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Felice Romani
La sonnambula

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  • ATTO SECONDO
    • Scena terza. Elvino, e dette in disparte
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Scena terza. Elvino, e dette in disparte

 

Amina
Vedi, o madre... è afflitto e mesto...
Forse... ah! forse ei m'ama ancor.

Elvino
Tutto è sciolto:
Più per me non v'ha conforto.
Il mio cor per sempre è morto
Alla gioia ed all'amor.

Amina
(si avvicina ad Elvino)
M'odi, Elvino...

Elvino
(si scuote)
Tu... e tant'osi?...

Amina
Deh!... ti calma...

Elvino
Va'! spergiura!

Amina
Credi...
Colpa alcuna in me non è.

Elvino
Tu m'hai tolto ogni conforto.

Amina
Sono innocente. Io tel giuro:
Colpa alcuna in me non è.

Elvino
Va'... ingrata!
(amaramente)
Pasci il guardo e appaga l'alma
Dell'eccesso de' miei mali:
Il più triste de' mortali
Sono, o cruda, e il son per te.

Voci
Viva il Conte!

Elvino (per uscire)
Il Conte!

Amina
Ah! t'arresta.

Elvino
No: si fugga.

Amina
Per pietade!




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