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Alfredo Oriani
Vortice

IntraText - Concordanze

(Hapax - parole che occorrono una sola volta)


2-baro | barto-contr | contu-fasci | fatal-ingra | ingro-negoz | nemic-purif | puris-scatt | scegl-stanc | stand-vigil | vile-zufol

                                                     grassetto = Testo principale
     Parte                                           grigio = Testo di commento
2505 testo| ravvoltolarvisi come in una bandiera nemica, e spirare ultimo sulla 2506 testo| vecchia, con quel lungo neo nel mezzo della gota destra, 2507 | neppur 2508 testo| colonne centrali; al di fuori nereggiavano i tigli dei due viali fra 2509 testo| gambe. Erano impazienze nervose, scatti ingiustificabili, 2510 testo| a capo scoperto; un tic nervoso gli faceva di quando in 2511 testo| scricchiolavano.~In quella visione netta della soverchiante importanza, 2512 testo| nessuno aveva osato formularlo nettamente prima; egli solo, nell'orgasmo 2513 testo| sotto la pioggia, sulla neve, andava sempre; il suo tremito 2514 testo| rivoltella a canna corta, nichelata, del calibro dodici: stette 2515 testo| un falco piomba sopra una nidiata di pulcini e ne ghermisce 2516 testo| egli stesso si trovasse nient'altro che per sorvegliare 2517 | Nihil 2518 testo| quali, per ammazzare la noia della solita passeggiata 2519 testo| vesti errava nella sera, nomi femminili salivano dai crocchi 2520 testo| bassi aveva meritato questo nomignolo: era sola, vestita al solito 2521 | nonché 2522 testo| sfatto. La sua vita, così normale poco prima, era svanita; 2523 testo| a poco acconciarsi nella normalità della vita, di altre esistenze 2524 testo| attempato, uno scrivano di notaio, mezzo storpio e divertente 2525 testo| istantaneamente tutti i tipi dei più noti signori in città: non erano 2526 testo| avanti. Anch'egli era un nottambulo, l'ultimo, per l'ultima 2527 testo| il volo spaurito di una nottola, rivedendola ogni volta, 2528 testo| carni, come certe umidità notturne, contro le quali non sembra 2529 testo| lui pareva una grande idea novella in arte.~Ma la conversazione 2530 testo| complimentato, messo quasi nel novero dei vincitori. Ma il Bonoli 2531 testo| essere già sfinito nelle novissime disillusioni della morte, 2532 testo| ricominciava nella coscienza quella novità insopportabile del sentirsi 2533 testo| primordiale della vita.~La nozione, per lui oscura ed inevitabile, 2534 testo| questa impressione. Le poche nozioni scientifiche apprese nelle 2535 testo| aria preoccupata, le grosse nubi che gli passavano sul volto, 2536 testo| orologio, ma non distinse i numeri sul piccolo quadrante, e 2537 testo| chiusi in se stessi, si nutrono dei propri giorni, adagio, 2538 testo| strisce, talvolta simili a nuvole stracciate. Ma più che dell' 2539 testo| ammazzano il tenore e la donna obbligandoli a cantare con tutte le loro 2540 testo| un nuovo orgasmo lo aveva obbligato a muoversi, quasi a fuggire, 2541 testo| col proprio orgoglio, l'obbligavano a morire.~Aveva sempre la 2542 testo| della propria necessità nell'oblazione incondizionata di se stesso 2543 testo| mangiato quasi come al solito, obliandosi nelle abitudini di tutti 2544 testo| interno come stanze, vi si obliava chiacchierando, in una fede 2545 testo| menzogne, i sofismi, le oblivioni così comode e frequenti 2546 testo| Anastasia sopra un piatto oblungo, interruppe la conversazione; 2547 testo| che fa venire la pelle d'oca, lo stesso motivo, col quale 2548 testo| doveva essere stata per lui l'occasione d'interrogare il vecchio 2549 testo| suo tetro scheletro, colle occhiaie vuote e la lunga falce, 2550 testo| Storchi, fra gli altri, l'occhieggiava da un pezzo; però un podere 2551 testo| uno schiaffo.~- Quando ti occorrerebbero?~- Vattene.~Camilla si era 2552 testo| vero ingegno non potevano occuparsi che delle miserie popolari.~- 2553 testo| domenica rendeva la gente più occupata dei fatti altrui e più dura 2554 testo| diluvio universale, quando gli oceani si congiungevano alle cime 2555 testo| contegno tenere; non lo odiava, anzi per una di quelle 2556 testo| parlare di separarsi, perché odiavano istintivamente l'alba e 2557 testo| percossa da un'ala fuggente, un odore di terra e di verde saliva 2558 testo| poco più largo di un fosso. Odori immondi e penetranti crescevano 2559 testo| ingiustificabili, coi quali offendeva talora scioccamente le persone 2560 testo| trasse di tasca e glielo offerse: era di seta azzurra con 2561 testo| Questa crudele bassezza non l'offese.~- Se ti annoi, vattene, - 2562 testo| sempre allo stesso modo, egli offrendo qualche regalo ed ella ricusando 2563 testo| altro. Avrebbero potuto offrirgli chi sa che cosa, e non sarebbe 2564 testo| susurrato all'orecchio nell'offrirle il paltoncino, mentre la 2565 testo| Matteo!