|
47 - IN
MORTE DI UN BIMBO
Ancor vederti
sembrami
le braccia dimenare
come una giovin
rondine
che tenti di
volare,
povero bimbo,
piccolo
cadaverin sepolto!
Quel tuo vergine
volto
dimmi a chi ride
adesso?
Sul tuo recente
tumulo
poc'anzi ancor
sostai;
inutilmente i
pallidi
giacinti
interrogai...
Seppellivano un
vecchio,
o bimbo, a te
vicino:
un grido del
becchino
mi rapì le visioni.
Perché nascesti
?...dissero
alla povera madre
che a sé chiamato
avevati
dei cherubini il
padre;
ma le materne
lagrime
non prevedeva
Iddio?
Oh lo spietato
oblìo
che domina nel
cielo!
Nel cielo
?...Arpìa, silenzio!
Ci può la madre
udire:
la fede ell'ha,
diciamole
che lo vedrà redire
pura animuccia,
silfide
color di paradiso,
a baciarla sul
viso,
a baciarla sul
core!...
Oh gli orrendi
spettacoli
del nostro
cimitero!
Un muricciuolo
squallido,
un campo grasso e
nero,
ed una danza
assidua
di tibie
innominate,
e smorfie, e
ghigni, e occhiate
di teschi al sol
risorti!...
Le croci, pinte ad
olio,
o sculte in marmo e
in oro,
son là, delle
famiglie
miserrimo decoro,
alla neve, alla
pioggia,
meste, tarlate,
mute...
dell'eterna salute
ove, ove trovi un
segno?
Bambino,
l'ineffabile
tuo visino d'amore
giace fra questi
ruderi,
circondato d'orrore
;
e forse il vecchio
scheletro
che ieri han
seppellito
già rotolò
stecchito
sul tuo piccolo
capo.
Deh, quel giorno
che, fracida
la tua crocetta
nera,
si smarriran
cercandoti
il pianto e la
preghiera,
bimbo, se tu se' un
angelo
scendi alla madre
accanto
e lo spirito
affranto
come una spiga
invola.
|