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Alfredo Oriani
Vortice

IntraText - Concordanze

(Hapax - parole che occorrono una sola volta)


2-baro | barto-contr | contu-fasci | fatal-ingra | ingro-negoz | nemic-purif | puris-scatt | scegl-stanc | stand-vigil | vile-zufol

                                                     grassetto = Testo principale
     Parte                                           grigio = Testo di commento
1505 testo| Invece egli si fermava fatalmente all'orrore delle esteriorità 1506 testo| braciere, dal quale sfuggivano faville e bracie, che cadevano e 1507 testo| cavallo? Quale comando di favola spediva il cavallo di Carlino, 1508 testo| abitudini vi si ripetono favorevolmente, si mangia, si passeggia, 1509 testo| municipale, erano il passeggio favorito di tutti i signori. Nella 1510 testo| tranquillità del temperamento favoriva l'equilibrio dello spirito, - 1511 testo| indefinibile aroma, che la terra fecondata sembra alitare nel maggio: 1512 testo| la vita, e trova forse la felicità in quest'ozio; chi invece 1513 testo| la sfida inconscia della femmina, che può nutrirsi impunemente 1514 testo| errava nella sera, nomi femminili salivano dai crocchi vicini 1515 testo| trepida di voci e di fruscii femminini. Perché aveva adunque rinunciato? 1516 testo| fischio acuto, prolungato, fendé l'aria; s'intesero gli scoppi 1517 testo| una scudisciata che gli fendesse a mezzo le pupille.~E il 1518 testo| compratori non mancavano. Ferdinando Storchi, fra gli altri, 1519 testo| piangevano, come talvolta le ferite lasciano uscire goccia a 1520 testo| sorriso, che si volge ai feriti capaci di rialzarsi; per 1521 testo| avevano tinte esotiche, i fermagli sprizzavano raggi fra il 1522 testo| perché la gente non voleva fermarvisi.~Tutte queste riflessioni 1523 testo| molto signore si erano già fermate, e i camerieri correvano 1524 testo| Gli altri due si erano fermati ad attenderlo.~Il portico 1525 testo| soluzione. Invece egli si fermava fatalmente all'orrore delle 1526 testo| siccome le guardie stavano ferme in mezzo alla strada, a 1527 testo| virtù, e quando il sangue fermenta improvviso, o l'anima non 1528 testo| della vita passata, già fermentante nell'ultima dissoluzione. 1529 testo| con me non sarebbero stati fermi, in chiesa. Carlino era 1530 testo| Adesso comprendeva lo spasimo feroce dei poveri alla vista dei 1531 testo| soliti sproloquii. La voce fessa e la sillabazione troppo 1532 testo| e al disotto, fra lunghe fessure, si distingueva ancora una 1533 testo| foglie, mentre gli uccelli festanti in quel mese degli amori 1534 testo| tra quella moltitudine festiva, si ricordò di una biroccia 1535 testo| ondulazione, che gli abiti festivi rendevano più provocante, 1536 testo| suono delle voci da tutta la festività delle faccie e delle vesti; 1537 testo| tenessero avvinghiate. Una fetida nausea di cadaveri veniva 1538 testo| esalando già prima di morire il fetore della decomposizione sepolcrale. 1539 testo| nel mezzo dividendola a fette, avvicinò la candela, dispose 1540 testo| rimaneva deserto, nessun fiacchero stazionava ancora presso 1541 testo| a testa bassa, con tale fiacchezza, che qualcuno fra i rari 1542 testo| fra lo scoppiettio della fiammata accesa per l'arrosto.~Padre 1543 testo| con quel treno oscuro e fiammeggiante, nell'impeto procelloso 1544 testo| e non osò accendere un fiammifero. Dovevano essere le quattro: 1545 testo| circonvallazione, lungo il canale fiancheggiato da due alte file di pioppi 1546 testo| dall'alta ripa, e tenne il fiato. La lanterna nell'allontanarsi 1547 testo| solo, attanagliandogli ogni fibra del corpo e dell'anima; 1548 testo| un momento provò la pace fiduciosa, che la preghiera lascia 1549 testo| lo ripeteva con tutto il fiele, col quale l'avrebbe detto 1550 testo| mentre gli steli alti del fieno si ripiegavano sul margine 1551 testo| sposato Caterina, unica figlia, dell'ex-ingegnere comunale, 1552 testo| che è pazza per quella sua figlioccia.~- Lo dici tu, io non lo 1553 testo| appena tra il fogliame la sua figura.~Poi tacque.~L'orto era 1554 testo| bambini a messa con lei.~- Figurati! mi farebbero impazzire, 1555 testo| la serva a cercarlo.~Si figurò vivamente la scena. Se non 1556 testo| disegnando la regolarità dei loro filari; poi un altro gallo cantò 1557 testo| fiancheggiato da due alte file di pioppi bruni, ombrelliferi. 1558 testo| palo del telegrafo: solo i fili neri di questo, tesi sopra 1559 testo| il piattello dal piede di filograna rossastra.~Caterina, la 1560 testo| ma intanto tutti questi filosofi e questi poeti, che bestemmiano 1561 testo| Non c'era altra filosofia nella vita: sciaguratamente 1562 testo| più dolorosamente. I dubbi filosofici, i terrori religiosi della 1563 testo| sono fandonie delle moderne filosofie; ma intanto tutti questi 1564 testo| Dalla fessura della finestra filtrava un lume più chiaro.