Califfo
Di te vengo in traccia,
tutto è disposto, o cara;
il tempio, il fuoco e l’ara, e a far compito
il sacro dolce rito
manchi tu sola: ma che vedo mai?
Tu non rispondi, e volgi altrove i rai?
Adina
Signor...
Califfo Favella: qual pensier funesto
turba il sereno del tuo bel sembiante?
Adina
Sappi... Fatale istante!
Califfo
Siegui.
Adina Che dir poss’io? de’ mali miei
la sorgente è inesausta; ah dona ancora
questa notte, signor, al mio dolore.
Califfo
Dolor! Che dici? mi
trafiggi il core.
Se non m’odii, o mio
tesoro,
se pur caro ancor ti sono,
perché mai mi nieghi il
dono
del tuo cor promesso a me?
Adina
No, non t’odio, il ciel che imploro
a’ tuoi giorni ognor sereno
dica ciò ch’io provo in seno
quand’io son vicina a te.
Califfo
Ma se m’ami a che t’ostini
a deluder la mia speme?
Adina
Sappi, oh Dio! che il cor mi geme
ma non chiedermi perché.
Califfo
(Ah! che strano cambiamento
ch’io comprendere non posso!
Fiero dubbio il sen mi ha scosso,
né so dir, oh Dio! qual
è.)
Adina
(All’affanno, oh Ciel! ch’io
sento
più resitere non posso!
Nuovo affetto il cor mi ha scosso,
né so dir, oh Dio! qual
è.)
Califfo
Se del cor mi nieghi il
dono
dimmi almen, crudel, perché?
Adina
Sappi sol che oppresa io sono
ma non chiedermi perché.