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| Emilio Praga Penombre IntraText CT - Lettura del testo |
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14 - DUE CONOSCENZE
Requiescant in pace
Io conoscea due vispe vecchierelle che vicino abitavano di casa: le due cuffie eran sempre alla finestra, e per l'aria venìa un confuso cianciar pien d'allegria.
Parevan le due candide cuffiette, tra quei vasi di fior, due tortorelle, e or rivolti alla strada or alla gronda, quattro occhietti brillanti studiavano gli uccelletti e i viandanti.
Io passava di là quasi ogni sera e m'avean le due donne in simpatia, ché, fra tanti a ragazze accompagnati, mi vedevan soletto e mi credean dabbene e poveretto.
Anch'io le amavo, e un dì, come deserti vidi i balconi del convegno antico, chiesi novelle: moribonda l'una, l'altra al letto davanti a pregar la madonna e tutti i santi.
L'ammalata morì; fu un epitaffio breve alla porta della chiesa, e un requie di più. L'altra tornò nella sua casa stretta, oscura, pudica come la bara della estinta amica.
E più di quella restò forse chiusa. Quando al sol si riaperse, oh cosa triste! intisichian non innaffiati i fiori, e la vecchia languente guardava intorno e non vedea più niente.
Dimenticato anch'io, son mesi e mesi che ho mutato cammin, come gli uccelli che sul miglio infedel piansero molto, poi decretar lo sfratto. I fiorellini erano morti affatto.
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