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| Antonio Ghislanzoni Aida IntraText CT - Lettura del testo |
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ATTO PRIMO
Scena prima. Radamès, Ramfis, poi Amneris e Aida
Sala nel palazzo del Re a Menfi
A destra e a sinistra, un colonnato con statue e arbusti in fiore. Grande porta nel fondo, da cui si scorgono i templi, i palazzi di Menfi e le Piramidi.
RAMFIS: Sì: corre voce che l'Etiope ardisca Sfidarci ancora, e del Nilo la valle E Tebe minacciar. Fra breve un messo Recherà il ver.
RADAMÈS: La sacra Iside consultasti?
RAMFIS: Ella ha nomato Dell'Egizie falangi Il condottier supremo.
RADAMÈS: Oh lui felice!
RAMFIS: (con intenzione, fissando Radamès) Giovane e prode è desso. Ora del Nume Reco i decreti al Re. (Esce)
RADAMÈS: Se quel guerrier Io fossi! se il mio sogno S'avverasse!... Un esercito di prodi Da me guidato... e la vittoria... e il plauso Di Menfi tutta! E a te, mia dolce Aida, Tornar di lauri cinto... Dirti: per te ho pugnato, per to ho vinto!
Celeste Aida, forma divina. Mistico serto di luce e fior, Del mio pensiero tu sei regina, Tu di mia vita sei lo splendor.
Il tuo bel cielo vorrei redarti, Le dolci brezze del patrio suol; Un regal serta sul crin posarti, Ergerti un trono vicino al sol.
Celeste Aida, forma divina, Mistico raggio di luce e fior, ecc.
(Entra Amneris)
AMNERIS: Quale insolita gioia Nel tuo sguardo! Di quale Nobil fierezza ti balena il volto! Degna d'invidia, oh! quanto Saria la donna il cui bramato aspetto Tanta luce di gaudio in te destasse!
RADAMÈS: D'un sogno avventuroso Si beava il mio cuore. Oggi, la Diva Profferse il nome del guerrier che al campo Le schiere egizie condurrà... Ah! s'io fossi A tal onor prescelto.
AMNERIS: Né un altro sogno mai Più gentil... più soave Al core ti parl`o? Non hai tu in Menfi Desideri... speranze?
RADAMÈS: Io! (Quale inchiesta! Forse... l'arcano amore Scoprì che m'arde in core... Della sua schiava il nome Mi lesse nel pensier!)
AMNERIS: (Oh! guai se un altro amore Ardesse a lui nel core! Guai se il mio sguardo penetra Questo fatal mister!
RADAMÈS: (Forse mi lesse nel pensier!) (vedendo Aida che entra) Dessa!
AMNERIS: (Ei si turba... e quale Sguardo rivolse a lei! Aida!... A me rivale Forse saria costei?) (volgendosi ad Aida) Vieni, o diletta, appressati, Schiava non sei né ancella, Qui, dove in dolce fascino Io ti chiamai sorella... Piangi? Delle tue lacrime Svela il segreto a me.
AIDA: Ohimè! di guerra fremere L'atroce grido io sento, Per l'infelice patria, Per me... per voi pavento.
AMNERIS: Favelli il ver? N'e s'agita Più grave cura in te? (Trema, o rea schiava!)
RADAMÈS: (guardando Amneris) (Nel volto a lei balena..)
AMNERIS: (Ah! Trema, rea schiave, trema!)
RADAMÈS: (Lo sdegno ed il sospetto)
AMNERIS: (Ch'io nel tuo cor discenda!)
RADAMÈS: (Guai se l'arcano affetto A noi leggesse in core!)
AMNERIS: (Trema che il ver m'apprenda Quel pianto e quel rossor!)
RADAMÈS: (Guai se leggesse in cor!)
AIDA: (Ah! -no, sulla mia patria Non geme il cor soltanto; Quello ch'io verso è pianto Di sverturato amor!)
RADAMÈS: (nel volto a lei balena Lo sdegno ed il sospetto. Guai se l'arcano affetto A noi leggesse in cor!)
AMNERIS: (Rea schiava, trema! Ch'io nel tuo cor discenda! Ah! trema che il ver m'apprenda Quel pianto e quel rossor!)
(Il Re, preceduto dalle sue Guardie e seguite da Ramfis,dai Ministri, Sacerdoti, Capitani ecc)
IL RE: Alta cagion v'aduna, O fidi Egizi, al vostro Re d'intorno. Dai confin d'Etiopia un Messaggero Dianzi giungea; gravi novelle ei reca. Vi piaccia udirlo... Il Messagger s'avanzi!
MESSAGGERO: Il sacro suolo dell'Egitto è invaso Dai barbari Etiopi. I nostri campi Fur devastati... arse le messi... e baldi Della facil vittoria, i predatori Gi`a marciano su Tebe!
RADAMÈS, IL RE, RAMFIS, SACERDOTI, MINISTRI, CAPITANI: Ed osan tanto!
