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Sperone Speroni
Dialogo delle lingue

IntraText - Concordanze

(Hapax - parole che occorrono una sola volta)
ab-disid | disio-nobil | noce-stamp | stand-zoppe

                                                 grassetto = Testo principale
     Parte                                       grigio = Testo di commento
1 | ab 2 | abbiamo 3 testo| lingua greca e latina, quelle abbracce, quelle abbia care, e con 4 testo| canto, doverebbe l’uomo abbracciare, ha la lingua latina, come 5 testo| una nuova città, la quale abitassero i litterati, ove non si 6 testo| ogni provincia e in ogni abito esser sempremai una cosa 7 testo| commodità nostra, accioché absenti, presenti, vivi e rnorti, 8 testo| ragionando tra noi i nostri accidenti, ma leggendo gli altrui. 9 testo| lingue d’Italia possiamo accogliere parole e alcun modo di dire, 10 testo| quali meglio, quali peggio s’accompagnano al loro viaggio, e qualunche 11 testo| combatter solo, che da persona accompagnato, la quale come inesperta 12 testo| se l’uomo in lei o non s’accorge o non cura né di spondei 13 testo| voi v’ingannate, non vi accorgendo che nel cadere di sì superbo 14 testo| benché più tosto vi dovete accostare alla mia, ove sete richiesto 15 testo| stati ne siano inventori e accrescitori; ma dall’inclinazione dell’ 16 testo| Bem. Troppo aspramente accusate questa innocente lingua, 17 testo| avverrà ch’ella se l’abbia acquistata. Ché così vuol la natura, 18 testo| nascere cominciò, senza mai né adacquarla né potarla né difenderla 19 testo| Monsignor, le ragioni dianzi addotte da me non sono lievi, che 20 testo| discordi dal verbo, né l’adiettivo dal sostantivo: la qual 21 testo| apprendono quanto possono adoprar l’ingegno; il quale, se 22 testo| sprezzate da chi doveva adorarle; ora che Dio la mi ha conceduta, 23 testo| cristallo, sia dalle genti adorata, così questa degna reliquia 24 testo| non l’adora per dio. Ma adoratela a vostro senno, solo che 25 testo| suoi libri; natura aver lui adottato per figliuolo, non per esser 26 testo| oggimai non paiono rami adottivi ma naturali. Quindi nacquero 27 testo| materna essere una certa adunanza non confusa ma regolata 28 testo| bell’arte quelli insieme adunarefattamente che non discordino 29 testo| arte del comporle e dell’adunarle è una cosa medesma nella 30 testo| pur i nomi, i verbi e gli adverbi di lei, ma l’arte ancora 31 testo| nome, ora un verbo, ora un adverbio della sua lingua; il che 32 testo| potete entrarvi senza paura, aecostandovi a quella parte che più vi 33 testo| singulare da gl’altri uomini affaticandovi vanamente senza pro vostro 34 testo| sarà, così sete usato d’affaticarvi e con le vostre lodevoli 35 testo| distinzione di parole, i loro affetti significare; molto meglio 36 testo| Perché io giudico Alessandro Afrodiseo greco, come è tanto diverso 37 testo| guisa di regno partito, più agevolmente rovinassero le dissensioni 38 testo| memoria degli uomini, sudare e agghiacciar più volte, e quando altri 39 testo| alli quali alcuna cosa aggiugnendo dee avanzare la nostra industria.~ 40 testo| più facilmente si possa aggiugnere alcuna cosa alla dottrina 41 testo| Lazaro dice il vero e v’aggiungo che ‘l Peretto in quell’ 42 testo| lo quale seguite quanto v’aggrada, che altrettanto io farò 43 testo| parlare.~Bem. Dovevate, per agguagliarla compitamente alla lingua 44 testo| giudicio di Fiorentini possa agguagliarsi a Virgilio né ad Omero, 45 testo| Petrarca e del Boccaccio, e agguagliatele alle loro volgari: di quelle 46 testo| essi, a guisa di ottimi agricoltori, lei primieramente tramutarono 47 testo| quanto d’altrui artificio aiutata, suol produrre ogni lingua. 48 testo| naturalmente e da niuna arte aiutate par che e’ gli eschino della 49 testo| me fia vergogna l’essere aiutato d’altrui incontra all’auttorità 50 testo| volere.