~Spaventato, 1565 testo| camera sotto la coperta di filugello verde; nella stanzina attigua 1566 testo| mentre in tutti gli altri finali italiani si ammazzano il 1567 testo| contigui nell'ombra, e dai finestrini si travedevano dentro gabinetti 1568 testo| spregevoli; bisogna che entrambi fingano il disprezzo, quasi la provocazione, 1569 testo| ingannarli sino all'ultimo col fingersi indifferente.~Invece, per 1570 testo| teatro, mentre il pubblico fingeva allegramente d'entusiasmarsi 1571 testo| discese alle minaccie, e finì col lasciarsi vincere dalla 1572 testo| questa vita.~- Eh! finirla... finirà certo. Quando si è giovani 1573 testo| dover pensare per forza. Finirebbe così anche colui? Istintivamente 1574 testo| solamente di averti avvisato, finirei forse col perdere il posto. 1575 testo| si ferma, è forse logoro? Finirò così; una ruota che s'incaglia, 1576 testo| sotto a quel loggiato, finirono di calmare l'avvocato Guglielmi.~- 1577 testo| poveri, mentre i ricchi finiscono per annoiarsi non trovando 1578 testo| di te. Oramai per noi è finita: che cosa ci può accadere? 1579 testo| contro l'istinto. Se non che, finite tutte le ragioni del vivere, 1580 testo| porcellana bianca, e alcuni finocchi sopra il piattello dal piede 1581 testo| farle che un cenno, cui ella finse di non badare.~Allora divenne 1582 testo| lo strozzino doveva aver finto una qualche girata, giacché 1583 testo| verde umido e di piante in fiore.~S'imbatté in don Procopio, 1584 testo| mie colpe colla morte.~ ~E firmò, avvolgendo come al solito 1585 testo| chiusi, mentre il treno fischiava divincolandosi.~Egli rimasto 1586 testo| poltrona teneva gli occhi fisi sulla fiammella della candela, 1587 testo| a tutti gli stessi mali fisici della umanità. Era dunque 1588 testo| particolari delle proprie fisonomie, le sonorità anche più lievi 1589 testo| quale nessuno sguardo può fissarsi lungamente: egli aveva resistito 1590 testo| questo, non era difficile il fissarvisi. Già nella notte lo aveva 1591 testo| occhietti ardenti, che lo fissavano senza stancarsi.~ ~ * * *~ ~- 1592 testo| Ada, impressionata dalla fissazione del suo sguardo.~Invece 1593 testo| giornata.~Collo sguardo fisso sul quadrante dell'orologio, 1594 testo| dolore, dalla più lieve fitta corporea alla più larga 1595 testo| non s'inganna quasi mai e fiuta i poveri, gli spostati, 1596 testo| hanno sempre i sorpresi in flagrante.~Poi, col tornargli della 1597 testo| arrestavano talvolta sulla cima flessibile di una fronda quasi ad ammirare 1598 testo| momento, il suo pensiero fluttuava daccapo all'urto delle sensazioni, 1599 testo| casimira avana, del quale la fodera azzurra cominciava a tagliuzzarsi. 1600 testo| viaggiatori, rapiti dalla sua foga, avrebbe potuto essere già 1601 testo| mettere Ada nell'educandato di Fognano occorreva una grossa spesa 1602 testo| subito la marcia rapida, folgorante, del treno apparentemente 1603 testo| quale in una mattina di follia, una mattina pioviginosa 1604 testo| lontananza dopo avergli forato spasmodicamente il cervello. 1605 testo| attenzione che mettevano a forbire il piatto della crema; Caterina, 1606 testo| quale teneva i pettini, le forcelle e gli sfumini per pinturicchiarsi 1607 testo| voltandosi istintivamente verso Forlì, donde doveva giungere il 1608 testo| preferito, nell'altro un mezzo formaggio fresco, molle, uno dei pochi 1609 testo| appena uno strappo nelle formalità del codice, un fallo di 1610 testo| tesi sopra il suo capo, formavano come una scalea di un significato 1611 testo| Egli era rimasto dentro la formula cavourriana, condannando 1612 testo| nel suo stato: non poteva formulare un pensiero, fare un gesto 1613 testo| ma nessuno aveva osato formularlo nettamente prima; egli solo, 1614 testo| tutto col suo respiro di fornace; dalle rotaie parevano sprizzare 1615 testo| a prendere il caffè. Sul fornello fumava la pentola, una coscia 1616 testo| elemosina? Tutto era caso, il fortunato non doveva logicamente che 1617 testo| tutti i gradi, di tutte le fortune. L'autore dipingeva finamente 1618 testo| Montecarlo il suicida tenta di forzare ancora una volta la fortuna; 1619 testo| Matilde? Questa domanda lo forzava a riflettere sull'orario, 1620 testo| faccia, c'erano tre o quattro fotografie di uomini e di donne.~Egli 1621 testo| infelice esperimento, temeva di fracassarsi la testa senza uccidersi, 1622 testo| albero e rimasto colle reni fracassate; lo aveva veduto mille volte 1623 testo| trionfale.~Lo avrebbero visto fracassato, irriconoscibile, inorridendo 1624 testo| tutte le voci; le erbe alte, fradice di rugiada, gli bagnavano 1625 testo| carrozza, che gli passò accanto fragorosamente, coi fanali accesi, gli 1626 testo| ritorna nero, tempestoso, fragoroso, pauroso.