MESSAGGERO: Un guerriero indomabile, feroce, Li conduce: Amonasro.
RADAMÈS, IL RE, RAMFIS, SACERDOTI, MINISTRI, CAPITANI: Il Re!
AIDA: (Mio padre!)
MESSAGGERO: Già Tebe è in armi e dalle cento porte Sul barbaro invasore Proromperà, guerra recando e morte.
IL RE: Sì: guerra e morte il nostro grido sia!
RAMFIS: Guerra!
RAMFIS, RADAMÈS, SACERDOTI, MINISTRI, CAPITANI: Guerra! Guerra! Tremenda, inesorata!
IL RE: (accostandosi a Radamès) Iside venerata Di nostre schiere invitte Già designava il condottier supremo: Radamès!
AIDA, AMNERIS, MINISTRI, CAPITANI: Radamès!
RADAMÈS: Ah! Sien grazie at Numi! Son paghi i voti miei!
AMNERIS: (Ei duce!)
AIDA: (Io tremo!)
MINISTRI, CAPITANI: Radamès! Radamès! Radamès! Radamès!
IL RE: Or di Vulcano al tempio Muovi, o guerrier. Le sacre Armi ti cingi e alla vittoria vola.
Su! del Nilo al sacro lido Accorrete, Egizi eroi; D'ogni cor prorompa il grido: Guerra e morte, morte allo stranier!
RAMFIS: Gloria ai Numi! Ognun rammenti Ch'essi reggono gli eventi, Che in poter de'Numi solo Stan le sorti del guerrier Ognun rammenti Che in poter dei Numi, de'Numi solo Stan le sorti del guerrier!
MINISTRI, CAPITANI: Su! del Nilo al sacro lido Sian barriera i nostri petti; Non echeggi che un sol grido: Guerra, guerra e morte allo stranier!
IL RE: Su! su! del Nilo al sacro lido Accorrete, Egizi eroi; Da ogni cor prorompa un grido: Guerra e morte allo stranier!
AIDA: (Per chi piango? Per chi prego? Qual poter m'avvince a lui! Deggio amarlo ed è costui Un nemico, uno stranier!)
RADAMÈS: Sacro fremito di gloria Tutta l'anima m'investe. Su! corriamo alla vittoria! Guerra e morte allo stranier!
AMNERIS: (a Radamès) Di mia man ricevi, o duce, Il vessillo glorioso; Ti sia guida, ti sia luce Della gloria sul sentier.
IL RE: Su! del Nilo al sacro lido, Accorrete, Egizi eroi; ecc.
RAMFIS, SACERDOTI: Gloria ai Numi! Ognun rammenti, ecc.
MINISTRI, CAPITANI: Su! del Nilo al sacro lido Sian barriera i nostri petti, ecc.
RADAMÈS E MESSAGGERO: Su! corriamo, su! Corriamo alla vittoria!
AMNERIS: Ti sia guida, ti sia luce Della gloria sul sentier.
AIDA: (Per chi piango? Per chi prego?)
IL RE E RAMFIS: Guerra!
SACERDOTI, MINISTRI, CAPITANI: Guerra! Guerra! Guerra!
AIDA: (Deggia amarlo, e veggo in lui Un nemico, uno stranier!)
TUTTI GLI ALTRI Guerra! Guerra! Stermino all'invasor!
AMNERIS: (a Radamès) Ritorna vincitor!
TUTTI: Ritorna vincitor!
(Escono tutti, meno Aida)
AIDA: Ritorna vincitor!... E dal mio labbro Uscì l'empia parola! Vincitor Del padre mio... di lui che impugna l'armi Per me... per ridonarmi Una patria, una reggia, e il nome illustr Che qui celar m'è forza. Vincitor De' miei fratelli... ond'io lo vegga, tinto Del sangue amato, trionfar nel plauso Dell'Egize coorti! E dietro il carro, Un Re... mio padre... di catene avvinto!
L'insana parola, O Numi, sperdete! Al seno d'un padre La figlia rendete; Struggete le squadre Dei nostri oppressor! Ah! Sventurata che dissi?... e l'amor mio? Dunque scordar poss'io Questo fervido amore che, oppressa e schiava, Come raggio di sol qui mi beava? Imprecherò la morte A Radamès... a lui ch'amo pur tanto? Ah! non fu in terra mai Da più crudeli angosce un core affranto.
I sacri nomi di padre, d'amante Né profferir poss'io, né ricordar; Per l'un... per l'altro... confusa, tremante, Io piangere vorrei, vorrei pregar. Ma la mia prece in bestemmia si muta... Delitto è il pianto a me, colpa il sospir... In notte cupa la mente è perduta, E nell'ansia crudel vorrei morir.
Numi, pietà del mio soffrir! Speme non v'ha pel mio dolor. Amor fatal, tremendo amor, Spezzami il cor, fammi morir! Numi, pietà del mio soffrir! ecc.
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