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Giacomo Ferretti
Matilde di Shabran

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  • ATTO PRIMO
    • Scena quinta. Ginardo conduce Edoardo incatenato fuori della torre, lo lascia con Corradino, indi entra nel palazzo
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Scena quinta. Ginardo conduce Edoardo incatenato fuori della torre, lo lascia con Corradino, indi entra nel palazzo

 

EDOARDO
Eccomi, e ognor lo stesso.

CORRADINO
E risolvesti?

EDOARDO
Disprezzarti per sempre.

CORRADINO
Oh! Quale ardire!

EDOARDO
Qual delirio crudel!

CORRADINO
Sai che son io
Il fatal Cuor di ferro; e pur, se vuoi
Prostrarti al piede mio, cessar vedrai
Della tua schiavitù tutti gli affanni.

EDOARDO
Che io mi abbassi con te!.. Quanto t'inganni!

Piange il mio ciglio è vero;
Ma per viltà non piange.
È ver, son prigioniero;
Ma ti disprezzo ancor.

Ché questa tua catena
Solo la man mi frena;
Ma non fa schiavo il cor.

D'un tenero padre
Pensando al dolore,
In lagrime il core
Sciogliendo si va.

No: vile non sono,
Non cerco perdono;
Sospira quest'anima
D'amor, di pietà.
Si peni, si palpiti,
Ma senza viltà.

CORRADINO
Se fra i paterni amplessi
Tu brami ritornar, la via t'è nota;
Chiamami vincitore un sol momento.

EDOARDO
Non compro a questo prezzo il mio contento.
Tu vincitor, che armato
Di lorica, di scudo, in me vibrasti
La smisurata tua spada, mentr'io
T'opposi il solo acciaro e il petto mio?
Chi più grande di noi? Uomo feroce,
Tu parli di valor? Tu che mi sfidi
Per un stolto diritto, ed hai nel seno
La sola crudeltà?

CORRADINO
Menti. Ginardo,
Togli que' ceppi.

Ginardo accorre, e fa cenno ad un armigero che tolga le catene ad Edoardo.

Dammi
Fede di cavaliero, ed il castello
Tua prigione sarà, finché non vuoi
Prostrarti al domator di tanti eroi.

EDOARDO
Del dono che mi fai
Abusar non saprò. Dal duolo oppresso
Piangerò il padre e sarò ognor lo stesso.
(entra nel castello)

GINARDO
Signor, del bosco per la via s'avvanza
Matilde di Shabran col tuo dottore.

CORRADINO
Fuggasi un sesso infido,
Che snerva la virtù. Sposo, danari,
Io le darò. Del padre
Adempir vuo' così l'ultima speme;
Ma femmina e valor non stanno insieme.
(entra nel castello seguito dagli armigeri)

GINARDO
Fa' pure il bell'umore
Fino che dorme amore;
Ma se si sveglia, e ognun lo sa per prova,
L'avere un cor di ferro a nulla giova.
(entra appresso a Corradino)




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