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| Francesco Maria Piave Aroldo IntraText CT - Lettura del testo |
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Scena ottava - Detti, Enrico abbigliato come Godvino, poi Aroldo, Mina al braccio di Egberto, Elena, Scudieri, Paggi, ecc.
ENRICO (stende la destra a Briano, non ottenendo risposta che d'un freddo inchino).
BRIANO: (Forse costui!)
ENRICO (si ferma a caso presso la tavola, prende il libro, e trovatolo chiuso lo lascia, e si confonde cogli altri).
BRIANO (Fissandolo): (È desso!... si discopra Il mistero... Puniscasi la colpa...) (Va frettoloso ad Aroldo ch'entra, e mentre Egberto, Mina e gli alfri cordialmente intrattengonsi, lo trae sul davanti della scena e rapidamente gli dice:) Vedi quel libro?
AROLDO: Il vedo.
BRIANO: Ivi s'attenta All'onore...
AROLDO: Di chi?...
BRIANO: Al tuo forse.
AROLDO: Cielo!
BRIANO: Vi fu chiuso uno scritto.
AROLDO: E chi '1 celava?
BRIANO: (indicando Enrico): Mira.
AROLDO (con mal represso impeto): Enrico!... oh inferno!...
TUTTI (affollandosi intorno ad Aroldo che rimane cupamente concentrato): Per te, della croce possente guerriero Che tanto di Kenth crescevi l'onor, Ogn'alma ha qui un voto, costante, sincero: S'infiorin tuoi giorni di pace, d'amor.
EGBERTO: Eterna vivrà in Kenthe la memoria Del glorioso istante In cui m'e dato accorvi nel mio tetto... Ed or di re Riccardo alcuno esponga Le gesta in Palestina.
CORO: Aroldo... a voi... narrate
AROLDO: Io?... no...
ENRICO: Al comun desio V' arrendete...
AROLDO: Voi pur?...
ENRICO: Sì.
AROLDO: Si?... Ascoltate. Vi fu in Palestina tal uomo che indegno L'onor d'un amico d'insidia fe' segno. A libro racchiuso fidava uno scritto Che il calle appianargli doveva al delitto. Un vecchio, vegliando dell'ospite il lare, La tresca nefanda giungeva a svelare!... Il vil, che tradiva la fede, l'onore, Accerchi tremendo l'eterno furore... Ma storia simile qui un vate narrò; Gli stessi suoi detti ripetervi vo... (Prende il libro.)
MINA: Ah!...
AROLDO: Chiuso!...
ELENA: Ne ha Mina la chiave...
MINA: (Gran Dio!...)
AROLDO: Apritelo dunque...
MINA: Che dite?
AROLDO: Il voglio.
MINA: Io!
AROLDO: Aprite voi, lo replico, È inutile il terrore. D'un vile traditore Qui la condanna sta.
TUTTI: Oh qual m'invade ed agita Terribile pensiero!... Fatal, fatal mistero Quel libro svelerà!
AROLDO: Non voléte? (A Mina:) Farollo io stesso. (Rompe il fermaglio, cade il biglietto.) Uno scritto!...
MINA: (Gran Dio!)
EGBERTO (ad Aroldo raccogliendolo): V'arrestate. Non v'è legger tal foglio concesso... Chi lo scrisse, cui spetti ignorate...
AROLDO: Io nol curo... rendetelo... il vo'. (Trasalendo.)
EGBERTO: Vecchio sono... (Con dignità.)
AROLDO: Rendetelo...
EGBERTO: No.
AROLDO: Chi ti salva, o sciagurato (ad Egberto trasalendo:) Dallo sdegno che m'accende? Cieco l'ira già mi rende, Più non freno il mio furor. MINA (frapponendosi fra Aroldo ed Egberto): È mio padre!... L'ira vostra (ad Aroldo) Su me tutta cada alfine, Ma le nevi di quel crine Rispettatele, signor.
EGBERTO: Nel recinto dei sepolcri (piano a Godvino) Da me atteso or or sarai; Armi a scelta troverai... Ti precedo, o traditor.
GODVINO: Freno all'ira... io non la temo (ad Egberto) Se ch'io sia voi conoscete, Sconsigliato invero siete Nel gridarmi traditor.
BRIANO, CORO: A turbar la bella calma Che spirava in ogni petto Certo un demone il sospetto Ad Aroldo lanciò in cor.
(Quadro e cala la tela.)
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