~- Questo voglio offrirlo io, - disse il padrone alzandosi: - 2566 testo| che si raffreddava; gli oggetti si velavano incertamente, 2567 testo| ingoia il bicchiere dell'olio di ricino, come fanno i 2568 testo| sussurravano appena.~Da un olmo sotto la strada un gridìo 2569 testo| errore di lasciarla loro oltrepassare!~- La carità? - pensava. - 2570 testo| Era come una tappa già oltrepassata, la prima seduta del processo, 2571 testo| Matilde, la quale avendo oltrepassato i settant'anni non poteva 2572 testo| accorgeva che il treno l'oltrepassava vigile ed indifferente come 2573 testo| godere del riposo comune.~Oltrepassò il ponte, bel ponte di un 2574 testo| cui si umiliava, era un omaggio al giudizio della società, 2575 | omai 2576 testo| alte file di pioppi bruni, ombrelliferi. L'aria era più fresca, 2577 | omnibus 2578 testo| moderati, il signor Trenti, un omone altrettanto grosso di ventre 2579 testo| battevano le palpebre, mentre un'onda come di vento gli si rompeva 2580 testo| penetrante. Una polvere cinerea ondeggiava sopra di essi ad ogni traballone 2581 testo| adagio, con quel suo pesante ondulamento delle anche, che si distingueva 2582 testo| ingannarsi. Era ancora un onest'uomo, uno scemo magari, 2583 testo| quell'odio doloroso ed onesto di tutti i caduti per colpa 2584 testo| ipoteche, così che vendendolo onoratamente gli sarebbero forse rimasti 2585 testo| ha una firma, che vi fa onore.~Vi era un doppio senso 2586 testo| degli animali. Nella luce opaca della notte le case perdevano 2587 testo| riusciva bene qualche difficile operazione, non si era mai sentito 2588 testo| arrestato, aspettando la sua opinione, ma il vecchio tacque. Andava 2589 testo| se la mamma non si fosse opposta col solito argomento:~- 2590 testo| sempre più venir meno sotto l'oppressione di tale necessità, come 2591 testo| diversa da tutte le altre, l'opprimeva. Si fermò al quinto palo 2592 testo| forzava a riflettere sull'orario, secondo il quale la posta 2593 testo| muoversi nemmeno dentro le orbite. Non vedeva nulla. Allora 2594 testo| condizioni impossibili. C'è l'orchestra appositamente: perché il 2595 testo| appartamentino aveva la calma ordinaria, nell'altra camera Caterina 2596 testo| tuffare il viso nel catino. Ordinariamente la sua toeletta era svelta 2597 testo| qualche cosa, doveva essere ordinata ad uno scopo, che i capricci 2598 testo| moglie. Anche tutto era ordinato. Macchinalmente si trasse 2599 testo| per la quale appunto si ordinavano le ronde.~La lanterna si 2600 testo| turchino come usano gli orefici. Lo strozzino sedeva al 2601 testo| comunicarti in segreto che Oreste Bugnoli ha portato al pretore 2602 testo| sogni, Caterina s'inteneriva orgogliosamente sull'avvenire, vedendo Ada 2603 testo| biancheggiante pel sentiero che le orme vi avevano impresso e che 2604 testo| a lunga frangia candida, ornato da due grandi lettere sottili, 2605 testo| continua evanescenza di quadri orribili, che mettevano in quel suo 2606 testo| colpa stessa spariva nella orribilità della espiazione: aspettare 2607 testo| rotelle del proprio basamento orribilmente fuori di squadro. Egli si 2608 testo| disporvi le mostre degli ortaggi, o beghine già fuori di 2609 testo| sino all'alba, quando le ortolane disponevano già i banchi 2610 testo| passaggio, i lattivendoli, gli ortolani, tutti coloro che soddisfano 2611 testo| già. Era il figlio di un ortolano, caduto piccino da un albero 2612 testo| tratto nell'invisibile e non osa gridare nemmeno inciampando. 2613 testo| necessaria, anche per non osare di risolvere nulla, giacché 2614 testo| stavano già per scoppiare, non osava i soliti sproloquii. La 2615 testo| naturalmente in termini vivaci ed osceni, i camerieri andavano e 2616 testo| la città si allontanasse, oscillando lentamente dinanzi a lui.~ ~ * * *~ ~ 2617 testo| di eccessi: i patrimoni oscillano, si scompongono, si ricompongono 2618 testo| lentamente allungava un riverbero oscillante sulla vicina rotaia, si 2619 testo| insopportabile. Le rotaie oscillavano sotto la sua fronte, quasi 2620 testo| fuggivano chiusi sino alla cima, oscuri e sinistri come catafalchi.~ ~ * * *~ ~ 2621 testo| riempire. Poi il crepuscolo si oscurò ancora, le prime stelle 2622 testo| Scommetto che tu non osi portarmi a cena in casa 2623 testo| Egli si accorse di avere le ossa indolenzite. Improvvisamente 2624 testo| hai nemmeno la tasca.~Ma osservando quel soldo, il fanciullo 2625 testo| non si alzava, si voltò ad osservarlo.~- Mi sembri pallido: hai 2626 testo| passavano sul volto, erano state osservate; tutti quei mercanti, quei 2627 testo| Infatti anch'io ti ho osservato.