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Salvatore Cammarano
Alzira

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  • ATTO SECONDO - LA VENDETTA D'UN SELVAGGIO
    • Scena sesta - Zamoro e detti
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Scena sesta - Zamoro e detti

 

Zamoro, e detti. Egli indossa le vestimenta d'un soldato spagnuolo. Al giunger suo tutti si prostrano; esso li rialza d'un cenno; poi volge d'intorno lentamente gli occhi, pieni di cupa tristezza, e getta un guardo, come vergognando, alle spoglie di che si ricopre. Silenzio.

 

ZAMORO:

Miserandi avanzi

Di caduta grandezza,

Che più ne resta omai?

 

OTUMBO:

La tua salvezza.

In te rivive ancora

Qualche speranza; vieni,

Ed a tempi men rei serba dell'ire

La generosa fiamma, e il prisco ardire.

 

ZAMORO:

Irne lungi ancor dovrei

Carco d'onta, e fuggitivo?...

Separarmi da colei

Onde sol respiro, e vivo?...

 

(La commozione gli tronca le parole)

 

Io guardai la morte in viso,

La guardai con un sorriso!...

Ma spezzar mi sento il core!...

Ma non reggo a tal pensier!...

Ahi! che debil rende amore

Anche l'alma del guerrier!

 

OTUMBO:

Fuggi, ah! fuggi, ed un'ingrata,

Inca, obblia: di tanto affetto

Degna omai la sciagurata

Più non è!

 

ZAMORO:

Crudel sospetto!... -

Forse?...

 

OTUMBO:

Alzira...

 

ZAMORO:

Ebben? Finisci!...

 

OTUMBO:

- Sei tradito!

 

ZAMORO:

No... mentisci!

 

OTUMBO:

Vedi, tu lontan, lontano

La città brillar di faci?

 

ZAMORO:

Sì...

 

OTUMBO:

D'Alzira, e di Gusmano

Si festeggia il nodo...

 

ZAMORO:

Taci...

Ella... d'altri?...

(Con grido selvaggio, e cacciandosi furiosamente le mani fra' capelli mentre un tremore con vulsivo lo assale in tutta la persona)

 

AMERICANI:

Oh Ciel!...

 

OTUMBO:

Zamoro!...

 

AMERICANI:

Tu soccombi al tuo furor!

 

ZAMORO:

Ah! perché, perché non moro?...

(Col pianto d'un cuore straziato)

 

OTUMBO E AMERICANI:

Odi... calmati signor...

 

ZAMORO (In tutta la piena dello sdegno):

Non di codarde lagrime,

Di sangue l'ora è questa!...

Al rito che s'appresta,

Non invitato, andrò!

Se il ciel non ha più fulmini,

Rimane il braccio mio...

Della vendetta il dio,

Empia, per te sarò!

 

OTUMBO E AMERICANI (trattenendolo):

Ahi! qual maligno genio

La tua ragion turbò?

Corri a morir!...

 

ZAMORO:

Lasciatemi...

(In tuono imperioso)

 

(Esce a precipizio)





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