~Da molto tempo 1627 testo| aurora con particolari quasi fragranti; egli si attardava, s'inteneriva 1628 testo| altro dal comò, a lunga frangia candida, ornato da due grandi 1629 testo| traendogli dalla bocca quelle frasi pessimiste di chi non si 1630 testo| spostarsi a gradi delle frecce. Tutta la sua vita stava 1631 testo| quel momento Romani vide le freccie dell'orologio sovrapporsi 1632 testo| secreto dello strozzino, freddamente perverso e ricco, ad affrettare 1633 testo| e nell'aria, che pareva fremere di una curiosità triste. 1634 testo| alla morte.~Egli invece fremeva. Dopo aver lasciato impostare 1635 testo| rapidità della sua corsa.~Un fremito d'orgoglio lo scosse ancora, 1636 testo| sgridava dolcemente per frenarli ed egli acconsentiva con 1637 testo| subitamente da golosità frenetiche, egli avrebbe voluto adesso 1638 testo| a quell'ora non era più frequentata come in altri tempi. Egli 1639 testo| angolo del palazzo Rondinini, frequentato dai più grossi signori, 1640 testo| oblivioni così comode e frequenti nella vita, si dissipavano 1641 testo| bel risalto alle sue carni fresche di bionda; l'abito aveva, 1642 testo| gelsomino e un'ineffabile freschezza sulla bocca; Carlino invece 1643 testo| paura lo assalì; si nascose frettolosamente la lettera nella tasca dei 1644 testo| spaventevole. Quelle poche righe frettolose, buone, senza un dubbio 1645 testo| volgare, e infine un saluto frettoloso. Tutti avevano da fare, 1646 testo| il ferro della rotaia gli friggeva quasi sotto il collo, una 1647 testo| Cavina lo corresse, corsero frizzi.~- Tu sei un wagneriano.~- 1648 testo| erano già deste; dentro le frondi qualche ala batteva per 1649 testo| dell'altra, e piega tutte le fronti sotto il mistero di Dio? 1650 testo| Evidentemente si trattava di una frottola, ma la sua faccia era così 1651 testo| pesantemente col collo ripiegato, frugando del becco il terreno intorno. 1652 testo| pensiero avrebbe potuto frugarvi senza fine, come dentro 1653 testo| al riposo.~Il suo sguardo frugò rapidamente la strada, che 1654 testo| scena trepida di voci e di fruscii femminini. Perché aveva 1655 testo| fianco, con un mozzicone di frusta nelle mani e una pipetta 1656 testo| questa impressione nella fugacità di un istante, poi aveva 1657 testo| pareva percossa da un'ala fuggente, un odore di terra e di 1658 testo| simile a quella degli alberi fuggenti agli sportelli dei vagoni, 1659 testo| vedeva nulla, mentre i vagoni fuggivano chiusi sino alla cima, oscuri 1660 testo| vento freddo e una minaccia fulminea che rovesciava, dissolveva 1661 testo| dei ricchi, quegl'impeti fulminei di vendetta, che accendono 1662 testo| visione del treno sbuffante, fumante, coi grandi occhi sbarrati 1663 testo| ammala e muore; si fanno i funerali, la gente li guarda passare 1664 testo| fontana chiusa entro quella funerea cancellata a palle di ottone.~- 1665 testo| stesso in una classe o in una funzione con indelebili caratteri, 1666 testo| prima parte dell'esistenza! Funzioni ed abitudini vi si ripetono 1667 testo| attratto dal tremolio di quei fuochi di bivacco, e si perdette 1668 testo| dopo, più tristamente, un fuorviare fra la folla per evitare 1669 testo| gelosia improvvisa, quasi furiosa, che gli aveva rivelato 1670 testo| mente gli si distraeva in futili particolari, che avrebbero 1671 testo| valore di un passato, e il futuro non traspare ancora dalla 1672 testo| rabescati come due grandi gabbie da canarino, verdeggiava 1673 testo| un argomento abbastanza gagliardo contro la morte, che avrebbe 1674 testo| pretore: volevano mandarlo in galera? Volevano costringerlo al 1675 testo| barchetta di carta azzurra, galleggiante sul fosso della strada e 1676 testo| come una di quelle foglie galleggianti nel fosso sotto il temporale 1677 testo| potuto scorgerlo. I canti dei galli si erano venuti ripetendo, 1678 testo| aristocrazia per i modi abbastanza garbati e quella istintiva predilezione 1679 testo| anche oggi.~Ma Ada, col suo garbo di donnina, l'ammansì chiedendole 1680 testo| si avviò verso il corso Garibaldi, che conduceva difilato 1681 testo| cacciarono dentro i vagoni con un garrito di passere, alcune in seconda, 1682 testo| poiché in casa non avevano gatti; era questa una mania di 1683 testo| queste, voleva esaltarsi gaudiosamente in tutte quelle sensazioni, 1684 testo| erano gruppi di artieri in gazzarra dal pomeriggio, vestiti 1685 testo| sedeva al banco leggendo la «Gazzetta dell'Emilia». La sua faccia 1686 testo| inesprimibile paura della morte, che gela istantaneamente tutti i 1687 testo| mentre una impressione gelida gli veniva da quelle due 1688 testo| mamma. Aveva una pelle di gelsomino e un'ineffabile freschezza 1689 testo| disperdevano il proprio gemito nel silenzio delle lontananze, 1690 testo| dello stoppino una larga gemma rossastra, intorno alla 1691 testo| oscillazione.