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Emilio Praga
Penombre

IntraText CT - Lettura del testo

  • 5 - DOMUS-MUNDUS
      • -7-
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-7-

 

Come un mortale anelava il fuggente

globo di Venere;

e le montagne sotto il nascente

parean di cenere.

 

Era l'ora del sonno, e del dolore,

e dei patiboli;

l'ora che il frate le celle, e l'amore

lascia i postriboli.

 

L'ora che, errando per la fredda chiesa,

sbadiglia il chierico;

e la matrona si dibatte, appesa

a un sogno isterico.

 

Dalle cantine stridevano i galli

col canto rauco;

e le lanterne erano sgorbii gialli

sul cielo glauco.

 

Qualche tempio qua e si dipingeva

di negre spoglie;

e il pispiglio dei passeri sorgeva

fuor dalle foglie.

 

Ed era un altro fra i già sorti

e scesi al tumulo;

un altro giorno che dei giorni morti

correva al cumulo.

 

 

 




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