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Calava
il sole e la notte salìa.
Piovevano
con quelle
parole,
e colle stelle,
goccie
d'amore e di malinconia;
calava
il sole e la notte salìa.
Egli
guardava attonito,
triste,
cogli occhi immoti,
l'universale
accendersi
dei
continenti ignoti;
egli
sognava, o limpido
raggio,
o profondo velo!
la
vastità del cielo,
e
della donna il cor.
.
. . . . . . . . . . .
Perché,
cretino e splendido
mondo
dei Filistei,
sotto
l'arcano incendio
fremevi,
e intorno a lei?
Perché
prigione è l'anima,
prigione
eternamente,
dell'orror
tuo ridente,
del
tuo feroce amor?
Cantate,
o antiche vittime,
cantate,
o giovinetti,
arche
di lunghe lagrime,
nidi
di brevi affetti;
cantate
ai buoni spiriti
qualche
preghiera nuova
che
il vecchio giogo smova
e
che redima il vol!
Guardate:
è l'uom che sanguina
da
una terribil piaga;
è
l'uom cui l'astro suscita
e
cui la mota indraga;
è
l'uom cui l'irco secolo
disse:
- Per me lavora,
per
me contempla, esplora
il
vuoto, il buio, il sol!
Cercami
il Dio; risuscita
qualche
gagliarda fede,
per
chi empiamente dubita
per
chi vilmente crede;
abbatti,
uccidi, interroga
i
morti e le rovine,
cingimi,
o bardo, al crine
l'irrevocato
allòr! -
Egli
lasciò le facili
gioie,
le soglie care.
E
lo venian dal placido
suo
tempio a scongiurare
le
dee della famiglia,
le
sue dilette glorie,
cinte
di pie memorie,
belle
di noti fior...
Tacque,
partì. Fu l'angelo
fu
il demone, fu il bruto?
Fu
il precursor, l'apostolo,
l'uomo
dall'uom voluto?
Per
la profonda tenebra
che
disse al torvo Urano?
Che
tolse al foco arcano
che
strepita lassù?
Cantate,
o antiche vittime,
cantate,
o giovinetti,
arche
di lunghe lagrime,
nidi
di brevi affetti;
cantate
ai buoni spiriti
qualche
preghiera nuova,
e
il vecchio giogo smova
che
ceppo al bardo fu...
Pregate
- il bardo sanguina,
ma,
se nell'alto sale,
dalla
cruenta pioggia
che
gli cadrà dall'ale,
germoglieranno
i mistici
orti
dell'avvenire!
Pregate
- ei dee soffrire,
sciogliere
il volo ancor!
. . . . . . . . . . .
Egli
guardava attonito,
triste,
cogli occhi immoti,
l'universale
accendersi
dei
continenti ignoti.
Egli
sognava, o limpido
raggio,
o profondo velo!
la
vastità del cielo
e
della donna il cor.
Calava
il sole e la notte salìa.
Piovevano
con quelle
parole,
e colle stelle,
goccie
d'amore e di malinconia;
calava
il sole e la notte salìa.
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