Scena prima. Giulia e Germano, poi Lucilla
Giulia
(inquieta)
Va’ sciocco, non seccarmi,
qui sola vo’ restar.
Germano
(con flemma)
Pazienza un pochettino,
lasciatemi parlar.
Giulia
Da te non voglio nulla
m’hai tu ben ben capito?
Germano
(con riso sciocco e malizioso)
Capisco che vicina
a prendere marito
avete, o padroncina,
un po’ di convulsione.
Un’ottima lezione
perciò vi voglio dar.
Giulia
(inquietandosi sempre più e passeggiando)
Non voglio sentir niente!
Germano
(andandole dietro)
Un savio colla barba...
Giulia
Diventi impertinente!
Germano
Ha detto già mill’anni...
Che ognun che si marita
va a caccia di malanni!..
Non vo’ che andiate in collera;
saprò poi terminar.
Giulia
Che dica, ch’abbia detto
a me non preme un zero.
Non farmi andar in collera,
va’ via, non mi seccar.
(Germane parte.)
Giulia
Son pur sola, alfin
respiro.
S’allontani il caro oggetto.
Deh corona un dolce affetto
se pur senti amor pietà.
(s’avvia al gabinetto alla destra. Alla voce di Lucilla, che sorte,
retrocede precipitosamente)
Lucilla
Cugina, cugina!
Giulia
Un altro malanno!
Lucilla
Vi dice il tutore,
che in sala venghiate.
Giulia
Verrò, ma frattanto
voi prima n’andate.
(Germano esce correndo)
Germano
Padrona, padrona...
Giulia
Qui ancora scioccone!
Germano
Mi manda il padrone...
Giulia
Ho inteso, son lesta...
A 3
Giulia
Ma prima un affare
Compir vo alla presta.
Andate voi altri.
Verrò, non capite!
Uscite, finite,
Mi fate inquietar.
(O cielo quest’alma
Mi fan palpitar.)
Germano e Lucilla
Lasciate l’affare
Di poi finirete
Andiamoci insieme
Gran cose saprete.
Via via colle buone,
non serve gridar.
(Quei detti quel foco
mi fan sospettar.)
(partono dalla porta del fondo, che vien chiusa
da Giulia.)
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