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| Emilio Praga Penombre IntraText CT - Lettura del testo |
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-2-Ed ora pulisciti, mia povera creta! Sian puri, sian limpidi gli amor del poeta ; sul dolce miracolo la musa non dica che note di spica, che effluvi di fior.
Un serto facciamogli del nostro pensiero, ma casto, ma placido, ma bello e leggero; ci basti il suo bacio per leggere i fati, per viver beati ci basti il suo cor!
Ai fischi del pubblico, del volgo al sorriso ci asconda quel piccolo suo vergine viso: se un ramo di lauro ci aspetta nel mondo, serbiamolo al biondo suo lucido crin!
E tu che ti nomini l'immenso avvenire, tu culla dei gaudii, dei pianti e dell'ire, lo guarda, e inargèntati, lo guarda, e t'indora; gli innonda d'aurora l'astruso cammin.
Se il peso del genio, se il marchio del vate son l'onta e la gloria che Iddio gli ha serbate, oh intatte ritornino le età che son morte; del dolce, del forte, del santo cantar!
Ma meglio, assai meglio se invece lo aspetta, la pace, il silenzio d'ignota casetta!. . . Sia piena di rondini, dal mondo difesa, sia bianca e sospesa fra il ciel ed il mar!
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