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Gherardo Bevilacqua Aldobrandini
Adina

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  • ATTO UNICO
    • Scena settima. Il Califfo e Adina
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Scena settima. Il Califfo e Adina

 

Califfo

Di te vengo in traccia,

tutto è disposto, o cara;

il tempio, il fuoco e l’ara, e a far compito

il sacro dolce rito

manchi tu sola: ma che vedo mai?

Tu non rispondi, e volgi altrove i rai?

 

Adina

Signor...

 

Califfo Favella: qual pensier funesto

turba il sereno del tuo bel sembiante?

 

Adina

Sappi... Fatale istante!

 

Califfo

Siegui.

 

Adina Che dir poss’io? de’ mali miei

la sorgente è inesausta; ah dona ancora

questa notte, signor, al mio dolore.

 

Califfo

Dolor! Che dici? mi trafiggi il core.

Se non m’odii, o mio tesoro,

se pur caro ancor ti sono,

perché mai mi nieghi il dono

del tuo cor promesso a me?

 

Adina

No, non t’odio, il ciel che imploro

a’ tuoi giorni ognor sereno

dica ciò ch’io provo in seno

quand’io son vicina a te.

 

Califfo

Ma se m’ami a che t’ostini

a deluder la mia speme?

 

Adina

Sappi, oh Dio! che il cor mi geme

ma non chiedermi perché.

 

Califfo

(Ah! che strano cambiamento

ch’io comprendere non posso!

Fiero dubbio il sen mi ha scosso,

so dir, oh Dio! qual è.)

 

Adina

(All’affanno, oh Ciel! ch’io sento

più resitere non posso!

Nuovo affetto il cor mi ha scosso,

so dir, oh Dio! qual è.)

 

Califfo

Se del cor mi nieghi il dono

dimmi almen, crudel, perché?

 

Adina

Sappi sol che oppresa io sono

ma non chiedermi perché.

 




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