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Giuseppe Palomba
La gazzetta

IntraText CT - Lettura del testo

  • ATTO SECONDO
    • Scena undicesima. Coro di maschere; Lisetta mascherata da turca, poi Alberto mascherato dell’istessa maniera, indi Doralice con abito simile a quello di Lisetta; in seguito Filippo vestito come Alberto, e per ultimo Pomponio vestito ridicolamente ancor lui
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Scena undicesima. Coro di maschere; Lisetta mascherata da turca, poi Alberto mascherato dell’istessa maniera, indi Doralice con abito simile a quello di Lisetta; in seguito Filippo vestito come Alberto, e per ultimo Pomponio vestito ridicolamente ancor lui

 

Coro
Amor la danza mova,
presieda ai suoni Amor.
Solo piacer ritrova
quando è commosso un cor.
Se in mezzo ai suoni, ai canti
il cieco nume appar,
son cieche ancor le amanti,
si lasciano predar.

Lisetta
Filippo ancor non vedo!
Tra tanta gente ancora
non lo posso trovare!.. ove sarà?

Alberto
(Non so s’ella è Lisetta o Doralice!
Gli abiti lor son simili
mi deggio assicurar.)

Lisetta
(Se sia Filippo
colui, nol posso dir, eguale al suo
è l’abito di Alberto.)

Alberto
(Animo.) O leggiadrissima turchetta,
domando, poiché abbiamo
ambi sotto le maschere i sembianti,
se Doralice sei.

Lisetta
Passate avanti.

Coro
Amor la danza mova,
presieda ai suoni Amor.
Solo piacer ritrova
quando è commosso un cor.

Doralice
( è Lisetta, lo so; ma se sia quello
o Filippo o il mio Alberto
sto nel dubbio, ch’entrambi
vestono d’un sol modo!
Starò a vedere un poco;
ma tremo che mio padre
non si portasse anch’esso in questo loco.)

Coro
Se in mezzo ai suoni, ai canti
il cieco nume appar,
son cieche ancor le amanti,
si lasciano piegar.

Filippo
(Or chi sarà Lisetta: questa o quella?
Egualmente degli abiti
sono i colori. A noi!) Signora maschera?
acciò invan non si perdano gl’istanti,
siete Lisetta voi?

Doralice
Passate avanti.

Filippo
Ho capito, va’ , signor Alberto
sta la robba tua.

Alberto
E qui la tua.
Ed io sinora non l’avea veduta.

Filippo
Mia Lisetta adorata.

Lisetta
Io sto tremando
che mio padre non venga.

Filippo
E sempre tarda
sarà la sua venuta. Dalle mani
tu non mi scappi più.

Lisetta
Non so se questa può mandarla giù.

Alberto
Cara mia Doralice, perché tremi?

Doralice
Ché mai mi son trovata
in simili perigli.

Alberto
Amore e il tempo ci darà consigli.

Pomponio
Eccome ccà; la primma vota è chesta
che faccio ‘sti spreposete.
Jastemmarria quanne me ‘nzoraje
ca mo pechessa figlia
non mme nce trovarria mmiezo a ‘sti guaje.
Ma mo già saccio comme va vestuta,
mme l’acchiappo de botta,
e il turco restarrà comm’ ‘a marmotta.
E bidetella llà
comme se vrucculea coMustafà.
Vavo... ma chià, sbagliasse!.. è chella o chessa!
Chesta pur è la stessa!
E ‘no simmele turco ha porzì allato,
o poveriello me, mme so’ ‘mbrugliato.
Oh vedite ch’accidente!
Non conosco cchiù mia figlia,
si se lassa, si se piglia,
chella o chessa, io non lo so.

Alberto
(No, partir da qui non posso,
senza voi, mia Doralice.)

Doralice
(Se mi viene il padre addosso,
che dirà quell’infelice?)

Filippo
(Deh partiam, Lisetta mia,
che mia sposa ti farò.)

Lisetta
(Ah, so ben qual pena ria
n’averà il mio genitor!)

Doralice e Alberto
(Deh seconda, amor pietoso,
l’innocente inganno mio;
ah se cara/o a te son io
altro ben bramar non so.)

Lisetta e Filippo
(Deh raffrena, amor pietoso,
tanti affetti nel cuor mio;
ah se cara/o a te son io
altro ben bramar non so.)

Pomponio
Mo compiango chillo padre
che sta in dubbio de ‘na figlia.
Llà cerreano a maraviglia,
e ‘ncampana io me ne sto.

Alberto e Filippo
Dunque seguitemi.

Lisetta e Doralice

Ebben son teco.

Pomponio
E io, sior asino, - faccio lo cieco!

Lisetta, Doralice, Alberto e Filippo
Andiamo.

Pomponio
Sbignano. - Fermi, alto .

Alberto
Cosa domanda? - cosa desia?

Doralice
Ai fatti suoi - attento stia.

Filippo
(Pomponio è questo, - venite presto.)

Lisetta
(Ah sento il cuore - pien di timore!)

Pomponio
Fermi, per Bacco, - ca taglio e spacco
porzì Maometto. - Lisa addo’ sta?

Lisetta, Doralice, Alberto e Filippo
A che vi date - tanto strapazzo?

Pomponio
Figliema voglio.

Tutti e Coro
Quale schiamazzo?
In altro loco - la troverà.

Pomponio
Da ccà nisciuno - se ne jarrà.

Lisetta, Doralice, Alberto, Filippo e Coro
Con tal chiasso, veramente,
può far correre la gente;
zitti, zitti, andiamo fuori
pria che n’abbia a cimentar.

Pomponio
Ah! maumma, tu pigliate
t’aje la carne mejencerate...
ma sentiteme a mmalora,
ma lassateme sbafa’.

Coro
Questo matto maledetto
smania, grida, fa dispetto.
Zitto, zitto, andate fuora.

Lisetta, Doralice, Alberto, Filippo
Ei fa chiasso... lo sentite?
Ci convien da qui scappare:
A tenetelo... impedite.
(Idol mio, non dubitare.)
Non è quella, non è questa,
lei s’inganna, è la sua testa
che l’immagina fra lor.

Coro
Siete matto... ma sentite,
non si viene a disturbare,
sarà vero quel che dite,
ma per or lasciate stare.
Non è quella, non è questa,
lei s’inganna, è la sua testa
che l’immagina fra lor.




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