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Giuseppe Foppa
La scala di seta

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  • ATTO UNICO
    • Scena diciassettesima ed ultima. Giulia, Blansac, Lucilla, Germano,  Dormont, che comparisce in berretta da notte un po’ alla volta dal di fuori del poggiuolo, poi scende
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Scena diciassettesima ed ultima. Giulia, Blansac, Lucilla, GermanoDormont, che comparisce in berretta da notte un po’ alla volta dal di fuori del poggiuolo, poi scende

 

Giulia
Finir convien la scena,
Sbrigatevi, scendete...

Dormont
Oh lode al ciel: ci sono!

Giulia
Ah! (al sommo della paur alla voce di Dormont)

Blansac
Zitto e non temete.
(si nasconde nell’altro gabinetto)

Giulia
Oh cielo!

Dormont
(con riso sardonico)
Ah ah! stupite?
Non era atteso, è vero?

Giulia
Signor...

Dormont
Non serve fingere.
La scala e il canterino
scoperta han già ogni cosa.
(in gran collera apre la porta a griglia ov’è rinchiusa Lucilla)
Fuori costui!

Lucilla
(correndo fuori timidamente)
Son qui...

Giulia, Dormont e Germano
Oh bella! chi può intenderla?

Dormont
Estrema è la mia collera!
Altri ci debbon essere...
Vediamo un po’...
(apre la porta del gabinetto e n’esce Blansac)

Blansac
Son qui...

Dormont
(a Lucilla)
E che garbuglio è questo?

Lucilla
Io seppi da Germano
che quivi a mezza notte
seguiva un randevu,
e venni ad imparar.

Germano
Ahi, ahi! che sono fritto!)

Dormont
(a Giulia risolutamente)
Un randevu! bennissimo!
Ora sposarlo subito
vorrete voi medesima.
Tiriamo innanzi il tavolo...
(tira in qua la tavola e si scopre Germano che resta in ginocchio e mal coperto dal tappeto che gli cade a ridosso)

Germano
Ahi che ci son!...

Tutti eccetto Lucilla
Germano!

Dormont
Un altro! che fai

Germano
(timidamente)
Sapea che qui dovea
seguire un randevu.
E venni ad imparar.
(rimette il tappeto)

Dormont
(minaccioso a Germano e Lucilla)
I conti avremo a fare!
Frattanto soscriviamo.
(cava una carta e la mette sul tavolino)

Giulia
(Or qui convien parlare.)
Signor...

Dormont
(risolutissimo a Lucilla)
Vostro marito
Senza ritardo...

Dorvil
E’ qui...
(esce animosamente e si mette a canto di Giulia)

Dormont
Un altro! in quanti siamo!

Blansac
Ah ah! quest’è un portento
Un randevu in duecento!

Dormont
(a Dorvil incollerito)
Spiegatevi.

Dorvil
(con nobile fermezza)
Di Giulia
sono il marito...

Dormont
Voi!

Giulia
Perdono o mio tutore,
causa di tutto è amore.
La buona zia per lettera
il nodo ci ha permesso.
(cava una lettera e la a Dormont che la scorre e se la ritiene)
Sposar chi non amava
non erami concesso.
Voi troppo fiero... ah voi
dovete perdonar.

Dormont
L’ardir eccede...
(accennando Blansac)

E lui?

Blansac
(con molto brio)
Lucilla io sposerò,
e tutto aggiusterò.

Dormont
Lucilla.

Lucilla
(raccomandandosi)
Ah sì!

Blansac
(a Dormont accennandogli Lucilla)
Vedete?

Tutti
Perdon!

Dormont
Quel che volete;
non serve più parlar.

Tutti
Quando amor si fa sentire
troppo egli è nei cor possente.
Si contrasta inutilmente
vince ognora il suo poter.





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