~Lasc. Così Dio m’aiuti come io credo motteggiate; 51 testo| di Rustico e d’Alibech, d’Alatiel, di Peronella e altre cotali 52 testo| quale, se non si sdegna d’albergare negl’intelletti lombardi, 53 testo| della mia giornata a buono albergo sano, quantunque stanco, 54 testo| per sé medesme, a guisa di alberi o d’erbe, quale debole e 55 testo| lingua, eccetto quello de l’Alcorano. Dunque come proporzionevolmente 56 testo| cristallo, stesse rinchiuso nell’alfabeto di Grecia, e con lui insieme 57 testo| anima nostra non con altre ali che con quelle del suo ingegno 58 testo| leggendo quella di Rustico e d’Alibech, d’Alatiel, di Peronella 59 testo| oltre il mare e di là dall’Alpi, onde è chiusa l’Italia: 60 | alquanto 61 testo| delle finestre di lei questa alta, quell’altra bassa riformarete; 62 testo| tabernacoli, ma tempii e altari, alla cui visitazione concorrerà 63 testo| Atene ma per aver bene in alto inteso, bene parlato e bene 64 | altresì 65 testo| disgrazia n’ho alcuna veduta, altretante meco medesimo ho lagrimato 66 testo| illuminava il palazzo, e altronde dentro di lei con la luce 67 | altrove 68 testo| Per la qual cosa chiunque ama d’esser uomo perfettamente, 69 testo| verità, la quale dovete amare e riverire sopra ogni cosa, 70 testo| giamai, sempremai averla amata e lodata, né meno che orrevolmente 71 testo| più vi sia in odio che non amate la latina e la greca. Peroché 72 testo| quelle sarà proprio degli amatori e studiosi delle dottrine, 73 | ambedue 74 testo| eucaristia e del battesmo con ambidue tai sacramenti: la quale 75 testo| certo più dotte, ma meno ambiziose delle presenti, degneranno 76 testo| nuovo, che più istimo e ammiro la lingua latina di Cicerone 77 testo| mosso non solamente dall’amor della verità, la quale dovete 78 testo| oltramontani, egli ci ha donato l’amore e la cognizione delle lingue 79 testo| dattili né di trochei né d’anapesti e finalmente di niuna maniera 80 | ancor 81 testo| che gli sostengono e fanno andare dirittamente. La qual cosa 82 testo| vostra professione, che andasse presso a quel segno ove 83 testo| fuggir la toscana, o io non v’anderei a legger latino o spererei 84 testo| può dire altro, se non che andiamo di male in peggio?~Per. 85 testo| della lingua come per l’angustia d’i termini dentro a’ quali 86 testo| conseguente di così fatto animale, come di mostro a caso creato 87 testo| ne’ corpi nostri e nell’anime quella salute, questa virtute. 88 testo| quelle due lingue. Onde gli annali di Roma, li quali senza 89 testo| quelli non sarete osi d’annoverargli. Ora non voglio nominar 90 testo| filosofo, parte da le ragioni antedette, io ve ne rendo infinite 91 testo| lingua latina la volgare antepongono, o sono senza giudicio, 92 testo| voi le diate la forma che anticamente le dierono que’ primi buoni 93 testo| altrui e rinovellamento dell’antichità.~Laz. Voi dite il vero, 94 testo| capo; altramente al tempo antico, per bene parlare greco 95 testo| la soavità della cetra d’Apollo.~Corteg. Ecco, io son contento 96 testo| lodo, quella vi persuado apparare; quantunque ella non sia 97 testo| altro quello almeno che n’apparaste dal Peretto e dal Lascari, 98 testo| d’i mortali.~Scol. Già s’apparecchiava messer Lascari alla risposta, 99 testo| dalle ragioni, ma dal vostro appetito, lo quale seguite quanto 100 testo| subitamente in guisa le s’appiccarono e in guisa si ferno simili 101 testo| sottile verga, la quale non ha appieno fiorito, non che frutti 102 testo| dicesse le rime esser l’appoggio de’ versi, che gli sostengono 103 testo| mortali, la quale con più agio apprendemo; e come meglio sarebbe stato ( 104 testo| lustri miseramente poniamo in apprender quelle due lingue, non per 105 testo| tempo che spender volli in apprenderla. Della ebrea, io non ne 106 testo| maniera lombarda, meglio apprendesse le regole della buona lingua 107 testo| finalmente di dovere essere non appresa ma ripresa dalle persone, 108 testo| partirla da sé e non degnar d’appressarlasi alla sua bocca che non fu 109 | appresso 110 testo| Latini quasi ugualmente s’appropriarono. Onde le loro lingue vengono 111 testo| il quale lunga stagione arà penato a far fronde. Sarà 112 testo| s’intendea della lingua arabesca, mi ricordo udir dire che 113 testo| direbbe Marco Tullio fra gli Arabi, così confesso dover nascere, 114 testo| lingue d’ogni paese, così l’arabica e l’indiana come la romana 115 testo| ma tutto consista nello arbitrio delle persone. Onde chi 116 testo| quale ha diliberato che qual arbor tosto nasce, fiorisce e 117 testo| dierono que’ primi buoni architetti, quando nova la fabricarono; 118 testo| solerzia e del nostro buono ardi­mento; ché, così come, venendo 119 testo| della lingua, hanno avuto ardimento di por mano a’ suoi libri, 120 testo| conosciuto da molti, niuno ardisce di ripigliarlo. Ma tempo 121 testo| alcuna buona persona non meno ardita che ingeniosa porrà mano 122 testo| Boccaccio, voi non sarete sì arditi che né eguali però né inferiori 123 testo| non parlasse volgare, non arebbe chi l’intendesse e parrebbe 124 testo| grandi uomini, non prendesse argomento di far conserva delle sue 125 testo| io non direi dover uomo arguire l’eccellenzia d’alcuna lingua; 126 testo| che ove voi credereste d’argumentar solamente contra la lingua 127 testo| intendere i libri di filosofia d’Aristotele; li quali, per quello che 128 testo| generarebbe quei Platoni e quegli Aristotili, che produceva l’antica. 