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Andrea Leone Tottola
La donna del lago

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  • ATTO PRIMO
    • Scena sesta. Entrano le compagne d’Elena, che circondandola le dirigono il seguente coro. Infine Albina
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Scena sesta. Entrano le compagne d’Elena, che circondandola le dirigono il seguente coro. Infine Albina

 

Coro
D’Inibaca, - donzella, - che fe’
d’immenso amor - struggere un
Tremmor, - terror del Norte:
Sei Elena - più bella: per te
di pari ardor - avvampa così
ognor - Rodrigo il forte.

Uberto
(Rodrigo! che mai sento!)

Elena
(Funesta rimembranza!)

Uberto
(Di gelosia tormento!
Io già ti provo in me.)

Elena
(Affetti miei! speranza
più il ciel a voi non diè!)

Coro
Indissolubili - dolci ritorte,
o coppia amabile! - in te deh annodino
beltà e valor.
E da l’eterea, - celeste corte
i genii pronubi, - il lieto innalzino
canto di amor!

Uberto
Sei già sposa? ed è Rodrigo,
che dal ciel tal sorte attende?

Elena
Le mie barbare vicende
che ti giova penetrar?

Uberto
Forse... ah di’... non è l’oggetto
che tu adori? un altro amante
sospirar, languir ti fa?

Elena
Ah! mi tolse un solo istante
del mio cor la libertà.

Uberto
(Quali accenti! e deggio in seno
dolce speme alimentarti?
Ah sì! annunzi un tuo baleno
tanto mia felicità!)

Elena
(Quai tormenti! e come in seno
posso, o speme, alimentarti?
Da me fugge qual baleno
ogni mia felicità.)

Uberto
(Ma son sorpreso - se qui più resto!
Oh qual contrasto - crudele è questo!)

(Le compagne di Elena versano delle cervogia in una tazza a guisa di piccola conca e la porgono ad Elena, dalla quale vien presentata ad Uberto, che beve mentre esse cantano.)

Elena
L’ospita conca - da me ricevi,
gli oppressi spirti - rinfranca, e bevi.

Coro
Ti siano fausti - i genii lari,
e a te sorridano - pace, amistà.

Uberto
Il tuo bel core - deh a me conceda,
che a’ miei compagni - ben tosto io rieda.

Elena
L’amica Albina,- che all’uopo arriva,
all’altra riva - ti condurrà.

Uberto
Bella! al tuo lato - sempre sarei!

Elena
(con contegno imponente)
Hai tu obbliato - che ospite sei?

Uberto
Lascia che imprima - su quella mano...

Elena
Costume in Morve - non v’ha si strano.

Uberto
(Da lei dividermi - come potrò?)

Elena
(Qual dolce immagine - in me destò!)

Uberto
(Cielo! in qual estasi - rapir mi sento
d’inesprimibile - dolce contento!
Di quai delizie - m’inebbria amore!
Che cari palpiti - pruovar mi fa!)

Elena
(Cielo! in qual estasi - rapir mi sento,
se il mio bell’idolo - talor rammento!
Di qual delizie - m’inebbria amore!
Che cari palpiti - pruovar mi fa!)

Uberto
Addio! (Deh placati - fato crudel!)

Elena
Addio! Propizio - ti assista il ciel!
(Elena entra nelle sue stanze. Uberto esce scotato da Albina e dalle donzelle.)




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