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RODRIGO
Cento mila perdoni. Questa lettera
A Matilde Shabran recò un guerriero.
Me la dette e partì.
MATILDE
(la prende)
Lettera? Ebbene,
La leggerò con commodo.
CORRADINO
(con impero)
Leggetela.
MATILDE
Qual premura, signor?
CONTESSA
(Forse la sorte
Seconda il mio furor.)
CORRADINO
(a Matilde)
Tu...: perché tremi?
MATILDE
Io tremar?
CORRADINO
Leggi... Ieggi...
ALIPRANDO
(Ohimè! Che imbroglio!)
ISIDORO
(La grandine è vicina.)
CORRADINO
A me quel foglio.
(Corradino strappa il foglio a Matilde e legge fremendo)
«Alla bella Matilde Shabran; il tuo nome sarà
scolpito nel mio cuore, anche dentro la tomba: e sarà l'ultima voce pronunziata
dall'affettuoso mio labbro. Per te caddero i miei ceppi. Ah! non
sarò felice, che quando mi getterò a' piedi della mia
bella liberatrice.
Edoardo Lopez.»
È palese il tradimento.
MATILDE
Mente il foglio, o ad arte è scritto.
CONTESSA
Ella è rea.
MATILDE
Non ho delitto.
L'innocenza brillerà.
CONTESSA
Passagger che si confonde,
E inciampando balza e casca,
CORRADINO
Un vascello in preda all'onde
Quando bolle la burasca,
MATILDE
Una face, che lontana
Improvvisa manca e sviene,
ALIPRANDO
Un assalto di quartana,
Che tremar fa polsi e vene,
ISIDORO
Un poeta indebitato,
Che non sa come pagar,
GINARDO
Un castello fracassato,
Ch'è vicino a sprofondar,
MATILDE e CORRADINO
In sì tragico momento
D'impensato cangiamento,
CONTESSA, ISIDORO, GINARDO e ALIPRANDO
Rassomiglia al mio/suo cervello,
Che dubbioso, irresoluto,
Sconcertato, combattuto,
Cosa mai pensar non sa.
CORRADINO
Perfida, invan tu piangi.
È finto quell'affanno.
A morte ti condanno.
MATILDE, GINARDO e ALIPRANDO
A morte!
Matilde cade come svenuta sopra un sedile.
ISIDORO
Bagattella!
GINARDO e ALIPRANDO
(Sì giovane! Sì bella!)
CONTESSA
(Al fin son vendicatal
Comincio a trionfar.)
ISIDORO
(Povera disgraziata!
Mi vien da singhiozzar.)
MATILDE
Morir!.. Morir!.. Non palpito
Di morte al freddo orrore;
Ma il perdere il tuo cuore,
Questo gelar mi fa.
CORRADINO
Spergiura!
ALIPRANDO
Almen l'udite.
MATILDE
Signor, sono innocente.
ISIDORO, GINARDO e ALIPRANDO
Grazia per lei.
CORRADINO
No: mente.
Per lei non mi parlate
Invano mi tentate.
Morte su lei già sta.
GINARDO e ALIPRANDO
(Salvarla chi potrà?)
CONTESSA
(Oh! gioia! Ella morrà.)
ISIDORO
(Freddo venir mi fa.)
MATILDE
(Né troverò pietà.)
CORRADINO
Fra quattro armigeri - Immantinente
Presso al castello - Di Don Raimondo,
Dove precipita - L'ampio torrente,
Ora tu stesso - La guiderai;
Nella voragine - La gitterai.
Vita per vita - Trema per te.
MATILDE
Oh Ciel! Che fulmine!
GINARDO e ALIPRANDO
(Che rio decreto!)
CONTESSA
(M'inonda l'anima - Piacer secreto.)
ISIDORO
Ci vuole un core - Da can barbone,
Io son coniglio - Non son
leone:
D'una giuncata - Sono il ritratto.
Questo mestiero - Mai non ho fatto.
CORRADINO
Vita per vita - Trema per te.
MATILDE
Io cadrò vittima - D'un tradimento
Ma pure, o barbaro - Non mi lamento,
Ché l'innocenza - Lieta mi fa.
E l'innocenza - Trionferà
CONTESSA
Per una femina - Che bel momento!
Il cor mi giubila - Nel suo tormento
Oh inesprimibile - Felicità!
Di più quest'anima - Bramar non sa.
GINARDO e ALIPRANDO
A quelle lagrime - A quell'accento
Il cor mi palpita - Straziar mi sento.
No: di colpevole - Volto non ha.
Misera giovine! - Morir dovrà.
CORRADINO
A quelle lagrime - A quell'accento
Dolce incantesimo - Nel cor mi sento;
Ma la mia collera - Trionferà.
(ad Isidoro ed agli armlgeri, con impero)
Precipitatela - Senza pietà.
ISIDORO
(da sé, figurandosi la caduta di Matilde)
Non è possibile - Fo testamento.
Che capitombolo! - Oh che spavento!
Pliffete plaffete - L'acqua
farà...
(scuotendosi con paura)
Dice benissimo - Vostra Maestà.
Partono.
Bosco fra il castello di Corradino e di Raimondo presso
la valle del torrente.
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