~Sul suo volto, generalmente rosso, un pallore livido 1692 testo| rientrata nel vano delle gengive, rimase chiusa come sempre. 1693 testo| sarebbe fuggito subito a Genova e di in America, scrivendo 1694 testo| con quella insopportabile gentilezza da impiegato, probabilmente 1695 testo| sulla scena scattasse in gesti di una comicità lubrica 1696 testo| maggiore degli altri, appunto gettando ciò che è tutto per essi, 1697 testo| degli scialli, delle coperte gettate alla rinfusa, in alto, sulla 1698 testo| i fianchi. Gli stracci, gettati gli uni sugli altri a palate, 1699 testo| sono tutte uguali: Caterina getterà qualche urlo, poi non ci 1700 testo| nidiata di pulcini e ne ghermisce uno a volo, risalendo al 1701 testo| lasciando che Carlino glielo ghermisse di mano come un gatto.~- 1702 testo| capo nel vano come da una ghigliottina.~Il freddo del ferro alla 1703 testo| ragazzotto piccolo e pallido, in giacchetta nera, gli portò al solito 1704 testo| rami rachitici e il tronco giallastro come di una ruggine d'oro.~ 1705 testo| troppo lunghi, di un bianco gialliccio. Romani si era fermato.~- 1706 testo| fiancheggiata da due casotti giallognoli, rigati e rabescati come 1707 testo| quando in quando un parapetto giallognolo impediva alle carrozze e 1708 testo| di una chiesa un piccolo giardino dominato da un alto abete 1709 testo| Come?~- Seguiterei a giocare.~E l'allegro giocatore, 1710 testo| nella scoperta del tiro giocatogli con quella firma falsa. 1711 testo| unisse suo figlio a quel giocattolo. Si era riseduto su quella 1712 testo| vecchio maestro chiacchierino giocava nell'altra sala, e s'udiva 1713 testo| Montecarlo, nei saloni da gioco rutilanti d'oro, invasi 1714 testo| riceve aumenta la nostra giocondità. È come nei pranzi: ci vogliono 1715 testo| di girandola, un tumulto giocondo e brutale, che lo aveva 1716 testo| d'amici, in una di quelle giornate, nelle quali, per ammazzare 1717 testo| potuto esservi di alcun giovamento, anche conoscendole. Perché 1718 testo| disparità di trattamento?... E Giovannone? pensò a denti stretti per 1719 testo| era ancora seduto. Era un giovanotto piccolo, brutto, coi baffi 1720 testo| contro le quali non sembra giovare alcuna bontà di panni. Nel 1721 testo| Voi lo dite per ischerzo, giovinastro.~- Come si sono ammazzati? - 1722 testo| aveva studiato due anni da giovinetto: aveva corso da una strada 1723 testo| moto, che crea tutte le giovinezze.~Si ricordò la frase invidiosa 1724 testo| colla firma di un amico, un giovinotto in vena di ruinarsi gaiamente, 1725 testo| otto minuti. La freccia gira senza sapere il perché, 1726 testo| stato come un abbarbaglio di girandola, un tumulto giocondo e brutale, 1727 testo| Caterina con voce sonnacchiosa, girandosi sul fianco verso di lui.~ 1728 testo| dello scrittoio, quindi girandovi intorno venne a cadere sulla 1729 testo| guardarsi intorno con un rapido girar del capo e quel subito raggricchiarsi 1730 testo| ed infilava lo spiedo nel girarrosto.~- Ecco! - proruppe subito: - 1731 testo| altre notti, non poteva girarsi e rigirarsi sui fianchi 1732 testo| sapeva già. Quindi aveva girellato trovando sempre le strade 1733 testo| altra differenza, la società giudica secondo le persone. Essere 1734 testo| alterezza, potendo ancora giudicarla migliore che quella di tanti.~ 1735 testo| consentire nel loro trionfo, e a giudicarlo un risultato dovuto ad un' 1736 testo| davvero, ma piuttosto le giudicava col volgo un romanticismo 1737 testo| domandarsi se Dio era, e come ci giudicherebbe nel momento dopo la morte, 1738 testo| e con tale disinvoltura giuliva, un estraneo avrebbe potuto 1739 testo| verso Forlì, donde doveva giungere il treno.~ ~ * * *~ ~Dall' 1740 testo| alzò senza salutare alcuno, giunse in fondo al portico, ne 1741 testo| davanti. La sua coscienza era giunta finalmente al disprezzo 1742 testo| nelle coscienze, saputo giustificarne l'origine o il modo: tutti 1743 testo| nulla comprendere, senza la giustificazione di quanto aveva sofferto! 1744 testo| battezzati i bambini, trovando giustissimo di apprendere loro la religione, 1745 testo| bestemmio; se Dio fosse giusto...~- Andiamo, andiamo, - 1746 testo| vertigine; guardava quella testa glabra, rugata, nella quale la 1747 testo| interno entro gli occhi, e glieli gonfiava inaridendoli.~Appoggiò 1748 testo| discendeva il pendio, senza che i goccioloni sembrassero toccarla. Forse 1749 testo| un'altra più ricca e più goffa, la strada fuori di Porta 1750 testo| intenzioni, alle quali la goffaggine del portamento finiva col 1751 testo| contadinello, che si movesse goffamente, con quella pesantezza così 1752 testo| ragazza, senza un soldo, golosa, bestemmiava alla più piccola 1753 testo| prendere subitamente da golosità frenetiche, egli avrebbe 1754 testo| occhi gli si tornavano a gonfiare. Quindi si rimise la camicia 1755 testo| cumulo delle miserie, che le gonfiavano i fianchi. Gli stracci, 1756 testo| dava pensiero.