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Emilio Praga
Penombre

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  • 4 - VESPRI
    • 21 - I RE MAGI - A MIA MADRE
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21 - I RE MAGI - A MIA MADRE

 

I bei vegliardi dallo scettro d'oro

che per la neve, sotto il ciel sereno,

sostar sommessi alla mia porta udìa,

la notte della santa Epifanìa,

o son morti di freddo, o son malati,

nei paesi del sole,

i bei vegliardi dallo scettro d'oro!

 

Quando la mia scarpetta in sul verone

tutta avvizzita facea la rugiada,

e tu madre, domestica regina,

la colmavi di doni alla mattina,

io ricciuto avea il crin, candida l'alma,

e ogni alba che venìa

di giornate regali il don mi offria.

 

Un giovin Sire senza scettro d'oro,

ma cui nutrian d'aromi e terra e cielo,

e una corte di sogni e di speranze

complimentava fra beate stanze,

era in quei giorni io stesso:

io che il perduto imper sospiro adesso!

 

I bei vegliardi dallo scettro d'oro

che per la neve, sotto il ciel sereno,

sostar sommessi alla mia porta udìa,

la notte della santa Epifanìa,

o son morti di freddo o son malati

nei paesi del Sole,

i bei vegliardi dallo scettro d'oro!

 

 




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