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Marco Polo
Il Milione

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  • 180 - Del reame di Gufurat.
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180 - Del reame di Gufurat.

 

Gufurat è uno grande reame, ed ànno re e linguaggio per loro. E' sono gente idolatri, e non fanno trebuto a veruno segnore di mondo. E sono li peggiori corsari che vadano per mare e' i piú maliziosi, ché quando e' pigliaro alcuno mercatante, sí li danno a bere i tamerindi co l'acqua salsa per farli andare a sella, e poscia sí cercano l'uscita, se lo mercatante avesse mangiato perle od altre care cose, per ritrovarle. Ora vedete se questa è bene grande malizia: ché dicono che li mercatanti sí le trangugiano quando sono presi, perché no siano trovate da' corsari.

In questo paese si à pepe e gengiove asai e bambagia, ch'egli ànno àlbori che fanno la bambagia molto grandi, che sono alti bene 6 passi ed ànno bene 20 anni. Ma quando sono cosí vecchi, non fanno buona bambagia da filare, ma fassine altre cose; da 12 anni infino in 20 si chiamano vecchi.

Qui si conciano molte cuoia di becco e di bue e d'unicorni e d'altre bestie, e fassine grandi mercatantie e forniscosene molte contrade.

Partimoci di qui, andamone in una contrada che si chiama Tana.

 




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