|
A la discesa de la montagna àe
uno bello piano, e nel cominciamento àe una città ch'à nome Camandi. Questa
solea essere magiore terra che no è, ch'e Tartari d' altra parte gli ànno fatto
danno piú volte. Questo piano è molto cavo.
E questo reame à nome Reobales,
suoi frutti sono dattari, pistacchi, frutti di paradiso e altri frutti che non
son di qua. Ànno buoi grandi e bianchi come nieve, col pelo piano per lo caldo
luogo, le corne cort'e grosse e non agute; tra le spalle ànno uno gobbo alto
due palmi, e sono la piú bella cosa del mondo a vedere. Quando si vogliono
caricare, si conciano come camegli, e caricati cosí, si levano, ché sono forti
oltra misura. E v'à montoni come asini, che li pesa la coda bene 30 libbre, e
sono bianchi e begli e buoni da mangiare.
In questo piano à castella e
città e ville murate di terra per difendersi da scherani che vanno robando. E
questa gente che corre lo paese, per incantamento fanno parere notte 7 giornate
a la lunga, perché altri non si possa guardare; quando ànno fatto questo, vanno
per lo paese, ché bene lo sanno. E' son bene 10000, talvolta piú e meno, sicché
per quello piano no li scampa né uomo né bestia: li vecchi ucidono, gli giovani
ménagli a vendere per ischiavi. Lo loro re à nome Nogodar, e sono gente rea e
malvage e crudele. E sí vi dico che messer Marco vi fu tal qual preso in quella
iscuritade, ma scampò a uno castello ch'à nome Canosalmi, e de' suo compagni
furo presi asai e venduti e morti.
|