~- Ma non ho niente! dammi 2628 testo| Egli così poco artista ed osservatore, n'ebbe l'impressione per 2629 testo| divano, una mano in tasca, osservava i cerchi di fumo turchiniccio 2630 testo| ci lascierà nulla, - egli osservò: - sai pure che è pazza 2631 testo| orgoglio vincitore di ogni ostacolo. Bastava salirvi per sfuggire 2632 testo| treno delle quattro; ma non ostante tutte le promesse, quella 2633 testo| piedi, presso il banco dell'oste. Anche Camilla doveva spesso 2634 testo| Forse il pretore, malgrado l'ostentata severità, avrebbe potuto, 2635 testo| angolo di un vicolo, sopra un'osteria, poco lungi dalla piazza. 2636 testo| espressione vaga di spavalderia ostile.~Il padrone ripassò dietro 2637 testo| davanti a lui, mostrare in una ostilità mimica.~Egli vedeva tutto 2638 testo| nei loro panni? - ripeté ostinandosi in questa, che a lui pareva 2639 testo| non me ne vado, - borbottò ostinatamente.~Ma le guardie si erano 2640 testo| monotona passeggiata con ostinazione quasi inconsapevole.~Forse 2641 testo| Non può esser vero, - si ostinò Montalti.~- Lei, maestro? - 2642 testo| per tentare di non morire, ottenendo da una vincita la guarigione 2643 testo| Bonoli dovevano già aver ottenuto dal conte Zoli una qualche 2644 testo| gridare, ma la melma gli aveva otturato la bocca, e un lombrico 2645 testo| indefinibile allorché i padrini, dopo avervi tratta la camicia 2646 testo| erano i felici, i veri padroni del mondo, pei quali i climi 2647 testo| pianto in certi squallori di paesaggi autunnali su praterie opache, 2648 testo| capolavori dell'industria paesana; poi l'insalata nella solita 2649 testo| quali viveva appunto non pagando dazio. Egli andava sempre 2650 testo| sapendo di poterla sempre pagare colla vendita del podere. 2651 testo| io non ho quattrini per pagarli, mi pare che nell'imbarazzo 2652 testo| avrebbe saputo dirlo: aveva pagato dei debiti, ne aveva prestato 2653 testo| mucchi di foglie morte e di pagliuzze, che negli urti contro la 2654 testo| riprendevano; tagliò la pagnottina nel mezzo dividendola a 2655 testo| dissimile fra loro che non paia. Egli vi era passato poche 2656 testo| gettati gli uni sugli altri a palate, si confondevano in un colore 2657 testo| tavolini arrivava insino al palco della banda, senza un avventore; 2658 testo| una scogliera di notte, pallidi chiarori sembravano uscire 2659 testo| appariva simile a quella di un palloncino roseo librato nell'aria, 2660 testo| tavola, col mento sulla palma della mano e gli occhi nel 2661 testo| l'altra, gli battevano le palpebre, mentre un'onda come di 2662 testo| incominciava a tremare, l'aria palpitava, dalla notte desta di soprassalto 2663 testo| le dita un cornetto del pane, e stava per metterselo 2664 testo| nello spirito, v'era il panierino da lavoro della moglie con 2665 testo| segati riempivano ancora il panierone, mentre il grande cavallo 2666 testo| lenzuola per cercare le pantofole; poi così in camicia, coi 2667 testo| adunate intorno alla morte, paradisi, inferni, non riproducono 2668 testo| Vi erano un inferno ed un paradiso, come affermano i preti 2669 testo| gli fece passare questo paragone nel pensiero.~Ma allora 2670 testo| da un triste tremito di paralisi, pareva tratto tratto stridere 2671 testo| coscie, scuotendo il capo paraliticamente. Era un pianto silenzioso, 2672 testo| del caffè Rondinini saliva parallelamente al Corso, per vedere se 2673 testo| ferrovia, sfuggendo dai parapetti del ponte, vaniva esso pure 2674 testo| nostri figli sono i nostri parassiti sino al giorno che, non 2675 testo| battaglia si rimetteva sulla parata con un orgoglio di egoismo, 2676 testo| la piccola cassa forte, e parato al disopra di un panno turchino 2677 testo| Presso il camino chiuso dal paravento, giacché da quindici giorni 2678 testo| cansava sempre quella vecchia parente; ma questa, inciprignita 2679 testo| per riguardi di nome e di parentele tutti erano venuti in soccorso, 2680 testo| pensiero di chiudere così la parentesi della propria vita.~- E 2681 testo| Bourget, spiegando come gli paresse bello, perché Montecarlo 2682 testo| Qualcuna andava forse a Parigi, un sogno che egli aveva 2683 testo| soccorrevano; forse v'era parità di dolori in tutti, perché 2684 testo| Quando si è giovani si parla male della vita, perché 2685 testo| sanguinolenta.~La prima volta parlandole all'albergo, il terzo giorno 2686 testo| tutti i socialisti quando parlano di signori.~- T'inganni; 2687 testo| dinanzi a lui, si erano parlati, egli aveva provato un rimescolamento 2688 testo| ciaramellavano di politica; altri parlavano d'affari, più in un crocchio 2689 testo| sentimento.~Poi Camilla parlò adagio, coll'accento stanco 2690 testo| giornali. Allora non gli erano parsi che interessanti.