129 testo| ascoltati, che, avendo alcuna arme con la quale voi mi possiate 130 testo| è a volgere: ove poi che arrivata sarà, non dubito punto che, 131 testo| presso a quel segno ove sete arrivato con le buone lettere poi, 132 testo| ignoranti: acciochél vulgo arrogante, con l’essempio e auttorità 133 testo| veduti a’ miei giorniarroganti che, privi in tutto d’ogni 134 testo| io sia sì pieno né così arso d’invidia che io disideri 135 testo| quelle solamente le quali artificiosamente compose alcuno uomo eloquente, 136 testo| ritratto, quantunque fatto d’artificiosissimo dipintore, non può essere 137 testo| pedante, il quale con gli artigiani facesse il Tullio fuor di 138 testo| in un giorno chi non le ascolta per imparare, pensando che 139 testo| delle lingue; ma volentieri ascoltai bramando e sperando pur 140 testo| recare agl’orecchi degli ascoltanti le prose e i versi che se 141 testo| cosa col Lascari, che l’ascoltarla mi piacerà. Pregovi adunque 142 testo| sì attentamente ci avete ascoltati, che, avendo alcuna arme 143 testo| dopo me.~Lasc. Volentieri v’ascolterò, se vi il cor di provarmi 144 testo| caso non siano umane ma d’asino, se voi mi dite per qual 145 testo| simile a quello che ancora aspettano li Giudei, acciò che eresia 146 testo| ruina di noi.~Bem. Troppo aspramente accusate questa innocente 147 testo| precipizio e dal tempo, qual atleta o qual gigante potrà vantarsi 148 testo| Lasc. Diverse lingue sono atte a significare diversi concetti, 149 testo| lingua moderna, tutto che sia attempatetta che no, esser però ancora 150 testo| con sì lungo silenzio e sì attentamente ci avete ascoltati, che, 151 testo| altramente, sendo statoattento al nostro contrasto, aiutatemi, 152 testo| voi biasimareste la lingua attica, peroché l’uso di lei fosse 153 testo| fattamente che egli non è più atto a ricevere impressione di 154 testo| facesse, levandole via d’attorno le inutili frasche, in loro 155 testo| conosciuta e lodata. Gli augelli, i pesci e l’altre bestie 156 testo| Cicerone che l’imperio d’Augusto. Delle laudi della qual 157 testo| non avrà origine né dall’autorità né dalle ragioni, ma dal 158 testo| andar ricogliendo per questo auttore e per quello ora un nome, 159 testo| altro stato mutarsi, ora avanzando e ora diminuendo, finché 160 testo| alcuna cosa aggiugnendo dee avanzare la nostra industria.~Lasc. 161 testo| nel quale di gran lunga avanzava tutti gl’altri scrittori 162 testo| già sarebbe convertita in avarizia la sapienzia. Ora, se alcuno 163 | avea 164 testo| meraviglia, se noi ancora non n’avemo tanto che basti nella volgare; 165 testo| rozze parole, narravano gl’avenimenti di lei, non durarono molti 166 testo| ma sì fare debbiamo per l’avenire, che d’ogni cosa per tutto ‘ 167 testo| Almeno dirò quello che io averò in core; e lo studio che 168 | avevate 169 testo| cercato e disiderato. Ma io v’aviso che egli vi bisognerà sodisfar 170 | avrà 171 | avuta 172 testo| benediranno il suo studio; quello avvenendogli che avvenne di Gesù Cristo, 173 testo| avviene che noi veggiamo avvenire d’alcuna umana complessione, 174 testo| nostri anni, la qual cosa non avveniva agli antichi. E per distinguere 175 testo| quello avvenendogli che avvenne di Gesù Cristo, il quale, 176 testo| parlassero li mortali; e avverrebbe che ove voi credereste d’ 177 testo| esser vinto da così degno avversario.~Scol. Gentiluomo, io non 178 testo| migliore. Onde quello n’avviene che noi veggiamo avvenire 179 testo| degnamente è nominata torre di Babel. Dunque, non nascono le 180 testo| solamente i quali sono usati a ballare al suono dei leuti e dei 181 testo| strumenti atti a fare armoniaballo; così udendo e formando 182 testo| delle parole latine, e la barbarica spiacevolezza delle volgari; 183 testo| con barbari e non aver del barbaro. Né solamente queste due 184 testo| gente, facchini, contadini, barcaroli e altre tali persone con 185 testo| questa alta, quell’altra bassa riformarete; ivi sode tutte 186 testo| vostra Republica, e non le bastando l’oro e l’argento a pagare 187 testo| origine delle cose fosse bastante di recar loro questa infame 188 testo| parole dell’eucaristia e del battesmo con ambidue tai sacramenti: 189 testo| nulla credeva quando fu battezzato; così qualunche non è nato 190 testo| tabernacoli; onde lei come cosa beata riveriamo e inchiniamo. 