~Il suo cuore gonfio di pietà batteva più adagio: 1757 testo| sbuffi verso la spalla e la gonna, quasi corta, pieghettata 1758 testo| quasi il ginocchio colla gonnella, lo tirava inconsciamente 1759 testo| fiume ascese la nota dolce e gorgogliante di un rospo. Allora calò 1760 testo| lungo neo nel mezzo della gota destra, Viani, l'ufficiale, 1761 testo| volta la stessa impressione gradevole: poi, dopo cena, era solito 1762 testo| stanchezze pesanti ed insieme gradevoli, come dopo certe scorpacciate, 1763 testo| al portico, ne discese i gradini, e si mise all'ultimo tavolino 1764 testo| contro, rasente all'ultimo gradino della grande scalinata, 1765 testo| socialiste, sapeva di essere poco gradito; Cavina era sospettato di 1766 testo| colla battuta secca della grandine, i salici sibilavano, le 1767 testo| le cime già pesanti dei grani. Si fermò per udire qualche 1768 testo| sempre uguali nell'amore gratuito o venduto.~Sul marciapiede 1769 testo| fra la gente pettegola o grave, che valuta le riputazioni 1770 testo| minuto, perché mia madre è gravemente malata; ma capirai come 1771 testo| darle anche a costo dei più gravi sacrifici; su questo argomento 1772 testo| perché le donne rimangono gravide, ecco tutto, e aveva allevato 1773 testo| dalla fascia del bimbo al grembiule del beccaio, dalla veste 1774 testo| vedevano gli scompartimenti gremirsi in un attimo di sottane, 1775 testo| loggiato, dinanzi al caffè così gremito di gente, fu per arrestarsi, 1776 testo| battute le mani a tavola gridando.~Poi l'interrogò sulla gita 1777 testo| voce disperata di Carlino gridava:~- Il mio cavallo, il mio 1778 testo| scemava. I fanciulli non gridavano più, sorvegliandosi a vicenda, 1779 testo| olmo sotto la strada un gridìo di passere, subitaneo come 1780 testo| lettera finiva con quel grido per la mamma forse già morta.~ 1781 testo| coprendo un vocìo sottile di grilli, che si confondeva d'intorno. 1782 testo| dell'Emilia». La sua faccia grinzosa si volse di sbieco, ma gli 1783 testo| più importante e una più grossolana affettazione di chiasso, 1784 testo| mezzo ricoperti dai grandi, grossolani merletti bianchi, sui quali 1785 testo| corrisposta, si combinavano grottescamente nella sua testa. Poi erano 1786 testo| Ma Romani aveva già la gruccia dell'uscio in mano.~- Come 1787 testo| quali falliscono con un bel gruzzolo in tasca, avesse avuto nel 1788 testo| non aveva bisogno che di guadagnar tempo per l'inevitabile 1789 testo| frenare i propri vizi o di guadagnare abbastanza per alimentarli 1790 testo| la quale ci fu data per guadagnarne un'altra migliore! Lasciate 1791 testo| quella indefinibile cultura guadagnata un po' dovunque, nei caffè, 1792 testo| rifinito e assonnato sul guanciale.~- A che ora parti? - ella 1793 testo| Essere ricco! non v'era altra guarantigia, mentre egli si era rovinato 1794 testo| altro rimaneva perplesso, guardandola girare in sottana per la 1795 testo| sempre girato intorno, senza guardarla mai davvero in faccia per 1796 testo| tremato, il vecchio si fermò a guardarlo in viso.~- Non vi è altro 1797 testo| ottenendo da una vincita la guarigione della propria vita anemica 1798 testo| solitaria; e forse così sarebbe guarito; ma quella lotta senza alcun 1799 testo| rinnovamento moderno, che guasta dove non muta, e muta quasi 1800 testo| potervi villeggiare di qualche guisa nell'estate. Anche quello 1801 testo| certi impeti, simili ai guizzi della candela che si spegne.~ 1802 testo| abbandonato, senza un rumore né un guizzo nelle pozzanghere d'acqua 1803 testo| acuto, quasi stridente, di gustare anche una volta quel piacere 1804 testo| commedie e delle musiche gustate dal popolino; il vecchio 1805 testo| tal quale raffinatezza di gusto nella musica rendevano al 1806 testo| ranocchio mise uno strido gutturale e tacque subito.~Nessuna 1807 testo| orologio: tutte le ore sono identiche, non significano nulla; 1808 testo| interrotta da transazioni ignobili, dopo le quali si sentiva 1809 testo| Gaudenzi con accento metà ilare e metà sornione, alludendo 1810 testo| avrebbe intoppato nella ilarità di tutto il paese, unanime, 1811 testo| da pietà di sventure o da illusioni di risorse. Sotto la loquacità 1812 testo| circondava; avevano gli occhi imbambolati, e sui volti madidi quella 1813 testo| sguardi vaghi nel primo imbambolimento dell'ebbrezza, s'accendevano 1814 testo| discorrono con noi, pretendono d'imbarazzarci; ma voi stesso in questo 1815 testo| la vergogna, e si sarebbe imbarcata anche lei senza volergli 1816 testo| per sorvegliare la strana imbarcazione. Poi tra la melma spumeggiante 1817 testo| e di piante in fiore.