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ENRICO
(stende la destra a Briano, non ottenendo
risposta che d'un freddo inchino).
BRIANO:
(Forse
costui!)
ENRICO
(si ferma a caso presso la tavola, prende
il libro, e trovatolo chiuso lo lascia, e si confonde cogli altri).
BRIANO
(Fissandolo):
(È
desso!... si discopra
Il
mistero... Puniscasi la colpa...)
(Va frettoloso ad Aroldo ch'entra, e mentre Egberto, Mina
e gli alfri cordialmente intrattengonsi, lo trae sul davanti della scena e
rapidamente gli dice:)
Vedi
quel libro?
AROLDO:
Il
vedo.
BRIANO:
Ivi
s'attenta
All'onore...
AROLDO:
Di
chi?...
BRIANO:
Al
tuo forse.
AROLDO:
Cielo!
BRIANO:
Vi
fu chiuso uno scritto.
AROLDO:
E
chi '1 celava?
BRIANO:
(indicando Enrico):
Mira.
AROLDO
(con mal represso impeto):
Enrico!...
oh inferno!...
TUTTI
(affollandosi intorno ad Aroldo che
rimane cupamente concentrato):
Per
te, della croce possente guerriero
Che
tanto di Kenth crescevi l'onor,
Ogn'alma
ha qui un voto, costante, sincero:
S'infiorin
tuoi giorni di pace, d'amor.
EGBERTO:
Eterna
vivrà in Kenthe
la
memoria
Del
glorioso istante
In
cui m'e dato accorvi nel mio tetto...
Ed
or di re Riccardo alcuno esponga
Le
gesta in Palestina.
CORO:
Aroldo...
a voi... narrate
AROLDO:
Io?...
no...
ENRICO:
Al
comun desio
V'
arrendete...
AROLDO:
Voi
pur?...
ENRICO:
Sì.
AROLDO:
Si?...
Ascoltate.
Vi
fu in Palestina tal uomo che indegno
L'onor
d'un amico d'insidia fe' segno.
A
libro racchiuso fidava uno scritto
Che
il calle appianargli doveva al delitto.
Un
vecchio, vegliando dell'ospite il lare,
La
tresca nefanda giungeva a svelare!...
Il
vil, che tradiva la fede, l'onore,
Accerchi
tremendo l'eterno furore...
Ma
storia simile qui un vate narrò;
Gli
stessi suoi detti ripetervi vo...
(Prende il libro.)
MINA:
Ah!...
AROLDO:
Chiuso!...
ELENA:
Ne
ha Mina la chiave...
MINA:
(Gran
Dio!...)
AROLDO:
Apritelo
dunque...
MINA:
Che
dite?
AROLDO:
Il
voglio.
MINA:
Io!
AROLDO:
Aprite
voi, lo replico,
È inutile il terrore.
D'un
vile traditore
Qui
la condanna sta.
TUTTI:
Oh
qual m'invade ed agita
Terribile
pensiero!...
Fatal,
fatal mistero
Quel
libro svelerà!
AROLDO:
Non
voléte? (A Mina:)
Farollo
io stesso.
(Rompe il fermaglio, cade il biglietto.)
Uno
scritto!...
MINA:
(Gran
Dio!)
EGBERTO
(ad Aroldo raccogliendolo):
V'arrestate.
Non
v'è legger tal foglio concesso...
Chi
lo scrisse, cui spetti ignorate...
AROLDO:
Io
nol curo... rendetelo... il vo'. (Trasalendo.)
EGBERTO:
Vecchio
sono...
(Con dignità.)
AROLDO:
Rendetelo...
EGBERTO:
No.
AROLDO:
Chi
ti salva, o sciagurato
(ad Egberto trasalendo:)
Dallo
sdegno che m'accende?
Cieco
l'ira già mi rende,
Più
non freno il mio furor.
MINA
(frapponendosi fra Aroldo ed Egberto):
È
mio padre!... L'ira vostra
(ad Aroldo)
Su
me tutta cada alfine,
Ma
le nevi di quel crine
Rispettatele,
signor.
EGBERTO:
Nel
recinto dei sepolcri
(piano a Godvino)
Da
me atteso or or sarai;
Armi
a scelta troverai...
Ti
precedo, o traditor.
GODVINO:
Freno
all'ira... io non la temo (ad Egberto)
Se
ch'io sia voi conoscete,
Sconsigliato
invero siete
Nel
gridarmi traditor.
BRIANO,
CORO:
A
turbar la bella calma
Che
spirava in ogni petto
Certo
un demone il sospetto
Ad
Aroldo lanciò in cor.
(Quadro e cala la tela.)
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