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Salvatore Cammarano
Alzira

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  • ATTO SECONDO - LA VENDETTA D'UN SELVAGGIO
    • Scena ottava - Gusmano, Alzira, Alvaro, Ataliba, Ovando, Zuma, e detti
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Scena ottava - Gusmano, Alzira, Alvaro, Ataliba, Ovando, Zuma, e detti

 

GUSMANO:

Prodi figli d'Iberia, al cui valore

Son vittorie le pugne,

Ecco la sposa di Gusmano. Al Tempio

Ella meco verrà: ma pria, del nodo,

Come fra poco il ciel, voi testimoni

Or siate; fausto nodo,

Onde quest'alma, de' trionfi avvezza

Alle gioje soltanto,

E tutta inebriata!

 

ALZIRA:

(Ho il core infranto!..)

 

GUSMANO:

E dolce la tromba che suona vittoria,

T'infiamma, ti esalta un inno di gloria:

Ma innanzi al bramato altare votivo

Condurre la donna che avvampa il tuo cor.

E dir: questa donna è mia sin ch'io vivo!

Di mille trionfi è gioia maggior! -

Or meco ascendi.

 

ALZIRA:

(Schiuditi

O terra, in sì funesta

Ora tremenda..)

 

GUSMANO:

Porgimi

La man...

 

(Egli stende ad Alzira la destra ma non arriva a stringere la mano tremante di lei, che Zamoro si avventa sovr'esso, e gl'immerge un pugnale nel petto)


 




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