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| Emilio Praga Penombre IntraText CT - Lettura del testo |
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-2-Calava il sole e la notte salìa. Piovevano con quelle parole, e colle stelle, goccie d'amore e di malinconia; calava il sole e la notte salìa.
Egli guardava attonito, triste, cogli occhi immoti, l'universale accendersi dei continenti ignoti; egli sognava, o limpido raggio, o profondo velo! la vastità del cielo, e della donna il cor.
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Perché, cretino e splendido mondo dei Filistei, sotto l'arcano incendio fremevi, e intorno a lei? Perché prigione è l'anima, prigione eternamente, dell'orror tuo ridente, del tuo feroce amor?
Cantate, o antiche vittime, cantate, o giovinetti, arche di lunghe lagrime, nidi di brevi affetti; cantate ai buoni spiriti qualche preghiera nuova che il vecchio giogo smova e che redima il vol!
Guardate: è l'uom che sanguina da una terribil piaga; è l'uom cui l'astro suscita e cui la mota indraga; è l'uom cui l'irco secolo disse: - Per me lavora, per me contempla, esplora il vuoto, il buio, il sol!
Cercami il Dio; risuscita qualche gagliarda fede, per chi empiamente dubita per chi vilmente crede; abbatti, uccidi, interroga i morti e le rovine, cingimi, o bardo, al crine l'irrevocato allòr! -
Egli lasciò le facili gioie, le soglie care. E lo venian dal placido suo tempio a scongiurare le dee della famiglia, le sue dilette glorie, cinte di pie memorie, belle di noti fior...
Tacque, partì. Fu l'angelo fu il demone, fu il bruto? Fu il precursor, l'apostolo, l'uomo dall'uom voluto? Per la profonda tenebra che disse al torvo Urano? Che tolse al foco arcano che strepita lassù?
Cantate, o antiche vittime, cantate, o giovinetti, arche di lunghe lagrime, nidi di brevi affetti; cantate ai buoni spiriti qualche preghiera nuova, e il vecchio giogo smova che ceppo al bardo fu...
Pregate - il bardo sanguina, ma, se nell'alto sale, dalla cruenta pioggia che gli cadrà dall'ale, germoglieranno i mistici orti dell'avvenire! Pregate - ei dee soffrire, sciogliere il volo ancor!
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Egli guardava attonito, triste, cogli occhi immoti, l'universale accendersi dei continenti ignoti. Egli sognava, o limpido raggio, o profondo velo! la vastità del cielo e della donna il cor.
Calava il sole e la notte salìa. Piovevano con quelle parole, e colle stelle, goccie d'amore e di malinconia; calava il sole e la notte salìa.
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