~La testa 2691 testo| bene il piccolo ingegno parsimonioso della moglie e la sua abilità 2692 testo| sempre negato la propria partecipazione in quella denunzia, mentre 2693 testo| loro poca carne.~Questo particolare lo commosse di tenerezza; 2694 testo| con tanta inesplicabile parzialità la gioia e il dolore? Malgrado 2695 testo| dinanzi a loro la barriera.~- Passa il vapore, lo vedremo, - 2696 testo| demonio! Tutti i dolori passano, è questione di pazienza: 2697 testo| padrone uscire dal banco e passargli dinanzi per servire prontamente 2698 testo| favorevolmente, si mangia, si passeggia, si chiacchiera, si ride, 2699 testo| della domenica. Poche donne passeggiavano ancora. Egli si era diretto 2700 testo| finestre erano socchiuse. Passeggiò, tossì, zufolò inutilmente 2701 testo| recandosi a qualche convegno passionale; aveva i sensi irritati 2702 testo| quale si conservavano le paste.~Gaudenzi, l'impiegato del 2703 testo| testa pesante, la bocca pastosa.~- I bambini sono già andati 2704 testo| tanti condannati salire il patibolo indifferentemente, - disse 2705 testo| abbiamo fatto, ma che ci tocca patire ad ogni modo.~E davanti 2706 testo| ogni sorta di eccessi: i patrimoni oscillano, si scompongono, 2707 testo| giacché s'imbrogliava nel patto fra Elsa e Lohengrin; - 2708 testo| mentre la morte aspetta pazientemente in fondo, terribile, inintelligibile 2709 testo| altra, per la quale si era pazzamente perduto, ne aveva provato 2710 testo| Allora divenne imprudente, la pedinò sino a casa e, poiché salivano 2711 testo| sinistra, pel quale passavano i pedoni, e rinchiuse. Egli ne risentì 2712 testo| girava.~Perché tanti altri peggiori di lui erano più fortunati? 2713 testo| paura davanti a quella testa pelata, piatta, con pochi capelli 2714 testo| grosse e rossastre nella peluria, che la mancanza del lucido 2715 testo| orrore delle esteriorità penali, l'arresto, il dibattimento, 2716 testo| strada e che ne discendeva il pendio, senza che i goccioloni 2717 testo| ancora il puzzo grasso e penetrante. Una polvere cinerea ondeggiava 2718 testo| un fosso. Odori immondi e penetranti crescevano appunto dove 2719 testo| malinconia fredda gli era penetrata sino dentro le carni, come 2720 testo| sola dichiarava di averne penetrato il mistero colla parola 2721 testo| morire?~Il medesimo silenzio penetrava in tutti i cuori, la stessa 2722 testo| loro vita, erano di una penetrazione inquisitoriale, avevano 2723 testo| gli sollevava di dietro il pennacchio della coda fatto con sottili 2724 testo| frase gli aveva fatto una penosa impressione.~Invece la perversa 2725 testo| sembrano lasciare su quelle dei pensatori, gli si aggrondava sui sopracigli 2726 testo| qualche urlo, poi non ci penserà più, come le altre. Gli 2727 testo| teneva dietro con occhio pensoso, avendo sentito la sua mano 2728 testo| vedere se Ponti ritornava, pentendosi già in cuore di non averlo 2729 testo| rimproveri possibili: poi, a che pentirsi? Tanto la situazione non 2730 testo| pene dell'espiazione. Si pentiva piuttosto delle conseguenze 2731 testo| sulla rotaia, lasciando penzolare il capo nel vano come da 2732 testo| ricordava bene, giacché tutte le percezioni gli erano rimaste chiare: 2733 | Perciò 2734 testo| importanti di quella strada, che percorreva da tanti anni, e nella quale 2735 testo| irrevocabilmente dove tutto si perde, ciò che fu e ciò che dovrà 2736 testo| precipitandosi da ogni lato, ma perdendo sempre qualche cosa in ogni 2737 testo| momento che la sua testa vi si perderebbe, e tutto si sarebbe risolto 2738 testo| rifatto, poi ho finito col perderne settantacinque. Ceniamo 2739 testo| questuare, non potrà mai perdonare né a se stesso né agli altri 2740 testo| nella notte i fanciulli perdono la voce.~Egli non si era 2741 testo| da giovane, nelle proprie peregrinazioni di cameriere. Ma lo scrivano, 2742 testo| spandeva su tutte le cose; perfino il fiume aveva cessato di 2743 testo| carrozze e ai passanti di pericolare nel fiume, già scarso di 2744 testo| progetti con Caterina nel primo periodo del matrimonio per un restauro 2745 testo| gli strinse il cuore; egli periva come tutto il resto dei 2746 testo| fronte gli era diventata perlacea sotto i capelli neri, dritti 2747 testo| cornicione di legno ai tetti, le persiane verdi, una porta stretta, 2748 testo| alle nostre tendenze più personali: egli stesso forse non si 2749 testo| ma, distruggendo questa personalità, non gli rimaneposto, 2750 testo| maschile. Egli, divenuto più perspicace, interrogava curiosamente 2751 testo| finire del pranzo, - io sono persuasa che ella ci lascierà tutto. 