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8. Scena ed Aria
Arrigo
(non cinge la negra ciarpa)
Tu m'appellasti ...
Rolando
(va incontro ad Arrigo, lo conduce sul davanti ed osserva attentamente
all'intorno che altri non possa udirlo)
Sui lombardi campi
Più volte al lato noi pugnammo ...
Arrigo
E salva in un di quei conflitti
Ebbi la vita dal tuo valor.
Rolando
Ben sai di quale ardita
Esultanza guerriera io sfavillava,
Quando all'armi chiamava
La tromba, ed or! ... le pieghe
Più riposte dell'alma
A te svolger poss'io fremito arcano
Tutto m'investe! Or son
marito e padre!
(Si asciuga una lagrima)
Arrigo
O Rolando ...
Rolando
Di equestri elette squadre
A capo muover deggio innanzi l'alba
Precursor dell'esercito: rimani
Coi Veronesi tu, ché della guerra
Il Consesso vi scelse
Di Milano custodi.
Arrigo
(Ignaro è ch'io poc'anzi!)
Rolando
(stringendo la mano d'Arrigo, e portandola al suo cuore)
Arrigo ... m'odi ...
Se al nuovo dì pugnando
Al giorno io chiudo il ciglio,
Affido e raccomando
A te la sposa e il figlio ...
È pegno sacro ed ultimo
Che all'amistade imploro! ...
Esser tu dèi per loro
L'angelo tutelar!
Arrigo
(Ho pieno il cor di lagrime,
Non posso lagrimar!)
Rolando
A me lo giura.
(Arrigo pone la sua nella destra di Rolando, come in segno di giuramento)
M'abbraccia adesso ...
Che! dell'amico fuggi l'amplesso? ...
(Arrigo lo abbraccia)
Addio!
(Arrigo rientra singhiozzante e precipitoso: Rolando s'avvia per l'opposto
lato e già tocca la soglia, quando ascolta sommessamente richiamarsi)
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