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Giulia
Sollecitiam perché Blansac
si sposi
domani a mia cugina... E quel Dorvil
qui trattenersi? Ah perché un sol momento,
almeno alla sfuggita,
non potei favellargli!
Ma appieno il torto suo conoscerà,
e per forza perdon mi chiederà.
Germano
(uscendo, trattenendosi in disparte, parlando da sé, non veduto da Giulia, che
parla sempre astratta)
Qui ancor la padroncina...
Giulia
Ma nol potrà ottenere
sennon a mezza notte...
Or sotto il mio balcon forse m’attende.
Germano
(Sotto il balcon!
Giulia
Sarei troppo crudel, se a lui
negassi il randevu.
Germano
(Il randevu! picciole
bagatelle!
Giulia
Esso è geloso, è vero,
ma d’un amor sincero
quest’è prova fedele... ormai vicina
è già la mezzanotte.
Germano
(La mezzanotte!)
Giulia
Al punto
egli è già di venir. Dunque attacchiamo
la nostra scala sul balcone e andiamo.
(s’incammina al burò poi si ferma con riflessione)
E il povero Blansac!
Germano
Blansac! ah! intendo.
E’ l’amico aspettato...
Ora capisco tutto.
Giulia
Ma se mai,
ora che il mio tutore
è in si gran movimento
o sospetta o discopre... Ah! qual cimento!
Il mio ben sospiro e chiamo
vita e speme a questo core;
ma fra l’ombre del timore
son costretta a palpitar.
Ah si vada... qui che fai?
(accorgendosi di Germano che fa vista d’entrare nell’altro gabinetto)
Vai a chiuder?.. Ti dispenso...
Vien qualcun... Chi sarà mai?..
(osservando verso la porta del fondo)
E’ il tutor sicuramente!..
Gli dirai... (cresce l’imbroglio...)
Tu va pur... (confusa incerta
io mi sento vacillar.)
(Quanto pena un’alma amante!
Quanto costa un vero amar!)
(entra nel gabinetto a sinistra e si chiude.)
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