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Giuseppe Palomba
La gazzetta

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  • ATTO SECONDO
    • Scena quinta. Filippo, poi Alberto
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Scena quinta. Filippo, poi Alberto

 

Filippo
Tutto sta ben disposto a maraviglia,
spero che questa volta,
mercé il novello inganno,
la mia Lisetta non mi sarà tolta...
Signor Alberto, che cos’è? Voi state
tutto smanioso.

Alberto
Per tante mensogne
che tu inventasti.

Filippo
Punto qua. Or meco
Doralice ha parlato. Ella vi adora
e sarà cura mia ch’ella ben presto
sposa vi sia! Volete più di questo?

Alberto
Caro Filippo, tu mi rendi il fiato.

Filippo
Ma s’ha da procurar... ch’oggi Pomponio,
come già ho risoluto,
oggi non parta dalla mia locanda;
e perciò artatamente
a duel nel giardin l’ho disfidato
e coraggiosamente ei l’ha accettato.
Vorrei lo disfidaste ancora voi
per dar tempo ai compagni di vestirsi
in altra guisa.

Alberto
Ma con qual pretesto
io l’ho da disfidar?

Filippo
Sulla ragione
che in sposa vi promise la sua figlia
e poi ve la negò. Com’io sfidato
l’ho, che per sua cagione
perdei di mia locanda il quakerone...
Ma non si perda tempo. Andiamo noi.

Alberto
Io tutto spero daglinganni tuoi.
(Viano.)

 

 

Giardino con casetta rustica con porta, prattticabile.

 




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