Califfo
Arrestate; invano, o perfidi,
procurate di fuggir.
(ad Adina)
Tu non osi, o donna ingrata,
di fissarmi il ciglio in volto...
E tu, vile quanto stolto,
sei coperto di pallor...
Sì, tremate: già vi ho colto,
già vi opprime il mio furor.
Selimo
In non tremo, un ferro solo
porgi a me, ché mille n’hai.
S’io son vile allor saprai,
chi son io ti mostrerò.
Califfo
Temerario! Olà, costoro
tolti sian dal mio
cospetto.
Adina
Ah signor, pietà di loro.
Vibra il ferro in questo petto.
Solo in me la rea tu vedi,
solo Adina ti oltraggiò.
Califfo
Tu pregar ancor mi puoi?..
Tu per lui?.. perfidia estrema!
Va’, non t’odo: iniqua, trema,
d’ambedue vendetta avrò!
Adina
Ah crudele!
Califfo
Sian divisi.
Selimo
Oh dispetto! oh furor mio!
Adina
Vana speme!
Mustafà Testa addio!
Califfo
L’ira mia frenar non so.
Adina, Selimo e Califfo
Oh qual notte orrenda è questa!
Qual momento, oh Dei! d’orrore.
Fiera in sen mi fan tempesta
tra l’affanno, sdegno, amore,
e a vicenda, a brani a brani,
io gli sento il cor spezzar.
Mustafà
Ah! l’ho detto che la festa
non finiva con onore.
Ah! per me di già s’appresta
qualche palo traditore.
Ah! qual mai dovrò domani
fiero ballo incominciar.
(partono)