191 testo| ciascheduno al suo modo, e è bell’arte quelli insieme adunare 192 testo| le cento novelle non sono belle egualmente, né i sonetti 193 testo| perché e più tosto e più belli e maggior frutti facesse, 194 testo| mille altri loderanno e benediranno il suo studio; quello avvenendogli 195 testo| or passando più oltre a benefizio e ornamento della persona 196 testo| Veramente questa nuova bestia di prosa volgare o è senza 197 testo| miglio, frumento e altre biade sì fatte, delle quali altre 198 testo| patto di potere insiememente biasimar la volgare, se voglia me 199 testo| ateniese gl’Italiani, voi biasimareste la lingua attica, peroché 200 testo| schernito primieramente, biasimato e crucifisso d’alcuni ippocriti, 201 testo| per che non solamente non biasimerei il disfacimento di questo 202 testo| con tante e tali ragioni biasimò cotal lingua ch’ora fu che 203 testo| Ché se ragione mancasse di biasmarla, questo suo primo principio, 204 testo| e sdrucciola a guisa di biscia o ha quelli di specie diversa 205 testo| parimente perfetti? Certo bisognarebbe che egli dicesse niuna orazione, 206 testo| toscano.~Laz. Se io credessi bisognarmi persuadere a’ scolari di 207 testo| Ma io v’aviso che egli vi bisognerà sodisfar non tanto all’immenso 208 testo| imparare, pensando che non bisogni impararle.~Bem. Ditene almeno 209 testo| andar per le mani e per le bocche delle persone del mondo, 210 testo| finalmente senza nissuna bontà? E meritamente per certo; 211 testo| ben colto orticello in un bosco di pruni; oltra che le cose 212 testo| ma volentieri ascoltai bramando e sperando pur d’imparare. 213 testo| creggiate che messer Lazaro brami solamente la lingua latina 214 testo| nato e morto greco, non brescianobergamasco, e mentire 215 testo| che ne sia detto da me, brevemente certo per rispetto a quello 216 testo| cotali possono esser lunghe e brevi a lor voglia, mai non dirò 217 testo| ritrova che meno ingrata e men brutta fa l’una dell’altra; ma 218 testo| toscano non esser né più brutto, né più bello dell’altro 219 testo| conserva delle sue proprie brutture e ad arte ridurre la sua 220 testo| direi: parte per non dire bugia, parte per non parer d’aver 221 testo| sediziose tuttavia procuriamo di cacciarla della sua patria e in suo 222 testo| aver quasi del nostro mondo cacciata, mentre l’uomo, non curando 223 testo| medesimi, li quali di Frigia cacciati vennero ad abitare in Italia, 224 testo| Per. Questo è vero, ma le cagioni son molte, tra le quali 225 testo| dirò che sia diritto il lor calle, salvo se Monsignor non 226 testo| tempo sedersi nella sua camera; e chi, morto in sé stesso, 227 testo| esser la sala, farete le camere, confonderete le porte, 228 testo| piedi; onde misuratamente camina dal principio alla fine 229 testo| por mano ai tamburi e alle campane della volgare, imitando 230 testo| nostro Aristotile ne’ buoni campi d’Atene, di lingua greca 231 testo| non degniate di entrare in campo con esso noi.~Scol. Come 232 testo| sarebbe di maggior dignità il canevaio o ‘l cuoco di Demostene 233 testo| so delle lingue, non lo cangerei al Marchesato di Mantova.~ 234 testo| non è, io mi sento tutto cangiare, massimamente leggendo quella 235 testo| Ma noi vani più che le canne, pentiti quasi d’aver lasciato 236 testo| lodare lo stridere delle cannucce di Pan che la soavità della 237 testo| pareggiare i sonetti e le canzon di lui alle sue comedie, 238 testo| catena al sonetto e alla canzone che piedi o mani di versi 239 testo| barbarie del mondo. Nel quale caos prego Dio che mandi ancora 240 testo| cotal melodia non ne sono capaci gl’orecchi del vulgo, né 241 testo| di questa età, così aver cari i suoi libri trammutati 242 testo| Cicerone e Virgilio? Le case, i tempii e finalmente ogni 243 testo| rime sono più tosto come catena al sonetto e alla canzone 244 testo| come inesperta dell’armi, cedendo in sul principio della battaglia, 245 | cento 246 testo| perfettamente, con ogni studio dee cercare di parlare e scrivere perfettamente; 247 testo| cuna e dalle fasce, senza cercarla altramente, quando tra le 248 testo| lungamente disiderata e cercata, simile forse ad alcuni 249 testo| quale lungo tempo hanno cercato e disiderato. Ma io v’aviso 250 | certa 251 | certamente 252 testo| obligata, che alle vittorie di Cesare. Onde io dissi, e ora dico 253 testo| Pan che la soavità della cetra d’Apollo.