2752 testo| soddisfazioni, onde si era persuaso di essere un qualcuno importante, 2753 testo| persone, e col quale sovente perveniva a trarsi senz'altro d'impaccio: 2754 testo| penosa impressione.~Invece la perversa ragazza aveva durato a riderne 2755 testo| dello strozzino, freddamente perverso e ricco, ad affrettare la 2756 testo| valuta le riputazioni e pesa tutti i valori.~A Bologna 2757 testo| inevitabile non aveva mai pesato sulla sua coscienza. Non 2758 testo| Non lo aveva: la testa gli pesava sempre più sulle mani, come 2759 testo| fallo. Guardò se v'erano pescatori, qualcuno di quei maniaci, 2760 testo| L'aria dell'andito gli pesò sul respiro. Aveva acceso 2761 testo| fondo: vi passò. La strada, pessimamente selciata, sfiancava, avvallando, 2762 testo| messo in cuore una specie di pessimismo, unica sua reazione contro 2763 testo| trovò più né il sapone né il pettine di lei, che soleva adoperare.~- 2764 testo| entro la quale teneva i pettini, le forcelle e gli sfumini 2765 testo| mentre il grande cavallo pezzato di Carlino, con una gamba 2766 testo| alle mura, che da Porta Pia vanno a Porta Montanara 2767 testo| la ragazza era buona e piacente, la mamma vedeva di buon 2768 testo| che allora gli era parsa piacevole, non aveva più potuto scordarla: 2769 testo| cosa che più in lei gli era piaciuta.~- Non ha altro lei! Anche 2770 testo| croste, che ricordavano altre piaghe, esalandone ancora il puzzo 2771 testo| si sarebbe risolto in un piagnisteo pieno di rimbrotti e di 2772 testo| allungava dinanzi a lui dritta, piana, nera, con quei due regoli 2773 testo| e larghissimo sino ad un pianerottolo alto, cintato, quasi simile 2774 testo| di dentro: i suoi occhi piangevano, come talvolta le ferite 2775 testo| che amarono quel morto, piangono qualche giorno, gli altri 2776 testo| fondo, una casetta a due piani, con un cornicione di legno 2777 testo| torto; egli si esasperò, pianse, discese alle minaccie, 2778 testo| ad un minimo attaccapanni piantato nella parete. Ascoltò: l' 2779 testo| Falcone in uno dei camerini a pianterreno sul cortile. Con Camilla 2780 testo| della morte. Chi sà quali pianti, quali commenti!~Dove sarebbe 2781 testo| davanti a quella testa pelata, piatta, con pochi capelli incollati 2782 testo| alcuni finocchi sopra il piattello dal piede di filograna rossastra.~ 2783 testo| canarino, verdeggiava sul piazzale di una chiesa un piccolo 2784 testo| a quest'ora naturalmente piccati da un desiderio crudele 2785 testo| sorprendono talvolta: l'arma piccina riverberava.~Si sarebbe 2786 testo| lembo di terra sommossa, a picco sul fiume, brulla e triste; 2787 testo| spalla e le rotelle del piedestallo sgangherate. Il sogno misterioso 2788 testo| nell'ombra di un albero piegato a capanna, vide disteso 2789 testo| sinistro, che in quella piegatura del capo ancora gli si vedeva 2790 testo| infilare quella; il sole si piegava al tramonto, dalla campagna 2791 testo| e la gonna, quasi corta, pieghettata sui fianchi. Il suo viso 2792 testo| ultima che gli dava la città; piegò a sinistra per la via di 2793 testo| un panno nero, le strade piene di popolo avevano una ondulazione 2794 testo| memoria. Il babbo e la mamma, pieni per lui di tenerezza, lo 2795 testo| grandi archi del ponte in pietra e laggiù la spalliera dell' 2796 testo| vi è un dolore sotto le pietre, e pare un pianto l'umidità 2797 testo| approvare quella morte, e pigliando un secondo marito, come 2798 testo| se stessa che nemmeno si pigliava l'incomodo di mentire. Tali 2799 testo| era deserto: un uccello pigolò dall'altra ripa del fiume; 2800 testo| un lombrico vi si moveva pigramente.~ ~ * * *~ ~Dalla fessura 2801 testo| biancheggiava silenziosa una pila da riso, che il padrone 2802 testo| calmo, con un principio di pinguedine sotto le guance, aveva sempre 2803 testo| forcelle e gli sfumini per pinturicchiarsi la faccia, c'erano tre o 2804 testo| memorie, come quando un falco piomba sopra una nidiata di pulcini 2805 testo| insetto in una goccia d'acqua piovana, fra due selci di strada.~ 2806 testo| mattina di follia, una mattina pioviginosa e fredda, era andato da 2807 testo| frusta nelle mani e una pipetta quasi senza cannuccia fra 2808 testo| asportato con un colpo di pistola quasi tutta la parte inferiore 2809 testo| Forse non le hai nemmeno, pitocco. Ma levati dunque di qui... 2810 testo| si muovono nell'aria le piume di essa più lievi. Il sopore 2811 testo| angolo del palazzo Bandi, al pizzicagnolo... tutte le stazioni più 2812 testo| come ad un rimedio, che placa il male senza ingannarlo 2813 testo| Boccaccio, costringendo la platea a gettare un urlo animale.