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Felice Romani
La sonnambula

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  • ATTO SECONDO
    • Scena ottava. Rodolfo e detti
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Scena ottava. Rodolfo e detti

 

Rodolfo
Elvino, t'arresta.

Lisa
(Il Conte!)

Alessio
(A tempo ei giunge.)

Rodolfo
Ove t'affretti?

Elvino
Al tempio.

Rodolfo
Odimi prima.
Degna d'amor, di stima
È Amina ancor: io della sua virtude,
Come de' pregi suoi,
Mallevador esser ti voglio.

Elvino
Voi!! Signor!...
Signor Conte, agli occhi miei
Negar fede non poss'io.

Rodolfo
Ingannato, illuso sei:
Io ne impegno l'onor mio.

Elvino
Nella stanza a voi serbata
Non la vidi addormentata?

Rodolfo
La vedesti, Amina ell'era...
Ma svegliata non v'entrò.

Lisa, Elvino e Coro
Come dunque? In qual maniera?

Rodolfo
Tutti udite.

Coro, Lisa ed Elvino
Udiamo un po'.

Rodolfo
V'han certuni che dormendo
Vanno intorno come dèsti,
Favellando, rispondendo
Come vengono richiesti,
E chiamati son sonnambuli
Dall'andar e dal dormir.

Lisa e Coro
E fia vero? e fia possibile?

Rodolfo
Un par mio non può mentir.

Elvino
No, non fia: di tai pretesti
La cagione appien si vede.

Rodolfo
Sciagurato! e tu potresti
Dubitar della mia fede?

Elvino (senza badare a Rodolfo)
Vieni, o Lisa.

Lisa
Andiam.

Elvino e Coro
Andiam.

Coro
A tai fole non crediamo.
Un che dorme e che cammina!
No, non è, non si può dar.




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