~S'imbatté in don Procopio, il mansionario, 1818 testo| se stesso, per darsi dell'imbecille prima, e poi bestemmiando 1819 testo| del cielo principiava ad imbiancare in una purezza sempre più 1820 testo| masse enormi di sabbia che s'imbiancava al sole; di quando in quando 1821 testo| in carta dopo il solito imbianchimento, e destinati quindi come 1822 testo| dopo non molto, giacché s'imbrogliava nel patto fra Elsa e Lohengrin; - 1823 testo| battaglia di tutti i giorni nell'imbroglio continuo di contratti fra 1824 testo| dopo...~E la frase gli si imbrogliò, ma voleva dirsi, provandone 1825 testo| lasciata la miglior parte, immaginandosi che potesse avere molta 1826 testo| al nostro, avrebbe dovuto immaginarsele spente, e allora gli sarebbe 1827 testo| confidenza non difficile ad immaginarsi. Egli si accorgeva di osservare 1828 testo| consisteva? Dove era adesso? S'immaginava nemmeno che egli potesse 1829 testo| nella vita ha la propria immagine falsa, l'amore e la gloria, 1830 testo| raggio di sole.~- Non t'immagini che sono già le nove e mezzo! - 1831 testo| di dolore, si era rivolto immediatamente col pensiero alla vendita 1832 testo| politica o d'altro senza immediati rapporti alla loro vita, 1833 testo| imputridito. Quella folla di immemori era attesa come lui dalla 1834 testo| stessa velocità, con quei due immensi occhi di fuoco, che gli 1835 testo| cantine, e vi rimangono immobili nel centro aspettando le 1836 testo| stava davanti nella propria immobilità.~Aveva avuto paura.~Morire 1837 testo| che di suicidio, di una immolazione che l'individuo fa di se 1838 testo| coltivazione.~Adesso la visione immonda gli ritornava in piazza 1839 testo| largo di un fosso. Odori immondi e penetranti crescevano 1840 testo| esistenza come un cencio immondo dietro di sé, non ha più 1841 testo| teste: non si poteva essere immortali; perché noi pretendevamo 1842 testo| fosse, in una sicurezza d'immortalità. Invano in tutte le case 1843 testo| si allargava il canale, immota come un grande antico specchio 1844 testo| immobile, tutto rimaneva immoto intorno, il guardiano era 1845 testo| è arrivata una ragazza d'Imola.~Romani alzò la testa, Gualtiero 1846 testo| perveniva a trarsi senz'altro d'impaccio: pensieri tristi lo travagliavano, 1847 testo| ultimi sogni strisciavano impalpabili sugli occhi ancora socchiusi. 1848 testo| era ammogliato; non aveva imparato una professione, ma la colpa 1849 testo| avrebbe fatto?~In questa impassibilità stava già la morte.~Oramai 1850 testo| rischiarata, e qualche gallo impaziente aveva lanciato il primo 1851 testo| maledetta Arena, - ella rispose impazientita.~Si salutarono freddi.~Egli 1852 testo| sente bene in gambe. Erano impazienze nervose, scatti ingiustificabili, 1853 testo| Figurati! mi farebbero impazzire, adesso che l'hanno già 1854 testo| non fosse, forse la gente impazzirebbe; tutto nella vita ha la 1855 testo| gli battesse sul viso ad impedire la disgrazia, per la quale 1856 testo| azioni più proficue, o ci impediscono l'abbandono alle nostre 1857 testo| mezzo, perché rimane ancora impedita la linea di Porretta.~- 1858 testo| un parapetto giallognolo impediva alle carrozze e ai passanti 1859 testo| potuto comunicare, così impensatamente, la sua colpa.~- Ha la mamma 1860 testo| rendevano manifesti i più impercettibili segni. Non poteva più ricapitolare 1861 testo| dentro una poesia strana ed imperiosa: la sua forza, il suo impeto 1862 testo| ripa, e ne ritrasse le dita imperlate di rugiada.~Da quell'altezza 1863 testo| un perché?~Egli rimaneva impermalito. Camilla invece aveva riso 1864 testo| guardie, nere nei cappotti impermeabili, perché la notte sul principio 1865 testo| menzogna. E davanti a questa imperscrutabile necessità il suo individuo 1866 testo| corrente della vita, più impetuosa ancora del treno. Potervi 1867 testo| riuscendo a trarsi da quell'impiccio, avrebbe poi finito come 1868 testo| proprie robe, mentre gli impiegati giravano su e giù con le 1869 testo| tosto alle ingiurie, l'altro implorava con tenerezze umilianti, 1870 testo| docile alla mano, che gl'imponeva di rallentarsi dinanzi alle 1871 testo| era Dio, che cosa poteva importargli di noi? La nostra vita non 1872 testo| come sono cacciati i poveri importuni dalla porta, quando si commise 1873 testo| fremeva. Dopo aver lasciato impostare quella lettera, un nuovo 1874 testo| Romani rimaneva perplesso; se impostava la lettera, la cosa diventava 1875 testo| oltre. Il Bonoli doveva aver imposto ciò allo strozzino, giacché 1876 testo| confessò di avere un bisogno imprescindibile di duemila cinquecento lire; 1877 testo| le grandi emozioni, le imprese difficili non le comprendeva 1878 testo| a lui con quell'accento impressionante dei vecchi.