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Filippo
Animo, fuori quella biancheria
di Fiandra, ammanetevi
i bucati, spazzate ben le stanze;
vi raccomando tutta la decenza,
che verran passeggier di conseguenza.
Pomponio
Oh mo proprio le voglio
fa’ prova’ cierti pacchere
che comm’a chille non ne magna cchiù.
(Ecco Filippo con camerieri.)
Madama La Rose
(Che sarà che non può mandarla giù!)
Pomponio
Ne’, galantuomo...
Filippo
Adesso...
Va’ di là tu a cambiare quei lettini
e raddoppia i cuscini; pulizia
bramo, e sollecitudine, altrimenti
opro il baston, se non starete attenti.
Pomponio
Ne’, mi’ signo’...
Filippo
Adesso. In ogni stanza
non fate mai l’acqua mancar, cambiatela
in ogni ora, e non fate
aspettarvi, se i passeggier vi chiamano.
Fate il vostro mestiere
con tutta la creanza
andando a visitar spesso la stanza.
Pomponio
Gue’, io a te dico...
Filippo
Adesso. I candelieri
pria che il ciel si fa bruno
sian tutti pronti.
Pomponio
E ccà nce ne sta uno;
dico, ne’, pozzo...
Filippo
Adesso.
Pomponio
Tu ch’adesso
l’arma soja? io adesso
te scannarria, e tu mme dice adesso.
Filippo
E perché? Che v’ho fatto?
Pomponio
Niente, ne’?
Filippo
Niente affatto.
Pomponio
E lo fatto de figliema?.. Jere ommo,
tu, gallotta sporpata,
d’apparenta’ co’ casa Storione.
Madama La Rose
(Or capisco cos’è la quistione.)
Filippo
Mi promettete di star sodo, mentre
io vi parlo con tutta la modestia?
Pomponio
Di’, ca sto sodo.
Filippo
Voi siete una bestia.
Perdonate.
Pomponio
Si serva.
Filippo
Voi credeste
veramente ch’io sposo
ero di vostra figlia?
Pomponio
Lo credette
sicuro.
Filippo
E siete un asino.
Perdonate.
Pomponio
Mme faccio maraviglia.
Filippo
E che la vostra figlia
mi disse ch’io fingessi esserle sposo
per voler vendicarsi
che la metteste dentro alla gazzetta
nemmen lo sapevate?
Pomponio
No!
Filippo
E siete arcibestia.
Perdonate.
Pomponio
Oh! mi onora.
Filippo
E acciò vi accomodate le cervella,
sono ammogliato, e la mia moglie è quella.
Diglielo.
Madama La Rose
Per servirvi, io son sua sposa.
(Questo Filippo me lo ha anticipato.)
Filippo
Che dite adesso, mi volete morto?
Pomponio
Miettece n’auta bestia, ch’aggio tuorto.
Madama La Rose
(Ah! ah tutto si beve!)
Filippo
Di più. Voi conoscete
Usbanguting Qualching e Inch Subunagh?
Pomponio
Che saccio, sbuagotingo ntingo e ntogo.
Filippo
E’ questo un ricco quakero,
il qual le doppie le misura a staja,
che dal Capo Breton passò in Olanda
ad oprar casa di negozio; adesso
ritrovasi in Parigi, e avendo letto
nel foglio, di Lisetta
il merto sopraumano,
frappoco la sua mano
vi verrà a dimandar; e questi appunto
son quelli forestier che sto aspettando.
Andiam, mia sposa.
Madama La Rose
Andiamo, al suo comando.
Pomponio
Statte bona, e io tengo ‘sto vizio
che senza mazzeca’ m’agliotto pure
‘no chiuovo de carrozza! Ecco Lisetta,
e bene allegra allegra! ‘Sta fraschetta
m’ha fatto piglia’ collera! Abbesogna
darle un timore. Ma, da n’auto canto,
è piccerella, e non sa cchiù che tanto.
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