~Corteg. Ecco, 254 testo| de’ versi di questa lingua chiamaste musica d’archibusi, conciosia 255 testo| qual ragione sia numerosa chiamata, se l’uomo in lei o non 256 testo| solo che italiano non lo chiamate, essendo venuto tra noi 257 testo| alcuni numeri, che noi altri chiamiamo piedi; onde misuratamente 258 testo| altrui. Questo a’ nostri chiaramente si vede in un giovane padovano 259 testo| ragionamento, possa pregarvi che la chiariate.~Laz. Son contento. Dunque, 260 testo| delle cose volgari ma de’ chirie ancora e dei santus si fanno 261 testo| di là dall’Alpi, onde è chiusa l’Italia: ché già non è 262 testo| lingua di parolette e di ciance, resti vana la nostra mente. 263 | ciascheduno 264 | ciascuna 265 testo| lingua volgare abbia i suoi Ciceroni, i suoi Virgilii, i suoi 266 testo| ispazio di quattrocento o cinquecento anni sia divenuta cittadina 267 testo| Virgilii. Ma noi altri suoi cittadini, colpa e vergogna del nostro 268 testo| rovinassero le dissensioni civili.~Corteg. Dunque, aiutatemi 269 testo| Tullio latino ch’esser Papa Clemente.~Corteg. E io conosco di 270 testo| cosa sapere, quando, senza cognoscere la natura di lei, possiamo 271 testo| Veramente se questa lingua fosse colonia della latina, non oserei 272 testo| que’ fiori e que’ frutticoloriti dell’eloquenzia, con quel 273 testo| fossero stati sì negligenti in coltivare la latina quando a pullular 274 testo| ebbero in guardia, che non la coltivorno a bastanza,. ma a guisa 275 testo| narancio o una oliva da un ben colto orticello in un bosco di 276 testo| uomini, più solleciti alla coltura della lor lingua che noi 277 testo| egl’ è meglio per voi il combatter solo, che da persona accompagnato, 278 testo| imparare. Dunque, avendo a combattere in difesa d’alcuna vostra 279 testo| impararla e usarla.~Laz. Combattete pur tra voi due, acciò che 280 testo| vi consiglio che senza me combattiate; ché egl’ è meglio per voi 281 testo| gloria vincer me, debole combattitore e già stanco nella battaglia 282 testo| le canzon di lui alle sue comedie, le quali nella sua lingua 283 testo| numerare. La ebrea similmente comincia ad essere in prezzo. Per 284 testo| terra; ché, se quando ella cominciava a cadere, non fu uomo che 285 testo| prieghi che deono essermi commandamenti. Ma ciò si faccia con patto 286 testo| ma solamente a utilità e commodità nostra, accioché absenti, 287 testo| altro scrittore, quasi da compassione mosso, non ne facesse parola. 288 testo| concistoriale non è giudice competente del suono e degl’accenti 289 testo| avvenire d’alcuna umana complessione, la quale scema di vigor 290 testo| repetizioni, conversioni, complessioni e altre tai cose; per le 291 testo| dall’altre, senza ch’io le compona altramente, assai bene comprendo 292 testo| tosto a divenir mutolo che componere volgarmente, peroché così 293 testo| egli vi mette, alcuna cosa componga alla maniera del Petrarca 294 testo| sono diverse, l’arte del comporle e dell’adunarle è una cosa 295 testo| se voglia vi verrà mai di comporre o canzoni o novelle al modo 296 testo| confessarebbe fra le molte composizionì volgari alcuna più, alcuna 297 testo| udir dire che Avicenna avea composte di molte opere, le quali 298 testo| compona altramente, assai bene comprendo che diletto possano recare 299 testo| possa altrui compitamente comunicare la sua dottrina. Dunque, 300 testo| che ragionando e scrivendo comunichiamo l’un l’altro il cor nostro: 301 testo| adorarle; ora che Dio la mi ha conceduta, ho speranza di fare che 302 testo| si possa poetare e orare; conciosiacosa che fra loro l’una sia più 303 testo| gentiluomo, che l’auttorità concistoriale non è giudice competente 304 testo| per rispetto alla ebrea: concluderebbesi finalmente dalle vostre 305 testo| di provarmi questa nuova conclusione, ché io non la intendo, 306 testo| principii per sé noti e tra le conclusioni: il quale difetto non ha 307 testo| altari, alla cui visitazione concorrerà da tutte le parti del mondo 308 testo| eccellenza l’avesse a tale condotta e minacciando di non volere 309 testo| Signoria di Venezia v’ha condotto a legger greco e latino 310 testo| qualunche linguaggio può condurne alla cognizione della verità, 311 testo| intendo di disputarla; anzi confessando quello esser vero, che ne 312 testo| spiacevolezza delle volgari; anzi, confessandovi liberamente la mia ignoranzia, 313 testo| quale dianzi non si curò di confessare d’aver anzi dello scerno 314 testo| al Petrarca, o veramente confessarebbe fra le molte composizionì 315 testo| della latina, non oserei confessarlo; molto meno il dirò, essendo 316 testo| Ecco, io son contento di confessarvi che le mie orecchie in tal 317 testo| in tutto d’ogni scienza, confidandosi solamente nella cognizion 318 testo| sala, farete le camere, confonderete le porte, e delle finestre 319 testo| altro e tutti insieme siano conformi al soggetto; peroché d’alcune 320 testo| edificarla. Per che io vi conforto a lasciar l’impresa di voler 321 testo| essere una certa adunanza non confusa ma regolata di molte e diverse 322 testo| qualunche persona quelli a caso congiugne, non avendo riguardo né 323 testo| biasmo sia poco, quando io congiungo il nascimento di lei alla 324 testo| peroché l’uso di lei fosse congiunto alla servitù nostra?