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Felice Romani
Aureliano in Palmira

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  • ATTO PRIMO
    • Scena sesta. Arsace ed Aureliano
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Scena sesta. Arsace ed Aureliano

 

(Esce Arsace, Aureliano gli va incontro)

Aureliano
Stretto in catene,
eccoti, Arsace: invan la Persia intera
armasti contro me: fur le tue schiere
dal romano valor vinte e fugate,
in riva dell’Oronte e dell’Eufrate.

Arsace
Della fortuna avversa
non rammentarmi in van lo sdegno estremo;
io son tuo prigionier; lo veggo e fremo.
Che se giustizia sola
assistesse al pugnar, in lacci avvinto
oggi Aurelian vedrei
al piede di Zenobia e ai piedi miei.

Aureliano
Principe, un folle amore
oh come ti cambiò! nemico a Roma
per Zenobia ti festi...
Dovrei punirti; ma pietà mi desti.

Arsace
La tua pietà? conosce il mondo appieno
il Tebro ed Aureliano.
Non alberga pietade in cor romano.

Aureliano
Fiero sei tanto! e che saria se vinto
da te foss’io?

Arsace
L’Asia dolente ascolta,
l’Asia il dirà.

Aureliano
Custodi, al mio cospetto
si tolga: io t’abbandono alla tua sorte.

Arsace
Da forte io vissi e morirò da forte.
(Partono. Aureliano entra nelle tende. Arsace è condotto via tra le guardie.)

 




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