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GUSMANO:
Che avvenne?
OVANDO:
Il Rima
Varcò nemico stuolo:
Arditi verso Lima
Traggon que' folli a volo;
E in mezzo al procelloso
Fragor dell'armi loro,
Un grido minaccioso
Domanda a noi Zamoro.
ALVARO:
Figlio!...
ALZIRA:
Gusmano!
ZAMORO:
Ah! spento
Cadrò, ma vendicato!
ALVARO:
Che pensi?...
GUSMANO:
Dell'evento
Mercé propizio fato! -
Padre, vincesti; a lui
Vita, per vita io dono.
ALVARO E ATALIBA:
Cielo!...
ALZIRA:
Ed è ver?...
GUSMANO (alle guardie):
Costui
Libero parta. Io sono
Tuo figlio!
(Correndo
fra le braccia del padre)
Vanne al campo... (a Zamoro)
Ci rivedrem
colà!...
ZAMORO:
Oh gioia!
GUSMANO:
Breve lampo
Il viver tuo sarà.
Trema, trema... a ritorti fra l'armi
Vengo il dono, rivale abborrito...
Il tuo capo, alla scure fuggito,
Al mio brando fuggir non potrà!
ZAMORO:
Ah! vederti,
superbo, già parmi
Nella polve
cader trucidato...
Al tuo capo, di sangue bruttato,
Questa mano la chioma torrà.
ALZIRA:
Io ti seguo, tuo scudo vo farmi
Contro l'empio nemico furore...
Non è brando che giunga
al tuo core.
Se il mio cor pria squarciato non ha.
OVANDO E GUERRIERI:
Nel tremendo apparato dell'armi
Agl'insani mostriamo la fronte...
Di nemici cadaveri un monte
Tutto il campo fra poco sarà!
ALVARO, ATALIBA, ZUMA, DONZELLE:
Ahi! che il
genio funesto dell'armi
Ridestato ha il tremendo suo foco!...
D'altro sangue
cosparsa fra poco
Questa terra innocente sarà!
(Gusmano
e gli altri guerrieri brandiscono ferocemente le spade, ed escono dall'opposto
lato pel quale parte Zamoro.
Ataliba, e le donne trattengono Alzira,
che cerca seguirlo)
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