~Laz. 325 testo| non volendo messer Lazaro congiurar con esso meco a difendermi, 326 testo| denari di cuoio cotto col conio di San Marco; e con quelli 327 testo| declinabili, i verbi senza coniugazione e senza participio, e tutta 328 testo| volgare?~Per. Perché tardi conobbi la verità, e a tempo quando 329 testo| pigliare; ché, da sé stessi nol conoscendo, giudicarei che essi mancassero 330 testo| occasione una volta di far conoscere al mondo non quel poco ch’ 331 testo| molte opere, le quali si conoscevano esser sue non tanto all’ 332 testo| perfettamente non gustiamo né conosciamo.~Lasc. Veramente né di fama 333 testo| meglio per avventura son conosciute e trattate che da coloro 334 testo| del core, più facilmente conseguiamo la nostra propria felicità, 335 testo| liberi semo, il dar ricetto e conservare lungamente un perpetuo testimonio 336 testo| adunque la nostra lingua, in conservarsi la sua dovuta perfezzione 337 testo| della grandezza di lui, conservata nell’istorie di Salustio 338 testo| ricchezze, lei tuttavia conserviamo e nei secreti dell’anima 339 testo| ne vogliate far pruova, considerando che ‘l vostro scrivere latino 340 testo| i suoi Demosteni, allora consiglierò che ella sia cosa da imparare 341 testo| sua propria perfezzione consiste nel dilungarsi dalla latina, 342 testo| molti de’ senatori e de’ consulari di Roma non che tutta la 343 testo| viviamo indarno gran tempo, consumando la miglior parte de’ nostri 344 testo| bene potesse filosofare il contadino come il gentiluomo e il 345 testo| ogni persona pure e non contaminate dalla barbarie dell’altre 346 testo| si diventa perfetto, non contenta d’essere altrove piegato, 347 testo| Io per me son contento, contentandosi Monsignore, che la vostra 348 testo| esser mediocri signori, si contentarebbono d’esser muti. Già non dico 349 testo| egli sa e può fare, e si contenti delle sue forze. Consiglio 350 testo| umano intelletto, ma in continua notte d’ignoranzia si dormirebbe.~ 351 testo| e bella cosa il vederci continuamente vivere e parlare con barbari 352 testo| a tempo di pace avessero continuato a spendere questa moneta 353 testo| durare eternamente, ma di continuo d’uno in altro stato mutarsi, 354 testo| voluto ornare di linguaggio convenevole alla sua dignità.~Corteg. 355 testo| nondimeno a me pare che più si convenga col vostro Boccaccio il 356 testo| le quali giudichiamo più convenirsi con le dottrine, che non 357 testo| maestro.~Corteg. Pur a voi converrà di parlar, se non altro 358 testo| bene scrivere volgarmente, converrami tornare a nascer toscano?~ 359 testo| di parlare; repetizioni, conversioni, complessioni e altre tai 360 testo| corpo, quello in flemma converte, che rende lo uomo dapoco, 361 testo| quell’altre con molta cura ci convertiamo come a lingue, le quali 362 testo| son contento di queste due coppie. Troverassi a costoro in 363 testo| giorno più bella e di miglior corame, già sarebbe convertita 364 testo| saperle sprezze mitre e corone; ché se ciò fosse, stato 365 testo| altro che la latina guasta e corrotta oggimai dalla lunghezza 366 testo| del mondo Roma, guasto e corrotto già molto tempo, quantunque 367 testo| Interlocutori~ ~BEMBO, LAZARO, CORTEGIANO, SCOLARE, LASCARI, PERETTO~ ~ 368 testo| con questo buon gentiluomo cortesemente operarete, il quale dianzi 369 testo| aventura voi sarete buon cortigiano, ma poeta o oratore non 370 testo| che mai da loro, se non costretti d’alcuna necessità, non 371 testo| e con lui insieme fosse costretto d’entrar loro nell’intelletto 372 | costui 373 testo| sarebbero barbari; le persone, i costumi e la lingua loro sarebbe 374 testo| Esculapio) che il porre insieme cotai fragmenti possa farla risuscitare, 375 testo| Chiunque vi conosce porta cotale openione di voi. Ma per 376 testo| io, il quale non l’istimo cotanto, sì che però io dispregi 377 | Cotesto 