~- 2814 testo| l'aria sparuta; chiazze plumbee gli macchiavano la pelle, 2815 testo| ripeté il vecchio, alzando un pochino la canna in segno di disapprovazione; 2816 | pochissime 2817 testo| di tenuta, quattro grossi poderi, e quella doveva essere 2818 testo| questi filosofi e questi poeti, che bestemmiano la vita, 2819 testo| spirito fosse stato abbastanza poetico per comprendere la superiorità 2820 testo| guardingamente al posto solito, poggiando ambedue i gomiti sulla tavola.~ 2821 testo| treno. Avanzò la testa per poggiare il collo sulla rotaia, lasciando 2822 testo| alta ghiaia, sulla quale poggiavano le rotaie, affrettando il 2823 testo| ufficiale, con Ridolfi e Politi. Questi era già del tutto 2824 testo| alta voce tutti gli eccessi politici e le demenze atee dei nuovi 2825 testo| che gli gonfiava cuore e polmoni; negli occhi gli entrava 2826 testo| febbre gli faceva battere i polsi, tremava in quell'incertezza 2827 testo| legato il fazzoletto al polso in qualche angolo appartato, 2828 testo| grasso e penetrante. Una polvere cinerea ondeggiava sopra 2829 testo| lentiggine le macchiava i pomelli, gli occhi troppo rotondi 2830 testo| appoggio che un bastone dal pomo di avorio ingiallito. Era 2831 testo| Dovette badare al come poneva i piedi per non cadere; 2832 testo| di Risparmio e alla Banca Popolare; ma fra tutte e due non 2833 testo| occuparsi che delle miserie popolari.~- Ho letto anch'io qualche 2834 testo| alla terra, probabilmente popolati come la terra, erano rimaste 2835 testo| delle musiche gustate dal popolino; il vecchio maestro, benché 2836 testo| affondare, le sue ripiegature di poppa e di prua si erano distese 2837 testo| per qualche miglio, senza por mente alla diversità della 2838 testo| nella solita barchetta di porcellana bianca, e alcuni finocchi 2839 testo| conosci il bel suol~ che di porpora ha il ciel...~l'opera data 2840 testo| ancora impedita la linea di Porretta.~- Ah!~- Deve partire, signor 2841 testo| tavolino da toeletta e due portacatini, uno per lui e uno per Caterina, 2842 testo| qualche cosa sullo stomaco, portami un bicchierino di cognac, - 2843 testo| esclamò sommessamente, portandosi ambo le mani alla faccia.~ 2844 testo| Scommetto che tu non osi portarmi a cena in casa tua, ora 2845 testo| ordine sopra due scansie portatili. Il resto dei mobili si 2846 testo| altra in silenzio, colle porte e le finestre buie, senza 2847 testo| guardava il Duomo. L'enorme portone di mezzo era socchiuso, 2848 testo| vedendolo dare la propria porzione a Carlino.~Allora Ada s' 2849 testo| L'avvocato Guglielmi si pose in mezzo.~Era un vecchietto 2850 testo| essere cresciuto d'importanza possedendo quella ragazza di un temperamento 2851 testo| egli lo vide.~- Mi vorresti possedere tutta la vita per duemila 2852 testo| all'indomani. Chi era il postino, che faceva il servizio 2853 testo| firma falsa, sapendo di poterla sempre pagare colla vendita 2854 | poterle 2855 testo| gli veniva nella mente di poterlo finire subito. Più tardi, 2856 | potessero 2857 | potete 2858 | potevo 2859 | Potrei 2860 | potresti 2861 testo| per colpa d'altri nella povertà umiliante di una condizione, 2862 testo| apparve davanti la vasta pozza, nella quale si allargava 2863 testo| si allarga in una immensa pozzanghera.~La biroccia, colma di stracci 2864 testo| il colletto, come usava pranzando cogli abiti che portava 2865 testo| quelli che non avevano dove pranzare, dopo un giorno così lungo, 2866 testo| un sussulto.~A casa sua pranzavano circa al tocco e mezzo: 2867 testo| per loro.~- In quale stato pranzeranno domani!~Eppure nulla era 2868 testo| nostra giocondità. È come nei pranzi: ci vogliono degli invitati; 2869 testo| di paesaggi autunnali su praterie opache, sotto un cielo grigio, 2870 testo| religione, che egli non praticava più. E in quella indefinibile 2871 testo| solitudine di un grande prato squallido, quando la notte 2872 testo| quindi schiuse con molta precauzione l'uscio del gabinetto, e 2873 testo| lungamente: egli aveva resistito precipitandosi da ogni lato, ma perdendo 2874 testo| aver lasciato il caffè a precipitare lentamente entro la cocoma 2875 testo| traballare sempre più incerta e precipitarsi nuovamente giù nell'ombre 2876 testo| condizione, nella quale sarebbe precipitato; ma poiché la nostra vita 2877 testo| di quell'incendio, che si precipitava contro di lui rugghiando.~ 2878 testo| occhi, travolto dal fragore precipite che già l'investiva; il 2879 testo| tutti lo stimavano per la precisione del colpo d'occhio in affari 2880 testo| si aggirava come lui, in preda a pensieri forse più disperati. 