~- Ecco uno che 1879 testo| chiese improvvisamente Ada, impressionata dalla fissazione del suo 1880 testo| Egli invece era rimasto impressionato vivamente dal modo appunto 1881 testo| sentiero che le orme vi avevano impresso e che l'erba orlava scuramente, 1882 testo| in questa anticipazione imprevedibile, alla quale qualcuno doveva 1883 testo| scirocco leggero soffiavano improvvise caldezze. Le donne, quasi 1884 testo| non badare.~Allora divenne imprudente, la pedinò sino a casa e, 1885 testo| Infatti egli non aveva, coll'imprudenza di quella cambiale falsa, 1886 testo| Camilla con quel suo riso impudente gli aveva detto a bruciapelo:~- 1887 testo| mentire. Tali provocazioni impudenti, invece di farlo fuggire, 1888 testo| nel ritmo stesso di quell'impulso, ma nel passare dinanzi 1889 testo| tutto daccapo, e l'autunno imputridisce quanto il sole ha bruciato, 1890 testo| seppellisce quanto l'autunno ha imputridito. Quella folla di immemori 1891 testo| nello spasimo di non poter inabissare tutta la terra e, strappando 1892 testo| tratto percossa da paure inafferrabili come quei suoni fantastici, 1893 testo| veniva da quelle due rotaie inamovibili, che non si sarebbero toccate 1894 testo| occhi, e glieli gonfiava inaridendoli.~Appoggiò una mano sull' 1895 testo| alle combinazioni, ai casi inavvertiti tutti gli altri giorni. 1896 testo| stato un lavorìo lento, inavvertito del suo spirito, subito 1897 testo| Finirò così; una ruota che s'incaglia, e la freccia si ferma. 1898 testo| anima; sentiva, dentro, un incalzare di sensazioni, una ressa 1899 testo| vissuti, tutte quelle impronte incancellabili, colle quali la vita compose 1900 testo| incantevole!~- Infatti mi parete incantato. Come vi chiamate?~- Adolfo.~- 1901 testo| Bourget aveva messo due incantevoli figure di donne, sorridenti 1902 testo| rosso del disco.~Egli vi si incantò.~La colonna di ferro sotto 1903 testo| irresistibilmente paura. La sua volontà, incapace di qualunque sforzo, non 1904 testo| alla propria casa, quella incapacità di pensare sé medesimo in 1905 testo| dentro le finestre, prima incendiate dal sole, il buio si era 1906 testo| tende coi capelli biondi incendiati dalla luce: - Ti abbiamo 1907 testo| gli oggetti si velavano incertamente, la moltitudine pareva calmarsi. 1908 testo| si allontanava per ombre incerte di acacie. Allora, finalmente 1909 testo| istintivamente, e tutte quelle incertezze non fossero che gli effetti 1910 testo| larghe redini di panno rosso inchiodate sull'arcione della sella 1911 testo| notte.~Era rimasto in piedi, inchiodato sul sentiero biancastro.~ 1912 testo| non osa gridare nemmeno inciampando. Non poteva decidersi, non 1913 testo| stato che uno spiacevole incidente per tutti.~- Perché si sarà 1914 testo| vecchia parente; ma questa, inciprignita naturalmente dal non vederlo 1915 testo| treno.~E Cavina lesse i due incisi di cronaca, secchi, terribili.~- 1916 testo| relazioni, quando la stanchezza inclina alla sentimentalità; egli 1917 testo| aride, rimanevano indarno inclinate sul fiume dentro un'ombra, 1918 testo| cinque minuti una donna incognita, come lungo la strada i 1919 testo| piatta, con pochi capelli incollati sulla fronte, come una testa 1920 testo| qualche minuto coll'orecchio incollato alla fessura dell'uscio, 1921 testo| di compagne, quasi tutte incollerite, o correva su e giù per 1922 testo| passeggio doveva essere incominciato.~Daccapo non seppe che cosa 1923 testo| dilatati, abbacinanti; la terra incominciava a tremare, l'aria palpitava, 1924 testo| che nemmeno si pigliava l'incomodo di mentire. Tali provocazioni 1925 testo| putrefarsi in questo, di una vita incomprensibile e tuttavia di una supposizione 1926 testo| necessità nell'oblazione incondizionata di se stesso ai loro bisogni. 1927 testo| assente con una segreta inconfessabile soddisfazione di non essere 1928 testo| assassinati nell'avvenire per inconfessabili passioni. Eppure sarebbero 1929 testo| viveva come gli altri nella inconsapevolezza della propria contraddizione, 1930 testo| animale al sole.~Era la sfida inconscia della femmina, che può nutrirsi 1931 testo| sotto la propria ruina, inconsolabile, immutabile, inutile. Tutto 1932 testo| ognuno di noi compie prima d'incontrarla.~Senza questo mistero che 1933 testo| naturalmente di parte moderata, per incontrarvi il Bonoli e lo strozzino, 1934 testo| ceste per la piazza, ad incontrarvisi in gruppi, promettendo sempre 1935 testo| ricordò di una biroccia incontrata nel pomeriggio, lungo la 1936 testo| dalle città vicine, vi aveva incontrate molte, troppe conoscenze.~- 1937 testo| occhiata addosso; poi non s'incontrava più, egli uso a trovare 1938 testo| spesso a guardare quelli che incontravano, mentre una collera sorda 1939 testo| quali i climi non avevano inconvenienti e le stagioni mutavano indarno.