Alì
Che ti arresta, o signor? Già da gran tempo
il popolo affollato
ti attende al tempio, e la solenne pompa
con mille moti impazienti affretta.
Califfo
Del popolo l’amor invan m’aspetta.
Alì
Come?
Califfo Ricusa Adina
oggi all’altare di giurarmi fede
e l’indugio d’un giorno a me richiede.
Alì
Perdonate, signor, ma il mio sospetto
svelarvi io voglio: crederi
tacendo
di mancarvi di fé.
Califfo
Numi! che intendo?
Quale sospetto è il tuo?
Alì
Segretamente
con uno schiavo favellar fu vista
oggi Adina in giardin; e
a quel che parve
d’alto affar favellò.
Califfo
Con uno schiavo!
Chi fu l’audace, e chi guidollo a lei?
Alì
Intender nol potei; ma ben più grave
cagion m’induce a
paventar che a voi
qualche inganno si trami. Appo
il serraglio
ignoto pescator stava
celato
siccome esplorator posto
in agguato.
Califfo
Alì, le tue parole
di mille punte m’han frafitto il core.
D’intorno al serraglio
le porte guardate
le mura osservate
con tutto il rigor.
Ché incerta è quest’alma
fra i dubbi del cor.
Dolce Adina lusinghiera,
non tradire un dolce affetto.
Ah! che il cor fedel la
spera,
grata al tenero mio amor.
Ah! se infida ritrovo colei
che sì pura sembrava a’
miei sguardi
di chi mai fidarmi potrei?
Dove amor, dove fede sperar?
Gelosia già m’infiammi, già m’ardi,
la mia fede già fai vaneggiar.
(parte con Alì)
Luogo remoto vicino al serraglio in cui scorgesi un ramo
di fiume. È notte.