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Eumene
Ove andò? che mai feci!
Dunque partì mio figlio:
Ei sol piangeva nel comun contento.
Lascia, diceva, che a Polibio vada;
di ritornar ti giuro con Lisinga,
o mi vedrai morire a’ piedi tuoi.
Sì crudel non sarà con suo periglio
ch’ei stesso voglia privarmi del figlio.
Ah padre incauto! al pianto suo cedesti.
Ingiustissimi Dei, se mel
togliete,
voi alle fure mie lo renderete.
Folle che dico?
Che fo, con chi mi sdegno? il reo son io.
Misero me!... ahi che vacillo, oh Dio.
Lungi dal figlio amato
mi si divide il core,
conforto al mio dolore
di voi chi mi darà?
Coro
Da’ fine al tuo timore,
il figlio tornerà.
Eumene
Amici, a voi son grato,
pietà del mio tormento,
io solo avrò il contento
s’ei fido a noi verrà.
Lisinga e Coro
(guardando dentro le scene)
Eumene scellerato
trafitto al suol cadrà.
Eumene
Stelle! tradito io sono.
Perfido figlio indegno
tu preverai lo sdegno
del cieco mio furor.
Lisinga
Si sveni il traditore...
Siveno
(inginocchiandosi)
Eccoti il petto, il cor.
Lisinga
(le cade il ferro)
Tu stesso mi disarmi?
Siveno
Difendo il padre mio...
Eumene
Or vinto alfin son io
dal tuo figliale amor.
Ah figli miei diletti,
venite a questo seno.
Io vostri dolci affetti
io stesso pagherò.
Lisinga e Siveno
Padre mio, a questi detti
grato il cor ti giura affetto...
Eumene
A Polibio ognun si affretti
i miei sensi a riportar.
Lisinga e Siveno
Se con noi lo stringi al petto
il suo cor giubilerà.
Eumene
Voi sarete, o cari oggetti,
la mia sol felicità.
(parte con Lisinga e Siveno)
Cori
Oh qual gioia, qual diletto
or la Persia/Siria proverà.
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