Cori
Festosi al Re si vada
ad apportar la pace,
s’accenda ormai la face
per così bella union.
Polibio
Oh Ciel, che miro! Lisinga
la figlia
in amistà col rapitor messaggio!
Eumene
Non rapitor son io, non son messaggio.
Ma sotto queste spoglie
in tal mentita guisa
il Monarca di Siria omai ravvisa.
(Siveno cogli Assiri
s’inginocchiano formando tutti un quadro generale.)
Polibio
Tu il Monarca?
Lisinga
Del mio Siven tu il padre?
Siveno
Mia Lisinga, qual gioia!
Eumene
Sì, Demetrio son io: timor m’indusse
spoglie a mentir, per riaver il figlio,
dubitando di lui se nato io fossi;
or tutti cari egualmente mi siete;
e se t’è grado
meco d’unirti in amistade eterna,
ogni passato evento
dimentica, o Polibio, e tutto dona
al mio paterno amor. La nostra fede
con più tenaci nodi ora si stringa;
Siven viva felice con Lisinga.
Tutti
Quai moti al cor io sento
di gioia e di contento!
Alfin al sen ti stringo,
oggetto del mio amor.
Cori
Più felice e grato istante
no, di questo non si dà.
D’un amore sì costante
la memoria resterà.
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