2881 testo| colla testa rasente ai predellini dei vagoni, aveva sentito 2882 testo| garbati e quella istintiva predilezione della grande arte, che lo 2883 testo| questo era il suo boccone preferito, nell'altro un mezzo formaggio 2884 testo| perché non se ne capisce il pregio, e al più piccolo contrasto 2885 testo| di questa condanna, poi pregò, ella non acconsentì in 2886 testo| morte, in una sola stretta. Pregustava già una gioia acre nel constatare 2887 testo| insetti, tintinni misteriosi preludevano alla grande sinfonia del 2888 testo| importa!~Con un ultimo sforzo premé ancora il collo sulla rotaia.~ 2889 testo| era irrigidito nel duello, premendo la tempia sul ferro gelido 2890 testo| essa, che lo circuiva, lo premeva, costringendolo a rientrare 2891 testo| esistesse, e dovesse punirci o premiarci dopo morti, la ragione di 2892 testo| Caterina andò nella saletta a prendergli i panni già spazzolati.~- 2893 testo| per centomila ragioni lo prendono quasi tutte le vedove giovani, 2894 testo| inverno, la partita al caffè, preoccupandosi soprattutto di vestiti, 2895 testo| io ti approvo, ma debbo preoccuparmi anzitutto dell'altra. Io 2896 testo| quando amano, cominciava a preoccuparsi dell'avvenire.~Il suo affetto 2897 testo| Ecco perché quasi non se ne preoccupava; ma gli altri debiti, i 2898 testo| quale si sentivano salire le preoccupazioni terrifiche della notte. 2899 testo| un discorso bisognava pur prepararlo per presentarsi a Caterina 2900 testo| troppo bene la commedia preparata. Dopo, aveva sempre fatto 2901 testo| interesse di quei discorsi, che preparavano l'avvenire.~Infatti Caterina 2902 testo| quella paura, soffriva alla preparazione lenta del giorno, più ammirabile 2903 testo| venuta improvvisamente, presentando quella cambiale falsa, ma 2904 testo| qualche dichiarazione prima di presentare la cambiale al pretore; 2905 testo| cambiale.~- È troppo.~- Presentate ad un altro la vostra cambiale; 2906 testo| a suo riguardo. Avevano presentato essi medesimi la cambiale 2907 testo| all'idea di non essere presente alla scena della catastrofe 2908 testo| far buon viso a tutti i presenti, senza il permesso di potere 2909 testo| scadenza, ne aveva provato un presentimento; anzi nella sua vita ancora 2910 testo| bambini lo avevano egualmente preservato da tale bruttura. Anzi, 2911 testo| nessuno vi salva più, si è presi, battuti, masticati da tutta 2912 testo| aver fatto come le altre, prestandosi all'amore momentaneo, nel 2913 testo| notte e di giorno, senza prestarvi attenzione: chi guarda alla 2914 testo| pagato dei debiti, ne aveva prestato alle compagne, lo buttava 2915 testo| situazioni drammatiche, e non pretendere di far cantare in condizioni 2916 testo| a questo prete, il quale pretendeva naturalmente di rappresentare 2917 testo| essere immortali; perché noi pretendevamo dunque di esserlo?~Vi era 2918 testo| che discorrono con noi, pretendono d'imbarazzarci; ma voi stesso 2919 testo| pomeriggio, vestiti con pretensiosità plebea, dalle faccie inintelligenti 2920 testo| tutta la notte, inventava pretesti. Una strana morbosità aveva 2921 testo| momento pensò di salire con un pretesto, salutare tutti e scappare; 2922 testo| quale nessuna scienza potrà prevalere, non gli dava anche adesso 2923 testo| soccombono, la disattenzione previene già l'oblio.~Egli stesso 2924 testo| intascandone subito il prezzo, solo coll'abbandonare al 2925 testo| la fontana monumentale, prigioniera di un'alta cancellata a 2926 testo| di ognuno è appunto nel primeggiare sugli altri, vedendoli così 2927 testo| ritornava involontariamente alla primitiva concezione poetica del cielo, 2928 testo| ma il sereno del cielo principiava ad imbiancare in una purezza 2929 testo| riparlarne con lei. A che prò? Ella non conosceva, anzi 2930 testo| sembrargli combinazioni probabili per la girata della cambiale, 2931 testo| potere ingannarsi sulla probità o sulla solvibilità di alcuno. 2932 testo| cosa che verrà poi, un poi problematico nella data ed insignificante 2933 testo| del codice, un fallo di procedura: lo sentiva, era sicuro 2934 testo| fiammeggiante, nell'impeto procelloso di una vittoria: ne aveva 2935 testo| aveva ancora trasmessa alla procura del re; ma da chi farlo 2936 testo| e nella impossibilità di procurarselo malgrado qualunque dolore 2937 testo| colazione sul mezzogiorno, prodiga e sontuosa quanto un pranzo. 2938 testo| di rapine, di leggi, di prodigalità, di avarizie, di casi tragici 2939 testo| della vita, che quasi sempre prodigava gli spasimi più micidiali 2940 testo| vivente, ansante, il più prodigioso uscito dalla mente umana. 