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Giacomo Ferretti
Matilde di Shabran

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  • ATTO SECONDO
    • Scena nona. Rodrigo con lettera, Matilde, Corradino, Contessa, Isidoro, Ginardo, Aliprando
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Scena nona. Rodrigo con lettera, Matilde, Corradino, Contessa, Isidoro, Ginardo, Aliprando

 

RODRIGO
Cento mila perdoni. Questa lettera
A Matilde Shabran recò un guerriero.
Me la dette e partì.

MATILDE
(la prende)
Lettera? Ebbene,
La leggerò con commodo.

CORRADINO
(con impero)
Leggetela.

MATILDE
Qual premura, signor?

CONTESSA
(Forse la sorte
Seconda il mio furor.)

CORRADINO
(a Matilde)
Tu...: perché tremi?

MATILDE
Io tremar?

CORRADINO
Leggi... Ieggi...

ALIPRANDO
(Ohimè! Che imbroglio!)

ISIDORO
(La grandine è vicina.)

CORRADINO
A me quel foglio.
(Corradino strappa il foglio a Matilde e legge fremendo)
«Alla bella Matilde Shabran; il tuo nome sarà scolpito nel mio cuore, anche dentro la tomba: e sarà l'ultima voce pronunziata dall'affettuoso mio labbro. Per te caddero i miei ceppi. Ah! non sarò felice, che quando mi getterò a' piedi della mia bella liberatrice.
Edoardo Lopez

È palese il tradimento.

MATILDE
Mente il foglio, o ad arte è scritto.

CONTESSA
Ella è rea.

MATILDE
Non ho delitto.
L'innocenza brillerà.

CONTESSA
Passagger che si confonde,
E inciampando balza e casca,

CORRADINO
Un vascello in preda all'onde
Quando bolle la burasca,

MATILDE
Una face, che lontana
Improvvisa manca e sviene,

ALIPRANDO
Un assalto di quartana,
Che tremar fa polsi e vene,

ISIDORO
Un poeta indebitato,
Che non sa come pagar,

GINARDO
Un castello fracassato,
Ch'è vicino a sprofondar,

MATILDE e CORRADINO
In sì tragico momento
D'impensato cangiamento,

CONTESSA, ISIDORO, GINARDO e ALIPRANDO
Rassomiglia al mio/suo cervello,
Che dubbioso, irresoluto,
Sconcertato, combattuto,
Cosa mai pensar non sa.

CORRADINO
Perfida, invan tu piangi.
È finto quell'affanno.
A morte ti condanno.

MATILDE, GINARDO e ALIPRANDO
A morte!

Matilde cade come svenuta sopra un sedile.

ISIDORO
Bagattella!

GINARDO e ALIPRANDO
(Sì giovane! Sì bella!)

CONTESSA
(Al fin son vendicatal
Comincio a trionfar.)

ISIDORO
(Povera disgraziata!
Mi vien da singhiozzar.)

MATILDE
Morir!.. Morir!.. Non palpito
Di morte al freddo orrore;
Ma il perdere il tuo cuore,
Questo gelar mi fa.

CORRADINO
Spergiura!

ALIPRANDO
Almen l'udite.

MATILDE
Signor, sono innocente.

ISIDORO, GINARDO e ALIPRANDO
Grazia per lei.

CORRADINO
No: mente.
Per lei non mi parlate
Invano mi tentate.
Morte su lei già sta.

GINARDO e ALIPRANDO
(Salvarla chi potrà?)

CONTESSA
(Oh! gioia! Ella morrà.)

ISIDORO
(Freddo venir mi fa.)

MATILDE
(Né troverò pietà.)

CORRADINO
Fra quattro armigeri - Immantinente
Presso al castello - Di Don Raimondo,
Dove precipita - L'ampio torrente,
Ora tu stesso - La guiderai;
Nella voragine - La gitterai.
Vita per vita - Trema per te.

MATILDE
Oh Ciel! Che fulmine!

GINARDO e ALIPRANDO
(Che rio decreto!)

CONTESSA
(M'inonda l'anima - Piacer secreto.)

ISIDORO
Ci vuole un core - Da can barbone,
Io son coniglio - Non son leone:
D'una giuncata - Sono il ritratto.
Questo mestiero - Mai non ho fatto.

CORRADINO
Vita per vita - Trema per te.

MATILDE
Io cadrò vittima - D'un tradimento
Ma pure, o barbaro - Non mi lamento,
Ché l'innocenza - Lieta mi fa.
E l'innocenza - Trionferà

CONTESSA
Per una femina - Che bel momento!
Il cor mi giubila - Nel suo tormento
Oh inesprimibile - Felicità!
Di più quest'anima - Bramar non sa.

GINARDO e ALIPRANDO
A quelle lagrime - A quell'accento
Il cor mi palpita - Straziar mi sento.
No: di colpevole - Volto non ha.
Misera giovine! - Morir dovrà.

CORRADINO
A quelle lagrime - A quell'accento
Dolce incantesimo - Nel cor mi sento;
Ma la mia collera - Trionferà.
(ad Isidoro ed agli armlgeri, con impero)
Precipitatela - Senza pietà.

ISIDORO
(da sé, figurandosi la caduta di Matilde)
Non è possibile - Fo testamento.
Che capitombolo! - Oh che spavento!
Pliffete plaffete - L'acqua farà...
(scuotendosi con paura)
Dice benissimo - Vostra Maestà.

Partono.

Bosco fra il castello di Corradino e di Raimondo presso la valle del torrente.




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