghisa, non
1422 testo| perché si nasce? Anche se Dio esistesse, e dovesse punirci o premiarci
1423 testo| giovani, la morte non aveva esistito per lui; sapeva che, essendo
1424 testo| me o alla mamma?~Carlino esitava.~- Hai ragione, hai ragione:
1425 testo| delle valigie avevano tinte esotiche, i fermagli sprizzavano
1426 testo| indefinibile allegrezza si espandeva nell'aria col suono delle
1427 testo| Al primo dubbio tutte le espansioni si restringevano, ognuno
1428 testo| quel bell'umore facile ed espansivo, che seduceva le persone,
1429 testo| meditato, tentato altri espedienti presso alcuni vecchi amici
1430 testo| dopo quel primo infelice esperimento, temeva di fracassarsi la
1431 testo| alla società, come vittima espiatoria delle colpe altrui o delle
1432 testo| uomo, togliendosi la vita, espiava in tale dolore tutto quanto
1433 testo| nella sua testa. Poi erano esplosioni ardenti e luminose di sensualità,
1434 testo| suicidavano, pur essendo esposte a tutti gli stessi mali
1435 testo| prorompevano giudizi sommarii, espressioni scoppiettanti come razzi.
1436 testo| la vita. La natura stessa esprime talvolta un simile pianto
1437 testo| sua forza, il suo impeto esprimevano un trionfo costante nell'
1438 testo| avrebbe dato un soldo. Essere espulso dal mondo, come sono cacciati
1439 | esse
1440 | esserci
1441 testo| noi pretendevamo dunque di esserlo?~Vi era differenza nella
1442 | esserne
1443 testo| una rugiada, che il sole essica coi primi raggi, o come
1444 | est
1445 testo| e non aveva fame, però l'estenuazione cominciava a dargli quella
1446 testo| tragitti dinanzi ai viaggiatori esteri, così riconoscibili alla
1447 testo| fatalmente all'orrore delle esteriorità penali, l'arresto, il dibattimento,
1448 testo| tutti gli altri si sbandano esterrefatti fra le erbe alte del campo.~
1449 testo| mistero della tomba, un estremo impeto di profanazione contro
1450 testo| malgrado il proprio mestiere di etèra plebea.~Si alzò di scatto
1451 testo| senza vita: un silenzio eterno e la sicurezza del nulla,
1452 testo| compiono all'anno in Italia, in Europa? Egli non lo sapeva, ma
1453 testo| che si orlava di riflessi evanescenti in lunghe strisce, talvolta
1454 testo| ne va; non c'è altro di evidente. Nessuno può dire che non
1455 testo| minacciato di scacciarla. Evidentemente si trattava di una frottola,
1456 testo| di una ruina per meglio evitarla.~Ma prima di quella cambiale,
1457 testo| della espiazione cristiana evocati dall'ultimo dubbio: ma temeva
1458 testo| della sua vita passata, evocazioni triviali e dolenti di una
1459 testo| presentarsi al conte Zoli, ex-deputato della città, un signore
1460 testo| Caterina, unica figlia, dell'ex-ingegnere comunale, morto senza un
1461 testo| sorgevano alcune case nuove di fabbri, di falegnami, di piccoli
1462 testo| potuto leggervi la marca di fabbrica, o indovinare chi verrà
1463 testo| deprezzamento graduale di tutti i fabbricati da qualche anno: già la
1464 testo| grosse ondate sul cervello, facendogli vacillare la vista. Adesso
1465 | facendolo
1466 | facendosi
1467 | facesse
1468 testo| palo, togliendogli ogni facoltà di ragionare; aveva pensato
1469 testo| Sciaguratamente l'altro era facoltoso, un uomo quasi sulla cinquantina,
1470 testo| occhiaie vuote e la lunga falce, gli riappariva nella fantasia
1471 testo| memorie, come quando un falco piomba sopra una nidiata
1472 testo| case nuove di fabbri, di falegnami, di piccoli bottegai, il
1473 testo| Bologna, ma ora, in quel fallimento di tutte le combinazioni,
1474 testo| Se come tanti, i quali falliscono con un bel gruzzolo in tasca,
1475 testo| Tuttavia in quel momento egli falsario, deciso a morire della propria
1476 testo| volta quel piacere che, falsato, rimane pur sempre senza
1477 testo| di minime compiacenze, di false abitudini, a mettersi in
1478 testo| udiva spesso la sua voce in falsetto salire fra scoppi di risa.~
1479 testo| medesima, si ricorre a queste falsificazioni come ad un rimedio, che
1480 testo| mezzo a quella moltitudine famelica di ozio e di ricchezza,
1481 testo| più docile, ma Carlino, famelico e battagliero come tutti
1482 testo| nella quale tutto gli era famigliare. Il mobilio in noce si componeva
1483 testo| sotto quei portici così famigliari, salutando e ricevendo il
1484 testo| alla conversazione con una famigliarità poco rispettosa, e nondimeno
1485 testo| disprezzo.~Si era seduto famigliarmente sopra uno sgabello accanto
1486 testo| La maestra, la sarta?~La fanciulla, già viziata dalle troppe
1487 testo| Lasciate correre, sono fandonie delle moderne filosofie;
1488 testo| nella fantasia cogli altri fantasmi della espiazione cristiana
1489 testo| perché si nasce? Un terrore fantastico gli faceva pensare a qualche
1490 | farà
1491 | farai
1492 testo| ozio della provincia, lo farebbe studiare avviandolo sicuramente
1493 testo| vincere.~- Vincendo, che cosa faresti tu?~- Mi divertirei.~- Come?~-
1494 testo| sole dardeggiava, aliavano farfalle, un soffio di scirocco scuoteva
1495 | farla
1496 | farle
1497 | farli
1498 | farne
1499 testo| disprezzo della vita, di questa farsa stupida ed atroce, che nessun
1500 | farvi
1501 testo| accendeva più il fuoco, i fascetti di vite e i ciocchi segati
1502 testo| mantello del soldato, dalla fascia del bimbo al grembiule del
1503 testo| lucidità: come sempre, la fascinazione della meta lo aveva preso,
1504 testo| stesso punto, vinto dal fascino misterioso, contro il quale
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