378 testo| quantità di denari di cuoio cotto col conio di San Marco; 379 testo| mentre ne parla nel suo Cratillo. Onde ei si può dir di tal 380 testo| animale, come di mostro a caso creato oltra il costume e l’intenzione 381 testo| quella lingua che nacque e crebbe con la nostra calamità, 382 testo| seculi non l’ha, che io creda, la istoria greca e latina 383 testo| diviene buon cristiano, e più crede in Cristo chi nulla credeva 384 testo| ci meni vicini; che assai credemo d’alcuna cosa sapere, quando, 385 testo| che l’abbia formata; e se creder non mi volete, credete almeno 386 testo| e avverrebbe che ove voi credereste d’argumentar solamente contra 387 testo| Papa toscano.~Laz. Se io credessi bisognarmi persuadere a’ 388 testo| non greco o latino, già crediamo che far non possa altramente; 389 testo| immutabile ad ogni cosa criata non durare eternamente, 390 testo| che le cose dalla natura criate e le scienzie di quelle 391 testo| primieramente, biasimato e crucifisso d’alcuni ippocriti, ora 392 testo| dignità il canevaio o ‘l cuoco di Demostene e di Cicerone, 393 testo| linguaggi mai non seppi, né mai curai di sapere, salvo il mio 394 testo| eleganzia d’orazione poco mi curarei, quando senza ragione fossero 395 testo| nella lor patria, senza curarsi che la Magna o altro strano 396 testo| credere che ‘l cielo abbia curato altre volte e curi ancora 397 testo| di fama né di gloria si curerà chi vorrà prender la impresa 398 testo| abbia curato altre volte e curi ancora della greca e della 399 testo| il quale dianzi non si curò di confessare d’aver anzi 400 | dagli 401 | dai 402 testo| molte cose siamo differenti dalli bruti animali, in quest’ 403 | dallo 404 testo| filosofia, che non farebbe dando opera alla grammatica, spezialmente 405 testo| Boccaccio; ché la lingua di Dante sente bene e spesso più 406 testo| converte, che rende lo uomo dapoco, e nelle proprie operazioni 407 testo| Corteg. Questo voi farete dapoi. Ora io voglio per la mia 408 testo| ciò che voi dite? Dunque darebbevi il core di filosofare volgarmente? 409 testo| cura né di spondei né di dattili né di trochei né d’anapesti 410 testo| lingua avere i nomi non declinabili, i verbi senza coniugazione 411 testo| il cielo ne ha cura, né deeno averne i mortali: ai quali 412 testo| confusione delle voglie mortali degnamente è nominata torre di Babel. 413 testo| il partirla da sé e non degnar d’appressarlasi alla sua 414 testo| ambiziose delle presenti, degneranno d’esser lodate nella lor 415 testo| nostra Corte Romana non degnerebbe di proferire.~Laz. Io vi 416 testo| di sì poco valore che non degniate di entrare in campo con 417 testo| di vedere l’imperio, la degnità, le ricchezze, le dottrine 418 testo| ha vertù di fare d’uomini dèi e di morti, non che di mortali 419 testo| ricevere impressione di più delicato strumento, né secondo quello 420 testo| coloro che non sono usi alle delizie d’Italia parea quella una 421 testo| Virgilii, i suoi Omeri e i suoi Demosteni, allora consiglierò che 422 testo| stampare gran quantità di denari di cuoio cotto col conio 423 testo| recar loro questa infame denominazione. Confesso adunque la lingua 424 testo| rifiutando que’ prieghi che deono essermi commandamenti. Ma 425 testo| dell’animo mio, onde si deriva la vita della scrittura; 426 testo| orare e del poetare sì si derivò. Oh glorioso linguaggio! 427 testo| credo la natura delle cose descritte avere vertù d’immutare il 428 testo| selvaggia, in quel medesimo deserto ove per sé a nascere cominciò, 429 | desse 430 testo| vostro: parte per esser già destinato ad insegnarla publicamente, 431 testo| il nascimento di lei alla destruzzione dell’imperio e del nome 432 testo| ramuscelli maestrevolmente detratti dalla greca; li quali subitamente 433 testo| Ma queste poche parole dette da me contra la lingua latina 434 testo| oro e l’argento di Roma, diamo ricetto alle reliquie di 435 testo| non fia vero che voi le diate la forma che anticamente 436 testo| esser tenuto ignorante, cosa dicendo non conosciuta da me, che 437 testo| Corteg. Ben vi credo ciò che dicete; peroché qualunche volta 438 testo| mi sottoscrivo, pur che diciate.~Scol. L’ultima volta che 439 testo| numero; ma dico bene, e dicolo con vostra grazia, poi che 440 testo| fanciulli, altro non facciamo diece e venti anni di questa vita 441 testo| forma che anticamente le dierono que’ primi buoni architetti, 442 testo| voi vituperarete, io possa difendere.