2941 testo| piccolo dolore dei bambini, prodotto dalla sua assenza, gli divenne 2942 testo| dopo il tremendo distacco prodottovi dalla lettura di quella 2943 testo| tomba, un estremo impeto di profanazione contro tutto quanto stava 2944 testo| non aveva imparato una professione, ma la colpa veramente era 2945 testo| condannare le nostre azioni più proficue, o ci impediscono l'abbandono 2946 testo| due anni di università, profittando stupidamente della condiscendenza 2947 testo| un'ombra. Si ricordò dei progetti con Caterina nel primo periodo 2948 testo| essere altro che la lenta progressione di questo sentimento, l' 2949 testo| ricordava come fosse severamente proibito di transitare per le linee 2950 testo| fischio stridente, quasi di un proiettile, gli passava sulla testa.~ 2951 testo| ultimo giro, e non di meno prolungando la monotona passeggiata 2952 testo| livido dalla veglia troppo prolungata comincerebbero a parlare 2953 testo| Un altro fischio acuto, prolungato, fendé l'aria; s'intesero 2954 testo| ma non ostante tutte le promesse, quella notte la ragazza 2955 testo| lo metta al collo. Mi hai promesso di non spenderlo: manterrai 2956 testo| incontrarvisi in gruppi, promettendo sempre di separarsi dopo 2957 testo| forze supreme. Talora si prometteva di smettere, perché quella 2958 testo| difficile; nondimeno egli promise che all'Aquila d'Oro non 2959 testo| passargli dinanzi per servire prontamente i nuovi avventori, perché 2960 testo| scostata, colle cautele così pronte ed assennate dell'egoismo, 2961 testo| restava che morire.~Egli pronunciò mentalmente questa parola, 2962 testo| romanzo del Bourget, - e pronunziò il nome come era scritto.~ 2963 testo| città la cosa cominciava a propagarsi. Egli sul principio temette 2964 testo| quindi più facili a tale propalazione, quasi quasi non sospettava: 2965 testo| ultima parola scientifica, propose il problema:~- Quale categoria 2966 testo| quale Ponti fece la stessa proposta, e che accettò.~Romani rimase 2967 testo| propria soluzione al problema proposto da Montalti, rientrò vociando 2968 testo| sotto i tunnels, dai quali prorompeva con un fischio trionfale 2969 testo| gli occhi si voltavano e prorompevano giudizi sommarii, espressioni 2970 testo| figli, quanti restano dopo, prorompono in lamenti contro il morto, 2971 testo| desta, intorno a voi tutto prosegue: la moglie, i bimbi, la 2972 testo| altri si voltarono; quindi proseguirono senza barattare alcuna altra 2973 testo| Non di meno il pranzo era proseguito abbastanza bene.~Per fortuna 2974 testo| torbida lo aveva poco dopo prostrato.~Quella idea della morte 2975 testo| ingannarlo e ci lascia, nella prostrazione dello sforzo compito, una 2976 testo| terreno come ad un appello, protendendo il volto in una impazienza 2977 testo| passi l'ombra del guardiano protendeva ancora la lanterna nera 2978 testo| Lohengrin. Allora tutti protestarono: non sarebbe mancato altro 2979 testo| bisogna esserci dentro per provarla e comprendere come alle 2980 testo| si ricordava le invidie provate nei brevi tragitti dinanzi 2981 testo| stomaco a tutti i muscoli, provocandovi dei piccoli sussulti, dei 2982 testo| fingano il disprezzo, quasi la provocazione, perché tutti si esaltino 2983 testo| incomodo di mentire. Tali provocazioni impudenti, invece di farlo 2984 testo| i suoi pari sono sempre provvisti delle così dette teste di 2985 testo| ripiegature di poppa e di prua si erano distese sulla corrente. 2986 testo| illuminato; due guardie di pubblica sicurezza stavano addossate 2987 testo| affettavano di spregiarla pubblicamente.~Le sue riflessioni non 2988 testo| scudo, senza piacere, senza pudore, senza memoria. Si ricordano 2989 testo| quasi.~- Dammi... - e tese puerilmente la mano.~Ma l'altro non 2990 testo| piomba sopra una nidiata di pulcini e ne ghermisce uno a volo, 2991 testo| Carlino aveva finito di pulire il piatto coi ditini, egli 2992 testo| sapendo più in qual modo pulirla.~La gola gli bruciava, lunghi 2993 testo| mostrarli superbamente così puliti, senza una appannatura al 2994 testo| aveva la stessa aria di pulizia e di modesta agiatezza; 2995 testo| zampilli, avvolta in un pulviscolo d'acqua tenue come un vapore.~ 2996 testo| Dio esistesse, e dovesse punirci o premiarci dopo morti, 2997 testo| Istintivamente aperse le braccia puntando le palme sulla ghiaia, abbacinato 2998 testo| si era più mossa, quando puntato sulle mani, colla testa 2999 testo| era bruciacchiata nelle punte, due o tre goccie di grasso 3000 testo| cielo, una volta azzurra, punteggiata di fanali e magnificamente 3001 testo| assopiva lentamente: i fanali punteggiavano l'oscurità, allineandosi 3002 testo| dalla ghiaia, sulla quale puntellava ancora le mani, raggricchiato 3003 testo| principiava ad imbiancare in una purezza sempre più scialba: le stelle 3004 testo| stava l'espiazione vera, la purificazione violenta del dolore per


2-baro | barto-contr | contu-fasci | fatal-ingra | ingro-negoz | nemic-purif | puris-scatt | scegl-stanc | stand-vigil | vile-zufol

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