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Emilio Praga
Penombre

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  • 5 - DOMUS-MUNDUS
      • -3-
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-3-

 

Ed ella a lui: - Fuggiam da queste bolge

alla nostra pendice;

sotto il verde e l'azzurro il tempo volge

lento e felice.

 

Avrai l'aperto della tua pianura,

benedetta da Dio;

avrai le rime e i fior della natura,

e l'amor mio.

 

Io so trovarli i mesti sentieruoli

pieni di caprifoglio,

e in un bosco ben noto agli usignuoli

condur ti voglio.

 

Ti innonderò di mammole il lettuccio

ai dì di primavera;

e leverò, se vuoi, dal suo cantuccio

la croce nera.

 

Quella che, mi sovvien, spesso hai guardato

come si guarda un morto,

non già coll'occhio di chi pensi al fato

di un Dio risorto!

 

Povera croce!... e ne torrò, se vuoi,

i lunghi affetti e i voti,

appesi insieme un di da tutti noi,

bimbi devoti!

 

E verrò teco, in mezzo alla campagna,

a semplice orazione;

sull'ara ove sacrifica e si lagna

la creazione.

 

Crederò, se tu credi, a questo Iddio

senz'occhi e senza trono;

se ti piace e ti serba al tetto mio,

anch'esso è buono!

 

Ma lascia al fango e all'odio il mondo triste

e gli uomini perversi;

e se sospiri ancor sante conquiste

di santi versi,

 

deh, ripulisci all'amore il gioiello

della tua dolce vita,

deh, mesci il genio del poeta a quello

dell'eremita! -

 

 




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