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Andrea Leone Tottola
La donna del lago

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  • ATTO PRIMO
    • Scena quinta. Elena ed Uberto
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Scena quinta. Elena ed Uberto

 

Elena
Sei già nel tetto mio: dorata stanza,
dove il fasto pompeggia,
ove il lustro grandeggia,
questa non è; ma, semplice ed umile,
qui raccoglie secure
dall’invido livore
pace, amistade, amor filiale, onore.

Uberto
(Felice albergo! oh quanta
beltà, virtù racchiudi!)

Elena
Il lasso fianco
posar ti piaccia.

Uberto
(sorpreso)
(Ah! qual ravviso intorno
ornamento guerrier! no... non m’inganno...
di cavalier Scozzese,
che gli avi miei seguì, veggo l’arnese!
Ove son io? e in qual periglio!)

Elena
E donde il tuo cupo silenzio? a che dubbioso
volgi intorno lo sguardo?

Uberto
Amabil diva!
Se a te nol vieta alta cagion deh lascia,
ch’io conosca a chi debba
tratto così gentil?

Elena
Vanto nel padre
il famoso Douglas.

Uberto
(in uno slancio che poi reprime)
Ah!

Elena
Lo conosci?

Uberto
Per fama... e chi nol sa?

Elena
Civil discordia
lo rapì dalla corte!

Uberto
Oh quanto ancora
n’è Giacomo dolente!

Elena
E chi tel disse?

Uberto
Voce sparsa così... (mal cauto ardore!
non mi svelar: che mai di me sarebbe
se giungesse Douglas?)

Elena
Ma pensieroso
chi ti rende così?

Uberto
Di tue pupille
il soave balen... di quegli accenti
il dolce suon... ma... chi a noi vien?

Elena
Le care compagne mie son quelle,
cha all’apparir del giorno
sollecite al mio sen fanno ritorno.




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