~ 1940 testo| brillavano nel fulgore dell'oro, incorniciandole il viso illuminato soavemente 1941 testo| Carlino era in un orgasmo incredibile. Io andrò sola alla messa 1942 testo| Non era né credente né incredulo; come nella maggior parte 1943 testo| indifferenti, coloro che non indagano nella vita al di delle 1944 testo| classe o in una funzione con indelebili caratteri, ma, distruggendo 1945 testo| ritorno alla primordiale indeterminatezza dell'essere; non soffriva 1946 | indi 1947 testo| fanali scarsi, a petrolio, indicavano appena il vano della strada, 1948 testo| ed egli provava un'ultima indicibile vergogna per se stesso nel 1949 testo| prossimo a spegnersi gl'indicò il luogo della stazione. 1950 testo| hai rimasto qualche cosa d'indigesto nello stomaco.~Finalmente 1951 testo| giorno dopo, mentre ella, indispettita per la nuova assenza di 1952 testo| accomodarsi. Una ressa d'indistinti bisbigli gli saliva dalla 1953 testo| nelle pozzanghere d'acqua indolenti sotto al sole.~E l'idea 1954 testo| nella memoria, piuttosto indolenzita che calmata dal sonno pesante 1955 testo| accorse di avere le ossa indolenzite. Improvvisamente quel pensiero 1956 testo| così seduto, gli aveva indolenzito la schiena. La terra gli 1957 testo| arresto, chi sa quanti giorni, indovinando da lungi tutti i discorsi 1958 testo| crederlo e non seppero poi indovinarne il motivo. Si erano ammazzati 1959 testo| esclamò l'avvocato Guglielmi, indugiando nel rimettersi il pastrano 1960 testo| dei pochi capolavori dell'industria paesana; poi l'insalata 1961 testo| mescendosi in una sonorità inesauribile, dentro la quale passava 1962 testo| si ripresentava lucida, inesorabile.~O la morte o la prigione, 1963 testo| alla fine la sentenza colla inesorabilità di un carnefice. Adesso 1964 testo| essi, aveva rapidamente, inesplicabilmente accumulato un grosso patrimonio. 1965 testo| natura di uomo timido ed inetto ripigliava il sopravvento. 1966 testo| accettavano, nella modestia degli inevitabili lavori, con una rinuncia 1967 testo| magistrato, adesso divenuto inevitabilmente il suo padrone, si ostinava 1968 testo| avevano il colpo d'occhio infallibile per indovinare certe crisi 1969 testo| servivano a nulla, la gloria o l'infamia non toglievano niente a 1970 testo| dunque permette egli tante infamie? Perché vi è della povera 1971 testo| Roberti, il suo amico d'infanzia, poi di studi, nato a Marradi 1972 testo| pistola quasi tutta la parte inferiore del volto: era un giocatore 1973 testo| intorno alla morte, paradisi, inferni, non riproducono che teatralmente 1974 testo| suicidarsi? Vi erano un inferno ed un paradiso, come affermano 1975 testo| città, aveva finito per infilare quella; il sole si piegava 1976 testo| aveva riacceso il fuoco ed infilava lo spiedo nel girarrosto.~- 1977 testo| nella camera della moglie, infilò la saletta da pranzo, dopo 1978 testo| la quale passava un'altra infinità di musiche, mentre la gente 1979 testo| dalla piazza, l'ombra s'infittiva: egli passò sull'altro marciapiede 1980 testo| una severità egualmente inflessibili.~Ma egli non voleva il processo, 1981 testo| inesplicabile di ogni suicida infligge alla moltitudine sempre 1982 testo| farlo pregare? Le persone influenti, quelle pochissime capaci 1983 testo| stesse per morire? Quale influenza poteva avere la sua morte?~ 1984 testo| necessario, che la spiegasse, all'infuori dell'avere mangiato e dormito, 1985 testo| alla quale la gente non s'inganna quasi mai e fiuta i poveri, 1986 testo| almeno per quella necessità d'ingannarli sino all'ultimo col fingersi 1987 testo| che placa il male senza ingannarlo e ci lascia, nella prostrazione 1988 testo| repentinamente dura.~- Non mi hai ingannata?~Egli, che aveva comprato 1989 testo| parlano di signori.~- T'inganni; c'era appunto venerdì sul 1990 testo| detto di amarsi, malgrado l'inganno così facile in simili relazioni, 1991 testo| dissestato da gran tempo, ma s'ingegnava sempre per andare innanzi, 1992 testo| a Carlino.~Allora Ada s'ingelosì.~- Lascia lascia, egli è 1993 testo| comicità lubrica ed assieme ingenua. Egli invece era rimasto 1994 testo| milioni di microbi, senza inghiottirne altri milioni, che dovevano 1995 testo| dentro di lui: un vuoto aveva inghiottito il suo spirito, e tutto 1996 testo| bastone dal pomo di avorio ingiallito. Era vestito del solito 1997 testo| Carlino?~- Lui non s'è voluto inginocchiare per non sporcarsi i calzoni.~ 1998 testo| carezze, arrivava tosto alle ingiurie, l'altro implorava con tenerezze 1999 testo| della sua anima calpestata ingiustamente, per sempre, senza un motivo 2000 testo| impazienze nervose, scatti ingiustificabili, coi quali offendeva talora 2001 testo| altrettanto assurdo che ingiusto. Tutta la sua stessa onestà 2002 testo| chiudono gli occhi, e si ingoia il bicchiere dell'olio di 2003 testo| lasciarsi prendere un dito nell'ingranaggio della ruota: nessuno vi 2004 testo| perdevano quel tremolio che le ingrandiva, ogni vapore si era disciolto.


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