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Lisinga
Io più sposo non ho, per man d’un empio
egli mi fu rapito;
barbara sorte!
Dammi, o Cielo crudel, dammi la morte.
Polibio
Figlia, fa’ cor, di qua non lungi Eumene
attendato fermossi...
Lisinga
Lascia che io l’armi impugni...
Polibio
Come! giovane donna?...
Lisinga
Lasciami o padre andar, il Cielo rende
forte colui che la ragion difende.
Polibio
Ebben tu mi precedi,
incoraggisci i tuoi; il Cielo aita
conceda a tutti; egli ti renda ardita.
(parte)
Lisinga
Se fidi siete,
se meriti pietà una sventurata
vendicatemi voi; meco vi prega
l’amato padre mio, da mostro infame
sgombrate alfine questo regno; a voi
lo chiede il vostro onore,
il pianto della patria e il mio dolore.
Superbo, ah! tu vedrai
se abbasserai l’orgoglio.
Or vendicar mi voglio,
indegno traditor.
Coro
S’ucciderà...
Lisinga
Lo sposo.
Coro
Ah sì cadrà...
Lisinga
L’altero.
Pietà desti lo sposo,
del mio dolor pietà.
Coro
Per noi non v’è periglio...
Lisinga
Vendetta vi chiedo
son tutta furore;
m’uccide il dolore
mi sento mancar.
Quel mostro, quell’empio
si vada a svenar.
Coro
Si vada, si corra,
si compia lo scempio.
Quel mostro, quell’empio
sapremo svenar.
(Partono.)
Accampamento a vista della città.
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