Scena decima. Adina
esce furtivamente dal serraglio, indi ritornano Selimo
e Mustafà
Adina
Nel lasciarti, o caro albergo
di quell’anima ben nata,
una voce ascolto a tergo
che mi grida e chiama ingrata!
Ah! parlò con più potenza
altra voce a questo cor.
Della mia riconoscenza
trionfò più forte amor.
Selimo (di dentro)
Qui vi è gente...
Adina
Alcun s’appressa.
Mustafà
Tosto indietro ritorniamo.
Adina
È Selimo.
Selimo
È Adina.
Mustafà
È dessa.
Adina
Adina e Selimo
Oh contento! Salvi siamo.
Corri, vola il pescatore
prontamente ad avvisar.
Mustafà
(Se mi scampo con onore
è una cosa da contar.)
(parte)
Adina e Selimo
Oh notte amica! - Addensa il velo,
stella nemica - non splenda in cielo,
la nostra fuga - non palesar.
(Mentre vogliono partire odesi un colpo di
fucile. Mustafà ritorna spaventato.)
Adina
Ah qual colpo!
Mustafà
Aiuto! aiuto!
Selimo
Che mai fia?
Mustafà
Siam rovinati.
Il battello è trattenuto,
pieno è il lido di soldati.
Adina e Selimo
Sorte avara! Ove nasconderci?
Mustafà
Prepariamoci a morir.