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5 - DOMUS-MUNDUS
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Tentanda via est.
La
bella mano gli posò sul crine
e
disse: - Io vedo il tuo serto di spine,
e
sento l'onda che hai qui dentro ascosa,
o
mio dolce poeta, e son gelosa!
Son
gelosa de' tuoi vaghi dolori
delle
tue belle vendemmie di fiori,
sono
gelosa della fantasia
che
ti dilunga dalla soglia mia. . .
Oh
dimmi i fantasimi
che
sogni nei cieli ;
se
posso, cingendomi
di
candidi veli,
se
posso evocarli,
se
posso imitarli!
Qual
fu stanotte, quando tu vegliavi,
la
dea che del tuo canto incoronavi?
Ah
dimmi che fu larva antica e bruna,
o
mammola di monte, o fil di luna,
o
vecchio frate, o bambolo ricciuto,
o
cadavere, o uccello in mar veduto,
ah
dimmi, dimmi che nel ciel dimora.
e
che tu te 'n dimentichi all'aurora!
Non
vedi? son pallida,
son
tacita anch'io;
perché,
quando a vespero
favello
con Dio
mi
guardi nel viso
col
mesto sorriso?
Io
m'affiso lassù, tu in basso guati;
io
mi faccio gentil, tu ti fai strano...
oh
dove, dove sono i dì volati,
i
dì che insieme viaggiavam lontano?
Era
in riva del mar, nel paesetto,
in
mezzo ai boschi...mi ricordo ancora!
Quanta
speranza ti cantava in petto,
come
ridendo correvamo allora!
Davanti
alle placide
chiesette
del monte,
allora,
rammentati,
chinavi
la fronte;
quei
buoni curati
li
hai tutti scordati?
Pensa
ai bimbi del lido, ai ritornelli
che
col vento venian dai navicelli;
e
mi dicevi, seduti all'ombrìa,
l'universo
è giocondo, e tu sei mia!
Io
sospirava : amo, confido e credo ;
il
futuro lo sento, il Dio lo vedo!...
O
puri affetti, o rime pensierose
di
farfallucce, di baci, e di rose!
Il
nido facciamolo,
dicevi,
o ben mio,
coi
fili di paglia
che
piacciono a Dio;
coi
raggi, coi fiori,
coi
versi e gli amori!
Oblìa
gli amici che han lo scherno in viso;
non
è un mar di amicizia il mio sorriso?
Oblìa,
poeta, il mondo, e il cielo oblìa;
la
cattedrale è la stanzuccia mia!
Qui
la pace, la fede e l'esultanza,
e
qui l'asilo d'ogni tua speranza!
Porgi
a' miei baci questo cuor che geme,
chiudiam
le imposte, e addormentiamci insieme!
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