~Laz. Volentieri. Ma a voi, 443 testo| volsi mostrare quanto bene difenderebbe questa lingua no­vella, 444 testo| adacquarla né potarla né difenderla dai pruni che le fanno ombra, 445 testo| congiurar con esso meco a difendermi, prego voi, signore Scolare, 446 testo| partiamo.~Corteg. Così bene mi difendeste con l’armi del maestro Peretto 447 testo| gli uomini dalle fere si difendevano fuggendo e uccidendo senza 448 testo| vincendolo, vincerete il miglior difensore della lingua volgare, che 449 testo| io, ché io vorrei che i difensori di questa lingua volgare 450 testo| conosce e può numerare i difetti di questa lingua.~Bem. Questa 451 testo| quantunque in molte cose siamo differenti dalli bruti animali, in 452 testo| fosse; ma io non vi faceva differenzia, anzi pensava che tanto 453 testo| nostro studio dipende la difficultà della cognizion delle lingue, 454 testo| piaceri, tutti gl’altri diletti, feste, giochi, suoni, canti 455 testo| vuol la natura, la quale ha diliberato che qual arbor tosto nasce, 456 testo| bene intesa da voi, onde la diliberazione vostra non avrà origine 457 testo| quale in effetto tanto ci dilunga dal nostro fine quanto altrui 458 testo| perfezzione consiste nel dilungarsi dalla latina, nella quale 459 testo| parle lombardo oggidì e diman da mattina parle e scriva 460 testo| dimorato con esso lui, lo dimandò messer Lascari:~Lasc. Vostra 461 testo| mutarsi, ora avanzando e ora diminuendo, finché finisca una volta, 462 testo| parlare latinamente, per non diminuir la riputazione di questa 463 testo| altri, poi che alquanto fu dimorato con esso lui, lo dimandò 464 testo| dalla latina, è ragione dimostrativa della sua pravità. Ma che? 465 testo| volgare che uno indizio dimostrativo della servitù degl’Italiani. 466 | dinanzi 467 testo| costume del nostro studio dipende la difficultà della cognizion 468 testo| abitare tra’ boschi? Non dipingere, non fundere, non isculpire, 469 testo| armonia, come la ci avete dipinta. Ché se la origine di lei 470 testo| tal Virgilio è un Virgilio dipinto Ma il buono e il vero Virgilio, 471 testo| fatto d’artificiosissimo dipintore, non può essere del tutto 472 testo| salvo se per gioco non si dirà in quel modo che i servi 473 testo| proporzionevolmente Avicenna si direbbe Marco Tullio fra gli Arabi, 474 testo| eleganti ch’ella abbia. E noi diremo che volgarmente parlando 475 testo| nell’altrui.~Per. Vero forse direste se io fossi greco, sì come 476 testo| sostengono e fanno andare dirittamente. La qual cosa non mi par 477 testo| voglia, mai non dirò che sia diritto il lor calle, salvo se Monsignor 478 testo| sono lievi, che io debba dirle per ischerzare; e non è 479 testo| fatica, e con diletto de’ discepoli e de’ precettori.~Bem. Bene 480 testo| sono senza giudicio, non discernendo tra quel ch’è buono e non 481 testo| studio veruno facilmente discernono tra ‘l piacevole e ‘l dispiace 482 testo| colori, tale ella sia alle discipline: senza il cui lume nulla 483 testo| voce; il nome solo di lui discompagnato dalla ragione (quanto a 484 testo| cosa non ragionevole, anzi disconvenevole, non iscemandosi punto ma 485 testo| che mandi ancora la sua discordia; la quale, separando una 486 testo| adunare sì fattamente che non discordino fra sé stessi, ma l’uno 487 testo| inumana, priva al tutto del discorso dell’intelletto; forse non 488 testo| non conosciuta da me, che discortese, rifiutando que’ prieghi 489 testo| fruttuosa, così è molto discosta dal nostro proponimento; 490 testo| quest’una principalmente ci discostiamo da loro, che ragionando 491 testo| ogni artificio moderno, i disegni, i ritratti di metallo e 492 testo| solamente non biasimerei il disfacimento di questo imperio, ma lodarei 493 testo| barbari ma i Greci l’avessero disfatta e che da indi in qua parlassero 494 testo| ma quante volte per mia disgrazia n’ho alcuna veduta, altretante 495 testo| chi, morto in sé stesso, disia di viver nella memoria degli 496 testo| con le parole latine, egli disidera l’eloquenzia e la sapienzia 497 testo| essere a farlo sforzato, disiderando una età, nella quale senza 498 testo| dovuta perfezzione lungamente disiderata e cercata, simile forse 499 testo| da lui.~Lasc. Dite pure e disiderate ciò che volete; ma io spero 500 testo| lungo tempo hanno cercato e disiderato. Ma io v’aviso che egli 501 testo| altramente; alla qual visione disiderava che voi vi foste presente.~ 502 testo| così arso d’invidia che io disideri di privarne chi nascerà 503 testo| ci rivolgiamo; il quale, disideroso di fermarsi nella cognizione


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